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lunedì 15 settembre 2014

Il caso di Mons. Luca Lorusso

Licenziato dal servizio diplomatico vaticano
E del confratello don Patrizio Poggi

Sono stata spinta a scrivere in merito a questo argomento perché, essendo ormai di pubblico dominio, avendolo io seguito personalmente da vicino come psico-pedagogista, e vedendo come è stato presentato in modo inesatto, se non addirittura falso, sulle testate di alcune riviste, anche on line, quali “Riscossa Cristiana” del 18 luglio, attraverso un certo Adriano Vigevani, ho sentito il dovere di intervenire per fare chiarezza e dare il mio piccolo
contributo, per amore della verità, nel tentativo di rendere il giusto onore a chi ha subito un trattamento ingiusto e calunnioso.

Conosco Mons. Luca Lorusso da alcuni anni, tanto che è stato anche ospite a casa mia un paio di volte assieme a un suo parente, e ancor di più conosco l’altro sacerdote citato dal Vigevani nel suo articolo, don Patrizio Poggi, da oltre dieci anni, cioè da quando doveva scontare la pena, perché accusato di pedofilia, presso l’Istituto dei Padri Venturini di Trento. Questo mio intervento, pertanto, si appoggia anche sulla testimonianza di alcuni sacerdoti che hanno seguito spiritualmente e aiutato moralmente don Patrizio Poggi durante tutta questa incredibile e dolorosa vicenda.

Ebbene, Mons. Lorusso ha avuto il grande merito di aiutare un suo confratello nel sacerdozio, don Poggi, proprio in questo periodo di grande difficoltà, quando tutti gli altri, tranne pochi, lo hanno abbandonato. Se si voleva con questo articolo rivalutare la figura di Mons. Lorusso, come è giusto, molto bene! Ma non vedo perché lo si è fatto denigrando gravemente il suo amico e confratello, don Patrizio Poggi, con un livore che è del tutto fuori luogo, quasi che qualcuno volesse mettere zizzania anche tra loro due. False sono le accuse che vengono mosse dal Vigevani contro don Poggi laddove afferma che: “Mons. Lorusso è caduto vittima di un gioco messo in piedi dal Poggi tant’è vero che poi quest’ultimo gli ha chiesto scusa per lettera”.  Mai e poi mai don Poggi ha scritto cose simili a don Luca perchè mai lo ha tradito, anzi gli è sempre stato riconoscente, lo stima moltissimo e sono tuttora in ottimi rapporti di sincera amicizia e di fraternità anche se da lontano, ovviamente! Che il Vigevani fornisca le prove di quanto ha affermato!

Non mi soffermo sui processi imposti contro la volontà di don Poggi dai suoi superiori in nome “dell’obbedienza sacerdotale”, e conclusisi con la massima condanna che lo ridusse allo stato laicale, nonostante il suo desiderio di continuare ad essere sacerdote. Spero solo che il buon Dio faccia luce su queste e altre ingiustizie che sono piombate sulla testa di molti sacerdoti innocenti, perché se è vero che esiste la piaga della pedofilia, e non solo nel Clero, che è coinvolto, dicono le statistiche, solo per lo 0,1% in tutto il mondo, non per questo si deve tagliare ciecamente ogni erba al primo insorgere di una flebile denuncia, tutta da provare, perché così si fa il gioco del nemico della Chiesa che ha trovato astutamente il modo di danneggiarne l’immagine nel mondo, facendole spillare oltretutto molti quattrini come risarcimento di “danni presunti” e impossibili da provare fino in fondo.

Se due o tre ragazzotti, ad esempio, minorenni ma ben astuti, come nel caso di don Poggi, decidono di accusare un prete di aver avuto rapporti con loro, o per vendetta o per avere risarcimenti economici, per quel povero prete è la fine! Infatti alcuni si sono suicidati piuttosto di affrontare simili calunnie e processi interminabili dai quali si sapeva che ne sarebbero usciti solo sconfitti, infangati e umiliati! E per giunta con l’obbligo di lasciare il sacerdozio! E questo perché le autorità ecclesiastiche sono sempre state più propense a credere ciecamente agli accusatori piuttosto che ai loro sacerdoti!

A prova della facilità con cui si può cadere nelle reti del nemico, è il fatto accaduto qui a Verona per quanto riguarda l’Istituto Provolo, il cui fondatore, il Servo di Dio don Antonio Provolo (1801–1842) è stato un vero “pioniere” nell’educazione dei sordomuti, permettendo loro di comunicare col mondo creando strutture apposite e alfabeto gestuale per loro, aprendo scuole anche per i docenti e fondando una congregazione di sacerdoti che si occupassero della loro formazione spirituale ecc. Ebbene circa un paio di anni fa questo più che benemerito Istituto è stato su tutte le cronache scandalistiche perché i suoi sacerdoti erano stati accusati, un po’ tutti, alla grande, in modo sommario e generico, di pedofilia nei confronti dei loro allievi! Solo dopo indicibili umiliazioni, sofferenze, maldicenze ecc. che li hanno portati sulla pubblica gogna, è risultato che era tutto assolutamente falso perché “il motore pensante” di tutto questo era partito da un gruppo di ex alunni i quali, sostenuti da alcuni legali, avevano preteso il possesso di un prestigioso terreno sul lago di Garda lasciato in eredità alla scuola, in quanto pareva che ne avessero il diritto in qualità di ex alunni, ma siccome il Tar ha dato loro torto, hanno pensato bene di vendicarsi nei confronti dell’Istituto accusando i sacerdoti di questi reati che mai essi hanno commesso. Risultato? La grancassa mediatica scandalistica ha avuto il sopravvento sulle due righe di doveroso chiarimento e di scuse perché il “fatto non sussiste” e la pratica è stata archiviata! “ARCHIVIATA?” E chi risarcisce l’immagine infangata di questi eroi?

Non sono andata a verificare se l’espulsione dal sacerdozio per quei sacerdoti che si sono macchiati di questo reato di pedofilia è prevista dal codice di diritto canonico o da quale documento ecclesiastico, ma in tutti i casi viene da chiedersi:
  • “Perchè estromettere per sempre un prete pedofilo dal sacerdozio (doveroso invece allontanarlo dal luogo dove ha commesso questi atti!) se veramente dimostra coi fatti di essere pentito e di impegnarsi perché ciò non accada più? Forse che un uomo sposato, adultero anche con minori, ma sinceramente pentito e perdonato da Dio e dalla moglie, viene obbligato a rompere il suo matrimonio e a rovinare per sempre la sua vita e la sua famiglia?
  • Forse che non dobbiamo avere fiducia che, con la grazia di Dio, si possono vincere tutte le tentazioni prima di buttare via, come si suol dire, “il bambino con l’acqua sporca?”
  • Non sarebbe più prudente valutare caso per caso anziché estrometterli tutti in massa alla cieca con un sistema che sa da “purghe staliniste”? Si parla di qualche centinaio di preti  in tutto il mondo estromessi dal sacerdozio che hanno avuto la vita rovinata, molti dei quali adescati e caduti stupidamente in questo peccato che hanno poi superato bene col pentimento e con una vita retta. Ben più esigente e severo deve essere invece il trattamento per quei preti, educatori, docenti ecc. che non vogliono assolutamente cambiare vita!
  • Perché mai la Chiesa, (soprattutto con gli ultimi due Papi) si è prostrata un’infinità di volte, fino alla nausea, ai piedi di una società corrotta, falsa e ipocrita, chiedendo perdono per questi e altri peccati con inquietante ostentazione, come se fosse un’associazione a delinquere, quando invece in duemila anni di storia ci ha dato milioni di Eroi e di Santi, una cultura meravigliosa fondata sulla dignità di ogni persona come soggetto di diritto?
  • Non è altrettanto grave, anzi ancor più peccaminoso il tradimento della fede, della dottrina cattolica, da parte di molti ecclesiastici tra i quali molti docenti che insegnano eresie nei Seminari, indisturbati, anzi riveriti? Infatti è il tradimento della vera fede, la cattiva dottrina, l’eresia presentata come verità, la Parola di Dio manipolata, che apre la strada a tutti gli altri peccati e perversioni, lussuria in testa, perché quando non è più la Verità di Gesù Cristo ad illuminare la mente e ad aprire il cuore alla gioia, il cammino si offusca e diventa sempre più difficile e pesante e si diventa più facilmente preda del Maligno.

La verità è che questi due bravi sacerdoti citati sono entrambi vittime innocenti di tutto un meccanismo perverso che si è insinuato ormai in molti settori della Chiesa per il fatto che hanno tentato, forse un po’ ingenuamente, di fornire le prove dell’esistenza di un giro di “preti gay” ben attivo in certe zone di Roma, ricerche che ritenevano in coscienza utili al fine di fare un po’ di pulizia all’interno della Chiesa. Questa denuncia firmata da entrambi i sacerdoti e depositata presso gli uffici competenti è stata fatta non certo sulla base di superficiali illazioni “animate da sete di vendetta con animo avvelenato”, giudizi calunniosi e arbitrari formulati dal Vigevani, ma allegando prove, documenti, foto e testimonianze! Tant’è vero che è ancora tutto al vaglio della Magistratura che non ha affatto archiviato la denuncia ma sta vagliando questa e altra “deplorevole” documentazione giunta in suo possesso da altri canali, perché pare che si tratti addirittura di un complesso giro di prostituzione. Pertanto, se vogliamo parlare di “accanimento”, si deve chiamare innanzitutto in causa il Vicariato di Roma che si è accanito non solo nei confronti di Mons. Lorusso, sospendendolo dal suo prestigioso incarico presso il servizio diplomatico vaticano che ha sempre svolto con diligenza e spirito di servizio verso la Chiesa, per confinarlo a Taranto, ma anche di don Poggi, in maniera assai più pesante e indegna gettandolo in carcere “per calunnia”! Trattamento ingiusto che neppure il codice penale prevede!

E’ forse un mistero l’esistenza di Prelati, anche di un certo livello, che persistono nelle loro trasgressioni e poi vanno a celebrare la Messa come se fosse la normalità assoluta all’interno della Chiesa? Invece si tratta di grave sacrilegio, perché si compie volutamente e senza desiderio di conversione una celebrazione sacra in peccato mortale, fatto gravissimo che fa danno non solo a chi lo compie ma a tutto il Corpo Mistico della Chiesa perché impedisce l’affluire della Grazia che ci aiuta nelle difficoltà, e ci lascia in balìa del potere delle tenebre, senza difese, come sta capitando sotto i nostri occhi. E queste non sono illazioni o calunnie ma ci sono articoli e foto su “Panorama” mai smentiti, denunce scritte come ha avuto il coraggio di fare quel sacerdote polacco don Dariusz Oko, dottore di ricerca del dipartimento di filosofia dell’università pontifica Giov. Paolo II di Cracovia, rischiando anche lui grosso, tant’è vero che “le purghe vaticane” sembra abbiano “sistemato” anche lui non si sa bene dove! (http://www.conciliovaticanosecondo.it). E se non sono arrivati all’omicidio commissionato è solo perché temono che si possa risalire troppo facilmente ai mandanti. Così è ormai ridotto il Vaticano, non più Sede della Chiesa di Cristo, ma del suo nemico peggiore, il diavolo! Perché la vera Chiesa di Cristo è per ora nascosta nelle catacombe e sta soffrendo un vero martirio, fisico, morale e spirituale, nell’attesa che il Signore Gesù venga presto a far luce sulla Verità e sul Bene, facendola risorgere in tutto il suo splendore, bellezza e giustizia.

Alla luce di quanto sopra, si arriva a questo assurdo paradosso: se un sacerdote ha dei rapporti con un ragazzotto di 16, 17 anni, minore ma consapevole, è immediatamente radiato dall’albo, per così dire, del sacerdozio, perché prete pedofilo! Mentre se le stesse cose le compie con un ragazzo dai 18 in su, viene non solo tollerato, ma in molti casi, anche fatto avanzare in carriera perché fa parte della categoria dei “preti gay”, difesa, onorata e sponsorizzata dal mondo intero e, Dio non voglia, anche dalla Chiesa! E se non sei d’accordo ti accusano di omofobia. Il Magistero perenne della Chiesa è sempre stato assai severo con tutte le espressioni omosessuali, non con la persona verso la quale prevale la misericordia se questa la cerca con cuore pentito e si fa aiutare, (ci sono Centri e Istituti preposti a questo) ma certamente nei confronti dell’azione contro natura, considerata uno dei quattro peccati che “gridano vendetta al cospetto di Dio” proprio perché andare contro natura è come andare contro il disegno di Dio sull’uomo e la donna, con gravi conseguenze anche psicologiche, fisiche e fisiologiche per chi si  ostina a camminare in questa valle oscura. Dio perdona sempre, l’uomo qualche volta, la natura mai! Dice il saggio. (Vedi in merito: Roberto Marchesini, “Omosessualità e Magistero della Chiesa”, comprensione e speranza, Sugarco ed.)  (Fabio Bernabei, Chiesa e omosessualità, Fede & Cultura)

Ma da quando è diventata di moda quell’espressione a tutti ben nota: “Chi sono io per?...” i gay si sono ringalluzziti e alcune associazioni GLBTQ hanno fatto un elenco di tutte le “variopinte e variegate” unioni sessuali finora possibili, anzi incentivabili, il cui elenco è arrivato finora solo al numero di 58!!!. (Chiara Atzori, Il binario indifferente, Uomo e donna o GLBTQ? Gay, Lesbiche, Bisex, Trans, Queer) e farà parte del nuovo programma scolastico con docenti omosessuali, trans e compagnia a insegnare queste schifezze ai nostri bambini come se fossero virtù! Nessuna autorità ecclesiastica ha avuto il coraggio di dimostrare la sua indignazione gridando “Vergogna!” davanti a questo orrore, a questo autentico crimine contro l’umanità innocente? E poi fingono di scandalizzarsi per la presenza dei baby squillo e della pedofilia!!! Società ipocrita, falsa e omicida, come il diavolo che l’ha ispirata! E con queste premesse staremo a vedere che piega prenderà il prossimo Sinodo, se la Chiesa continuerà ad essere “Segno di contraddizione” nel mondo, come vuole Gesù, o se si “inginocchierà” peccaminosamente alle mode del mondo, chiamando direttamente in causa la giustizia di Dio e anche la sua collera. Quando ciò dovesse accadere, non chiediamoci il perche ma battiamoci il petto chiedendo pietà e misericordia!

Ha già fatto molti danni quello slogan pericoloso che presenta una vecchia “Chiesa matrigna” che impone macigni insopportabili sulle spalle dei suoi figli, privandoli dei loro diritti e della loro felicità. Noi vogliamo recuperare invece l’immagine della “Chiesa Madre” che usa l’autorevolezza che le ha conferito Gesù Cristo per togliere il coltello dalle mani del bambino cocciuto e testardo con cui può far del male a sé stesso e agli altri, una Chiesa Madre che, proprio perché vuole la felicità dei suoi figli, sia quella terrena che quella eterna, li mette in guardia, senza usare fucili, ma con dottrina chiara, esortazioni, encicliche, ammonizioni, offrendo mezzi spirituali e aiuti fraterni per far crescere le persone fedeli e anche gioiose, ma se alla base di tutto questo sforzo non c’è un’intensa vita di preghiera, una vita ascetica di unione con Dio, soprattutto per le anime consacrate, accade che “il castello interiore”, come spiega la grande Santa Teresa, non regge, crolla su sé stesso e sugli altri, e allora si va spasmodicamente alla ricerca di qualche miserabile compensazione umana che lascia poi tanta delusione, amarezza e insoddisfazione perché l’anima che ha abbandonato Dio, parafrasando Dante: “ha natura si malvagia e ria, che mai non empie le bramose voglie, e dopo il pasto, ha più fame che pria”. (Par. 1°c.)

Tutti coloro che conoscono e stimano questi due sacerdoti augurano loro di perseverare nel loro cammino, nonostante difficoltà e persecuzioni che si presenteranno presto anche per tutti noi, con i tempi brutti che corrono, e di poter un giorno tornare ufficialmente alla pienezza di quel Ministero sacerdotale per il quale hanno sofferto e lottato tanto, con vera fede ed eroismo, forti delle Parole di Gesù: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”. (Mt. 11,28). 

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