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lunedì 28 aprile 2014

Il ruolo della Chiesa nella società

Verona, Santa Pasqua 2014

Al Presidente della                                        e p.c.              Segretario Generale della CEI
Conferenza Episcopale Italiana                                            Mons. Nunzio Galantino
Card. Angelo Bagnasco                                                       Circonvallazione Aurelia, 50
Piazza Matteotti, 4                                                                00165 Roma
16123 Genova
                                                                                             Direttore dell’Ufficio Nazionale
                                                                                             Per la Pastorale della famiglia
                                                                                             Don Paolo Gentili
                                                                                             Via Aurelia, 468
                                                                                             00165 Roma


LETTERA APERTA:  UN RINGRAZIAMENTO PUBBLICO E UNA PETIZIONE
IL RUOLO DELLA CHIESA NELLA SOCIETA’

Sento il dovere di ringraziare la Conferenza Episcopale Italiana, nelle Vostre Ill.me Persone, per aver avuto il coraggio di bloccare il tentativo delle autorità civili italiane di pretendere che le Istituzioni ecclesiastiche si sostituiscano a quelle politiche nel combattere la pedofilia tra il Clero.
Infatti la denuncia pubblica dei preti colpevoli di questo reato da parte dei rispettivi Vescovi ai tribunali civili, denunce che hanno creato sofferenze, traumi, umiliazioni e defezioni a tutto il Clero mondiale, per la stragrande maggioranza innocente, perché compiute oltretutto in maniera plateale, ostentativa, da parte di una “Chiesa” che si è arresa e consegnata senza contraddittorio nelle mani della giustizia civile, è una pretesa luciferina che, grazie alla Vostra fermezza, è stata adesso bloccata, anche se in ritardo, purtroppo. Infatti, non solo esistono per tale scopo i tribunali ecclesiastici con la dovuta riservatezza per ciascun caso, onde evitare la gogna mediatica e lo scandalo pubblico
sempre deprecabile, ma, al di là di questo, come fedeli cattolici, ci chiediamo:
  • come può un Vescovo, come da Voi egregiamente espresso, trasformarsi in Pubblico Ministero che denuncia chi si rivolge a lui manifestando le sue debolezze e chiedendo magari aiuto per venirne fuori, soprattutto se pentito e desideroso di cambiare radicalmente vita?
  • Come può un Vescovo o un Sacerdote che vengono a conoscenza di altri reati, anche da parte di laici, (es. omicidio, truffa, usura, ricettazione, concussione, rapporti innaturali di vario genere, spaccio di droghe ecc…) a maggior ragione se confessati nel Sacramento della Riconciliazione che esige il silenzio più assoluto, come possono costoro tradire il loro specifico ruolo ministeriale per diventare una sorta di “delatore pubblico” assumendo la veste di giudice implacabile che consegna alla giustizia umana il penitente che a lui si affida?

Con queste premesse, rischia di venire svilito sia il sacramento della Confessione, che nulla ha da spartire con i tribunali umani, sia la figura del Vescovo come Pastore d’anime che non è affatto un rigido carabiniere. Chi ha perduto di vista la missione della Chiesa come realtà umana-soprannaturale, anzi, chi la vede come un nemico da abbattere, è ovvio che cerchi di ridurla a una delle molte istituzioni umane da tenere al guinzaglio e da strumentalizzare per i propri interessi.

Questo nulla toglie, ovviamente, al dovere sacrosanto che hanno tutti i Vescovi di intervenire con fermezza nei confronti dei sacerdoti colpevoli, con i rimedi o le pene ecclesiastiche previste, nella consapevolezza, comunque, che in mezzo a uno tsunami di denunce mai provate a sufficienza, anche verso sacerdoti defunti che non si potevano difendere, sono state inoltrate anche molte denunce false, che nessuno ha avuto il coraggio di verificare. Proprio oggi, sabato santo, ho avuto notizia di un sacerdote in carcere per pedofilia da 4 anni che è risultato innocente! Chi risarcirà soprattutto il suo trauma psichico? La sua immagine di sacerdote?
Alcuni sono morti di crepacuore, altri si sono suicidati perché accusati falsamente! Bisogna essere molto prudenti prima di accettare ciecamente ogni denuncia come fosse la fonte della verità. Io stessa, ad esempio, ho dovuto testimoniare in favore di ben due sacerdoti accusati ingiustamente di questo reato, uno per odio nei suoi confronti, (te la faccio pagare io!), e l’altro perché tre furbi sedicenni o poco più (minori ma non certo bambini) avevano complottato per fargli spillare soldi in cambio di “infossare” le calunnie. E le autorità ecclesiastiche in questo cataclisma erano più propense a credere agli accusatori piuttosto che ai loro confratelli sacerdoti! Questo è assurdo ma anche comprensibile perché si è creato un clima da rivoluzione bolscevica in tutto questo!

Come già espresso in una mia precedente lettera su “I preti e la pedofilia” ci si chiede:
  • come può questa società dell’ipocrisia e della lussuria imposta con orgoglio, avere il coraggio di denunciare le “baby squillo” e i preti pedofili quando sono decenni che nelle scuole si insegna una sorta di educazione sessuale che è solo “libertinaggio sessuale?”
  • A maggior ragione da quando si vuole “sublimare” la perversione sessuale a diritto inviolabile con l’idiozia del gender, autentica scuola di prostituzione legalizzata che insegna ai bambini sin dalle primarie a toccarsi, a esplorarsi, a invertire la loro realtà sessuale, offuscando la consapevolezza della loro identità di persona e gettandoli nella disperazione più grande!
  • Ci meravigliamo dunque del cedimento di alcuni sacerdoti costretti a nuotare con fatica in mezzo alla melma putrida, spesso circondati da ricatti, insidie e trappole di ogni tipo!
  • Perché non puntare il dito contro le miserie che stanno emergendo anche nei parlamenti di tutto il mondo? Politici regolarmente sposati che consumano rapporti e orge con chiunque, e che sprecano danaro pubblico per i loro luridi piaceri, mentre il popolo fa la fame? Non è certo il matrimonio che garantisce la fedeltà, ma la lotta di ciascuno contro le seduzioni del male.

Allora perché far pagare solo alla Chiesa Cattolica queste colpe se è la società che le impone ipocritamente a tutti? Nella storia della Chiesa si ricorda che più di una volta Papi e Vescovi hanno alzato la loro voce contro le iniquità di Re e Imperatori chiedendo alla società civile di fare ammenda dei propri peccati! Adesso accade esattamente il contrario perché vediamo una Chiesa stracciona che si batte il petto, prostrata ai piedi del mondo, come se fosse un’Associazione a delinquere. Questo Gesù Cristo non lo potrà tollerare a lungo, perché sono peccati gravissimi contro la Giustizia e lo Spirito Santo che Dio potrebbe punire severamente!
Purtroppo, mentre si continua a denunciare la situazione dei poveri e dei politici corrotti ecc. non si ha il coraggio di andare alla radice del “perché” di questo avanzare della corruzione a livello globale che consiste nel proliferare del peccato di sodomia voluta dal diavolo! La perversione sessuale sta alla base di ogni altro tipo di iniquità, di immoralità e di disonestà perché è come un torrente melmoso in piena che travolge tutti coloro che gli si avvicinano in un vortice di iniquità. La sodomia intesa nel suo aspetto più ampio che non è solo omosessualità, bensì il considerare il rapporto carnale-genitale libero da qualunque legge morale e aperto anche all’incesto, è un peccato gravissimo perché rovina l’uomo come immagine e somiglianza di Dio e la famiglia da Lui voluta secondo il suo progetto. E’ vero che si sono levate alcune voci autorevoli, quali il Presidente della Cei, Card. Bagnasco, il nostro Vescovo di Verona, Mons. Zenti, quello di Bologna, di Trieste, di Torino, di Ferrara ecc., la stessa Nota Pastorale della Cei del Triveneto ecc. tuttavia ci aspettiamo una forte reazione a livello Ecclesiale Nazionale perché la situazione è drammatica:

PER QUESTO VENIAMO A CHIEDERE UMILMENTE ALLA CEI E A TUTTI I VESCOVI DI CHIAMARE A RACCOLTA TUTTE LE DIOCESI, LE ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI, ECC. PER UNA MANIFESTAZIONE PUBBLICA RILEVANTE, COME NEL “FAMILY DAY” DEL 2007, POSSIBILMENTE ENTRO GIUGNO, RIVENDICANDO QUESTI SACROSANTI DIRITTI:
  1. la libertà di difendere l’unica, vera famiglia formata da un uomo e da una donna;
  2. il diritto del bambino ad avere un padre e una madre;
  3. la libertà di pensiero e di opinione;
  4. il divieto di insegnamento del gender nelle scuole che profana l’innocenza dei nostri bambini.

Da promuovere il più presto possibile, prima che venga approvato il disegno di legge Scalfarotto che prevede il carcere per i “reati” di opinione, cioè quella legge assurda contro l’omofobia dove il bambino viene considerato solo oggetto per soddisfare le voglie di “coppie di fatto” che, etero o omo che siano, in realtà non fanno mistero di considerare un loro diritto l’unione carnale con chicchessia, e, Dio non voglia che prima o poi, non reclamino anche il diritto di portarsi a letto il figlio adottivo, in ossequio alle loro tendenze che sono da ritenere “sacre, intoccabili, indiscutibili, impunibili”.

            Con l’auspicio che nostro Signore Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini, con l’intercessione della Vergine Maria e di San Giuseppe, come recita la preghiera: “ci liberi dai mali che ora ci affliggono e ci conduca alla salvezza eterna”. 

      


P.S.  Si invitano coloro che leggono e condividono, Movimenti, Parrocchie, Istituzioni, Associazioni, privati o altro, a inoltrare analoga richiesta alla Cei unendosi compatti. L’unione fa la forza. Coraggio!

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