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lunedì 6 agosto 2018

Molestie sessuali


13)  MOLESTIE SESSUALI - LE NUOVE “MANTIDI RELIGIOSE”

Ovunque il guardo io giro, dice il poeta, immenso Dio ti vedo!...”. Cose di altri tempi, con tutto il rispetto e l’amarezza, perché adesso, ovunque la gente gira il suo sguardo, vede ragazze nude dappertutto, che girano in mutande sfilacciate a giro glutei, con addome al vento come se fossero in spiaggia. E se qualcuno dei presenti, magari qualche saggia mamma o nonna con bimbi al seguito, osa manifestare il proprio disappunto, salvati cielo! Gogna mediatica! Perché tutti, autorità in primis, scendono a condannare le ottusità di certe bigotte che non capiscono l’importanza per le adolescenti di poter assecondare le loro “nude tendenze” secondo le ultime scoperte liberatorie del gender.

E così conciate, ste ragazze passeggiano per la città ed entrano indisturbate dappertutto: musei, chiese, sale pubbliche, siedono sugli autobus, sul treno, in ufficio, a scuola, al bar… accanto ad amici, a colleghi, a illustri sconosciuti, dei quali cercano di attirare l’attenzione, accavallando con seduzione ste gambe nude con sorrisino di sfida promettente come a dire “Prova ad allungare la

mercoledì 1 agosto 2018

IL TEMPO L'ETERNITA' di Ferdinando Rancan


IL TEMPO L’ETERNITÀ”
di Ferdinando Rancan
001                            CENNO BIOGRAFICO

Don Ferdinando Rancan, sacerdote della diocesi di Verona, è nato a Tregnago di Verona il 14 giugno 1926. Laureatosi in Scienze Naturali presso l’università “La Sapienza” di Roma, tornò nella sua città dove, completati gli studi teologici, ricevette l’Ordinazione sacerdotale il 29 giugno 1953, dedicandosi per molti anni all’insegnamento nel Seminario diocesano e nei Licei della città. Svolse il suo ministero sacerdotale nella parrocchia di S. Nazaro, poi nella Pieve dei Santi Apostoli e infine come collaboratore a S. Eufemia.

La vita del reverendo don Ferdinando Rancan costituisce uno stimolo e uno sprone in questi tempi di smarrimento: fu pastore fedele e zelante, direttore spirituale per tanti sacerdoti e laici che si affidarono alla sua guida, nonostante la salute precaria che lo accompagnò per tutta la vita. Don Vittorio Turco, suo confratello e compagno di studi in seminario, ha scritto di lui “uno dei pochi preti veronesi preparato, serio, colto, che ha saputo sintetizzare i più alti valori cristiani in una vita umile, provata ed esemplare.”
         
Ha scritto alcuni libri di vita ascetica rivolti per lo più al cristiano cosiddetto “laico”, cioè a quello che vive nel mondo in mezzo alle varie realtà e preoccupazioni quotidiane di lavoro, famiglia, figli, ecc. attraverso le quali anch’egli ha il dovere di santificarsi, come sono tenuti a fare i consacrati nella vita sacerdotale o religiosa, ciascuno a seconda del proprio stato di vita vocazionale.
         
Questa spiritualità come prerogativa dei laici non era molto capita qualche decennio fa, (1954) quando don Ferdinando ebbe l’occasione di conoscere a Roma, per intervento divino, l’Opus Dei e il suo Fondatore, San Josemaria Escrivà de Balaguer, (canonizzato a Roma nel 2002 da San Giovanni Paolo II), e di assimilarne pienamente lo spirito, a tal punto che chiese l’ammissione all’Opera come primo sacerdote diocesano in Italia.

La sua vita, spesso dura ma anche avventurosa, che egli condusse sempre all’insegna della massima fedeltà al suo impegno personale col Signore, è stata narrata da don Ferdinando stesso nel suo ultimo scritto autobiografico “STORIA DI UN SOMARELLO”, titolo da lui voluto perché tale si riteneva davanti a Dio, mentre era noto per la sua profonda cultura che, oltre alle due lauree citate si manifestava anche attraverso quel dono soprannaturale della “Sapienza” che Dio concede ai suoi servi fedeli.

Vero “Alter Christus”, trovò nel Sacrificio Eucaristico quella forza soprannaturale che sempre lo accompagnò anche nei momenti più difficili, fino al compimento finale della sua esistenza terrena che avvenne il 10 gennaio 2017.

Tra i suoi scritti:
Il senso del vivere.                                          Fiori di melograno.
La Moneta del tempo.                                     In quella casa c’ero anch’io
Là dove cielo e terra si incontrano.                  La Madonna racconta
Ricevi questo anello.                                      Innamorato del Cielo.
Storia di un somarello

PRESENTAZIONE DEL LIBRO  “IL TEMPO, L’ETERNITÀ”

Nel 1995, quando don Ferdinando Rancan era parroco ai Santi Apostoli in Verona, venne presentato il suo primo libro intitolato “IL TEMPO, L’ETERNITÀRiflessioni sulla vita, con l’imprimatur dell’allora Vescovo di Verona, S.Ecc. Mons. Attilio Nicora, e la presentazione del prof. Gianni Lollis, docente di storia dell’Arte e Presidente del Consiglio Pastorale.