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lunedì 17 giugno 2013

Il fumo di satana


Recensione del libro “Il fumo di satana” di Sergio Russo

Con prefazione di Mons. Nicola Bux - Ed. Città Ideale



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La prefazione che Mons. Nicola Bux offre all’autore di questo libro è molto eloquente e significativa:La Grazia è la cosa più sublime che esista nell’universo mondo. Oggi l’uomo moderno neppure sa che cosa sia. (…) Eppure la grazia sta parimenti rinnovando il mondo intero: ma come una foresta che cresce, essa non fa rumore; e come la marea ti inonda ma non te ne accorgi”. Ricco di ottimismo e di speranza questo pensiero che sembra quasi contrapporsi alla durezza del titolo del libro “Il fumo di satana” di Sergio Russo, che riprende quella frase storica di Paolo VI “Il fumo nel tempio”.
La realtà è che, purtroppo, questo fumo nel tempio è
oramai dilagato ovunque, corrompendo la vita sociale e religiosa dell’uomo dal momento che entrambi gli aspetti formano un tutt’uno con l’esistenza umana composta di anima e di corpo, e quando uno dei due aspetti comincia a barcollare, anche l’altro viene travolto. Molti hanno cominciato a capire la gravità di questa crisi solo da quando, assieme allo svuotamento graduale delle chiese, cioè all’abbandono della preghiera, si sono contemporaneamente svuotate anche le nostre tasche e abbiamo cominciato a toccare con mano la nostra difficoltà a procurarci pane e companatico. E forse solo davanti alla insicurezza per il nostro futuro, ci siamo fermati a chiederci se per caso questi decenni trascorsi nell’abbondanza ci hanno indotto ad emarginare Dio dalla nostra vita scordandoci dei suoi doni che davamo ormai per scontati.
Ma la vera gravità della questione si raggiunge quando a ignorare la presenza di Dio e dei suoi doni sono gli uomini di Chiesa! Poiché hanno cominciato a privilegiare l’aspetto socio-umanitario piuttosto che quello soprannaturale; a concepire il Sacerdozio come impiego manageriale piuttosto che come Ministero divino; a confidare più nelle forze politiche che nella Parola di Cristo, del quale alcuni dubitano persino la divinità e la risurrezione! Questa reiterata infedeltà di molti ecclesiastici ha permesso che venissero spalancate le porte a Satana anziché a Cristo, col risultato che il fumo nefasto della sua presenza diabolica ha finito con l’ottenebrare le menti e indurire il cuore alla luce della Verità!
Ma quale collegamento ci può essere tra le vicende tragiche del mondo e della Chiesa e la necessità della liturgia, tirata in ballo più volte dall’autore con numerose citazioni di Papa Benedetto XVI come rimedio a tutti questi mali?  E’ nel rapporto con la Liturgia che si decide il destino della Fede e della Chiesa!”  Ebbene, esiste un collegamento strettissimo per il semplice fatto che il cristiano cattolico non si rivolge a Dio solo con preghiere personali o vocali, ma cerca di vivere il suo rapporto con il Signore soprattutto attraverso quella Liturgia che è espressione della preghiera della Chiesa come Corpo Mistico di Cristo, quella Liturgia attraverso la quale si celebrano i Sacramenti e si riceve “quella Grazia che è la vita stessa di Dio in noi”, dal momento che, proprio attraverso Liturgia e Sacramenti, è Cristo stesso che perpetua la sua vita tra noi, agisce e opera in noi. Come infatti avrebbe potuto vivere Gesù Cristo quella Sua Parola che dice “Io sarò sempre con voi fino alla fine del mondo!” se non attraverso la celebrazione liturgica sacramentale? E in particolare attraverso quella celebrazione unica, straordinaria, eccezionale che è l’Eucarestia, la Santa Messa, dove Lui realmente si rende vivo e presente tra noi attraverso il Sacerdote. Questo è il vero aspetto meraviglioso, unico e singolare della nostra fede cattolica rispetto a tutte le altre espressioni religiose.
Ed è proprio per ciò che, quando questa divina Liturgia cattolica, ben definita lungo i secoli ed espressa nei cosiddetti “canoni” viene stravolta o strumentalizzata a seconda dei gusti di chi ha il potere di cambiarla, riducendola solo a puro spettacolo, a un miserevole “show” per attirare l’attenzione della gente – e in tal modo ritenerci bravi perché riempiamo di nuovo le chiese – viene snaturata nella sua peculiarità, col grave pericolo di cadere nel sacrilegio, nella dissacrazione!  Mi riferisco in particolare a quelle messe-show dove il celebrante improvvisa preghiere personali al posto di quelle liturgiche o dove si balla il flamenco o altro tra il Vangelo, il Sanctus e la Comunione, o dove, peggio ancora, si distribuisce con troppa disinvoltura e leggerezza la Santa Comunione, in cui è presente Gesù Cristo Signore con tutto il suo Corpo, tutto il suo Sangue, tutta la sua Anima, tutta la sua Divinità a persone che pubblicamente e orgogliosamente dichiarano la loro ostilità a Cristo e alla Chiesa senza pentimento alcuno! Queste sono autentiche profanazioni sia della Comunione che della Messa.
La nota pastorale di S. Ecc. Mons. Mario Oliveri, Vescovo di Albenga, sull’essenza e sublimità dell’Eucaristia, arricchisce il libro di ulteriori contenuti dottrinali che invitano alla fiducia e alla speranza, mentre si possono definire splendide le preghiere raccolte dall’autore nella seconda parte del libro che sono espressione dell’amore di Dio di molti santi e della devozione popolare.
Adorare Cristo nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia, inginocchiarsi davanti a Lui, sia nell’esposizione solenne sia nel Tabernacolo, come pure al momento della Comunione nella Santa Messa, per sottolineare i momenti principali della Sua reale presenza tra noi, non sono dettagli irrilevanti!  Sono anzi segni doverosi della nostra consapevolezza di trovarci davanti alla maestà infinita di Dio che ci ama di un Amore folle. 

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