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martedì 21 luglio 2026

GRAVI ERESIE SU L'OSSERVATORE ROMANO DEL 4 LUGLIO 2026


APRI LINK QUI SOTTO E ASCOLTA 

CON ATTENZIONE


        https://youtu.be/Q4uTMVqEUnc?is=ds_Mx6vvP_DIxUDf



CARI AMICI è con grande dolore che sento il dovere di inviare, assieme a notizie edificanti e incoraggianti per la nostra fede, anche queste “novità” diciamo pure sconvolgenti che accadono in forma sempre più palese e grave, soprattutto da quel fatidico anno 2013, noto per essere passato alla storia come l’anno dei “Due Papi” quando in realtà il vero e unico Papa era ed è rimasto Papa Benedetto XVI avendo rinunciato solo al “Ministerium” e non al “Munus” cioè all’investitura divina che Dio stesso conferisce al successore di Pietro, che è UNO.
 Il grande Papa Benedetto è stato costretto a questa decisione molto combattuta e sofferta, come da sua dichiarazione, la famosa “Declaratio” a motivo delle persecuzioni interne da cui era minacciato come da “lupi” (parole sue) che gli impedivano di compiere la sua missione con piena fedeltà al suo mandato pontificio. Tant’è vero che Benedetto XVI ha continuato a vestire l’abito bianco come il vero Papa, firmava con la sigla p.p. (pastor pastorum) esclusiva del Papa mentre Bergoglio mai ha firmato i suoi documenti con questa sigla e, neppure dopo la morte di Papa Benedetto, ha mai avuto l’accesso alle stanze pontificie: camera, studio, cappella, salottino ecc. riservate esclusivamente al vero Papa, stanze che non sono state concesse neppure al nuovo Papa Leone XIV in quanto anche per lui è incerta la sua vera successione apostolica, così dicono le varie fonti informative. Vuol dire che lo Spirito Santo continua in silenzio la sua missione nella difesa della Verità attraverso persone fidate in mezzo a tanti traditori, purtroppo, che si sono infilati all'interno della Chiesa per distruggerla, ma non ce la faranno, anche se i danni  spirituali sono purtroppo sempre più evidenti.

La gente comune, e probabilmente anche molti  Prelati, neppure conoscono le regole severe canoniche e legislative per la nomina del successore di Pietro, regole che devono essere rispettate nella loro totalità, perché provenienti dal mandato divino “Munus” e con esso, legate strettamente alla infallibilità del vero Papa nel caso di dogmi, e comunque all’assistenza dello Spirito Santo nei pronunciamenti di fede e di dottrina.
Inoltre dal 2013, anno dell’insediamento di Bergoglio con il nome di Papa Francesco, è stato tolto il titolo di “Vicario di Cristo” sia dall’annuario pontificio che da tutti i documenti ecclesiastici ufficiali, senza dire dell’ambiguità o peggio dei suoi documenti dove, in pratica, molto subdolamente, si demolisce tutta la morale cattolica per aprire la strada a qualsivoglia comportamento sessuale, con la scusa di concedere la Santa Comunione anche in peccato mortale, (Amoris Laetitia). Quando si parte dall’intenzione di aprire una piccola breccia all’errore o al peccato, anche in buona fede nell’intento di avvicinare le persone alla Chiesa, si finisce poi per far entrare di tutto e di peggio, senza possibilità di ritorno alla normalità.

Con l’insediamento di Bergoglio, è iniziato anche all'interno delle varie congregazioni religiose, parrocchie ecc. un difficile periodo di incomprensioni, diffidenze, persecuzioni, addirittura scomuniche assurde, probabilmente invalide per chi osasse nutrire dei dubbi sulla validità della sua nomina, mentre ricordo che ai tempi della pubblicazione del nuovo Catechismo di San Giovanni Paolo II nel 1992, tutti i cattolici, laici, preti, vescovi, catechisti ecc. potevano permettersi di criticarlo impunemente, comprese le meravigliose encicliche, addirittura orgogliosi di buttare tutto al macero davanti agli occhi scandalizzati degli alunni della scuola teologica "S. Pietro martire" di Verona, tra cui la sottoscritta che frequentava quella scuola per laici e difendeva il vero Papa Giovanni Paolo II che ha rischiato la morte, come il suo predecessore,  per il suo intrepido coraggio.

La nostra vera Chiesa Cattolica fondata da Gesù Cristo è da sempre “Una, Santa, Cattolica e Apostolica” e nulla ha da spartire con la cosiddetta “Chiesa Sinodale” voluta da Bergoglio nel 2023 e portata avanti dal suo successore, Prevost, senza limite di tempo, a motivo di queste differenze dottrinali basilari: il vero “Sinodo dei Vescovi” era istituito dal Papa per risolvere particolari problemi di carattere “contingente”, spesso solo locale di una Nazione o Nunziatura, di breve durata ed era riservato solo ai Vescovi locali per la loro specifica competenza di carattere giuridico, canonico, teologico, morale per quel determinato territorio. Mentre invece adesso, da Bergoglio a Prevost, si vuole istituire la nuova cosiddetta “Chiesa sinodale” che continua “sine die” e che è formata da sacerdoti o vescovi senza particolari competenze, ma anche da persone comuni, uomini e donne, neppure cattolici, anzi spesso di dubbia moralità, formazione e costumi che dovrebbero costituire le nuove “autorità ecclesiastiche” col compito di indicare al popolo cristiano sparso nel mondo le “nuove direttive spirituali” future!!! Manco fossimo un’azienda dei lavori pubblici dove ogni esperto del settore può dare il suo illustre parere su come costruire una ferrovia. 

Chiudere gli occhi e fingere che tutto questo non esista e che tutto proceda nella normalità, per non creare problemi personali o crisi alla comunità, è da stolti o incoscienti o ignoranti, e potrebbe avere delle conseguenze drammatiche per tutti. E’ vero che si  può rischiare grosso soprattutto per i sacerdoti e vescovi obbligati all’obbedienza, che però non deve mai essere cieca, (come accettare il vaccino come atto d’amore che ha mandato molta gente al creatore!!!) ma una obbedienza intelligente, motivata e fondata sulla Verità anche scientifica prima di assumersi responsabilità così gravi come quelle della salute e della sopravvivenza fisica, oltre che della salvezza della propria anima.

Ricordiamoci che il mondo non potrà avere mai vera pace, finché la Chiesa rimane in balia delle potenze del suo nemico, perché il benessere anche materiale, la pace, la giustizia, il rispetto, la vita, la famiglia, l’amore e tutte le altre virtù umane e soprannaturali, compreso il progresso, la serenità, la gioia con cui abbiamo il diritto di vivere questi pochi decenni che stiamo al mondo, vengono cancellate perché la Chiesa cattolica in balia del suo nemico non costituisce più un  solido baluardo contro le insidie del diavolo ma, come da visione di Leone XIII, è completamente assalita dai diavoli. Queste legioni di diavoli fanno la guerra al mondo intero e non solo alla Chiesa proprio perché manca il “BALUARDO” contro l’avanzata del male nel mondo che è sempre stato costituito dalla forza soprannaturale derivante dall’Onnipotenza di Dio attraverso la Chiesa Cattolica, nella quale non si crede più, oppure si crede solo per poterla demolire da dentro. Per cui anche un buddista, luterano, musulmano, ebreo ecc. pur essendo indifferenti alle vicende della Chiesa cattolica, tuttavia ne ricevono, consapevoli o no, le conseguenze pratiche, sia nel bene che nel male, perché il diavolo che è entrato nella Chiesa odia non solo i cristiani, come figli di Dio, ma tutta l’umanità e si accanisce contro tutto il mondo perché creato da Dio e lo vorrebbe distruggere, se noi continuiamo a fingere di non vedere la realtà, anziché aprire gli occhi, chiedere aiuto, pietà e misericordia a Dio nostro Padre che ci ama, per mettere fine a questo immane flagello con la preghiera, la supplica e la riparazione.

Come nei duemila anni di storia della Chiesa nei quali il Magistero solenne ha decretato l’esistenza di ben 40 antipapi, uno ogni 50 anni circa, che sono stati ufficialmente espulsi, anche dopo decenni dalla loro morte, buttando al macero tutto il loro operato, sia orale che scritto, anche noi cattolici, adesso aspettiamo con fiducia che il Magistero solenne della Chiesa, attraverso l’azione dello Spirito Santo, decreti in forma ufficiale quello che da tempo costituisce una grossa spina nel cuore di molti fedeli e cioè la verità su questi due ultimi presunti Papi, grazie ai quali viene concesso di tutto e di peggio, anche il peccato contro natura, altro che baluardo contro il male. Tanto che molti credenti adesso si domandano amareggiati che cosa ci stia a fare la Chiesa cattolica se non fa altro che benedire qualunque comportamento immorale e disonesto, comminando scomuniche a chi osa proclamare con coraggio la verità, e rimanendo in silenzio colpevole quando dovrebbe difendere sacerdoti o laici perseguitati nel mondo.

Dobbiamo comunque restare calmi e fiduciosi perché al timone della nave in mezzo alla tempesta c’è sempre il nostro "super timoniere" GESÙ CRISTO VERO DIO E VERO UOMO, il quale ha chiesto a Pietro, prima del rinnegamento, di osservare il suo mandato che è questo “E TU, UNA VOLTA RAVVEDUTO, CONFERMA I TUOI FRATELLI NELLA FEDE”. Non gli ha chiesto di fare miracoli o di risolvere i problemi che attanagliano il mondo, ma di confermare i fratelli nella Fede di sempre. Ma se colui che riteniamo il Papa fosse un antipapa, tutto il mondo, Chiesa  cattolica in primis, va alla deriva. Soprattutto in questo periodo storico perchè, rispetto ai 40 antipapi precedenti, bisogna sottolineare questa non piccola differenza: i 40 antipapi, tutti elencati con il loro nome e anno di falso mandato, erano mossi più che altro da ambizioni personali, più che altro di prestigio, col sostegno di gruppi di cardinali italiani o stranieri in guerra tra di loro, pessima cosa ovviamente, però mai come al giorno d'oggi. Perchè al contrario di allora, in questo periodo storico della Chiesa del terzo millennio, i vari gruppi che sostengono il vero o falso Papa, sono mossi da motivi  preternaturali voluti dal diavolo, di avversione, per non dire odio verso la Chiesa e Gesù Cristo, suo perenne antagonista, perchè mai nella storia della Chiesa si è riscontrato un tale odio contro la Fede e contro la Verità che è Gesù stesso, Via, Verità e Vita e contro tutta l'umanità e tutta la creazione uscita sempre e comunque dall'opera di Dio Signore e Creatore-

Io non sono fanatica di tante profezie e ancor meno di  "veggenti" così di moda, tuttavia neppure possiamo ignorare quelle più importanti riguardanti la Chiesa e la salvezza delle anime. Ricordiamo le profezie di papa Leone XIII, san Padre Pio, la Madonna de La Salette, La Madonna di Fatima ai tre pastorelli, le profezie di Akita in Giappone, della beata Emmerick e di altri mistici.  Ricordiamo inoltre che la Madonna già dal 1500 aveva chiesto a un gruppo di suore fedeli di quel tempo di pregare per la Chiesa del terzo millennio perchè sarebbe stata assalita da intere legioni di diavoli. (vedi le profezie della "Madonna del Buon Successo" a Quito in Equador approvate dalla Chiesa").  Infine riportiamo qui sotto anche il n. 675 del Catechismo Chiesa cattolica di San Giovanni Paolo II che ci prepara a questi avvenimenti chiedendoci la fortezza e la fede eroica per superarli, con l’aiuto di Gesù, Giuseppe e Maria e degli Angeli Custodi. “Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il “Mistero di iniquità” sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anticristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica sé stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne” (n. 675 C.C.C. L’ultima prova della Chiesa)

Noi continuiamo a sostenere i nostri sacerdoti fedeli, anch’essi molto provati e tormentati a motivo del dovere dell’obbedienza a certe autorità ecclesiastiche di dubbia consacrazione, restiamo vicini a quei sacerdoti fedeli che ci possono assicurare ancora i Sacramenti validi di sempre, con la Messa di sempre “Vetus o Novus Ordo”, la confessione di sempre, il Magistero di sempre, il Vangelo di sempre, senza rincorrere "quel prurito di novità" denunciato già dai tempi di san Paolo che il demonio mette sulla nostra strada per fuorviarci dal retto cammino, buttando alle ortiche tutta la tradizione bimillenaria, teologica, sacramentale, biblica ecc. che ci ha sostenuti e illuminati fino ad oggi.

Siamo in piena battaglia, cari amici ma se resteremo fedeli alla Chiesa di sempre anche se ferita come una madre malata e bisognosa di cure, avremo assicurata la vittoria perché la Madonna di Fatima ce lo ha promesso “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà” e avremo un millennio di pace e serenità e fede vera nel mondo intero. Allora vedremo anche il trionfo della vera Chiesa cattolica, purificata, solenne e maestosa pur nella sua povertà, come da profezie di Papa Benedetto XIV nel 1976. 

Comunque dovessero andare le cose, anche in vista di una probabile grossa guerra, e fossimo privati dei SACRAMENTI VALIDI, ci resta sempre l'arma più potente dopo la Messa che è il SANTO ROSARIO. Preghiamolo spesso, non solo per strada o in macchina, ma anche in ginocchio, da casa, da soli o con qualche amico che condivida con noi la consapevolezza di questa grave crisi all'interno della Chiesa cattoli che si sta realizzando adesso in questo preciso periodo storico per volontà di Dio.

SEI TU GESÙ L UNICO MIO BENE. 
GESÙ CONFIDO IN TE. 
GESÙ GIUSEPPE E MARIA SALVATE CHIESA ITALIA E LA FAMIGLIA MIA.

                                 patriziastella.com




domenica 5 gennaio 2025

ANDREA CIONCI E IL VESCOVO DI VERONA. PERICOLOSO ECCESSO DI ZELO.

Breve saggio

Quando l’eccesso di zelo può diventare pericoloso

  

link n. 1    Commento di Cionci sulle parole del vescovo Pompili

https://youtu.be/M0Swnvyvpcs?si=BsI373k7Pe0qdgub

 

link n.2           Apertura Porta Santa a Roma. Intervista al Vescovo Pompili

 

 Link n. 3        Cerimonia di apertura del Giubileo a Verona 29.12.2024 e omelia del Vescovo Pompili.

https://youtu.be/82FDqF1ctXs?si=0VUhBP0OwkKpJqNP

 

link. N. 4 omelia Vescovo mons. Pompili   a chiusura anno civile 31.12.2024

 

   chiedo scusa ma non tutti i link sono stati accettati. Cercate su Internet. Grazie

 

Stimatissimo dott. Cionci,

 vengo innanzitutto a ringraziarla per il coraggioso lavoro che lei sta conducendo allo scopo di far emergere la verità sulla questione intricata in merito ai due cosiddetti “Papi” di questo nostro travagliato periodo storico. Credo di essere stata una delle sue fans più convinte sin dai primi tempi, avendo avuto da lei conferma ai miei dubbi circa la nomina di Bergoglio al soglio pontificio, che io avevo percepito come dubbia sin dal primo momento che l’ho visto sul loggiato di San Pietro la sera di quel fatidico 13 marzo 2013. Dentro di me ho capito che quell’uomo vestito di una specie di camicione bianco con tanto di saluto generico e agghiacciante “Buonasera!” non poteva essere il nuovo Papa per i motivi che ormai tutti conosciamo, anche se non vogliamo ammetterli.  

Ricorda la sua prima conferenza a Verona più di tre anni fa mi pare?  Non c’era molta gente perché lei non era ancora molto conosciuto, eppure come inizio direi che è stato molto significativo grazie al piccolo ma fattivo impegno di tutti col passaparola, anche del mio, modestamente. Ho sempre riposto in lei molta fiducia, sottoscrivendo tutte le petizioni da lei richieste e inviandole ai miei contatti, nonostante le mie diverse vedute sulla Messa “Una cum” e sul suo pericoloso “sodalizio” con don Minutella, dal quale l’ho sempre messo in guardia, finalmente chiuso per sempre grazie a Dio, almeno lo spero.

Forte di questa stima che da sempre ho nutrito nei suoi confronti, ho il dovere altresì di manifestarle tutto il mio sconcerto e amarezza a motivo del suo accanimento mediatico contro il nostro Vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili, passato più volte al tritacarne del suo parere personale poco obiettivo, che rasenta talvolta l’offesa e la delazione, come da parere di molti fedeli veronesi interpellati in tale senso. Noi veronesi siamo infatti rimasti più che scandalizzati e disgustati nel vedere come lei, egregio dott. Cionci, che finora si è distinto per il dono del “discernimento” equilibrato e corretto, abbia sfondato ogni limite nel mettere il nostro Vescovo mons. Pompili nello stesso calderone infernale di quei Vescovi, da lei definiti giustamente “gnostici”, che si sono resi indegni per aver promosso nientemeno che mostre profane, perfino sacrileghe e blasfeme contro la stessa “Persona Santissima” di nostro Signore Gesù Cristo, senza alcun pentimento neppure dopo che le autorità civili ne hanno decretato la totale soppressione. Errare humanum est, dice il proverbio, ma perseverare diabolicum.

Pretendere di dare un giudizio negativo sul nostro Vescovo che lei non conosce di persona, solo per il fatto che probabilmente qualche mala lingua veronese glielo ha presentato come erede delle “storture” di Bergoglio, chiamato a Roma per presentare l’apertura del Giubileo, ci sembra francamente azzardato e infondato. Per questo abbiamo voluto porre come anteprima la registrazione di alcune sue omelie che ci sembrano addirittura edificanti, come molte altre che io stessa, confermata da persone competenti, ho avuto l’occasione di ascoltare o durante la Messa o su internet, omelie che iniziano quasi sempre citando una frase del Vangelo e offrendo degli spunti di vita cristiana davvero profondi e sorprendenti, espressi forse in modo nuovo e perciò talvolta difficili da capire al primo approccio. Senza dire ad esempio che, sullo stile peregrinante di un San Carlo Borromeo, anche mons. Pompili ama visitare piccole parrocchie dell’estrema periferia, partecipare a umili processioni di paese, fare visita a malati riservatamente, senza pompa magna, o compiere qualche improvvisata alle sei del mattino nei mercati generali al freddo e al gelo per informarsi, ascoltare, benedire e incoraggiare ecc.

 Ho comunque il dovere di precisare, per amore di verità e per quello che può valere il mio parere, che io non pretendo di dare garanzia per nessuno, nemmeno per me stessa, per ciò che riguarda il comportamento futuro delle persone, perché può accadere di tutto e di peggio finchè stiamo a questo mondo, e dobbiamo sempre guardarci dal diavolo che, come dice la Scrittura “come leone ruggente va in cerca di chi divorare”, tuttavia la mia coscienza di cattolica credente e praticante mi suggerisce di affermare che, almeno fino al momento presente, questa è la mia testimonianza.

 Ciò detto e chiarito, è anche necessario evidenziare per chi ha “orecchi per intendere” che in questa confusione che regna sovrana nel mondo intero, proprio perché ha la sua origine purtroppo in Vaticano, dentro la falsa chiesa bergogliana, non sempre è opportuno che sacerdoti, religiosi e superiori di Istituti si espongano troppo spavaldamente sfidando le “ire funeste del grancapo” e il suo squallido “entourage” col rischio della scomunica o ben di peggio, oltre che la soppressione delle loro benemerite Fondazioni spesso ultra centenarie, perché questo eventuale sconvolgimento priverebbe i fedeli dei sacerdoti e dei sacramenti, senza dire che tutto questo marasma sarà dichiarato invalido non appena la Chiesa di Gesù Cristo farà luce sulla verità di questo periodo storico difficile, come accaduto per i precedenti 40 antipapi della bimillenaria storia della Chiesa.  A Dio non la si fa, e lo Spirito Santo non cessa mai di vegliare, anche nei momenti di buio e di persecuzione.

Per questo io invito umilmente il dott. Cionci e coloro che hanno funzione pubblica a sostenere questi sacerdoti o Vescovi, religiosi o laici perseguitati, mentre preghiamo il Signore Gesù che venga presto a fare chiarezza prima che tutto il popolo cristiano perda le fede nei labirinti nebbiosi dell’indifferenza, della delusione o dell’apostasia. Con tutto il rispetto e l’ammirazione per coloro che, invece, hanno trovato in coscienza l’ispirazione e la forza di rompere gli indugi e uscire allo scoperto denunciando fatti e misfatti così evidenti che ormai nessuno potrà più negare.


 Adesso mi permetto di valutare i particolari negativi da lei evidenziati per essere possibilmente concreta, almeno dal mio punto di vista, con l’avvallo di altri fedeli interpellati:

1)    Cominciamo dal fatto che mons. Pompili è stato ordinato Vescovo con una cerimonia pubblica da Mons. Bagnasco a Rieti il 5 settembre 2015 e non da Bergoglio (come vede, io lo chiamo così perché sono interiormente convinta che lui non è “Papa Francesco” perché l’ultimo vero Papa della successione apostolica rimane solo il Grande Papa Benedetto XVI, e su questo siamo in piena sintonia).  Ovvio che la nomina a Vescovo di Rieti è stata compiuta in precedenza da Bergoglio il 15 maggio 2015, come per tutti i Vescovi e Cardinali da lui nominati in questi 11 anni di falso pontificato, tuttavia la consacrazione episcopale di mons. Pompili ad opera del card. Bagnasco rimane validissima come sacramento e questo è ciò che più conta.

2)    la sua critica alla croce pettorale che non si vede nel primo video, come lei fa notare, si vede invece benissimo nel video del link n. 2 dove viene messa in evidenza la croce pettorale che è in piena regola con le normali croci pettorali previste da sempre per i Vescovi, e non certo bergogliana rosacrociana, come lei ha invece sospettato, domandandosi perché era nascosta sotto la giacca! Perché non sempre, quando si porta il clergeman col collettino da prete, è obbligatoria anche la croce pettorale, mi consta, come quando si usa la veste talare.

3)    Il fatto poi che vengano citati dal Vescovo anche nomi di autori non cattolici, come lei denunciava molto seriamente soprattutto in merito al libretto “Sulla Luce” (che non è prerogativa solo dei Luciferini ma innanzitutto dei cattolici amanti della Verità che è Luce per gli occhi e gioia per il cuore) non è certo segno di resa passiva alle opinioni del “nemico”, ma è segno di quel coraggio che fa emergere la Verità che è Gesù Cristo in mezzo a tanti pareri contraddittori! Se veramente vogliamo cominciare ad aprirci alla novità, rischiosa ma necessaria, di un dialogo interreligioso, come era anche nell’intento dei nostri Grandi Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, per questo molto criticati dai super blindati “tradizional-sedevacantisti”, dialogo reso ormai indispensabile anche a motivo di un cambiamento epocale delle comunicazioni che ci costringe a vivere in mezzo alle culture e religioni più disparate cercando di “dare ragione della Speranza che è in noi”, come afferma San Pietro, dobbiamo avere altresì il coraggio di ascoltare e conoscere anche le argomentazioni di altri studiosi non cattolici, senza buttarli subito al rogo con disprezzo quasi per paura di “contaminarsi”, ma sapendo far emergere la Verità di Gesù Cristo da tutte le altre proposte attraverso la sua sicura dottrina bimillenaria, nella consapevolezza che, comunque, la conversione dei cuori è sempre e solo frutto della Grazia di Dio e della nostra vita di preghiera e di santità personale.

4)    Su questo argomento delicatissimo e impossibile da affrontare solo con le nostre povere forze, ci era venuta in aiuto sin dal 28 ottobre 1965 quella famosa dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane “NOSTRA AETATE” di San Paolo VI, sbandierata come pericolosa ed eretica dai sedicenti tradizionalisti mentre invece, se letta con occhio puro e illuminato dallo Spirito Santo è di una chiarezza e bellezza incredibile, laddove afferma ad esempio che “La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini. Tuttavia essa annuncia, ed è tenuta ad annunciare il Cristo che è “Via, Verità e Vita” (Gv.14,6) in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con sé stesso tutte le cose (Corinti, 5,18-19)

Dichiarazione confermata dalla successiva detta “Dignitatis humanae” promulgata dai Vescovi del Vaticano II con l’approvazione di Papa Paolo VI il 7 dicembre 1965, che inizia con questa chiara prefazione “L’unica vera religione crediamo che sussista nella Chiesa cattolica e apostolica, alla quale il Signore ha affidato la missione di comunicarla a tutti gli uomini. (D.H. 1,c)

5)    Siccome non è facile questo compito di intermediazione con i rappresentanti di altre religioni, si preferisce “glissare” su questo aspetto pastorale o rifiutarlo categoricamente senza mai avere il coraggio di affrontarlo perché è necessario trovare una specie di “equilibrio soprannaturale” che sappia muoversi in mezzo a due opposti, cioè da una parte la presunzione per i cattolici di possedere tutta la verità in tasca in modo da annientare l’interlocutore come sul ring mettendolo ignominiosamente K.O con evidente umiliazione per la sua disfatta; e dall’altra il pericolo per gli stessi cattolici di cadere in quel complesso di inferiorità che porta al mutismo e al dubbio davanti all’incalzare prepotente dell’avversario, come se fossimo stati ingannati dalla Chiesa per oltre duemila anni e dovessimo fare su tutto il nostro meraviglioso operato, continui, infondati, assurdi e scandalosi “mea culpa”.

6)    Chi prega, studia e si mantiene umile non può correre il rischio di rimanere “confuso in eterno”, perchè lo Spirito Santo lo illumina con la sua Grazia, come sosteneva un sacerdote veronese in concetto di santità don Ferdinando Rancan con quelle frasi famose scritte nei suoi libri “Se io ho Fede e Princìpi, ho sempre la risposta a problemi anche se sembrano nuovi, perché i Princìpi che vengono dalla Fede illuminano la Ragione e pertanto la Ragione non ha più bisogno delle risposte degli uomini, ma di quelle di Dio.”. E ancora mettendoci in guardia contro il pericolo di omologare tutte le religioni in un unico calderone indefinito, affermava “Le religioni fanno da piedistallo a “colui” che è il padre della menzogna. E’ solo la Fede in Gesù Cristo che fa la differenza”.  E dove sta il segreto per far accettare questi discorsi così categorici, quasi impossibili da vivere per la loro sublimità? Ce lo ha insegnato lo stesso sacerdote con la sua vita eroica, umiliata e tribolata: L’AMORE! Solo guardando all’altro con amore e comprensione e non come un antagonista da sconfiggere a fil di spada, solo pregando per lui offrendo a Dio le nostre tribolazioni, possiamo sperare di riuscire ad avvicinarlo alla Fede cattolica, la sola che ha il potere di illuminare la mente e far gioire il cuore, perché il nostro vero punto di riferimento non è una dottrina, per quanto elevata, ma una “Figura” eccezionale, umana e divina: Gesù Cristo, per il quale hanno dato la vita milioni di cristiani.

7)    Lei inoltre si è scandalizzato perché mons. Pompili ha citato il filosofo greco Protagora con la sua teoria dell’uomo come centro dell’universo, mentre per il cristiano solo Gesù Cristo è al centro dell’universo, ovviamente. Ma allora dovremmo tutti scandalizzarci perché lo stesso San Tommaso D’Aquino, non solo ha citato, ma ha attinto pienamente alla filosofia cosiddetta greco-ellenistica, soprattutto a quella ispirata dai tre grandi filosofi Socrate, Platone e Aristotele, privilegiando l’aspetto del realismo filosofico, basato sull’osservazione della realtà concreta, proveniente dalla Legge naturale voluta da Dio stesso, piuttosto che sulle fantomatiche elucubrazioni provenienti da una intelligenza umana malata e bacata dal peccato e dalla superbia.  E questi illustri filosofi greci non conoscevano Gesù Cristo, essendo nati intorno al 400/300 a.C. tuttavia, essendo l’uomo stato creato a immagine e somiglianza di Dio, è stato pure dotato di una tale intelligenza che può arrivare a conoscere la profondità dell’Essere e del Cosmo quando si mantiene integro e retto, perché anche il cattivo comportamento morale e le false ideologie possono arrivare a offuscare l’intelligenza e farci cadere nelle trappole di teorie immaginarie e pericolose. Come ci hanno proposto i due Grandi Papi del Concilio, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, con quella enciclica stupenda “Fides et Ratio” tanto osteggiata dai tradizionalisti i quali, a forza di rinnegare tutto il Concilio e i veri Papi della successione apostolica, sono finiti negli “artigli” di un antipapa escludendosi dalla Comunione con la vera Chiesa, la quale offre una Fede basata certamente sulla Rivelazione, ma che deve andare di pari passo anche con la Retta Ragione, perché entrambe provengono da Dio e non possono contraddirsi.

 SEMINARI. Purtroppo bisogna ammettere che anche nei Seminari vengono proposti piani di studio stile protestante ecumenico-interreligioso che poco o nulla hanno ormai di veramente cattolico perché non si insegna più, ad esempio, la storia della Filosofia con i dovuti “distinguo” rispetto alla filosofia cristiana, ma si offre solo una carrellata di opinioni vaghe, opinabili e indefinite, spesso demenziali, fra cui viene presentato anche il parere di un certo Maestro detto “Gesù Cristo” posto talvolta sullo stesso piano di miserabili millantatori, altro che studiosi, e che ognuno scelga ciò che più gli aggrada in nome di un falso concetto di libertà religiosa. Qui sta l’errore fondamentale: l’omologazione di tutto, in ossequio a un falso concetto di “globalismo” che ormai viene spacciato per verità assoluta e indiscutibile.

Questo è il grande problema di oggi “IL SEMINARIO” da dove vengono sfornati purtroppo, questi giovani sacerdoti dalle menti bacate e contorte (non tutti per fortuna), i quali, non essendo più illuminati dalla bellezza della “Verità” che proviene dalla Grazia di Gesù Cristo, l’unica che conferisce anche la forza interiore per vivere le virtù umane e soprannaturali, in primis la castità e la fedeltà, finiscono poi con l’abbandonarsi alle miserie più basse e meschine per cui non valeva la pena di consacrarsi sacerdote per dare simili esempi di immoralità e schifezza, gettando fango su tutta la Chiesa di Gesù Cristo sulla quale le Porte degli Inferi non prevarranno perché è sempre:

“UNA, SANTA, CATTOLICA E APOSTOLICA”.

 

Ringrazio dell’attenzione mentre segnalo in calce le due mail, quella del dott. Cionci e anche del Vescovo Mons. Pompili per chi volesse contattarli per un eventuale costruttivo dialogo o consultazione        

codiceratzinger@libero.it           vescovado@diocesivr.it

          

In fede

                                    patriziastella.com

 

 

giovedì 29 giugno 2023

CORAGGIO DEL VESCOVO STRICKLAND IN TEXAS. ASCOLTIAMOLO

 

Riportiamo in dettaglio il link in merito alla questione del vescovo americano Stricklan  che denuncia apertamente anche se pacatamente gli errori gravissimi ed eresie di Bergoglio, che lui comunque ritiene papa.  Afferma che dobbiamo seguire Gesù e non Bergoglio.  Leggete qui sotto.  Per questo è sotto commissione da parte di coloro che difendono le tesi bergogliane che ormai sono inzuppate  nella melma dei peggiori peccati della carne fino ad arrivare al massimo della depravazione con l'approvazione dei comportamenti LGTB... degni solo dei pazzi scatenati che hanno perso corpo e anima.


https://www.sabinopaciolla.com/il-vaticano-avvia-la-visita-apostolica-del-vescovo-joseph-strickland/


D'altra parte il piccolo resto fedele, che sono centinaia e migliaia in tutto il mondo, pur essendo costretti ad accettare che nel canone della Messa venga nominato un papa eretico, SONO CONSAPEVOLI CHE la MESSA RIMANE VALIDA PER VOLONTA' DI DIO, NONOSTATE LE URLA DI DON MINUTELLA CHE CON TUTTA LA SUA TEOLOGIA, STA MANDANDO LE ANIME ALL'INFERNO PRIVANDOLE DELLA MESSA DOMENICALE, IN CONTRASTO CON IL TERZO COMANDAMENTO "RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE".

INSOMMA I NUMEREVOLI PICCOLI RESTI DI FEDELI CHE SORGERANNO DA OGNI PARTE DEL MONDO PERCHE' FEDELI ALLA CHIESA DI SEMPRE E A GESU' CRISTO, COME DA PROFEZIA DI PAPA BENEDETTO, DOPO LA DOVUTA PURIFICAZIONE E DIVISIONE DEL VERO GRANO DALLA ZIZZANIA, RIPORTERANNO LA VERA CHIESA AL SUO PRIMITIVO SPLENDORE.

CORAGGIO PICCOLI RESTI FEDELI.  CHE DON MINUTELLA NON SI CREDA L'UNICO INVIATO DALLO SPIRITO SANTO PER AVER AVUTO IL CORAGGIO DI PROCLAMARE CHE BERGOGLIO NON E IL VERO PAPA.   NE AVRA' MERITO DAVANTI A DIO PER QUESTO MA ANCHE NOI  NE SIAMO CONVINTI  SENZA FARE IL CAN CAN CHE FA LUI INVITANDO LA GENTE A DISERTARE L'UNICO MEZZO ECCEZIONALE CHE ABBIAMO A DISPOSIZIONE E CHE E' LA MESSA, VETUR O NOVUS ORDO CHE SIA.  

PREGHIAMO IN UMILTA' E SILENZIO E SACRIFICIO E ANCHE EMARGINAZIONE, NELL'ATTESA DI UN CENNO DAL CIELO DI NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO CHE NON TARDERA' A VENIRE.

                      CORAGGIO PICCOLI RESTI FEDELI DEL MONDO INTERO. PERSEVERATE NELLA FEDELTA' AL MAGISTERO PERENNE DELLA CHIESA, AI SACRAMENTI, ALLA DOTTRINA DI SEMPRE, DIFFIDATE DEL PROSSIMO SINODO DEVASTATORE DELAL DOTTRINA E DELLE ANIME,  SEMPRECHE' ARRIVI A COMPIMENTO PERCHE' LA GUERRA PURIFICATRICE STA INCALZALDO E PROBABILMENTE FARA' DA SCISMA DIVISORE FRA I FANS DI BERGOGLIO E I VERI FEDELI DI GESU' CRISTO.  

 BEN VENGA LO SCISMA SE SI TRATTA DI DIVIDERE I VERI CRISTIANI DAI LUPI VESTITI DA AGNELLO E RICOPERTI DI MELMA PUTRIDA DEI PECCATI DELLA CARNE CHE ROVINANO ANIMA E CORPO E CHE VENGONO ELOGIATI E PREMIATI DALLO STESSO VATICANO SATANISTA E DAI MEDIA SATANICI DI TUTTO IL MONDO.

MANCA POCO ALLA BATTAGLIA FINALE CHE VEDRA' TRIONFARE LA VERITA' E IL BENE.   CHI NON LOTTA PER LA VERITA' E' DESTINATO ALLA SCONFITTA, NON SOLO QUELLA UMANA MA QUELLA ETERNA.  CORAGGIO: MESSA E SANTO ROSARIO TUTTI I GIORNI.

                                             Patrizia Stella

       


 


martedì 21 marzo 2023

IL CELIBATO SACERDOTALE E LA SUA STORIA.


N.B. Come punto di riferimento per questa esposizione, ho attinto ai documenti del Magistero perenne della Chiesa, in particolare al “Compendio” estratto dal “Catechismo della chiesa Cattolica" del 1992 di Papa Giovanni Paolo II, e al saggio magistrale di Benedetto XVI sul celibato sacerdotale “Dal profondo del nostro cuore” scritto con il card. Robert Sarah nel 2019.

 

CHI E’ IL SACERDOTE. Non c’è da meravigliarsi che, nella crisi generale di tutti i valori, anzi nello stravolgimento di ogni legge naturale e di ogni buon senso, venga attaccato o messo in discussione non solo il celibato sacerdotale, vale a dire la castità che si impegnano a vivere coloro che sono chiamati al sacerdozio, ma addirittura il significato stesso di “sacerdote” come istituzione di origine divina.  Per questo ritengo opportuno ricordare prima chi è il sacerdote, per poi arrivare a capire meglio il motivo per il quale la Chiesa ha da sempre collegato il sacerdozio al celibato, non come peso gravoso e condanna insopportabile, bensì come esigenza dell’amore di predilezione da parte di Dio per compiere il mandato divino che gli è stato assegnato da lui liberamente accettato.

Purtroppo da una decina di anni a questa parte si è offerta una visione di sacerdote che assomiglia a un manager dalla duplice mansione: quella religiosa come preghiera di intercessione per il popolo, (come fanno più o meno in tutte le religioni), e quella sociale, culturale, educativa e assistenziale in genere. Alla stregua di un insegnante di religione nelle scuole che, una volta finita la lezione, si dedica a molte altre attività a sostegno delle persone più bisognose, o di categorie più in difficoltà come drogati, disabili, carcerati, disoccupati ecc. 

            Anche se è vero che molti sacerdoti, purtroppo, dimenticando col tempo la loro missione e responsabilità, possono dare questa deplorevole impressione, noi come popolo cristiano dobbiamo avere le idee chiare e non perdere mai di vista l’aspetto soprannaturale di questa vocazione straordinaria al sacerdozio, anche per aiutare i preti a superare eventuali momenti di difficoltà o dubbio o cedimenti attraverso la nostra comprensione, vicinanza e affetto.

 

SACERDOZIO E CELIBATO. Il Sacerdozio, conferito solo agli uomini dal Vescovo attraverso il Sacramento dell’Ordine Sacro, è di istituzione divina e nessuna autorità al mondo, nemmeno il Papa, lo può modificare a seconda di personali interpretazioni.

·             Il Sacerdote cattolico è l’unico al mondo che, pur nei suoi limiti come persona, mette in comunicazione la terra col cielo, l’umano col divino a tal punto da rendere presente Dio stesso nel Figlio, Gesù Cristo, sotto le specie Eucaristiche del Pane e del Vino dato in cibo per noi, un privilegio così grande da far tremare Angeli e Santi dalla gioia pensando che, solo attraverso il sacerdote, si possono realizzare le parole di Gesù nel Vangelo “Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

·         Il sacerdote cattolico è l’unico al mondo che, attraverso i sacramenti istituiti da Gesù Cristo, che sono interventi o aiuti soprannaturali per vivere da cristiani, è sempre vicino all’uomo nelle tappe più importanti della sua vita (alla nascita col Battesimo che ci fa figli di Dio; all’età della maturità attraverso la Confermazione che ci fa testimoni di Dio; durante tutta la vita col perdono dei peccati attraverso la Confessione e il nutrimento spirituale nelle difficoltà di ogni giorno con la Santa Eucaristia, (la Messa); durante la malattia con il sollievo che dà l’Unzione dei malati soprattutto in vista del grande passaggio alla Vita Eterna davanti al giudizio di Dio; infine, nella scelta del matrimonio come sostegno spirituale per vivere la fedeltà reciproca nella buona e nella cattiva sorte.

 

Il Sacerdote cattolico in pratica è, o dovrebbe essere, come un secondo Angelo Custode, che ha cura della vita delle persone a lui affidate e fornisce loro i “mezzi soprannaturali” per vivere da cristiani in mezzo al caos infernale di questo povero mondo.

Tutte le altre attività umane, educative, caritative ecc. peraltro importanti come completamento della vocazione sacerdotale, non devono mai avere il sopravvento rispetto al compito primario che è quello spirituale di essere “mediatore” tra Dio e gli uomini, tra la persona e il suo destino di eternità.

Va da sé che un sacramento così eccezionale come l’Ordine Sacro, che conferisce al sacerdote il potere di chiamare sulla terra lo stesso Gesù Cristo vivo e vero, deve per forza avere un contraccambio, una sua “croce” da portare, una rinuncia al mondo, alle sue vanità o comodità che si vive soprattutto nel CELIBATO oltre che nell’obbedienza al Vescovo, nella certezza che il Signore non chiede nulla al di sopra delle nostre possibilità.

 Ma il celibato che la Chiesa lega indissolubilmente al sacramento del sacerdozio, è anch’esso di istituzione divina? Si tratta di un impegno gravoso, dicono molti, e se si permettesse loro di sposarsi, di avere una famiglia, potrebbero esserci più vocazioni. A queste domande cerchiamo di rispondere estraendo molti spunti dai documenti sopra citati.

 

IL SACERDOTE NELL’ANTICO TESTAMENTO. Nell’Antico Testamento erano considerati sacerdoti quegli uomini chiamati da Dio per celebrare il culto sacro per sé stessi e per il popolo. Erano tutti maschi e discendenti di Aronne, fratello di Mosè, perciò eredi di un tale compito per successione di parentela, sposati con figli. Tuttavia durante il periodo in cui erano preposti alla celebrazione del culto divino, dovevano astenersi dai rapporti sessuali con la moglie, come segno di distacco, penitenza e purificazione.

 

L’AVVENTO DI GESU’ CRISTO. Con l’avvento di Gesù Cristo i “chiamati” al sacerdozio non provengono come discendenza da un solo casato particolare come nel Vecchio Testamento, ma da qualunque estrazione, razza, popolo o nazione. Inoltre non solo il concetto di castità è stato reso vincolante e permanente per certe vocazioni speciali, (sacerdozio, monachesimo, vita religiosa), ma anche la verginità, su imitazione della verginità di Gesù, di Maria Santissima e di San Giuseppe, è stata elevata a virtù di importanza basilare per tutti coloro che, anche nel mondo, si sentivano chiamati a viverla. Tant’è vero che le prime martiri cristiane (S. Agnese, Eufemia, Agata, Cecilia, Anastasia ecc.) avevano un concetto così alto della verginità da escludere perfino matrimoni regolari anche di alto rango, allo scopo di conservare la loro verginità per amore di Gesù Cristo e del Regno dei Cieli.

 

I PRIMI DODICI APOSTOLI. Quando Gesù chiamò i primi dodici apostoli, pur non essendo esplicito il Vangelo, si presuppone che fossero tutti liberi da matrimonio, essendo anche giovani, tranne San Pietro che comunque deve essere stato vedovo perché si parla della “suocera di San Pietro” guarita da Gesù e mai della moglie.

In tutti i casi, è certo che i dodici apostoli, una volta preparati da Gesù nei suoi tre anni di vita pubblica per seguire solo Lui, dovevano accettare liberamente gravose rinunce, non solo nei confronti di moglie e figli, ma anche rinuncia alla casa, alla terra, alle sicurezze, alle comodità, al lavoro, ai propri beni ecc. per mettere la loro vita a totale disposizione del Signore nella piena fiducia che Dio stesso avrebbe provveduto a loro, anche attraverso persone di buona volontà, come si legge negli Atti degli Apostoli.

La sequela di Gesù Cristo esigeva questo distacco totale, non solo per la necessità di essere liberi da tutti i legami allo scopo di poter “andare e portare il Vangelo ad ogni creatura, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, ma soprattutto per un motivo soprannaturale molto importante dovuto alla loro consacrazione sacerdotale che li avrebbe configurati a Gesù Cristo nella celebrazione sacra più sublime che esista sulla terra che è la santa Messa, punto di unione tra cielo e terra, tra umano e divino, tra l’uomo e Dio, nella certezza che Dio stesso avrebbe conferito loro la grazia per poter essere all’altezza di questo compito divino.

 

I PRIMI CRISTIANI. La vita dei primi cristiani dopo l’Ascensione di Gesù al cielo, almeno per i primi secoli fino alla pace di Costantino (13 giugno 313 con l’editto di Milano) è stata caratterizzata da continue persecuzioni, incomprensioni e lotte, intrisa del sangue di molti martiri, molti dei quali erano sposati con moglie e figli, e pertanto impegnati a vivere la castità e la fedeltà coniugale nel matrimonio, ma coloro che, come successori dei primi dodici Apostoli, erano chiamati alla vocazione sacerdotale conferita loro da Gesù stesso nell’ultima Cena del Giovedì Santo con il sacramento dell’Ordine Sacro, erano tenuti all’osservanza del celibato, in modo particolare i Vescovi.

Dopo la pace di Costantino con la libertà di culto, la donazione di molti beni alla Chiesa e il moltiplicarsi delle vocazioni e del lavoro apostolico nel mondo, non sempre è stato osservato nella vita pratica l’obbligo della castità e del celibato, a tal punto che molti avevano contratto matrimonio dopo l’ordinazione o avevano figli irregolari o venivano ordinati sacerdoti uomini già sposati con moglie e figli rendendo in tal modo assai difficile per costoro conciliare i doveri verso la famiglia di sangue con quelli della “famiglia soprannaturale” che sono le anime affidate da Dio al suo Ministro.

 CONCILIO DI ELVIRA. Fu così che nel quarto secolo i Vescovi convocarono il Concilio di ELVIRA (Granada IV secolo) per regolamentare questa situazione confusa e spesso irregolare e decidere quale impostazione ufficiale dare a coloro che si impegnavano a diventare sacerdoti. Fu deciso in forma vincolante che tutti i chierici dovevano astenersi dal matrimonio e dal generare figli, pena la deposizione dall’impegno sacerdotale, sull’esempio dei primi dodici apostoli e di Gesù stesso, nella certezza che non sarebbe mai venuto meno l’aiuto della grazia per coloro che si affidavano alla preghiera e ai sacramenti. Questa decisione però venne sancita solo come esortazione vincolante che molti sacerdoti interpretavano con molta libertà, sia pure nella consapevolezza di non essere in regola con il mandato divino che rimaneva comunque chiaro e vincolante per tutti.

 

CONCILIO LATERANENSE DEL 1215. La prassi del celibato sacerdotale, pur essendo sempre stata consigliata e lodata a livello diciamo esortativo e disciplinare, divenne NORMA VINCOLANTE PER TUTTA LA CHIESA CON IL CONCILIO LATERANENSE IV NEL 1215. Le motivazioni addotte dal Concilio indicato sono essenzialmente le seguenti: “Una delle ragioni per cui il celibato ecclesiastico si diffonde e si “impone” alla Chiesa latina è proprio grazie alla dottrina della “transustanziazione” dove viene ribadita l’identificazione del sacerdote con Cristo in modo molto più profondo rispetto al passato. (…) Il celibato ecclesiastico diventa il modello perfetto alla luce anche del “sacrificio eucaristico” in cui il sacerdote si identifica con Gesù e il suo Corpo per cui la tradizione celibataria richiama nel prete la purezza di Cristo”

Dalla celebrazione quotidiana dell’Eucaristia nacque spontaneamente l’impossibilità del legame matrimoniale. Si può dire che l’astinenza sessuale che nell’Antico Testamento era funzionale solo al momento della celebrazione sacra, poche volte durante l’anno, con Gesù Cristo diventa così una ASTINENZA ONTOLOGICA, che riguarda cioè tutto l’essere e per sempre, in quanto l’Eucaristia celebrata quotidianamente e talvolta anche più volte al giorno a seconda delle necessità, diventa un “habitus” perenne di vita, una donazione di sé come corpo consacrato da offrire a Dio, Sommo ed Eterno Sacerdote, purissimo e santissimo. Il sacerdote è l’uomo di Dio per eccellenza, che deve vivere per Lui e in Lui costantemente e perciò rinuncia al matrimonio e alla famiglia accettando solo Dio come sostegno e garante della propria vita.

 

Benedetto XVI nell’esortazione apostolica “Sacramentum caritatis” afferma “Il celibato sacerdotale nasce dall’Eucaristia. Esso conferisce a tutta la vita del sacerdote un significato sacrificale. Dall’Eucaristia riceve la grazia e la responsabilità (…) pertanto il legame tra continenza e celebrazione eucaristica, da sempre percepito dal “sensus fidei” dei fedeli, tanto in Occidente quanto in Oriente, non ha dunque nulla a che vedere con un tabù rituale relativo alla sessualità. Nessuno può rimanere fedele al celibato senza la celebrazione quotidiana della santa Messa perché nell’Eucaristia il sacerdote riceve il celibato come dono.”

 

Un santo coraggioso difensore del celibato sacerdotale è stato San Josemaria Escrivà, fondatore dell'Opus Dei, che in una omelia del 13 aprile 1973 affermava: “E’ opportuno ricordare, con caparbia insistenza, che tutti i sacerdoti, sia noi peccatori che quelli che sono santi, quando celebrano la santa Messa non sono più sé stessi. Sono Cristo che rinnova sull’Altare il suo divino Sacrificio sul Calvario. Presso l’altare infatti, non presiedo io la Messa che ci ha riuniti, ma è Gesù che la presiede in me. Benchè io ne sia indegno, Gesù è veramente presente nella persona del celebrante. Io sono Cristo: che terribile affermazione! Che tremenda responsabilità! Sono presso l’altare del Signore nel suo nome e al posto suo”

 

CELIBATO E AMORE. Il sacerdote è in grado di vivere il celibato nella misura in cui IMPARA AD AMARE, vale a dire rinuncia a sé stesso per essere con Dio e in Dio, in un rapporto di comunione intima con Lui dove non è il dovere freddo che lo impegna, o la paura del castigo, ma è LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE AMATO DA DIO IN MODO UNICO ED ESCLUSIVO, TALE DA SENTIRE IL DOVERE DI RICAMBIARE QUESTO AMORE DI DIO CON ALTRETTANTO AMORE.  Infatti la vita ascetica e mistica del cristiano si basa essenzialmente su questo: L’AMORE!  Sempre San Josemaria Escrivà afferma in Cammino al n. 999: “Il segreto per la perseveranza? L’AMORE! Innamorati (di Gesù) e non lo lascerai.” 

         Le famose nozze mistiche di alcune sante come Santa Caterina da Siena, la manifestazione umile e commovente di Gesù quando ad esempio nel vangelo piange davanti alla morte dell’amico Lazzaro perchè lo amava come pure le sue sorelle Marta e Maria, o quando manifesta agli Apostoli il suo amore dicendo che preparerà per loro un posto nel cielo, o quando si commuove davanti alle folle stanche e affamate che lo seguono moltiplicando per esse i pani e i pesci, e così via ecc. Alla fine, quale dimostrazione di amore più grande di quella di essere messo in croce per amor nostro? PER AMORE MIO PERSONALE!  

            Quale amore più grande di quello dei martiri che davano la vita per Gesù e non rinnegavano la loro fede nemmeno quando vedevano avanzare il boia con la spada sulla loro testa e nessun Angelo compariva dal cielo per salvarli!

           Quale amore più grande di quello di certi sacerdoti in concetto di santità come don Dolindo Ruotolo, che perdonava ai suoi confratelli che lo umiliavano e calunniavano mentre lui continuava a pregare per loro? 

        O quale amore più grande di quello manifestato da un altro sacerdote diocesano in concetto di santità, don Ferdinando Rancan, quando il Vescovo lo cacciò brutalmente dal seminario alla vigila della sua ordinazione sacerdotale per un malinteso dicendogli “io non ti ordinerò mai!” mentre lui, cacciato e umiliato, continuò con umile perseveranza il suo cammino di fedeltà, vestendo sempre la tonaca di chierico nella certezza che il Signore lo avrebbe prima o poi chiamato ad essere prete. Come in effetti avvenne dopo ben 4 anni di esilio e solitudine vissuti sotto il giudizio negativo degli uomini, in mezzo a tribolazioni e prove di ogni genere. Ma l'amore ha avuto il sopravvento!

           Il cammino per innamorarsi di Gesù ha un solo nome “SANTITA’” che si realizza attraverso una vita di preghiera, di rinuncia, di umiltà, di comunione con Dio non solo nella celebrazione eucaristica, ma sempre, soprattutto in quei tempi durante la giornata che i santi dedicano alla  “orazione” o meditazione nei quali si rimane da soli con Dio a contemplarlo, a parlargli e ad ascoltarlo, anche attraverso un libro di meditazioni che aiuti a conoscere meglio l’amore di Dio per ognuno di noi.

 

RIVELAZIONI A SANTA BRIGIDA SUL CELIBATO SACERDOTALE. Nelle varie rivelazioni ricevuta da Gesù a Santa Brigida di Svezia, si leggono queste testuali, forti parole: “Guai a quel Papa che si mostrasse incline ad autorizzare il matrimonio dei sacerdoti, ne trarrebbe un giudizio terribile; Dio lo colpirebbe con cecità spirituale e sordità; non potrebbe dire altro, né fare, né gustare dell’ordine soprannaturale, e inoltre dopo la sua morte, la sua anima sarebbe gettata nelle profondità dell’inferno, per rimanervi eternamente in preda dei demoni…” (Santa Brigida di Svezia, Rivelazioni, VII, 10)

 

ASPETTO PEDAGOGICO ANTROPOLOGICO

Considerazioni personali

 Certo il demonio è furbo e mentre suscita errori e abusi da parte di certi ecclesiastici creando scandali nei credenti e in tutta l’opinione pubblica, si serve poi degli stessi per proporre dei rimedi che sono come la benzina per spegnere il fuoco, cioè l’abolizione del celibato sacerdotale, unico vero baluardo per la difesa del sacerdozio come Gesù l’ha voluto mostrando come modello i primi 12 Apostoli: solo uomini, e liberi dal matrimonio.

 

MATRIMONIO.   Come se il matrimonio fosse il rimedio di ogni male e il refrigerio per ogni "bollore" che si passa nella vita! Come se gli uomini sposati fossero immuni da tentazioni o cadute o infedeltà! Perfino il laico sposato, se vuole essere coerente con la sua fede ha la sua croce da portare con la moglie, e non parliamo di eventuali figli scapestrati. Infatti, se è vero che un sacerdote deve rinunciare a tutte le donne, diceva ironicamente un santo sacerdote, anche il laico cristiano sposato deve rinunciare a tutte le donne MENO UNA! Se poi questa “una” risulta essere difficile, caratteriale, lunatica, bisbetica ecc. si salvi chi può…. Meglio il celibato centomila volte!! Senza dire della possibilità che si aprano poi anche per i preti sposati tutte le rivendicazioni tipiche del matrimonio attuale: separazione, divorzio, tradimento ecc. in una voragine di miserie che porta tutti all’inferno, in primis la donna che ha corrotto il prete.

 

LA VOCAZIONE DELLA DONNA.  Assurdo poi pensare che le donne siano discriminate perché non possono accedere al sacerdozio! Secondo i disegni di Dio, dovrebbero averne più che a sufficienza nel mettere al mondo e crescere i figli dando loro la vita materiale, mentre al sacerdote è riservata la vita soprannaturale delle anime.

O volete impicciarvi anche di questo e di tutto il resto, voi care donne che scodinzolate sull’altare mettendo in difficoltà i preti che non hanno affatto bisogno di voi per la celebrazione della Messa! E neppure per la lettura della Parola di Dio che è meglio lasciarla agli uomini.

        GIU’ LE DONNE DALL’ALTARE! 

Se Gesù avesse voluto ordinare sacerdote le donne, avrebbe cominciato dalla Sua santissima Madre, Maria Immacolata. Invece no! Lei, la prediletta fra tutte le creature maschili e femminili, ha accettato con gioia la volontà di Suo Figlio di vivere accanto ai primi Apostoli sacerdoti servendoli con umiltà e piena dedizione senza la pretesa di essere sacerdotessa, perché questo non rientra nei disegni di Dio. E la Chiesa e il Papa devono rispettare la volontà di Dio a costo di creare uno scisma che è necessario e doveroso quando le novità di certo clero infedele rischiano di compromettere la struttura stessa della Chiesa come Gesù Cristo l’ha voluta. Meglio una Chiesa povera, umile, piccola ma fedele al volere del suo fondatore divino, che un'ammasso di persone senza fede, senza testa e senza amore.

 

LA SOLITUDINE DEL SACERDOTE. Parlare della solitudine del sacerdote non ha senso, perché il vero sacerdote che si preoccupa veramente della salvezza delle anime, non dovrebbe avere neppure il tempo di provare la solitudine, primo perché dovrebbe essere così impegnato con le persone a lui affidate (sacramenti, catechesi, liturgia, formazione dei giovani, visite ai malati, aiuto ai poveri e sofferenti ecc.) da non riuscire a trovare neppure il tempo per le sue cure personali; secondo perché quand’anche si trovasse veramente solo in una parrocchia sperduta, la sua unione con Dio e con la croce di Gesù Cristo dovrebbe dargli quella forza interiore che lo aiuta a proseguire il suo cammino con fedeltà eroica in qualunque circostanza e con le persone che si trova vicino. E questo periodo difficile che stiamo attraversando da tutti i punti di vista, spirituale, materiale, economico, sanitario, culturale, legale...non è tempo di piangersi addosso, ma è tempo di vivere la fedeltà eroica fino al martirio, fino alla morte, perchè solo dalla sofferenza offerta a Dio può rinascere dalle catacombe la "vera Chiesa" come l'aveva profetizzata il vero Papa Benedetto "povera, umile, perseguitata, ma fedele a Gesù Cristo". Come dalle parole di Sant'Atanasio durante l'eresia ariana che aveva coinvolto quasi tutto il popolo cristiano, perfino Papa Liberio, quando disse con coraggio ai pochi che lo avevano seguito: "Voi tenetevi le vostre chiese, noi ci teniamo la nostra fede!". E infatti Gesù lo premiò col ritorno alla fedeltà e alla Verità di tutto il popolo cristiano. Con Dio non si scherza, è un Dio esigente perchè la posta in gioco non è una miserabile carriera ecclesiastica o civile, ma LA VITA ETERNA IN PARADISO O ALL'INFERNO.


 BELLEZZA DELLA VITA CRISTIANA. La vita cristiana non è facile ma è felice, diceva un santo prete, se la si vive nella sua completezza, anche sotto l’aspetto di croce, ma di una croce che non ti schiaccia, ma che ti porta, ti solleva, ti sostiene se tu preghi il Signore Gesù e la Vergine Maria tutti i giorni, anche nella Liturgia delle Ore, nel Rosario, nella meditazione o adorazione quotidiana, nella lettura di qualche valido libro spirituale ecc.

D’altra parte non solo la virtù della castità è difficile da vivere, come una tentazione che ogni tanto riemerge per farci toccare con mano la nostra miseria e la necessità di vivere l’umiltà nella confessione, ma tutte le altre virtù sono difficili da vivere: la pazienza, la laboriosità, l’onestà, il rispetto, la sopportazione delle persone moleste, la sincerità, la lealtà, perché l’invidia del bene altrui che cova dentro è sempre in agguato, come il voler emergere sugli  altri, l’attaccamento al denaro in maniera morbosa, il sentirsi presidente del club delle patate fritte pur di credersi “qualcuno che conta” ecc. sono tutti peccati sempre presenti nel nostro cuore, almeno come tentazioni da vincere se si vuole essere fedeli. Senza parlare dei peccati o tentazioni contro le tre virtù teologali di FEDE, SPERANZA E CARITA’.

 

SMASCHERARE IL DEMONIO.  Scopo primario del diavolo comunque, è quello di attaccare la fede in Gesù Cristo ma ne uscirebbe perdente se tentasse subito i sacerdoti su questo argomento di alto livello intellettuale. Perciò lui, astuto serpente che fa? Raggira l’ostacolo e cerca di far crollare il sacerdote partendo dal punto più debole di ogni persona umana: la castità, l’attrattiva sessuale, anche puntando sull’aspetto lecito di una consolazione, di una famiglia, ma l’astuto serpente arriva a un punto tale che, una volta caduta la sua vittima preferita che è il sacerdote e gettato nelle reti diaboliche di coloro che sono esperti nel corrompere e poi ricattare, difficilmente riuscirà a venirne fuori indenne se non lo fa subito con coraggio e determinazione e molta preghiera..

Perché bisogna avere le idee chiare: non si tratta di essere super uomini o donne di ferro, glaciali, perfetti, impeccabili, mai una caduta, mai una tentazione, mai una prova che metta in discussione la tua vita. NOOO! NON E’ QUESTA LA VITA CRISTIANA. Non sono le cadute che devono spaventare, quando ci si rialza e si chiede perdono nella confessione cercando di fuggire determinate occasioni pericolose, ma quello che si deve combattere con coraggio è il considerare il peccato come stile di vita, come diritto, come orgoglio, quando magari è un vizio contro natura che, oltretutto, non produce serenità ma turbamento, ansia, rabbia, rivendicazioni, cattiveria e perfino impulsi di odio contro coloro che difendono i valori cristiani perché in questo il diavolo ha buon gioco.

Ma non dobbiamo scoraggiarci perché Gesù ha detto che con Lui possiamo tutto, anche arrivare alle cime più alte della santità che vuol dire toccare con mano la felicità che si prova quando si vive in comunione con Dio e facendo del bene ai fratelli, contenti di vederli felici, di poter contribuire alla loro felicità e alla loro conversione.

 

SACERDOZIO E GIOVEDI’ SANTO

Il giovedì Santo è per il sacerdote il “SUO GIORNO”, importante come il giorno della sua ordinazione sacerdotale, perché proprio in quel giorno, durante l’ultima Cena e alla vigilia della sua Passione e Morte del Venerdì Santo, il Signore Gesù ha istituito ben due Sacramenti: IL SACERDOZIO E LA SANTA EUCARISTIA, entrambi collegati perché non ci può essere sacerdozio senza Eucaristia, e non ci può essere Eucaristia senza il sacerdote che la celebra.

E’ talmente importante questo giorno che lo si potrebbe considerare allo stesso livello della Santa Pasqua, perché se è vero che il fulcro principale della nostra fede è la RESURREZIONE DI GESU’ CRISTO, (a tal punto da far dire a San Paolo che se non ci fosse la Risurrezione, vana sarebbe la nostra fede) è altrettanto vero che senza il Sacerdozio neppure avremmo la Santa Eucaristia perchè nessuno al mondo, se non il sacerdote, ha il potere per volontà di Dio di rendere vivo e vero Gesù stesso nelle sacre specie del Pane e del Vino, rendendo possibili le sue Parole “IO SARO’ CON VOI TUTTI I GIORNI FINO ALLA FINE DEL MONDO”.

 

              GIOVEDI’ SANTO E  PAPA BERGOGLIO. 

Ebbene se pensiamo che, dal giorno della sua elezione al soglio pontificio, 13 marzo 2013, (vera o falsa che sia la sua elezione, come da dichiarazione del defunto card. Daneels), papa BERGOGLIO SI E’ SEMPRE RIFIUTATO DI CELEBRARE LITURGICAMENTE QUESTA RICORRENZA SACRA MERAVIGLIOSA, come era prassi fare nella piazza di San Pietro di solito gremita di fedeli, sostituendola con una strana, deplorevole celebrazione privata ammantata di falsa carità cristiana in quanto focalizzata sulla lavanda dei piedi a poveri stranieri, (mentre Gesù Cristo li ha lavati solo ai suoi 12 Apostoli, come suoi successori nel sacerdozio e non a estranei), c’è di che sobbalzare inorriditi per questo palese abominio contro la volontà di Dio e la prassi perenne della Chiesa.

Infatti con questo comportamento assai eloquente di Bergoglio vengono eliminati o comunque disprezzati nientemeno che I DUE PIU’ IMPORTANTI SACRAMENTI DELLA NOSTRA FEDE: SACERDOZIO ED EUCARISTIA tra il silenzio colpevole di tutto il Clero, religiosi e laici compresi.

 

Sono dieci anni che si fa silenzio su questo fatto davvero scandaloso, ritenendolo ormai prassi della Chiesa, della falsa chiesa bergogliana che finisce col gettare nel dimenticatoio il cuore della fede cristiana che è il Sacerdozio e la santa Eucaristia sostituendole con celebrazioni pagane o dubbie che nulla hanno da spartire con la nostra vera tradizione cattolica bimillenaria.

Grande è la responsabilità del Clero davanti al giudizio di Dio in questo e in molte altre tristi vicende scandalose che si sono moltiplicate in questi deplorevoli 10 anni di pontificato bergogliano, vero o falso che sia, certamente un pontificato di vera apostasia che sta dilagando a macchia d’olio dal trono pontificio ottenuto con l’inganno dalla mafia del Sangallo che per questo motivo sarebbe passibile di scomunica, secondo l’esortazione di Giovanni Paolo II “Universi Domici gregis”.

 Per i responsabili di questo abominio, anche attraverso il silenzio e l’indifferenza, c’è la probabilità che si possa andare dritti all’inferno. E pare non manchi molto alla resa dei conti finale. 

L’IDOLATRIA IN VATICANO. Se poi pensiamo che è ancora intronizzata dentro il cuore della Basilica di San Pietro, l’orrenda statua della dea pagana Pachamama, senza che nessuno l’abbia più rimossa, per volere del falso papa Bergoglio ma col tacito e colpevole silenzio di tutti i Cardinali e Clero in genere, ci dovremmo meravigliare se dovesse accadere qualcosa di veramente terribile dentro lo stesso Vaticano? Se perfino Roma falsa e bugiarda che non è più la città santa ma la città del nemico di Dio dovesse cadere miseramente nelle mani dei suoi invasori?  Ci sono le profezie che parlano chiaro in tal senso.

Con la Pachamama diabolica in Vaticano, con le proiezioni di bestie infernali sulla facciata di San Pietro il giorno dell’Immacolata, 8 dicembre 2015; con la porta degli Inferi al Quirinale e col dio Moloch davanti al Colosseo, senza dire della statua del caprone infernale a Milano in piazza Duomo, tutti intronizzati e difesi dal Clero traditore, a iniziare da Bergoglio, che altra diavoleria manca per far capire che dovrà capitare a breve qualcosa di veramente tragico e disastroso DENTRO LE MURA VATICANE MA ANCHE NELLA CITTA’ DI ROMA E ALTROVE?

L’ira di Dio trattenuta fino ad ora dalla mano materna di Maria Immacolata, sta per piombare sulla testa di coloro che hanno voluto tradire nostro Signore Gesù Cristo per adorare Satana anche attraverso il loro silenzio colpevole. 

 Dobbiamo ravvederci tutti seriamente prima di giocarci l’anima a forza di voler difendere a tutti i costi un papa che, quand’anche fosse legittimo, sarebbe comunque un papa apostata, passibile di scomunica immediata “latae sententiae”. Preghiamo per lui.

 Che Dio abbia pietà e misericordia di noi che professiamo la nostra Fede e il nostro Amore in Gesù Cristo, nostro Dio, Signore e Salvatore, Maestà infinita, Re dell’Universo, Unico, Sommo ed Eterno Sacerdote per tutti i secoli dei secoli.  Amen.

                                                Patrizia Stella

  Bibliografia

Robert Sarah, Joseph Ratzinger, dal profondo del nostro cuore, Cantagalli, 2020

Paolo VI, lettera enciclica Sacerdotalis caelibatus, 24 giugno 1967

Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica Pastores dabo vobis, 1992

Giovanni Paolo II, Costituzione apostolica “Universi dominici gregis” 1996

Benedetto XVI, Esortazione apostolica Sacramentum caritatis, 2007

J. Escrivà, La Chiesa nostra Madre, ed. Ares 1993

Vaticano II, Costituzione dogmatica sulla chiesa “Lumen gentium”