Libri Fede & Cultura scontati del 40%

lunedì 28 aprile 2014

Il giorno dei quattro papi

Un cristiano cattolico non può che tripudiare di gioia davanti alla proclamazione della santità di chiunque venga messo sugli altari dall’autorità della Chiesa, a maggior ragione se si tratta di un Papa! Nel nostro caso, proprio oggi, domenica della Divina Misericordia, si è trattato non solo di tripudio ma di una sorta di vero trionfo della Chiesa in festa rappresentata da più di un milione di fedeli stretti attorno ai memorabili “quattro Papi”: due defunti proclamati Santi, e
due viventi, Papa Francesco e il nostro carissimo Papa emerito, Benedetto XVI. In effetti la commozione è stata ai massimi livelli, anche da chi osservava attraverso la televisione, anche a motivo della dimostrazione di fede di moltissima gente venuta da lontano a costo di grandi sacrifici, e questo sicuramente viene sempre premiato dal Signore con abbondanza di grazie e di conversioni.
Tuttavia molti si chiedono quanto questa fede sia legata al famoso “sensus fidei” del popolo cristiano considerato come “vox Dei” o non sia piuttosto frutto dell’enfatizzazione dei mass media, abili nel pilotare le situazioni, perché non sempre il favore popolare corrisponde alla vera fede della Chiesa, soprattutto adesso dove i media esaltano in modo esagerato, ad esempio, la figura di Papa Francesco in una sorta di “papolatria” pericolosa che rischia di sostituirsi allo stesso Gesù Cristo.
Inoltre non possiamo ignorare quella numerosa parte dei fedeli che nutre serie perplessità anche nei confronti della canonizzazione di questi due Papi, soprattutto se confrontata, non tanto con l’esemplarità della loro vita personale, che comunque non sarebbe sufficiente da sola per la proclamazione della santità, bensì con i frutti ricavati in un periodo storico-religioso in cui, a partire proprio dal 1960 in poi, sembra che la Chiesa stia progressivamente andando in rovina. Mentre lasciamo agli esperti esporre una loro accurata analisi, come da questa intervista del prof. de Mattei:
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/04/perplessita-e-dubbi-per-le-imminenti.html#more
noi ci limitiamo a offrire un semplice parere partendo da una realtà concreta ma disastrosa che è sotto i nostri occhi, non solo per la persecuzione e il martirio di molti cristiani in ogni parte del mondo, di cui nessuno parla, e per l’abbandono della Chiesa da parte di molti laici e consacrati, ma anche per la situazione di tutto il mondo che sembra stia precipitando verso la rovina spirituale e materiale perché si nota la mancanza della guida della Chiesa come “timone dell’umanità”. Per restare nel settore prettamente ecclesiastico, molto preoccupanti sono i dati statistici ufficiali dal 1965 al 2005, in concomitanza con l’operato di questi due Papi, cioè a partire dal Concilio Vaticano II:
i Gesuiti sono calati  del 45% -     i Salesiani del 24% -    i Frati Francescani del 41%                  
i Cappuccini del 29%        i Benedettini del 35%     i Domenicani del 39%..... 
Forse sono in ripresa le Orsoline dopo il successo avuto da una loro suora canterina, Suor Cristina, famosa per portare i fedeli più agli stadi che in Chiesa.
            Se si pensa, poi, che è stato avviato anche il processo di canonizzazione di Paolo VI, altro fautore del Concilio, e se si confronta con il numero dei Papi canonizzati in duemila anni di storia della Chiesa che sono qualche decina, tra cui i primi Papi martiri, viene inevitabilmente da chiedersi come è possibile conciliare tanta santità nei Papi di questi ultimi decenni e altrettanta, grande rovina nella Chiesa nello stesso periodo! Sembra quasi, afferma il prof. de Mattei, che “un’aureola di santità debba avvolgere forzatamente l’era del Concilio e del postconcilio, per “infallibilizzare” un’epoca storica che ha visto affermarsi nella Chiesa il primato della prassi pastorale sulla dottrina”.
Il fatto poi che Papa Bergoglio continui a collezionare le sue azioni plateali ma assai discutibili, come ad esempio la telefonata recente al dissacratore di Pannella per complimentarsi con lui per le battaglie in favore dei carcerati, avvallando in tal modo tutto il suo operato blasfemo, anziché ricordargli che è sull’orlo della tomba e che Dio giudicherà le sue malefatte contro l’uomo, la famiglia, la società e la Chiesa, la dice lunga sulla situazione terribile che sta passando la Chiesa in questo periodo, proprio per le mani dei suoi stessi Ministri! Eppure la gente, pilotata dai media, ignora tutto ciò e si sente appagata dai saluti e dalle battute di un Papa che, sull’auto è sorridente, ma sull’altare è triste come la morte. Quando il Papa inneggia all’uomo e alle sue miserie senza chiedergli pentimento, anziché essere guida e testimone della missione affidatagli da Gesù Cristo, può essere considerato vero Papa? Sono sempre più numerosi coloro che ne dubitano.

Nessun commento:

Posta un commento