mercoledì 16 maggio 2012

Suicidi e disperazione


IL NUOVO ORDINE MONDIALE
Nonostante tutti gli sforzi compiuti dai media per farci credere che il governo sta facendo il massimo per risolvere la crisi nella sua globalità, in realtà siamo consapevoli che l’Italia, come la Grecia e altri paesi del sud Europa, stanno per essere inesorabilmente trascinati verso il precipizio economico a forza di debiti, spese e tasse che sono lievitate in modo abnorme. Il fatto è che le solite anonime lobby finanziarie europee dopo

lunedì 7 maggio 2012

Contro la violenza islamica riscopriamo la fede cristiana



Molto vera, reale, documentata e allarmante l'analisi che sempre più frequentemente ci offre Magdi Cristiano Allam nei riguardi dell'Islam e della sua violenza! E’ ora di dire basta! Soprattutto dopo l’ennesima strage di cristiani in Nigeria e in Kenia e in quasi tutta l’Africa! In effetti non esiste un Islam moderato perchè la violenza fa parte del loro DNA ed è sancita nel Corano che ogni buon musulmano deve vivere alla lettera e imparare a memoria sin da piccolo.
Purtroppo la situazione della nostra cultura diciamo cristiana occidentale nei confronti dell'Islam sembra essere paralizzata, impotente e del tutto incapace di reagire e ancor meno di difendersi. 
Primo: perchè sembra manchi la consapevolezza della gravità della questione, almeno finchè non piomberanno (e sarà presto) anche in Europa e in Italia con i loro soliti sistemi, e allora sarà

lunedì 16 aprile 2012

La donna nel risorgimento italiano

Nell’occasione del 150.mo anniversario dell’unità d’Italia, si è parlato molto anche del ruolo della donna nella ricostruzione dell’Italia, ruolo che i mass media hanno voluto evidenziare presentando figure femminili legate per lo più al campo socio-politico, o perché compagne di uomini politici di spicco, o perché sostenitrici dei partigiani alla fine della seconda guerra mondiale, la cosiddetta ‘rivoluzione rossa’, di cui nessuno osa parlare,[1] o perché hanno sostenuto battaglie culturali in nome di un’emancipazione femminile rivelatasi spesso falsa perché sganciata dalla responsabilità e dal rispetto del proprio ruolo femminile. Quell’Italia del Risorgimento spesso preda di sterili proteste, o di rivoluzioni inutili o di accaparramento di poteri a scapito dei poveri.[2]

            Assoluto silenzio invece sull’operato di altre donne italiane che negli ultimi due secoli hanno contribuito in maniera

lunedì 19 marzo 2012

Il celibato sacerdotale

Gli spiacevoli episodi di pedofilia commessi da alcuni sacerdoti, ingigantiti dai media come se il clero cattolico fosse l’unica categoria sulla terra a macchiarsi di questi peccati, ha indotto alcuni esponenti della cultura a trarre delle conclusioni del tutto gratuite e infondate, e cioè: queste cadute sessuali così biasimevoli sono dovute al fatto che i sacerdoti cattolici sono costretti a vivere il celibato nella castità perpetua con frustrazioni tali da essere poi indotti a cercare per vie proibite quello che potrebbero invece ottenere per vie normali, vale a dire un regolare

giovedì 1 marzo 2012

I preti e la pedofilia



I PRETI E LA PEDOFILIA
(Articolo scritto in marzo 2010 che ripropongo perchè sempre di attualità)

PRIMA PARTE: IL CORAGGIO DI UN’ANALISI

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Se c’è un peccato orrendo, per il quale Cristo stesso non ha risparmiato condanne gravissime, tipo quella di invitare i colpevoli addirittura a scomparire in fondo al mare con una grossa pietra al collo piuttosto che essere di scandalo a uno di ‘questi piccoli che credono in me’, è proprio quello della pedofilia, perché è come ‘uccidere’ un innocente dentro l’anima con traumi e conseguenze irreversibili per tutto il resto della sua vita. Se queste sono le gravissime parole di Cristo, com’è possibile, ci si chiede, che tali peccati vengano commessi addirittura da certi suoi ministri, sacerdoti o religiosi, che sono le persone che più di tutte devono difendere e prendersi cura della gioventù, dei deboli e degli indifesi?
            Vista la gravità della situazione ci sembra doveroso tentare almeno un’analisi per non cadere,

lunedì 13 febbraio 2012

Liberare l'amore

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Gesù ci promette lo Spirito Santo, dicendo che ci spiegherà la verità tutta intera. Ma solo più avanti spiega i contenuti di questa verità, dicendo che lo Spirito “convincerà il mondo in quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio”. Poi spiega brevemente questi contenuti: “in quanto al peccato perché non credono in me, in quanto alla giustizia perché vado al Padre e non mi vedrete più, in quanto al giudizio perché il principe di questo mondo è già stato giudicato”. Il tutto è piuttosto criptico, poco attraente rispetto ad altri contenuti del Vangelo, come l’amore, la misericordia, il comandamento nuovo, ecc. Forse per questo è molto difficile trovare un commento a questo passo del Vangelo. Eppure è quello che lo Spirito deve fare in noi: c’è tutto il Vangelo! Per convincerci dei peccati al plurale non c’è bisogno dello Spirito, mentre qui c’è un peccato che senza lo Spirito Santo non si coglie. Parlare dei mali e dei peccati ingenera pessimismo, mentre scoprire che siamo peccatori apre il cuore al dono della nuova giustizia e ci libera dal giudizio, dal dipendere dal giudizio degli uomini, dalle lotte di potere anche familiari, dalla paura di sbagliare, dai paragoni, dal giudicare gli altri, ecc. San Paolo scopre di essere peccatore nel mezzo dello zelo per le sue chiese, e si libera da un’angoscia di morte (cfr 2 Cor, 1, 8-9), fino ad esclamare “Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze! (2 Cor , 12, 9). Chi non coglie il suo cuore peccatore non lo può aprire, come il solco della parabola al dono gratuito della nuova giustizia, dove Dio dà all’uomo non quello che è dell’uomo ma quello che è di Dio! Ma il tutto si vede dal convincimento di giudizio, che in definitiva è il dono del comandamento nuovo, in cui si ama fino all’ultimo peccatore e ci ritrova uniti in Cristo più che in ogni altro “gruppo primario” in cui tutti cercano immagine e salvezza anche a costo cella vita. Se il legame che ci unisce in Cristo non è “primario” rispetto ai legami sociali in cui cerchiamo immagine davanti agli altri, si vanifica tutto il Vangelo; le parole della catechesi rimangono esterne e volatili. Le comunità dei primi cristiani erano “primarie”, tante parrocchie non lo sono e ci cerca “amore” fuori, in ogni gruppo, anche perverso. Per fortuna ci sono molti esempi di comunità primarie cristiane, che attraversano indenni il deserto del secolarismo.
Il libro sviluppa i tre “convincimenti” penetrando in modo sorprendete e mirabile nel cuore dell’uomo per aprirlo al Vangelo vivo. Fa vedere gli idoli su cui ci appoggiamo nel peccato, anche nella vita dei cristiani; il mondo nuovo che nasce nel Cristo risorto, per chi crede; la forza trasformatrice del comandamento nuovo di Gesù.


UGO BORGHELLO Liberare l’Amore. La comune idolatria, l’angoscia in agguato, la salvezza cristiana, presentazione di Mons. Bruno Forte, 4 edizione, Ares, Milano 2009.