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lunedì 26 ottobre 2015

In difesa di Papa Benedetto XVI

Seconda e ultima parte

Avevamo ancora tutti il magone in gola nel vedere quell’elicottero che si alzava in volo e che spariva nel cielo quasi in segno di lutto, ed ecco le campane suonare a festa per la nomina di Bergoglio, venuto a liberarci dal “tiranno” Benedetto: articoli di benvenuto su L’Osservatore Romano, “Te Deum” osannanti da parte di illustri Prelati e giornalisti che si congratulavano per l’arrivo del nuovo Papa, senza neppure sapere chi fosse, folle in delirio come se fossimo usciti da un decennio di oscurantismo! Finalmente una Chiesa nuova verso la modernità! Non hanno avuto
nemmeno il rispetto che di solito si usa per un povero vecchio costretto a uscire di scena! Questa è la vera vergogna!

LE FANTASIE DI CHIESA VIVA E DI RADIOSPADA. Ma, al di là delle solite dicerie bisbigliate e non documentate, fu la rivista “Chiesa Viva” fondata da Mons. Villa, e attualmente curata dal suo successore, Franco Adessa, a incaricarsi di diffondere capillarmente la notizia di Papa Benedetto come il più terribile “capo massone”, allegando foto, date e documentazioni atte a comprovare queste accuse. Sulla stessa linea la rivista “Radiospada” blog di tenaci sedevacantisti con uscite periodiche su questo argomento sempre più martellanti che girano su Internet come fonte della verità facendo molto danno alla coscienza della gente.
L’insistenza con cui costoro continuano a diffondere queste falsità e la loro totale chiusura davanti a qualunque fondato contraddittorio che li faccia almeno riflettere e rettificare, è segnale di una rigidità assai inquietante. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, soprattutto quando la sordità è dovuta all’orgoglio.

CAPOLAVORO DEL DIAVOLO. Forse costoro si sentono sicuri perché sembra che Mons. Villa abbia ricevuto da San Pio da Pietralcina l’incarico di far emergere le malefatte della massoneria all’interno della Chiesa al fine di combatterle, e di questo gliene siamo grati perché è assodato purtroppo che la massoneria ecclesiastica sta imperversando e non possiamo permetterci di essere troppo ingenui. Tuttavia può capitare che l’eccesso di sacro zelo nell’investigare su un argomento così difficile e controverso, proprio perché si muove tra occultismo, esoterismo e supposizioni, facendo leva anche sull’immaginazione, spesso eccessiva o fantasiosa, degli investigatori, possa essere “manipolato” anche dallo zampino del diavolo che è abilissimo nel far passare la falce “su tutte le erbe del prato”, di manzoniana memoria, sane o malate che siano.
A questo punto così grave della menzogna e dello scandalo pubblico, provocato proprio da coloro che dichiarano di lavorare contro la massoneria per mandato divino (sic!) viene da pensare: “Questo è il più grande “capolavoro” del diavolo e di quella massoneria che essi dicono di combattere! Confondere la fede della gente al punto da accusare colui che ha dato tanto fastidio al diavolo, Papa Benedetto, additandolo come maggior responsabile di questa situazione a partire dal Concilio Vaticano II, non può essere che opera del diavolo”.
Ma anche molti di coloro che rifiutano queste posizioni estreme, sono comunque d’accordo nell’affermare che Papa Benedetto doveva combattere il modernismo con più forza, come fece S. Pio X. C’è da rispondere che se Papa Benedetto avesse avuto al suo fianco tutti i fidatissimi cardinali collaboratori che ebbe Papa San Pio X (vedi il card. Merry del Val ad esempio in concetto di santità) le cose non starebbero certo a questo deplorevole punto, perché il Papa non può fare ciò che vuole, quasi mai, dicono gli esperti, tranne per pronunciamenti ufficiali “ex cathedra”; figuriamoci quando ha attorno chi gli rema contro o chi lo tradisce!

PARERE DI PERSONE QUALIFICATE.  Riporto alcune frasi del prof. Stefano Fontana, giornalista, ex docente di filosofia nei Licei di Verona e direttore dell’Osservatorio dedicato al martire vietnamita Card. Van Thuan, frasi estratte da una conferenza tenuta dallo stesso docente sul tema “Potere, politica, legge in Joseph Ratzinger”.
“Ratzinger ha scritto cose molto importanti per la teologia politica, ma l’aspetto più grandioso del suo pontificato definito “luminoso” sono i suoi discorsi; sui temi del potere, della politica, della legge, ecc. Benedetto XVI ha chiarito e sistemato molte cose, e questo gli è costato molto. Io ho scritto un libro “L’età del Papa scomodo” e non c’è dubbio che Benedetto XVI è stato più che scomodo; è stato osteggiato e perfino odiato soprattutto da coloro che di questo potere si vogliono servire per dominare il mondo e non certo per far trionfare Dio e la Giustizia. Egli è riuscito a consolidare la posizione della Chiesa nel mondo, fissando i tanti elementi provenienti dai pontificati precedenti che però non si erano ancora condensati, stabilizzati, sintetizzati. Egli ha toccato tutti i problemi decisivi. Per questo motivo il suo pontificato è stato il punto di arrivo e di partenza di tutto il periodo conciliare e postconciliare.
Ma il quadro che ci ha lasciato permane tuttora valido, e rimane soprattutto perché non è legato ad aspetti effimeri o scenografici del Pontificato, ma al pensiero. Ciò che appaga il palato, dura poco. Ciò che nutre di verità le menti e i cuori dura a lungo. Non a caso Benedetto XVI non viene ricordato per i suoi gesti, ma per i suoi discorsi e i suoi scritti, che danno gioia intellettuale e spirituale. (…) Suo pilastro fondamentale è la centralità di Dio, pensiero espresso nella lettera che scrisse a tutti i Vescovi del mondo e contenuta poi nella Enciclica “Spe salvi” dove si dice che senza Dio - il vero Dio - il mondo resta privo di speranza, anzi, quando Dio viene eclissato, la nostra capacità di riconoscere l’ordine naturale, il fine ultimo e il Bene comune comincia a svanire”.

Citiamo due libri “scomodi” e poco conosciuti di Papa Ratzinger: “Il posto di Dio nel mondo” Potere, politica, legge, ed. Cantagalli, con prefazione del prof. Fontana, e l’altro: “Europa” ed. Cantagalli, nei quali vengono denunciati i mali del nuovo Millennio: l’annullamento del vecchio Continente a motivo dell’ateismo e una sorta di “suicidio etnico” causato dall’avanzare di una promiscuità di popoli, ai quali, con false promesse di benessere e di pace, viene sottratto il diritto alla “Patria”, alla propria terra nativa e al proprio sviluppo, una sorta di invasione pilotata che sfocerà in violenze e guerre. Proprio il contrario delle strategie mondialiste Bergogliane.


Un altro ammiratore di Papa Benedetto, il prof. Ettore Gotti Tedeschi, banchiere esperto di finanza economica, che è stato presidente dello Jor e pertanto ha lavorato accanto a Papa Benedetto per parecchi anni, ha rilasciato alcune testimonianze importanti. Sollecitato a dare il suo parere, durante una conferenza per la presentazione del suo libro: “Amare Dio e fare soldi”, massime di economia divina, ed. Fede & Cultura, in merito alla questione controversa delle dimissioni di Papa Benedetto, Gotti elencò alcuni motivi chiari e precisi, che io annotai e che espongo per sommi capi:
  1. Perchè faceva il Papa, era ostile al modernismo e voleva rifondare una Europa cristiana-cattolica, influenzando Bruxelles dal di dentro e affrontando il problema Islam.
  2. Perché affermava l’autorità del Papa e del Magistero della Chiesa cattolica contro i “barbari” all’interno della Chiesa stessa che volevano i “decentramenti”, come vediamo.
  3. Perché voleva portare Dio al centro del dibattito culturale, proponendo la figura di Gesù Cristo come “Rivelazione di Dio al mondo” e come punto centrale della storia dell’umanità.
  4. Perché voleva combattere il relativismo, affermando la perenne validità dei cosiddetti “Principi non negoziabili”, (Fede, Vita e Famiglia), l’importanza della Verità per essere veramente liberi, e della “ragione” per arrivare alla vera fede.
  5. Perché metteva in guardia dagli inganni della moderna antropologia che, mentre da una parte eleva l’uomo al posto di Dio, dall’altra lo riduce a puro animale guidato dall’istinto.
  6. Perché affermava che la miseria materiale è causata da quella morale, e per questo proponeva come rimedio per lo sviluppo economico lo studio della dottrina sociale della Chiesa. In particolare Gotti Tedeschi consigliava la lettura dell’enciclica “Caritas in Veritate” compendio delle strategie necessarie per uscire dalla crisi economica.
  7. Perché avversava l’ecumenismo in quanto avrebbe stravolto l’autorità della Chiesa.
  8. Perché difendeva la “Humanae Vitae” di Paolo VI, contro il “pensiero debole”, quello evoluzionista-darwinista, come pure quello del neo-malthusianesimo.
  9. Perché attaccava la promiscuità sessuale e l’omosessualità, soprattutto tra i preti, oltre che le varie biotecnologie della fecondazione in vitro, attentato alla sacralità della vita umana e del vero amore tra un solo uomo e una sola donna. Ecc. ecc. ecc.

Dopo questa sintetica ma robusta esposizione del dott. Gotti Tedeschi, ebbi l’occasione di parlare con un interlocutore esperto dei fatti che sottolineò come ci furono altri avvenimenti che concorsero a scatenare inimicizie contro il card. Ratzinger ancora quando era Prefetto della Dottrina della Fede, a motivo di alcune persone influenti che lui aveva rimosso dal 1984 al 2005 perché fuori dalla fede cattolica per vari motivi. Mi diede un elenco pregandomi di mantenere l’anonimato. Lo passo come mi è stato dato senza impegnare la mia persona. Alcuni nomi sono noti per essere saliti alla ribalta di gravi scandali che quasi tutti conoscono, altri sono già defunti:

  1. P. Gustavo Gutierrez peruviano                   teologia della liberazione
  2. P. Leonardo Boff, brasiliano                 “                    “
  3. SE Pedro Casaldaliga (Brasile)                     teologia della liberazione
  4. P. Edward Schillebeeck, belga,                     pro sacerdozio femminile
  5. P. Helder Camara       brasiliano
  6. SE Raymond Hunthausen, Usa                     pro omosex
  7. Charles Curran, Usa,                                    pro eutanasia
  8. Due Gesuiti, Josè Castillo e Juan Estrada    (Mision Abierta)
  9. Gabriel Marcel                                               pro omosex ecc.
  10. Paul Valadier, gesuita                                   direttore Etudes
  11. Matteo Fox, domenicano                               tesi morali
  12. André Guidon , canadese                            pro  omosex
  13. Jacque Gallot, vescovo di Evvreux                “       “
  14. Tyssa Balasuriye, Vescovo                         contro infallibilità del Papa ex cathedra.
  15. D. Leonardo Zega, ex direttore Famiglia Cristiana.
  16. Jacque Dufuis, direttore Gregorianum
  17. Reibard Messner
  18. Paul Collins                                                    contro infallibilità del Papa ex cathedra.
  19. Samuel Ruiz                                                  pro ordinazione diaconi sposati
  20. Marciano Vidal                                              appoggio a disordini sessuali
  21. Emanuele Milingo                                           ben note le sue tristi vicende di ex esorcista
  22. Romolo Braschi                                             pro sacerdozio femminile
  23. Don Franco Barbero                                     apertura ai gay
  24. P. Bernard Kroll                                             pro ecumenismo
  25. d. Fabrizio Longhi                                         pro omosex
  26. d. Aitor Larresti                                                 “      “
  27. d. Vitaliano della Sala                                    no global

Alcuni di questi personaggi estromessi da Benedetto, rientrarono poi “dalla finestra” come si suol dire, grazie all’appoggio delle lobby massoniche, facendosi beffe del Papa! Altri ancora erano “intoccabili”. Senza dire che dal 13 marzo 2013, fu lo stesso Papa Bergoglio che chiamò in Vaticano molti di questi “contestatori anti-cattolici”, soprattutto quelli della teologia della liberazione, condannata più volte da Papa Benedetto e da Giovanni Paolo II, e li onorò di incarichi di fiducia.

Per concludere: A questo punto drammatico della situazione dove stiamo assistendo a una Chiesa cattolica frantumata e sbattuta dalle onde “come nave senza nocchiere in gran tempesta”, non ci resta che aumentare la nostra fede, come fanno i martiri davanti al supplizio, e invocare nostro Signore Gesù perché intervenga Egli stesso con “mano potente e braccio teso” a fare chiarezza dentro la sua Chiesa, contro cui “Le porte degli Inferi non prevarranno!”.
Nello stesso tempo dovremmo fare tutti un sincero “atto di pentimento, mea culpa”, non per le colpe della Chiesa, “Una,.Santa, Cattolica, Apostolica, Romana” ma per le nostre colpe personali di appartenenti alla Chiesa come cristiani battezzati, infedeli e ribelli, soprattutto perché, rifiutando i nostri veri, grandi “Pastori”, vuoi da parte progressista che tradizionalista, è come se avessimo rifiutato nostro Signore Gesù Cristo e la Sua Chiesa per costruirci “Chiesuole screpolate”, a nostro “uso e consumo”, fredde e aride perché prive della linfa vitale della Grazia.

Grazie, Santo Padre, Papa Benedetto XVI, “Magno”, prossimo dottore della Chiesa! Tante battaglie ci aspetteranno ancora, ma con Sua Santità al timone della nave della Chiesa, noi cammineremo sicuri!  Ad multos annos!  Christus vincit! Christus regnat!

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