venerdì 24 gennaio 2020

CELIBATO SACERDOTALE E CASTITA'



CELIBATO SACERDOTALE E CASTITA’
Considerazioni prese dal libro 
di Papa Benedetto e del card. Robert Sarah
“DAL PROFONDO DEL NOSTRO CUORE”

L’ultimo Sinodo sull’Amazzonia, anziché confermare nella fede, ha messo in discussione, purtroppo, molte delle verità fondamentali della Chiesa cattolica, tra cui il celibato sacerdotale. Forse nell’intento di rimediare allo scandalo offerto dagli stessi Sacerdoti cattolici, anche se in minima parte, che si sono fatti travolgere dalle miserie di questo mondo perdendo la consapevolezza della loro chiamata divina e offrendo ai media il pretesto per chiedere di introdurre nella vita sacramentale della Chiesa cattolica pericolose “scorciatoie” come soluzione di tutte le difficoltà.
Queste “scorciatoie” complesse e tenebrose che alcuni intraprendono per fuggire dalla “Via Maestra” voluta da Gesù, possono essere di vario genere, ma quasi tutte, fatalità, rischiano di scontrarsi contro una virtù che, pur non essendo la più importante, è il motore propulsore di tutte le altre: la virtù della castità, che tutti i cristiani devono vivere, a seconda del loro stato, in maniera parziale o totale: celibi, sposati, consacrati, vedovi. Infatti si può essere sposati ed essere casti, quando la coppia decide di condividere certi ideali cristiani impegnativi, e al contrario, si può essere celibi, ma senza essere casti, come purtroppo vediamo dal comportamento di certi preti gay che, pur vivendo il celibato, non fanno mistero di reclamare come diritto i loro rapporti sessuali con uno o più “compagni” pensando di poterli conciliare con l’esercizio del loro sacerdozio, come se fosse la normalità della vita cristiana.
E quei Prelati, o Vescovi o responsabili di comunità che esortano i preti gay con lezioni, incontri ecc. a continuare tranquillamente su questa strada gravemente peccaminosa purchè rimangano “fedeli” ad un solo compagno (sic!) finiranno all’inferno, perché favoriscono comunque quel peccato di omosessualità che “grida vendetta al cospetto di Dio” secondo il catechismo della Chiesa cattolica e secondo la tradizione plurimillenaria dell’Antico Testamento. E anziché aiutare questi giovani preti a una vera conversione del cuore, sradicando totalmente dalla loro vita questo peccato della carne che è talmente ripugnante alla stessa natura che deve essere spesso accompagnato anche dall’uso di droghe, li convincono a perseverare in quel comportamento peccaminoso, pur sapendo che la Messa che celebrano costoro è sacrilega, anche se rimane valida per i fedeli, alle solite condizioni. Non abbiamo più nemmeno la chiesa che fa da baluardo contro la perversione del mondo che avanza.

Pretendere di abolire il celibato sacerdotale, cioè aprire la strada del matrimonio anche per i sacerdoti, nell’utopica speranza di aumentare le vocazioni, è la soluzione peggiore del male, come se il matrimonio, che fa tremare perfino i laici per la responsabilità che comporta, fosse il rimedio contro tutti i mali e le tendenze, come se l’uomo sposato fosse “immunizzato” contro ogni caduta e vaccinato contro ogni difficoltà.
Ipocrite si rivelano le aspettative di una vita onesta e fedele da adulti se non insegniamo ai ragazzi/e, a vivere e amare la virtù

mercoledì 8 gennaio 2020

MINI BIOGRAFIA DI DON FERDINANDO RANCAN



Colgo l’occasione del terzo anniversario del passaggio al cielo del nostro sacerdote diocesano veronese DON FERDINANDO RANCAN, per riproporvi, aggiornata e completata, la sua mini-biografia che possa dare un’idea della sua vita santa di sacerdote diocesano innamorato di Gesù Cristo e delle anime da salvare, come si diceva una volta e come dovrebbe essere tuttora la realtà della Chiesa cattolica.

Si tratta di tre facciate che si possono anche stampare e consegnare al momento opportuno a chi fosse interessato a conoscere in sintesi, la sua vita, mentre consigliamo di approfondirne la spiritualità attraverso i suoi libri e le sue omelie che stiamo via via trasmettendo su link.

In fondo abbiamo inserito la: “preghiera per l’Italia e le nostre famiglie”, che don Ferdinando ci esortava a recitare affidando a San Giuseppe, patrono della Chiesa, anche la nostra patria, l’Italia, scelta per volontà di Dio come sede della Chiesa e del Papato, e infine per le nostre famiglie, sull’esempio della famiglia di Nazareth, nella consapevolezza che tutti questi “valori” fondamentali sono bersagliati dal diavolo e pertanto devono essere protetti dalla forza soprannaturale della nostra preghiera cristiana, fatta per lo più di Sante Messe, Rosari, adorazioni e penitenza.

Attraverso gli scritti e le omelie di questo sacerdote, si arriva a conoscere meglio la figura meravigliosa di GESU’ CRISTO, VERO DIO E VERO UOMO, LA VERGINE MARIA, SAN GIUSEPPE, GLI ANGELI, I SANTI, in pratica tutta la bellezza della nostra Fede cattolica che riempie il cuore di gioia e di commozione nel vedere fino a quale punto Dio ci ama, tanto di averci donato Suo Figlio Gesù per la nostra salvezza.

Gesù ha voluto perpetuare la sua presenza viva e vera in mezzo a noi proprio attraverso l’Istituzione più meravigliosa e attualmente più bersagliata dal demonio che è la “Chiesa Cattolica”, attraverso la quale ci ha donato i “Sette Sacramenti” che sono “interventi” divini per il nutrimento della nostra anima durante le tappe principali della nostra vita fatta di corpo e di anima, e pertanto bisognosa sia di nutrimento materiale che di quello spirituale.

Buona lettura e passa parola.