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venerdì 2 gennaio 2015

Quattro milioni per denigrare la Chiesa

Sembra che lo spettacolo presentato più volte da Benigni alla televisione su “I Dieci Comandamenti”, al di là dell’altissima “audience” che di solito accompagna sempre questo attore, indubbiamente di grande capacità, sia stato approvato all’unanimità, applaudito e incoraggiato soprattutto dalle autorità ecclesiastiche, Vescovi, Abati, Cei, encomi su l’Osservatore Romano e su Avvenire, come se fosse ormai l’unica voce di quella Verità di fede che da tempo molti Sacerdoti e Vescovi si rifiutano di insegnare, per lasciarla proclamare ai novelli “apostoli”, meglio detto “apostati”, tanto che perfino papa Francesco sembra si sia congratulato con l’attore al
telefono per oltre un’ora, almeno a quanto riferiscono fonti vaticane riprese da “Il Giornale” del 19 dicembre.
Certo, in tempi di ateismo come i nostri, d’immoralità pubblica, di gravi ingiustizie, di rifiuto del sacro dove si fa sfoggio soprattutto di stupidità e di agnosticismo irrazionale, sentir parlare con molto rispetto dei “Dieci Comandamenti” da un comico non certo cattolico praticante, non può che destare nei cristiani molta ammirazione e perfino commozione profonda che sfocia inevitabilmente negli applausi. Anche perché la gente, alla fine, ha bisogno di sentir parlare di cose belle e sacre.

VECCHIO E NUOVO TESTAMENTO. Tuttavia, dopo un’attenta analisi della narrazione, sorgono inevitabilmente dei dubbi, almeno da parte di chi ha ricevuto una buona formazione cristiana perché, se è vero che Benigni, come da sua dichiarazione, si è ispirato per questo commento sia alle fonti “dell’Esodo” che a quelle del teologo protestante valdese Paolo Ricca, si capisce il perché le sue spiegazioni siano state tutte molto ossequiose della Legge ebraica antica secondo i costumi e le leggi del Vecchio Testamento, ma altrettanto ambigue, se non talvolta perfino irriverenti nei confronti della Chiesa cattolica la quale avrebbe in un certo senso interpretato arbitrariamente, secondo lui, certi Comandamenti, caricando i cristiani di doveri e di oppressioni che non sarebbero stati previsti da Dio al momento di consegnare a Mosè le Tavole della Legge.
Come se la Chiesa fosse una qualunque associazione umana di tipo culturale-religioso che ha fatto irruzione nella storia con la pretesa di stravolgere tutto l’insegnamento del Vecchio Testamento per presentare il suo “Nuovo Testamento” aggiornato, corretto e reso ancora più severo per rendere schiavi gli uomini. Forse questi attori, scrittori, sedicenti teologi oggi di moda che sentono quasi il dovere di commentare le Sacre Scritture come “novelli profeti” rimanendo però ben arroccati alla loro visione atea o anticlericale della storia, cioè i vari Augias, Mancuso, Dan Brawn, Odifreddi, Benigni ecc. con tutto il rispetto per le loro intenzioni che solo Dio giudicherà, non hanno ancora capito che, quando parlano di Chiesa, devono fare i conti anche con Gesù Cristo che ha fondato la Chiesa e che è inseparabilmente unito ad essa, perché è proprio attraverso la Chiesa, (Mistero grande, se vogliamo, ma reale, vero, palpabile che andrebbe studiato e approfondito senza pregiudizi), che Gesù perpetua la sua presenza viva e vera in mezzo a noi fino alla fine del mondo.
E Gesù è venuto circa duemila anni dopo Mosè, non ad abolire ma a “perfezionare” la Legge Antica: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento” (Mt, 5,17) sintetizzando e semplificando, in un certo senso, quella miriade di leggi, comandi, regole, divieti, obblighi ecc. di cui è pieno il Vecchio Testamento, soprattutto nei due libri del “Levitico” e dei “Numeri”.  S. Giovanni nel Prologo al suo Vangelo afferma che “la legge fu data per mezzo di Mosè, ma la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo”.

GESU’ CRISTO SALVATORE. Ma ciò che è ancora più sconvolgente è che Gesù è venuto in mezzo a noi non come uno dei tanti Profeti, ma come Figlio di Dio, vero Uomo e vero Dio, come Salvatore dell’umanità. Di quale salvezza si tratti, anche il credente ha le idee confuse oggi, purtroppo, perché si pensa alla salvezza dalla guerra, dalla fame, dalle ingiustizie, dalle malattie ecc. ed è vero, perchè anche da questo ci vuole liberare il Signore a cui sta a cuore anche la nostra felicità terrena, ma la vita passa in fretta e tutti ci troveremo di fronte all’unico, vero, grande problema che accomuna tutti gli uomini di tutti i tempi: la nostra vita dopo la morte, cioè la nostra salvezza eterna, fatto che non possiamo permetterci il lusso di prendere alla leggera, perchè allora sì che avremo fallito tutto, nonostante le nostre ricchezze! “A che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la sua anima? (Mt. 16,24).

GESU’ CRISTO, LEGISLATORE E GIUDICE. La dottrina di Gesù è certamente basata sull’amore, ma su un amore esigente, impegnativo, santo, come ad esempio l’amore per i genitori, il “Quarto dolcissimo Comandamento: Onora tuo padre e tua madre” che peraltro Benigni ha saputo commentare egregiamente. Gesù ha presentato la sua dottrina con molta autorevolezza tanto che la gente lo chiamava “Maestro, Rabbi (…) Ma chi è costui che parla con tanta autorità?... Egli infatti insegna come uno che ha autorità e non come i loro Scribi” (Mt. 7,28). 
San Matteo dedica tre capitoli, il 5,6,7 a questi temi di “contrasto” se così si può dire, cioè laddove Gesù più volte dichiara: “Avete inteso che fu detto agli antichi (…) MA IO VI DICO (…)” Ad esempio, parlando del Quinto Comandamento “Non uccidere” Gesù afferma:“Avete inteso che fu detto agli antichi “Non uccidere”, chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. MA IO VI DICO: chiunque si adira con il proprio fratello sarà sottoposto a giudizio…”(Mt.5,21) paragonando l’ira all’odio omicida.  E altrove, parlando della fedeltà coniugale e del divieto di ripudiare la propria moglie come prevedeva la legge mosaica, affermava con forza:Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto”.(Mc. 10,1) ecc.  
In pratica Gesù ha perfezionato “la legge antica” fornendoci i mezzi spirituali necessari affinchè l’uomo potesse vivere “la legge nuova”, ma nel contempo, si è proclamato anche Giudice del nostro operato con un giudizio particolare su ciascun uomo subito dopo la sua morte, e un secondo Giudizio Universale alla fine del mondo. (Mt. 25,31)

TERZO COMANDAMENTO “RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE”. Mentre il popolo ebraico celebrava il sabato come festa sacra perché ricordava il “Riposo di Dio” nel settimo giorno dopo la creazione, (Gen.2,2) la Chiesa fin dai primissimi tempi identificò invece nella domenica, cioè il primo giorno della creazione, la sacralità della festa, riassumendo in questo “Giorno del Signore” tre fondamentali interventi di Dio: la Creazione, la Risurrezione di Cristo e la discesa dello Spirito Santo (Pentecoste). Siccome tutto questo si realizza nella vita di Gesù Cristo, soprattutto nella sua Morte e Risurrezione, Egli stesso ci ha comandato di perpetuarne la memoria nei secoli attraverso la celebrazione dell’Eucaristia (Santa Messa):“Fate questo in memoria di me”.
E’ nella Messa infatti che il cristiano prega in modo unico e speciale perché si trova alla presenza di Gesù Cristo vivo e vero attraverso il sacerdote; ascolta la Parola di Dio nelle Letture fortificando la sua fede; riceve aiuti, grazie e benedizioni per la sua vita e per affrontare con fede e coraggio difficoltà, prove e persecuzioni; se è in grazia di Dio, cioè senza peccato mortale, può accostarsi alla Comunione del Suo Corpo e Sangue, e infine partecipa a quella “salvezza eterna” che Cristo ci ha meritato. Questo incontro comunitario settimanale nella S. Messa serve inoltre a condividere la gioia della festa anche assieme ai propri confratelli nella fede. Da questo si può capire che non c’è cristiano senza la Messa perché è la sua carta di identità. Tutti infatti pregano Dio, a qualunque religione appartengano, ma solo il cristiano ha la Messa, cioè prega Dio alla presenza di Gesù Cristo vivo e vero, e Lo può ricevere anche sacramentalmente.
E’ vero che si può andare a Messa solo per formalità, o per abitudine, o per ipocrisia, senza la consapevolezza del grande Mistero che lì si compie, perdendo così anche i frutti di questo grande sacramento, e per questo è indispensabile preparazione, studio e formazione cristiana, tuttavia sta di fatto che senza la Messa partecipata consapevolmente non si è veri cristiani e oltretutto ci si gioca l’anima per tutta l’eternità, con buona pace di Benigni e altri battezzati come lui che pensano che la Messa è un optionall, anzi un obbligo imposto dalla Chiesa perché la moda è di credere che si possa andare in Cielo con le solo nostre sole forze, con le nostre opere buone, ma senza Cristo. Molto difficile, se non impossibile perché Gesù afferma :“Senza di me non potete fare nulla!”.

“QUINTO COMANDAMENTO: NON UCCIDERE” Abbiamo visto sopra quante sfaccettature nel modo di vivere il quinto Comandamento. Peccato davvero che Benigni non abbia mai accennato al crimine contro l’umanità peggiore di tutti, l’aborto, che ha sterminato ormai milioni di creature innocenti nel grembo materno, perché avrebbe fatto calare irreversibilmente “l’audience” e, molto probabilmente, anche la parcella per questa sua prestazione, 4 milioni di euro a quanto pare!
Che ne direbbe oggi Gesù di tutto quel mondo terrificante delle manipolazioni genetiche, di quei bambini in provetta figli di NN perché di tre o più genitori sconosciuti per giunta, di quei milioni di embrioni congelati, già creature di Dio perché fecondati e destinati alla morte prima di nascere? Solo la voce della Chiesa si sente tuonare nel deserto di un mondo glaciale senz’anima e senza speranza.

SESTO COMANDAMENTO “NON COMMETTERE ADULTERIO”. Molto tempo ha poi dedicato Benigni a commentare ironicamente il “Sesto Comandamento”, manipolato, secondo lui, dalla Chiesa cattolica che lo avrebbe presentato sotto la voce “Non commettere atti impuri” sempre allo scopo di caricare le persone di gioghi insopportabili e di sensi di colpa. Il tutto descritto con dovizie di particolari e di esempi pietosi, tutti all’insegna delle risate più sonore perché sono argomenti che si prestano facilmente ad essere banalizzati o volgarizzati.
Certo ai tempi del Vecchio Testamento gli Ebrei avevano un concetto molto alto dell’importanza dei rapporti sessuali (basti pensare che dopo le nozze, come nel caso della Madonna e S. Giuseppe, la coppia restava per un altro anno in casa propria senza vivere il rapporto coniugale), mentre invece la nostra società li deride a tal punto da incentivare i ragazzini ad avere esperienze di tutti i tipi e qualità, nonostante la Chiesa abbia messo in guardia da questi rapporti precoci che compromettono poi la fedeltà matrimoniale, come sta effettivamente accadendo con un disastro di famiglie irresponsabili, sfasciate, infelici, pazze e spesso perfino criminali.  
Forse che un ragazzo/a abituato ad avere esperienze sessuali varie sin da adolescente o poco più, come auspicava Benigni in nome di “santa liberazione”, potrà essere in grado di vivere la fedeltà con una sola donna, sua moglie, dopo il matrimonio, se non viene aiutato a dominare i suoi istinti sin da ragazzo? La fedeltà coniugale non si improvvisa e tanto meno è un dono calato dal cielo ma si conquista per gradi, come per tutte le altre virtù. E il matrimonio è un punto di partenza e non di arrivo che va difeso da tutte le insidie interne ed esterne, in nome della giustizia e della parola data, anche in assenza di attrazione fisica, la quale va e viene con il passar degli anni, ma non è certo l’unico fondamento su cui si basa il matrimonio e la famiglia.

LOTTA ASCETICA E CASTITA’.  La Chiesa è sempre stata Madre e Maestra e, conoscendo il cuore dell’uomo, ha cercato di aiutarlo a realizzare pienamente sé stesso anche attraverso la cosiddetta “lotta ascetica” cioè quel combattimento interiore personale, continuo, per mantenersi casti e fedeli, vincendo gli istinti e le eventuali cattive tendenze, di cui si vantano anche altre religioni, quali il Buddismo e l’Induismo. Senza dire che la castità è stata lodata anche dai popoli pagani (es. Cicerone, 43 a.C. – Plauto, 184 a.C. – Valerio Massimo, 1° sec. d.C. – G. Giovenale, 96 d.C. ecc.) perchè in ogni anima, anche la più viziosa, resta un po’ di nostalgia del bello e del pulito. Non sembra che tutta questa libertà sessuale oggi di moda sia fonte di gioia da parte dei giovani che non sanno più amare nemmeno sé stessi, purtroppo!
Siamo tutti pronti a vituperare quei politici, professionisti o sacerdoti che si macchiano di colpe gravi e non solo sessuali, quali la disonestà, l’imbroglio, il raggiro, la frode, l’usura ecc. ma non pensiamo mai che, senza l’osservanza dei Dieci Comandamenti e il ricorso alla preghiera cristiana è impossibile vivere da persone oneste?  

LE 15 GLORIE DELLA CHIESA. La dottrina che Gesù ci ha portato, pur nella sua semplicità e concretezza, è indubbiamente molto più esigente di quella antica, ma per questo egli ci ha anche consegnato “i mezzi” per poterla vivere che sono i Sette Sacramenti, aiuti divini speciali per essere santi come Lui è Santo. Si tratta di mete altissime, molto esigenti, ma con Gesù lo sforzo naturale per vivere certe virtù impegnative quali la fedeltà, la castità, la povertà e l’obbedienza che la Chiesa richiede a tutti i fedeli ma in particolare ai consacrati, non solo è possibile, ma è anche fonte di grande gioia, come milioni di santi hanno testimoniato e continuano a fare in ogni parte del mondo.
E voler rimarcare pubblicamente con insistenza quasi maniacale solo i “mali” della Chiesa, cioè i peccati di ciascuno di noi che Cristo perdona, non solo non è rispettoso della verità ma è anche una gravissima ingiustizia, sia nei confronti della Chiesa che è la Sposa di Cristo, Una, Santa, Cattolica e Apostolica, sia nei confronti delle migliaia di martiri che ogni ora, ogni minuto che passa soffrono persecuzioni indicibili in ogni parte del mondo per non rinnegare Gesù Cristo, il grande Amore della loro vita. Come quella santa donna, Asia Bibi, madre di cinque figli, in carcere disumano da quasi 5 anni per non voler abiurare alle sua fede cristiana. E non è prigioniera di una banda di fanatici terroristi ma di uno Stato riconosciuto pubblicamente, il Pakistan, che non fa altro che applicare la legge islamica. Questo per farci capire che cosa è effettivamente l’Islam anche quello moderato, ufficiale! Non c’è dialogo che tenga. Davanti all’avanzata dell’Islam ci salverà solo la potenza di Gesù Cristo se lo invochiamo tutti con forza e con fede.

E’ ora di sbandierare invece le glorie della Chiesa in oltre duemila anni di storia, di quei cristiani pieni di fede, di amore e di coraggio che hanno solcato mari e cieli per evangelizzare partendo dalle necessità più impellenti: casa, scuola, agricoltura, ospedali, tanto che le opere umanitarie in tutto il mondo sono realizzate per circa il 90 dalla Chiesa cattolica, dai missionari, volontari, veri Santi spesso finiti in malo modo, bruciati, torturati, crocifissi, decapitati!  Basta con lo sputare nel piatto dove si mangia!!! Noi cattolici non apparteniamo ad un’Associazione a delinquere, ma siamo fieri e orgogliosi di appartenere alla Chiesa di Cristo, a Cristo stesso, nonostante le nostre debolezze e nonostante il tradimento di coloro che rischiano di giocarsi l’anima per tutta l’eternità.

LA VERGINITA’ DI MARIA. Una delle novità in assoluto portata da Gesù Cristo rispetto a tutte le virtù presenti nel Vecchio Testamento, è la VIRTU’ DELLA VERGINITA’, di fatto sconosciuta prima di Cristo come virtù e semmai sopportata con rassegnazione dalle ragazze se svaniva per loro la possibilità del matrimonio. Gesù ce ne volle dare l’esempio essendo egli Vergine e volendo nascere da una donna sempre Vergine, prima, durante e dopo il parto. Dio aveva preservato Maria dal peccato originale in vista di affidarle questo compito sublime di essere la Madre del Salvatore. E poiché la salvezza dell’uomo non può venire dall’uomo ma solo da Dio, il Salvatore del mondo non poteva che essere frutto di un intervento diretto di Dio per opera dello Spirito Santo, come solo Lui può fare.
            A proposito della Verginità di Maria, si narra che nel 1823 ad Ariano Irpino (Avellino) due celebri predicatori domenicani furono invitati a esorcizzare un ragazzo di dodici anni che era solito parlare su dettato del diavolo. Si discuteva allora sul dogma di “Maria Vergine”, dogma che Papa Pio IX avrebbe proclamato più tardi, nel 1854. I due frati imposero al demonio di dimostrare che Maria era Immacolata in maniera del tutto singolare, cioè attraverso un sonetto, una poesia di 14 versi endecasillabi. In effetti il diavolo parlò attraverso la bocca del ragazzo usando espressioni che solo la Madonna poteva proferire, permettendo che si realizzasse quanto chiesto dai due frati. Ecco il Sonetto che venne poi presentato allo stesso Papa che lo lesse molto compiaciuto.

IL SONETTO DELL’IMMACOLATA


Vera Madre son io di un Dio che è Figlio
E son figlia di Lui, benché sua Madre.

“Ab aeterno” nacque Egli, ed è mio Figlio.
Nel tempo io nacqui, eppur gli son Madre.

Egli è il mio Creator, ed è mio Figlio.
Son io sua creatura, e gli son Madre.

Fu prodigio divin l’esser mio Figlio,
un Dio eterno, e me, aver per Madre.

L’esser è quasi comun, tra Madre e Figlio,
perché l’esser dal Figlio ebbe la Madre,
e l’esser dalla Madre ebbe anche il Figlio.

Or, se l’esser dal Figlio ebbe la Madre,
o s’ha da dir che fu macchiato il Figlio,
o senza macchia, s’ha da dir la Madre.


Che Gesù, Giuseppe e Maria ci assistano e proteggano in questo non facile Nuovo Anno 2015.








3 commenti:

  1. January 9, 2015
    Quattro milioni per denigrare la Chiesa
    http://eucharistandmission.blogspot.it/2015/01/quattro-milioni-per-denigrare-la-chiesa.html
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    January 9, 2015
    The 150th anniversary of the Syllabus of Errors is not being celebrated in the Catholic Church since the CDF assumes there are known exceptions to Pope Pius IX in Vatican Council II
    http://eucharistandmission.blogspot.it/2015/01/the-150-anniversary-of-syllabus-of.html

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  2. Grazie per questo scritto, che approvo totalmente! Ad un certo punto, ho smesso di seguire la trasmissione di Benigni e proprio quando parlava del 6° Comandamento... Paolo Morandi
    Vedi: www.paolomorandi.worpress.com

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  3. "...Si discuteva allora sul dogma di “Maria Vergine”, dogma che Papa Pio IX avrebbe proclamato più tardi, nel 1854..."

    Lei confonde l'immacolata concezione con la verginità di Maria... Ignoranza grave!

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