martedì 4 gennaio 2022

IN MEMORIA DI DON FERDINANDO RANCAN. 10 GENNAIO 2022

In questi tempi di turbolenza generale dove ci piovono sconvolgenti notizie a raffica, il cristiano è consapevole che “l’arma” vincente nelle sue mani consiste nella preghiera cristiana, rivolta soprattutto a Gesù attraverso la SANTA MESSA, alla Madonna col Rosario, e poi agli Angeli, ai Santi, alle anime del Purgatorio e a tutti i nostri defunti, soprattutto nei confronti di coloro che si sono distinti per particolari virtù umane in vita e sono avviati sul cammino della eventuale beatificazione.

 Tra questi candidati alla santità, abbiamo anche la figura di un sacerdote diocesano veronese, DON FERDINANDO RANCAN, che molti hanno conosciuto personalmente, passato al cielo il 10 gennaio 2017, all’età di 90 anni, distintosi non per particolari fondazioni, o visioni, o fatti eclatanti, ma per aver vissuto con fedeltà eroica tutta la sua vita, in particolare il suo ministero sacerdotale a disposizione di tutti, pur nella costante sofferenza fisica accettata serenamente per amor di Dio.

 In sua memoria celebriamo una Santa Messa nel giorno del quinto anniversario del suo passaggio al cielo, LUNEDI’ 10 GENNAIO, ORE 19,00 PRESSO LA CHIESA DI SANTA EUFEMIA (vicino al ponte Vittoria) dove ha svolto il suo ministero negli ultimi 10 anni della sua vita come collaboratore del parroco, don Valentino Guglielmi, defunto nel 2012, che pure ricordiamo con gratitudine nella nostra preghiera.

 Siamo tutti invitati a questa celebrazione nella convinzione che nessuna preghiera o grazia per qualunque nostra necessità che chiederemo a questi candidati alla santità, in particolare se sacerdoti, verrà trascurata.  E’ solo questione di fede da parte nostra.

 In allegato troverete un breve profilo biografico sulla vita di don Ferdinando che potete diffondere liberamente.  Grazie.

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 P.S. Per chi non lo sapesse, io mi sento moralmente spinta a far conoscere la sua Persona in quanto ho avuto l’immeritato onore di assisterlo, per volontà di Dio, nei suoi ultimi 13 anni di vita abbastanza sofferti a motivo di gravi problemi respiratori. Mi sembra un compito che il Signore vuole che io porti avanti anche dopo il suo passaggio al cielo.  Che Dio mi aiuti.

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             PROFILO BIOGRAFICO SULLA VITA SANTA DI

DON FERDINANDO RANCAN


Venerdì 11 gennaio 2019, il Vescovo di Verona, S.e.r. Mons. Giuseppe Zenti, nel bellissimo salone della Curia gremito di gente, chiamato “Sala dei Vescovi” perché sono rappresentate nel controsoffitto le figure degli oltre 300 Vescovi di Verona, al momento di iniziare la presentazione del libro autobiografico di don Ferdinando Rancan “Un somarello e la sua storia”, ha esordito dicendo: “Questo salone prestigioso affrescato prima del 1500 viene di solito riservato per eventi straordinari, e in effetti la vita di don Ferdinando Rancan è stata un evento straordinario per tutta la diocesi”. Con questa premessa del Vescovo e con le testimonianze di Mons. Ezio Falavegna, Vicario episcopale, di don Ermanno Tubini, guida spirituale di don Ferdinando, e della signora Marisa Bommartini, testimone della sua vita, è stato tracciato un breve profilo della sua vita umile ma straordinaria: don Ferdinando non si è distinto per missioni o locuzioni straordinarie, ma per essere stato un autentico sacerdote, saggio, dotto, umile, provato nel corpo e nell’anima, di grandi virtù e disponibilità verso tutti, frutti di una intensa vita spirituale che ha saputo cogliere “i segni dei tempi” rimanendo sempre ancorato alle verità della Fede che non mutano con il tempo.

 Nato a Tregnago di Verona il 14 giugno 1926, entrò giovanissimo in seminario ma, proprio alla vigilia della sua ordinazione sacerdotale, dopo anni di stenti e di guerre, dovette superare una grande prova che lo vide inspiegabilmente espulso dal seminario e “catapultato” a Roma dove proseguì gli studi presso l’università “La Sapienza” laureandosi in Scienze Naturali. Nonostante questi tre anni di forzato esilio, da solo in una città sconosciuta, mai gli sfiorò l’idea di tradire il suo ideale sacerdotale perché era certo che prima o poi lo avrebbe raggiunto. Era infatti un segno della volontà di Dio questa inspiegabile estromissione perché proprio a Roma ebbe l’occasione di conoscere il Fondatore dell’Opus Dei, Josemaria Escrivà, arrivato in Italia da pochi anni, e di chiederne l’ammissione come primo sacerdote diocesano d’Italia, diffondendo poi la spiritualità dell’Opus Dei a Verona e nel Nord, non senza tribolazioni. Risolto nel frattempo il “malinteso” col Vescovo e completati gli studi teologici, ricevette l’Ordinazione Sacerdotale a Verona il 29 giugno 1953, dedicandosi all’insegnamento nel Seminario diocesano e nei Licei della città, prima di essere chiamato a svolgere il suo ministero sacerdotale nella parrocchia di S. Nazaro, poi nella Pieve dei Santi Apostoli e infine nella chiesa di Sant’Eufemia. Era noto in particolare come confessore e direttore spirituale, a disposizione delle persone che uscivano da colloqui o confessioni con lui sentendosi risollevati nell’anima e nel corpo.

 La sua profonda umiltà, non quella falsa che cede ai venti di tempesta, ma quella ben solida perché ancorata alla Parola di Dio e ai Sacramenti, è manifestata perfino dal titolo che lui stesso ha voluto dare al suo libro autobiografico “Un somarello e la sua storia”, perché, sull’esempio di San Escrivà, tale si riteneva davanti a Dio e agli uomini, mentre la sua vasta cultura si manifestava anche attraverso quel dono soprannaturale della “Sapienza” che Dio concede ai suoi servi fedeli, a coloro che intuiscono e vivono il valore profondo del dolore, dell’umiliazione e della sofferenza per la salvezza delle anime in unione con Dio.

A conferma di questo, riportiamo un brano del libro citato, a pag. 226 che narra un episodio particolare accadutogli da giovane, in Seminario, all’età di 20 anni circa: Quando a sera i miei compagni si mettevano a letto, io, approfittando della difficoltà a coricarmi secondo l’orario per problemi allo stomaco, mi recavo in cappella fermandomi in ginocchio fino a tardi davanti al Tabernacolo (…) Una sera, mentre mi recavo in cappella, entrando nel corridoio completamente al buio, fui attratto da un tenue chiarore che illuminava un’immagine collocata sopra la porta. Era l’immagine di Gesù che teneva in mano, nell’atteggiamento di offrirlo, il suo cuore ferito e sanguinante, circondato da spine, avvolto dalle fiamme e sormontato da una croce. Il suo sguardo intenso e dolcissimo si incontrò col mio e subito mi ricordai delle sue parole: “Ecco il cuore che ha tanto amato gli uomini e da essi non riceve che ingiurie e indifferenza”. Quel tenue chiarore sul volto luminoso di Gesù che accennava a un sorriso delicato e insieme severo mi lasciò profondamente turbato e mi parve di intuire che senza dolore è difficile capire l’amore. Così mi sentii spinto a chiedere con insistenza al Signore di soffrire molto per poter vivere più profondamente l’intimità con lui. Forse fu presunzione, forse superficialità o incoscienza, ma credo che il Signore abbia accolto, almeno in parte, la mia preghiera, perché nella mia vita non ho mai saputo cosa fosse il benessere fisico”.

 Ma don Ferdinando dovette affrontare problemi di salute anche gravi sin dalla nascita, legati soprattutto a difficoltà respiratorie eppure mai lo si vide lamentarsi. In particolare si aggravarono le sue condizioni fisiche verso i 52 anni, quando gli dovettero asportare il polmone sinistro infetto da bronco-ectasie purulente, tanto da costringerlo negli ultimi dieci anni, dagli 80 ai 90, a usare il ventilatore polmonare di notte e la bombola dell’ossigeno tutti i giorni. Tuttavia, questa precarietà della sua salute causata da persistenti infezioni che minacciavano anche l’unico polmone rimasto, procurandogli febbre alta e fibrillazione atriale che debilitavano tutto l’organismo e che i medici curavano con dosi massicce di antibiotico o con ricoveri in rianimazione nei momenti peggiori, mai gli impedì di svolgere il suo ministero sacerdotale a pieno ritmo, seguendo la catechesi per ragazzi e adulti, organizzando pellegrinaggi mariani, incontri di formazione per famiglie, occupandosi dei poveri e malati della parrocchia, della formazione dei sacerdoti, oltre che della ristrutturazione del complesso parrocchiale dei Santi Apostoli e trovando anche il tempo per scrivere libri di formazione cristiana, dei quali il più bello sembra essere “IN QUELLA CASA C’ERO ANCH’IO” - Storia di Gesù narrata da un “bambino speciale”. Il tutto con un ottimismo di fondo che si manifestava anche con battute umoristiche e perfino ironiche. Era un sacerdote che, sia pur malato, amava la vita e il mondo “appassionatamente” come è nella spiritualità di San Josemaria Escrivà. Negli ultimi anni della sua vita, ci esortava a pregare molto per l’Italia e le nostre famiglie, fortemente bersagliate dal diavolo, attraverso una preghiera dedicata a S. Giuseppe, Patrono della Chiesa e perciò anche dell’Italia come sede del papato.

 

Vero “Alter Christus”, trovò nel Sacrificio Eucaristico quella forza soprannaturale che sempre lo accompagnò anche nei momenti più difficili, tanto che era inconcepibile per lui passare un giorno senza celebrare la Messa. Negli ultimi anni, non potendo più andare in parrocchia, anche a motivo di una progressiva cecità, celebrava la Messa in casa, sulla mensola di una libreria allestita a tale scopo, ma quando veniva ricoverato, la celebrava perfino all’ospedale, sul tavolino della stanza da letto, avendo sempre a disposizione una valigetta con tutto l’occorrente. Perfino certe sere quando tornava a casa dopo una giornata di analisi e visite mediche estenuanti, non si metteva a cena se non dopo aver celebrato la Messa del giorno. Era edificante vedere con quanta fede si inginocchiava fino a terra, durante la Consacrazione nella Messa, sostando in adorazione del divino Mistero Eucaristico. Sosteneva che la Messa doveva essere, in un certo senso, un tutt’uno col sacerdote, perché sua prerogativa esclusiva, un privilegio così grande da far tremare Angeli e Santi dalla gioia pensando che solo ai Sacerdoti cattolici in virtù del Sacramento dell’Ordine Sacro, è stato concesso da Dio stesso “Il privilegio di portare Gesù vivo e vero dal Cielo alla terra

 

Valori da coma. L’ultimo giorno della sua vita, tra il 9 e il 10 gennaio 2017, quando lo abbiamo accompagnato d’urgenza al Pronto Soccorso per l’aggravarsi della situazione respiratoria, rimanemmo sbalorditi davanti a una frase pronunciata dal medico anestesista che veniva a controllare la situazione. Egli uscì con queste testuali parole: “Noi medici (del reparto di pneumologia di Borgo Trento dove veniva spesso ricoverato e che ringraziamo per le cure prestate), noi medici ci siamo chiesti più volte come abbia fatto quest’uomo a vivere con valori da coma! (Si riferiva ai controlli periodici effettuati tramite test digitale sui rapporti ossigeno, anidride, Ph ecc.). E davanti al nostro sguardo allibito che chiedeva ulteriori spiegazioni, questi rimarcò con maggiore sicurezza: “Si! È vissuto con valori che per un uomo normale significano coma”. Vedendo l’aggravarsi della situazione, chiamammo don Ermanno che venne a somministrargli il Sacramento dell’Unzione dei malati benedicendolo con affetto prima di andarsene. Poco dopo, don Ferdinando ebbe come un improvviso risveglio, che di solito viene chiamato risveglio “ante mortem”, si mise a sedere sul letto, si guardò intorno e la prima cosa che chiese fu questa: “Portatemi a casa perché voglio dire la Messa!” Furono le sue ultime parole, il suo pensiero costante e dominante “celebrare la Messa”, perché poi entrò in coma profondo e si trovò a celebrare la Messa in Paradiso.

 Più tardi, venne il medico ad avvisarci che dai controlli fatti gli restavano poche ore di vita e che potevamo rimanere accanto a lui fino al grande passaggio. Subito guardammo l’orologio che segnava le ore 17 circa del 9 gennaio e pensammo che forse il Signore lo avrebbe chiamato al cielo lo stesso giorno della data di nascita del fondatore dell’Opus Dei, che era proprio il 9 gennaio. Guardavamo con attenzione il passare delle ore: 19, 20, 21… e il suo respiro che continuava con fatica ma ancora ben deciso, mentre gli tenevamo la mano pregando sottovoce San Giuseppe, patrono della buona morte. Finché arrivarono le ore 23 e poi le 24, cioè la fine del giorno 9 gennaio. Appena passate le ore 24, Silvia e io notammo che il suo respiro ebbe come un collasso improvviso, divenne sempre più debole, fino a cessare del tutto un’ora dopo, vale a dire all’UNA del 10 GENNAIO 2017.  Capimmo senza bisogno di parole che don Ferdinando, nella sua umiltà e delicatezza di vita, già in contatto col cielo, non voleva far coincidere la data della sua morte di semplice sacerdote, con quella della nascita del suo Santo Fondatore, autorità ben più grande per la Chiesa e Maestro di vita spirituale. La data del 9 gennaio doveva rimanere tutta e solo per San Josemaria Escrivà.  

 Che don Ferdinando ci protegga dal cielo e aiuti tutti i cristiani, in particolare i sacerdoti, ad essere fedeli alla propria vocazione, nonostante tentazioni e persecuzioni, perché se Gesù stesso ha voluto legare questa speciale chiamata a un Sacramento “l’Ordine Sacro”, conferendogli addirittura un “carattere” indelebile, cioè permanente, “vita natural durante”, significa che il “il sacerdote cattolico”, nonostante le sue miserie, è l’unico uomo al mondo che ha il potere, per volontà divina, di mettere in comunicazione la terra col Cielo, l’uomo con il suo Dio, a tal punto da rendere possibili quelle parole di Gesù: “IO SARO’ CON VOI TUTTI I GIORNI FINO ALLA FINE DEL MONDO.”

                                        A CURA DI PATRIZIA STELLA


 Il libro “Un somarello e la sua storia” a cura di don Ermanno Tubini, euro 14,00= pag. 290, e altri libri di don Ferdinando si trovano presso la libreria “L’isola del tesoro”, casa editrice Fede & Cultura, in Verona, Via Marconi 60. Tel. 045/941851 che li invia direttamente a domicilio.  Vedi online https://fedecultura.com.

lunedì 3 gennaio 2022

NUOVO ANNO 2022. ULTIMA ESORTAZIONE DI MONS. VIGANO'

 

Ultimo messaggio di mons. Viganò al mondo su come salvarci e nostra risposta.


Rev.mo mons. Vigano'

La ringrazio a nome dei suoi ammiratori per questi suoi accorati e frequenti appelli al fine di scuotere il nostro torpore e vincere la nostra “ignoranza” di italiani dormienti davanti a un pericolo gravissimo che ci sovrasta e del quale noi italiani forse non ci rendiamo abbastanza conto.

 

Non si tratta di questo, Eccellenza, perché non solo Lei ma molti altri laici esperti del settore ce lo stanno ripetendo da mesi, certamente da oltre un anno ormai, e ne siamo pienamente convinti tanto che la mobilitazione di protesta a livello nazionale che sta emergendo con sempre maggior adesione penso sia una valida risposta del popolo deciso a combattere per la difesa della propria libertà.

 

Detto questo, la verità è racchiusa in questa frase: Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.

Cioè noi vorremmo partire in quarta contro l’usurpatore e stiamo esaminando tutte le strategie possibili, mobilitazioni, reazioni, convegni, schieramenti, anche in forza delle sue accorate esortazioni, ma ci troviamo paralizzati come un cane che abbaia legato a una catena (scusi il paragone) che oltre a correre freneticamente su e giù per tutta la lunghezza della catena, altro non può fare, come se ci fosse una forza preternaturale che lo trattiene e che solo una potenza superiore potrebbe spezzare permettendo al povero cane isolato di raggiungere i suoi compagni ugualmente legati per correre liberamente tutti insieme in difesa dei loro diritti civili e religiosi.

 

E questa potenza superiore che attendiamo perché spezzi la catena di questa assurda prigionia, rev. Mons. Viganò non proviene dalle sue, sia pur giuste e motivate esortazioni, ma dalla superpotenza soprannaturale della Santa Messa, Vetus o Novus Ordo che sia!! Quella Santa Messa che mai una volta, nonostante le nostre varie richieste, noi abbiamo visto da Lei celebrare pubblicamente soprattutto come riparazione, espiazione per i gravissimi peccati commessi da noi e dalla falsa chiesa bergogliana da lei giustamente accusata perché si è macchiata di peccati orrendi, soprattutto di idolatria e sacrilegio, a tal punto che è impossibile non vederli, a meno di una ottusità invincibile e in molti casi, anche colpevole davanti a Dio e agli uomini.

 

Lei sa benissimo che se le azioni naturali per il raggiungimento della giustizia umana e divina, per quanto giuste e meritorie, non sono accompagnate da una forza soprannaturale quale è la Santa Messa cattolica, che chiama in causa direttamente l’onnipotenza di Gesù Salvatore, nulla di nulla ci sarà possibile fare perché la catena non sarà spezzata da belle esortazioni e nemmeno da eserciti schierati in battaglia, se non sono sostenuti  dalle Sante Messe di riparazione e supplica che tutto il popolo cristiano Le chiede di celebrare pubblicamente.

 

Attendiamo quindi con fiducia e trepidazione questo suo prezioso intervento per il bene della nostra Italia e di tutta la vera Chiesa cattolica che adesso è costretta a operare dalle catacombe ma nella certezza che, come da frase profetica del nostro unico, vero Papa Benedetto XVI, non letterale: la nostra vera Chiesa cattolica riemergerà dalle catacombe, più piccola, povera, ma purificata da tutte le brutture che l’hanno insozzata in questi non solo decenni, non certo dal Concilio Vaticano II, ma da secoli di picconature continue e progressive sia da parte modernista che da parte tradizionalista che ne hanno dilacerato tutto il Corpo Mistico. Quella Chiesa di Gesù Cristo che nessun Prelato, nemmeno il Papa, può trascinare da una parte o dall’altra a suo piacimento, perché è solo e indiscutibilmente di GESU’ CRISTO e si potrà sollevare solo con la potenza voluta da Gesù che è la Santa Messa cattolica, VETUS O NOVUS ORDO, davanti alla quale ci inginocchiamo umilmente.

 

A nome dei fedeli cattolici

                                                            Patrizia Stella - Verona

 

domenica 26 dicembre 2021

AUGURI DI BUON NATALE 2021 E DI BUON NATALE PERENNE

CARI AMICI.

 inviare, come sto facendo, gli auguri di Buon Natale il giorno di Santo Stefano è la cosa più insensata che ci sia, anche se sappiamo che il periodo natalizio, al di là della cosiddetta “ottava” che arriva fino al primo di gennaio dell’anno successivo, si conclude con la festa dell’Epifania, il 6 gennaio, anzi finisce con la festa del Battesimo di Gesù, domenica 9 gennaio.

 

A giustificazione di questo, confesso che c’è stata una certa difficoltà da parte mia nell’esternare sentimenti santi che dovrebbero scaturire dal Natale, bontà, lealtà, carità, amore, serenità, gioia interiore ecc. in un periodo come questo in cui siamo molto provati dalle note vicende di virus, oltre che totalmente immersi, se non soffocati, dalle miserie di ogni tipo e qualità, sia di carattere personale di autorità indegne di tale nome, sia sociale quali le varie classi politiche, mediche, associative, giudiziarie e non ultimo, religiose ed ecclesiastiche che non si distinguono affatto per la pratica delle virtù, anzi, sembra che facciano a gara per eccellere in vizi e miserie di ogni genere. Certo, in mezzo a tanto marciume, spicca qua e là qualche eroe della dignità, libertà e rettitudine, ma sembra siano rari, oppure costretti a nascondersi per paura di ritorsioni penalizzanti.

 

Alla fine ha prevalso in me il desiderio di non arrendermi ma di cercare di continuare a spargere del bene, per quanto è possibile, quel poco di bene che, in tutti i casi e come sempre sostiene il nostro vero e unico Papa Benedetto, contiene in sé una forza morale e spirituale prorompente, tale da riuscire, prima o poi, ad emergere dal buio delle catacombe dove lo hanno confinato i malvagi, ed esplodere prima o poi in tutta la sua bellezza e gioia profonda, magari al suono celestiale di meravigliose trombe suonate nientemeno che dagli Angeli. Con Dio bisogna pensare in grande.

 

Pertanto cari amici auguro a tutti un doppio augurio:

 

BUON NATALE 2021

E BUON NATALE PERENNE

 

Quel Natale 2021 che possa vedere la gente commuoversi e inginocchiarsi davanti alla statua di Gesù Bambino nel presepio, “Dio con noi”, e quel Santo Natale perenne che veda la gente inginocchiarsi alla presenza di Gesù vivo e vero nel Santissimo Sacramento. Quel nostro meraviglioso Gesù che molti dimenticano o dubitano che sia davvero Dio, perché sta troppo zitto e quasi indifferente sia davanti alle brutture del mondo, dicono, sia davanti alle profanazioni della sua Santissima Divinità. Ma attendiamo il momento da Lui stabilito perché venga ripristinata la giustizia.

 

In questo non ci da buon esempio l’antipapa Bergoglio, (*) che mai lo si è visto inginocchiato davanti al Santissimo, neppure durante la Consacrazione della Messa, imitato purtroppo da certo Clero e popolo cristiano che sta perdendo la doverosa abitudine di inginocchiarsi perché, se un fedele cristiano non sente dentro di sé la spinta, quasi spontanea, di inginocchiarsi davanti al Re dei Re, al Dio Creatore, nel momento più ineffabile e sublime che esista al mondo che è quello della CONSACRAZIONE O TRANSUSTANZIAZIONE DURANTE LA SANTA MESSA, in quale altra circostanza della vita si inginocchierà? Forse per futili motivi umani di convenienza.

 

Ricordiamo a tale proposito le parole di don Ferdinando Rancan, sacerdote diocesano veronese morto in concetto di santità che mai, neppure nella malattia, lasciava passare un giorno senza celebrare la Santa Messa sostando in ginocchio fino a terra durante la Consacrazione: “la Santa Messa è un privilegio così grande da far tremare gli Angeli e i Santi dalla gioia pensando che solo ai Sacerdoti cattolici, in virtù del Sacramento dell’Ordine Sacro, è stato concesso da Dio stesso il privilegio di portare Gesù vivo e vero dal Cielo alla terra”.

 

AUGURO A TUTTI UN SANTO NATALE PERENNE.

                                                 Patrizia

 

(*) So di non dire nulla di scandaloso perché anche ai tempi dello scisma d’Occidente con tre o quattro Papi presenti, era ovvio che solo UNO ERA IL VERO PAPA!! Quello della vera successione apostolica e non degli intrighi di palazzo. Gli altri erano e sono tutti “Antipapi”, e Dio non voglia anche “Anticristi” se oltre a perseguire il loro miserabile obiettivo di potere, vanno oltre modificando anche la dottrina, rinnegando Gesù Cristo e la Chiesa da Lui fondata.  Ma a Dio non la si fa! Preghiamo per la conversione di tutti. 



giovedì 11 novembre 2021

LETTERA AI PRELATI SULLO SCANDALO VACCINI


SCANDALOSO COMPORTAMENTO DELLA CHIESA BERGOGLIANA NEI CONFRONTI DEI VACCINI E... DI TUTTO IL RESTO

 

        Il CLERO gravemente colpevole davanti a Dio di aver favorito una mattanza senza uguali tra il popolo italiano a forza di decantare le lodi di un vaccino che non è vaccino  e che ha già  portato alla morte migliaia di giovani e anziani, fatto chiudere intere case di riposo come la Carlo Steeb a Verona perché morti tutti gli anziani non per covid ma dopo il vaccino...
Gravissime colpe ha non certo la Chiesa di Gesù che soffre perseguitata nelle catacombe  ma questa setta bergogliana che ha trascinato nel suo vortice di idolatria satanica quasi tutto il clero, in particolare Vescovi e CARDINALI  che sembrano quasi plagiati nel cervello ridotti a poveri pecoroni belanti o forse anche attratti dal tintinnio di monete sporche che le multinazionali del farmaco hanno stanziato  in abbondanza al Vaticano e da questo a molte diocesi purché decantassero gli effetti "miracolosi" di questo vaccino di morte che è SOLO SIERO GENICO contenente metalli vari, tra cui l'ossido di grafene, oltre alle cellule di poveri bambini innocenti macellati da vivi sin dall utero materno.
QUESTO È UN SIERO SATANICO CHE PORTERÀ SOLO MALATTIA E MORTE.
BLOCCHIAMO QUESTA CAMPAGNA PERICOLOSA PER LA SALUTE, se non nell immediato, ma col tempo sicuramente si perché  l ossido di grafene contenuto nel vaccino continua a lavorare e distruggere lentamente l organismo a iniziare dagli anticorpi naturali che spariscono davanti all'arrivo di cellule vaccinali impazzite.
Scienziati illustri lo stanno dichiarando  sotto  minacce ed estorsioni dei politici superpagati per questo.

Organizziamo una campagna di ROSARI nazionali se vogliamo liberarci da questo governo di morte e dai suoi effetti diabolici sulle nostre persone, sulle nostre famiglie, sulla nostra patria l ITALIA, che va difesa e mantenuta nella sua CIVILTÀ CRJSTIANA SE VIGLIAMO CHE NON SOCCOMBA NELLE MANI DELLO STRANIERO  CHE È LÌ PRONTO PER OCCUPARLA E DEVASTARLA con consenso compiaciuto del nostro governo e della falsa chiesa bergogliana intenta solo a fare profitti da tutte le parti.
       Nel link troverete una lettera molto importante di un sacerdote italiano, don Floriano, veramente scandalizzato per come la chiesa, che comunque è la falsa chiesa bergogliana, sta portando avanti il problema "vaccini"

  GESÙ  GIUSEPPE E MARIA SALVATE CHIESA E ITALIA. COSÌ  SIA
                                          Patrizia Stella

                                  

 

giovedì 30 settembre 2021

L'ITALIA SOTTO ATTACCO DIABOLICO


Perché l'Italia è così bersagliata e perseguitata rispetto a tutte le altre Nazioni?

Perché l'Italia e la Chiesa Cattolica per volontà di Dio sono una specie di binomio indissolubile a tal punto che se una va male, l’altra va peggio. 

Infatti, siccome al posto della vera Chiesa cattolica e del vero Papa Benedetto XVI è stata piazzata dalla cosiddetta “mafia del Sangallo” una SETTA satanica legata ai poteri forti e un antipapa che è Bergoglio, ne deriva come conseguenza che la povera nostra amata PATRIA ITALIA si trova con un’enorme palla al piede di acciaio che la sprofonda sempre di più negli abissi, nonostante tutti i suoi encomiabili sforzi per risalire, sforzi del popolo più che altro, tartassato e perseguitato da questi poteri forti, civili ed ecclesiastici, tutti d’accordo nel far convogliare l’Italia, e in pratica la Chiesa verso il Nuovo Ordine Mondiale satanico.

Che cosa ci trovino costoro di affascinante dall’appoggiare Satana non si capisce! Forse soldi, successo e sesso libero, ma quale gioia può dare tutto questo, anche dal punto di vista umano, se il prezzo da pagare è quello di passare alla storia non come eroi ma come criminali che hanno distrutto e portato alla morte intere popolazioni con i sistemi più barbari ed efferati come quelli usati in questi ultimi anni? Però sta di fatto che nella città di Roma è stata collocata una specie di “triade satanica”: la cosiddetta madre terra Pachamama a San Pietro, il dio Moloch davanti al Colosseo e dal 15 ottobre la cosiddetta “porta dell’inferno” al Quirinale, iniziative che hanno visto non solo il tacito consenso della chiesa ma addirittura il coinvolgimento in prima persona dello stesso Begoglio soprattutto nella intronizzazione idolatrica della statuetta pagana dentro la basilica di San Pietro.

 

Da questo quadro inquietante si può capire quanto sia difficile arrestare tanta perversione idolatrica, non nelle terre sperdute dell’Amazzonia, ma nel cuore della civiltà cristiana, della stessa città santa. Eppure ce la dobbiamo fare perché noi abbiamo lo stesso Dio dalla nostra parte che aspetta solo che noi ci comportiamo da veri soldati di Gesù Cristo che combattono per la difesa della fede e della libertà. Mai arrendersi. L’Italia comincerà la sua lenta risalita solo quando saremo riusciti a spostare l’attenzione e la battaglia dal Parlamento al Vaticano, sede di questa setta in sostituzione momentanea della vera Chiesa cattolica per tagliare la testa al vero dragone infernale che ci tiene soggiogati e ci vuole portare al Nuovo Ordine Mondiale satanico.

 

SOLO QUANDO AVREMO FATTO GIUSTIZIA DAVANTI A DIO E AGLI UOMINI RIMETTENDO SUL SOGLIO PONTIFICIO L’UNICO VERO SANTO PAPA CHE È BENEDETTO XVI potremo sperare in una dura, ma sicura risalita. Se Papa Benedetto è stato costretto a dare le dimissioni, lo ringraziamo di cuore per questo suo coraggio perché, così facendo, ci ha tolto la benda dagli occhi che ci impediva di vedere la sporcizia infernale che era tenuta nascosta da troppo tempo sotto una parvenza di buonismo pacifista, e che è emersa, anzi scoppiata come un fiume in piena dalla sua dipartita permettendoci in tal modo di cominciare a capire con CHI DOBBIAMO SCHIERARCI perché la vera battaglia è di origine preternaturale: la Luce di Dio contro il potere delle tenebre.

 Perché i Cristiani ancora non sono consapevoli che l'essere stati battezzati e cresimati, li pone in una mirabile condizione di “soldati della Fede cristiana”, purchè vogliano essere combattenti fedeli e non passivi spettatori. Perché il dono della fede e della fortezza è reciproco, vale a dire che il Signore Gesù lo dona a tutti i cristiani, in particolare attraverso i sette Sacramenti e i Sette doni dello Spirito Santo, ma sta poi a ciascuno di noi accogliere questo dono e farne tesoro, oppure rifiutarlo e ignorarlo, come per i talenti, perché Dio offre, stimola, invita ma non condiziona nessuno né tantomeno costringe, tanto è grande il rispetto che ha della nostra libertà.

 Adesso questa battaglia preternaturale sta arrivando al suo culmine perché mai nella storia si è vista la nostra patria così aggredita al suo interno dagli stessi italiani che vogliono annientare Stato e Chiesa sottomettendoli al Nuovo Ordine Mondiale, ma non ci riescono così facilmente come pensavano, a motivo delle molte preghiere che si innalzano a Dio da ogni parte, ma soprattutto perché si trovano davanti a un baluardo di una potenza indistruttibile che è la Santissima Eucaristia.

IMPORTANZA DEI SACERDOTI. In effetti noi cattolici, soprattutto in caso di calamità o di guerre, non abbiamo bisogno di alti prelati e di gerarchie che ci diano il loro parere, spesso arbitrario e falso, su tutto, ma solo di semplici SACERDOTI che ogni giorno ci garantiscano la S MESSA, LA CONFESSIONE DEI NOSTRI PECCATI E LA SANTISSIMA EUCARISTIA, quella Ostia Santa che riceviamo nella Comunione al termine della Messa e che poi viene deposta nel Tabernacolo sull'altare maggiore al centro della navata principale o in altri altari laterali. Lì dentro, che ci crediamo o no, c’è L’Onnipotente Dio che si umilia per amor nostro e si fa Pane di Vita per la nostra Vita soprannaturale, dandoci molte prove di questa Sua Presenza divina con miracoli strepitosi, come, ad esempio, la Santa Particola di pane trasformata in carne viva del miocardio del cuore che pulsa e continua a pulsare come il cuore di un uomo vivente sin dall’anno 700! Esposta in una teca nella cittadina di Lanciano provincia di Chieti, uno dei tanti miracoli sparsi nel mondo. Cose strabilianti davanti alle quali dovremmo cadere prostrati in ginocchio a ringraziare e adorare questo nostro Dio meraviglioso che si è fatto Uomo in Gesù Cristo per impedirci di andare a finire in quell’inferno di fuoco e di zolfo dove vivono per tutta l’eternità coloro che, assieme ai diavoli, si sono ribellati a Dio. La Santa Eucaristia ha quindi il potere di bloccare tutti i progetti di tutti i diavoli e gli assatanati più potenti del mondo. Per questo è così attaccata dai satanisti massoni che liberamente e stupidamente scelgono di adorare Satana anziché Gesù Cristo. Ma chi ci offre più gioia e serenità di nostro Signore Gesù Cristo, qui sulla terra e poi in cielo?

IGNORANZA SULLA SANTA EUCARISTIA. Ma che cos’è la Santa Eucaristia? Come si ottiene? Che cosa possiede di tanto “miracoloso e onnipotente” da riuscire a bloccare e far indietreggiare perfino i diavoli? Purtroppo, di tutti gli argomenti religiosi, questo relativo ai Sacramenti e all’Eucaristia è circondato da molta ignoranza, a iniziare dagli stessi preti che da molti anni hanno rinunciato a studiare e a dare dottrina con questi risultati di ignoranza generale. Da alcune inchieste realizzate anni fa dal rapporto “Pew Research Center” risulta che almeno il 69% dei cattolici statunitensi ritiene che il pane e il vino sull’altare della Messa siano solo simboli, e sono convinti che questo è l’insegnamento della Chiesa. In Italia da uno studio effettuato nel 2007 da Famiglia Cristiana, risulta che la percentuale italiana non è certo molto diversa da quella americana, anzi da quando è stato insediato Bergoglio, c’è stato un tracollo generale in merito alla conoscenza e pratica dei sacramenti, dove la maggioranza dei cattolici ritiene che sia prioritario (secondo l’insegnamento Bergogliano appunto) il compito di dedicarsi alle opere buone piuttosto che alla preghiera o allo studio della filosofia o teologia, insomma della nostra bella fede cristiana.

Per quanto riguarda la Santa Eucaristia, Bergoglio afferma che non è riservata ai perfetti ma ai peccatori e pertanto lui non la nega mai a nessuno, nemmeno ai non cristiani, buddisti, ebrei e musulmani! Ma queste affermazioni sono gravemente sacrileghe, ammesso che uno sia cosciente della gravità e dell’errore. Il Magistero perenne della Chiesa ha sempre affermato che per ricevere la Santa Eucarestia bisogna essere battezzati, innanzitutto, quindi solo cristiani e in grazia di Dio, cioè purificati da tutti i peccati, almeno mortali, attraverso il sacramento della Confessione. Infatti la Santa Eucarestia non è certo un premio per nessuno, ma un aiuto nelle nostre difficoltà per quei “peccatori” che hanno chiesto umilmente perdono dei loro peccati e hanno ricevuto l’assoluzione. Tutti gli altri “peccatori” che stanno ben coccolati nei loro peccati senza alcun pentimento, non possono ricevere la Santa Comunione altrimenti commettono sacrilegio, ammesso che conoscano che cos’è dal momento che neppure conoscono sé stessi e perché sono al mondo.

D’altra parte i nostri pastori dovrebbero farsi un serio esame di coscienza su come hanno tramandato la fede in Gesù Cristo alle nuove generazioni, basando l’insegnamento del catechismo più su questioni “sentimentali” o di virtù umane, sia pure condivisibili, quali l’amore, il rispetto, la tolleranza, l’accoglienza ma tralasciando quasi del tutto la dottrina, lo studio, tanto che neppure si fa riferimento ad alcun testo valido su cui di solito l’attenzione degli studenti si focalizza maggiormente, ma si dà sfogo alla libera interpretazione dei bambini attraverso disegnini stupidi, senza preoccuparsi di insegnare loro nemmeno le preghiere e le norme di vita cristiana più terra terra. Non devono fare nessuno sforzo questi poveri bambini secondo le ultime teorie pedagogiche demenziali perché si devono solo divertire, anche nello studio, soprattutto del catechismo o della religione per rendere l’argomento, dicono, assai più attraente. E infatti è riscontrato che siccome si divertono di più al parco giochi, preferiscono quello al catechismo, mentre invece è altresì dimostrato che i bambini sono più esigenti di noi e sia a scuola che al catechismo vogliono studiare cose nuove e belle e concrete e non perdere tempo. Se dal punto di vista scientifico è impossibile poter costruire una casa, una diga, un grattacielo senza basarsi su studi di fisica, chimica, ingegneria ecc, come si può pensare di costruire l’anima, la base della nostra fede cristiana senza conoscere chi è Gesù Cristo e che cosa ci ha insegnato e portato come novità di vita? Allora buttiamo via tutta la filosofia, la teologia, la metafisica, la dottrina? E in nome di CHI andiamo ad aiutare i poveri e i sofferenti? In nome di chi siamo disposti a dare perfino la vita?

La Santa Eucaristia celebrata all’interno della Messa con la quale, in un certo senso, si identifica, prevede un rito specifico le cui finalità sono essenzialmente quattro: 1) onorare Dio, 2) ringraziarlo, 3) riparare i peccati, 4) chiedere grazie e aiuti necessari. Tutto questo si realizza solo attraverso il sacerdote regolarmente ordinato con l’Ordine Sacro dal Vescovo che celebra in nome di Gesù Cristo, che è il principale offerente ed è per questo che la Santa Eucaristia acquista un valore immenso, perché c’è di mezzo lo stesso Gesù Cristo che, attraverso il sacerdote e in determinate condizioni legate ai gesti e alle parole di Gesù nell’Ultima Cena, “scende” nel Pane e nel Vino e si fa nutrimento per la nostra vita spirituale. Dopo tante diatribe durante il Concilio Vaticano II, sono stati permessi da papa Benedetto XVI due riti, il Novus e il Vetus, entrambi validi anche se le contestazioni pro o contro sono diventate perfino assurde e ridicole.   Da qualche mese Bergoglio ha voluto eliminare il Vetus Ordo, ma non ce l’ha fatta perché tale celebrazione continua lo stesso, magari privatamente. E così potrebbe essere fra non molto anche della Santa Messa del Novus Ordo, che potrebbe venire soppressa o modificata nelle parti essenziali (Consacrazione) a tal punto da renderla invalida o sacrilega, pur celebrandola in chiesa apparentemente come sempre. Leggiamo il catechismo.

IMPORTANZA DELLA SANTA EUCARISTIA. Se la massoneria ha sferrato il suo attacco iniziando dall’interno della chiesa, penetrando nelle sacrestie, nei seminari, nelle associazioni cattoliche, nella cultura cristiana che è stata stravolta, arrivando addirittura fino al soglio di Pietro spodestando il vero papa per intronizzare quello falso, adesso si trova davanti l’ultimo baluardo da abbattere che è appunto la SANTA EUCARISTIA che fa ancora da muro di protezione dei cristiani contro l’imperversare dell’ondata di morte e di distruzione dei satanisti.

Non è facile questa battaglia, che si sta svolgendo sotto i nostri occhi, forse senza la nostra piena consapevolezza, perché l'Eucaristia è il Kathecon, cioè il baluardo, la Forza, l'Onnipotenza di DIO che RESPINGE il male. Fin quando ci sarà una sola Eucaristia su questo mondo l'avversario non potrà fare quello che vorrebbe della nostra povera Umanità. L'Eucaristia è la Pietra Angolare, mitica, famosa, insostituibile che Nostro Signore ha posto a difesa di tutta l'Umanità, non solo della Chiesa. Per questo dobbiamo usare mezzi spirituali fin dove è possibile. Al resto ci penserà Nostro Signore Gesù Cristo se lo imploriamo perché è LUI il primo interessato a ripristinare la Giustizia e la Verità così oltraggiate, ma lo farà solo se il suo popolo fedele prende coscienza di tutto questo e torna a Lui pentito e deciso a rinnegare tutti gli idoli seminati dal falso papa e dai suoi devoti. Per questo siamo tutti obbligati a schierarci.: O CON BERGOGLIO E LA SUA SETTA, O CON GESÙ CRISTO E LA SUA VERA CHIESA CHE HA COME PAPA BENEDETTO XVI

Torniamo a Gesù Cristo con Messe di riparazione e di espiazione, con rosari, suppliche, adorazioni, offriamo a Dio ogni giorno, oltre alle nostre preghiere, anche la nostra povera vita, le nostre azioni, lavoro, tribolazioni, opere buone, sacrifici, in modo da vivere la “Comunione dei Santi”, che ci permette di aiutarci anche da un capo all’altro del mondo attraverso la preghiera, nella certezza che il dragone infernale alla fine verrà vinto e cacciato nell’inferno dalla spada di S. Michele Arcangelo.

 Cari italiani, per volontà di Dio, la nostra patria è il faro della civiltà cristiana per il mondo intero, oltre che la Sede del Papato. Pensate che privilegio e che responsabilità abbiamo. Difendiamola con coraggio, fede e amore sostenendo il nostro vero e unico Papa Benedetto XVI, al quale auguriamo lunga vita e che possa manifestare al più presto la “Verità” su questa vicenda.

La Regina delle Vittorie è con noi, con le nostre famiglie e con la nostra patria amata.

        Gesù Giuseppe e Maria salvate Chiesa e Italia.  Così sia.

                                           Patrizia Stella