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domenica 26 luglio 2026

IL PERICOLO DELLA GNOSI MODERNA. DI CHE SI TRATTA?


            BREVE GUIDA PER CONOSCERE LA GNOSI
                             DI GAETANO MASCIULLO

Prima di entrare nel merito, è giusto che tu conosca chi ti sta scrivendo.

Mi chiamo Gaetano Masciullo.

Sono filosofo, storico, autore e giornalista, che ormai da anni analizza il rapporto tra modernità, teologia e crisi dell’identità e della cultura cattolica. Scrivo di affari vaticani per alcune tra le principali testate internazionali del mondo conservatore e tradizionale, tra cui LifeSite News, The European Conservative e The Remnant Newspaper.

Inoltre, svolgo attività di formazione per chi desidera comprendere la fede con rigore e senza compromessi. Centinaia di studenti hanno già comprato miei libri e seguito miei videocorsi online con profitto per la propria consapevolezza di cattolici amanti della Tradizione.

Il mio lavoro unisce ricerca accademica, esperienza giornalistica e competenza sul pensiero cattolico tradizionale.

Ho voluto creare questo documento gratuito per sintetizzare uno degli argomenti su cui ricevo più domande e che trovo più urgenti per capire la modernità.

Uno dei nodi più fraintesi — e più decisivi — per capire la modernità: la natura gnostica del suo progetto.

Infatti, uno degli aspetti che puntualmente suscita obiezioni durante conferenze, corsi e video online, oppure incontri dal vivo riguarda la mia interpretazione della modernità come fenomeno essenzialmente gnostico. Ogni volta che sostengo che il pensiero moderno e contemporaneo affonda le proprie radici nella Gnosi, ricevo puntualmente contestazioni infastidite.

Un messaggio ricevuto sui social sintetizza bene il tipo di confusione che oggi circonda questo tema:

«Mi dispiace dire che ritengo sbagliato quello che dice Masciullo. Lo gnosticismo è la filosofia antica cristiana che passa attraverso la filosofia greca antica. Per cui non c'è nessun dualismo, nessuna prigione della materia, la quale è invece solo il vestito della realtà. Una realtà dove non c'è nessun dualismo e nessun peccato, quindi nessuna salvezza. Esiste solo una sofferenza normale dovuta a chi non conosce la gnosi o la conosce soltanto in maniera esoterica: un ego che si è legato alla materia rifiutando un approccio psichico...»

Al di là delle gravi inesattezze contenute nel commento, esso rivela un equivoco oggi molto diffuso: la tendenza a confondere lo gnosticismo come fenomeno storico con la Gnosi come categoria filosofica e metastorica. Sul piano storico, infatti, con il termine "gnosticismo" si fa certamente riferimento alle diverse sette sorte nei primi secoli dell'era cristiana. Tali movimenti presentavano sistemi dottrinali differenti, spesso complessi e talvolta persino contraddittori tra loro. Studiare queste correnti è compito dello storico. 

Esiste però un secondo livello di analisi, più profondo, ed è quello filosofico (e teologico). In questo senso, la Gnosi non designa semplicemente determinate sette dell’antichità, ma una struttura permanente del pensiero, un modo di interpretare il rapporto tra Dio, uomo e mondo che riemerge continuamente nella storia assumendo forme sempre nuove. Non si tratta di una lettura originale, una mia invenzione. Tra coloro che hanno sviluppato questa prospettiva vi è, tra gli altri, il filosofo Eric Voegelin, secondo il quale la modernità è caratterizzata da una progressiva riemersione della mentalità gnostica.

La Gnosi sopravvive alla scomparsa delle antiche sette, riaffiora nel catarismo medievale, influenza importanti correnti della filosofia moderna e contemporanea, in particolare il pensiero di Hegel, e giunge fino a molte espressioni del pensiero odierno, comprese alcune tendenze che si manifestano all'interno della stessa Chiesa cattolica, ormai infestata dal neo-modernismo teologico fin nelle sue più alte gerarchie. Se vogliamo comprendere davvero le grandi rivoluzioni culturali, politiche e religiose degli ultimi secoli, dobbiamo dunque imparare a riconoscere la Gnosi non soltanto come un fenomeno del passato, ma come una tentazione permanente dell'intelligenza umana.

Per questo motivo, la Gnosi è l'anima profonda della Rivoluzione, il principio teorico che, sotto forme diverse, alimenta il rifiuto dell'ordine naturale, la contestazione della realtà data e il tentativo di costruire un uomo nuovo e un mondo nuovo mediante una conoscenza ritenuta capace di redimere l'esistenza.

La Gnosi in 9 punti: come riconoscerla e confutarla

Il pensiero gnostico è riemerso sotto forme diverse nel corso della storia, ma può essere identificato attraverso alcune caratteristiche fondamentali.


1.    Anzitutto, la sua nota essenziale è la seguente: la conoscenza dell'universo, dell'uomo, delle sue leggi dei suoi effetti è necessaria e sufficiente per conseguire la salvezza. Questa è la tesi di fondo di tutto il pensiero gnostico. Tutto lo sforzo dell'uomo gnostico deve allora essere rivolto all'approfondimento di questa conoscenza.

2.    Poiché non tutti gli uomini possono dedicarsi né desiderano tale conoscenza, questa non può né deve essere accessibile a tutti. Si crea così una distinzione tra una élite illuminata (con una struttura gerarchica e segreta) e la massa ignorante. Questa prima conseguenza della tesi fondamentale che abbiamo visto al punto 1 prende il nome di esoterismo.

3.    C’è poi una seconda tesi che l'uomo gnostico desume dall'osservazione dell'universo. Non credendo egli – contrariamente a noi cattolici - nel peccato originale e nei suoi effetti, lo gnostico tende a considerare la materia intrinsecamente malvagia, mentre lo spirito sarebbe intrinsecamente buono. Lo gnostico, infatti, non vuole (non può) comprendere che la malvagità apparente della materia è, in realtà, solo una corruzione, una degradazione dovuta al peccato.

4-    Segue ancora un'altra tesi. Poiché l'uomo non può avere conoscenza se non di ciò su cui ha in qualche modo controllo, ecco che Dio e l'universo finiscono per coincidere. Si ha, cioè, il panteismo.


5-     E per di più in Dio - ovvero nell'universo - materia e spirito, quindi male e bene, convivono come principi coeterni. Si ha quindi il dualismo.

6-    Segue ancora un'altra tesi. Secondo lo gnostico, l’uomo non è responsabile del male che compie. Se è vero, infatti, che materia e male coincidono, allora l'uomo compie il male in virtù della propria componente materiale, mentre compie il bene in virtù della sua dimensione spirituale. In questo dato si vede un capovolgimento della massima cristiana secondo la quale, invece, tutto il bene che facciamo viene da Dio e tutto il male che facciamo viene da noi. Per lo gnostico è invece vero esattamente il contrario.

7- Ancora un'altra conseguenza. La gnosi, considerando la materia malvagia e Dio coincidente con l'universo, riduce tutte le religioni a interpretazioni parziali di una verità superiore, inaccessibile e inesprimibile nella sua interezza. Non c’è e non può esserci una religione integralmente vera, ma ogni tradizione religiosa è vista solo come un mezzo per accedere alla conoscenza segreta. Si ha così il relativismo.

8-    Derivano pertanto altre due note, fortemente connesse tra loro e che, insieme, rappresentano l'obiettivo ultimo della Gnosi. Se è vero che Dio e l’universo coincidono, e se è vero che tutti gli uomini sono manifestazioni dello stesso spirito universale, allora anche a livello sociale economico e politico il miglior modello di organizzazione sarà quello che meglio rispecchierà questa unità fondamentale dell’essere. Contro l’illusione della molteplicità causata dalla materia, ecco dunque il primato della collettività sull’individuo, che nella modernità assume un nome ben preciso, cioè il nome di socialismo. L’individuo perde la sua dignità e centralità a favore di una visione collettivista e totalitaria, dove il cosiddetto “bene comune” viene imposto dall’alto.

9-    Inoltre, per lo gnostico la felicità consiste nella rifondazione della legge e della natura. Poiché l’universo materiale è malvagio, e l’uomo compie inesorabilmente il male perché è fatto di materia, lo gnostico cerca di rifondare sia la legge che la natura, rifiutando l’ordine naturale e morale come corrotto e proponendo una sovversione radicale della realtà, affinché, liberato dalla materialità (oppure con una materialità rinnovata), non potrà compiere altro - a suo dire - che il bene.

                         La risposta cattolica

Questi nove punti non sono un esercizio erudito. Sono una griglia di lettura indispensabile per interpretare ciò che respiriamo ogni giorno: il lessico politico che svuota le parole, le pastorali che confondono invece di illuminare, le predicazioni che parlano di indefinito “amore di Dio”, come se il peccato fosse un dettaglio superato o la redenzione fosse un concetto del passato.

La Gnosi non è un reperto archeologico. 
Ha semplicemente cambiato volto.

La risposta cattolica, invece, rimane immutabile. Essa non nasce da un’opinione, né da una contro‑ideologia.

È iscritta nella natura stessa dell’uomo.

E soprattutto, è stata messa per iscritto nei primi tre capitoli della Genesi — il testo che la Gnosi ha sempre tentato di demolire per primo, non a caso.

Perché lì crollano tutte le sue pretese fondamentali: il dualismo, il panteismo, la negazione del peccato, l’esoterismo, il relativismo.

Genesi 1‑3 non è un racconto infantile, per quanto qualcuno continui a trattarlo così.

È il più potente trattato antropologico mai scritto: definisce chi è l’uomo, che cosa si è spezzato, e perché la Redenzione ha assunto storicamente la forma concreta che ha assunto.

Il passo successivo è chiaro. La risposta cattolica alla Gnosi si costruisce sul testo. E il testo in questione è un testo sacro: la Genesi. Per approfondire questa risposta — con il rigore necessario e la chiarezza che permette di farne uno strumento reale, non alla luce di fallibili opinioni personali o di fuorvianti letture moderniste, ma con il Magistero cattolico di sempre — il percorso inizia qui:

→ Commento cattolico tradizionale a Genesi 1-3: Dalla Creazione al Peccato Originale — disponibile solo su Amazon.

Nei prossimi giorni riceverai nuovi contenuti su questi temi. Ogni pezzo nasce dalla stessa domanda: come riconoscere, nella cultura e nella Chiesa di oggi, la struttura del pensiero che stiamo imparando a nominare.

Il metodo cambia. La Gnosi no.

E neanche la sua risposta.


                                 — Gaetano Masciullo

                          ************************

Breve commento personale:
     Da questa lettura del prof. Masciullo si comprende meglio, anzi direi perfettamente, la spiegazione che lo stesso professore ha dato nel commento precedente in merito alle nuove eresie pubblicate sull'organo di stampa del Vaticano che è l'Osservatore Romano del 4 luglio riguardanti i primi capitoli della Genesi. 
E' tutto collegato da un unico filo o denominatore comune mai tramontato, sin dai tempi della creazione degli Angeli e dell'uomo, cioè quella tentazione perenne del maligno "SARETE COME DIO" se farete il contrario di ciò che Dio, da "despota indiscusso", vi comanda di fare.
Ecco allora spiegato il perchè di quel "mondo alla rovescia" di cui oggi si parla tanto, anche attraverso un recente libro; è il desiderio di sovvertire la natura uscita dalle mani di Dio Creatore, con leggi contro natura, sotto i vari aspetti: il rapporto sessuale, la procreazione, la relazione famigliare e sociale, la vita con nascita e morte,  il clima, i cataclismi, le leggi,  ecc. Perfino nel campo legale e penale viene capovolto tutto: si condanna la vittima e si premia l'assassino come normalità assoluta, tutto capovolto, tutto rovesciato, tutto confuso, tutto difficile, tutto impossibile da vivere senza traumi e indicibili sofferenze.  
   
 Ma l'uomo insensato non riflette, pur toccando con mano i pessimi risultati di questa nuova impostazione "al contrario di tutto" va avanti imperterrito, anche perchè, rifiutando Dio e la sua legge d'amore e di perfetto Ordine nell'universo intero, garanzia anche del buon vivere, viene privato di quell'Intelletto, uno dei Doni dello Spirito Santo, che illumina la mente e da gioia al cuore nella contemplazione delle bellezze del creato, della giustizia e della Pace.
    Si! Con la Gnosi, veniamo privati anche della Pace oggi così decantata e implorata come risolutiva di tutti i mali e problemi. Come può esserci la pace nel mondo, se alberga nel cuore dell'umanità tanto odio, disprezzo, cattiveria, malvagità, desiderio di vendetta, di torturare gli innocenti, di penalizzare le vittime, di premiare gli assassini?
          Credono gli stolti di attirare l'attenzione su di loro a forza di proteste e sfilate pubbliche anche con espressioni oscene "off limit" che sono manifestazione chiara di quella rabbia interiore che alberga nel cuore di tutti quegli uomini che vogliono sovvertire la normalità e la  bellezza della vita e di tutto il creato per "creare" essi stessi il loro mondo, la loro vita, i loro rapporti a modo loro, come gli pare e piace, anzi, proprio per sfidare la "presunta onnipotenza di quel Dio despota" al quale non vogliono essere sottomessi. E non si accorgono che invece finiscono negli artigli del peggiore degli esseri che, per odio e ribellione contro Dio, è l'emblema del male, dell'odio e della perversione assoluta.
    
    L'uomo retto invece è contento e prega con le parole della Bibbia: "Sei tu Gesù l'unico mio Bene! Gesù confido in te! Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di Vita Eterna! Signore, ci hai fatti per Te e il nostro cuore è inquieto finchè non riposa in te.".

                                             patriziastella.com
           

martedì 19 maggio 2026

BREVE SAGGIO SULL'OMOTRANSFOBIA E LE VEGLIE DI PREGHIERA

            BREVE SAGGIO SULL’OMOTRANSFOBIA -




Ecco qui sopra nel link di apertura l’elenco ufficiale delle varie diocesi italiane dove si effettuerà la cosiddetta veglia diocesana per il superamento dell’omotransfobia. Non si tratta, come vogliono interpretare fonti benevole, di una veglia di preghiera perché l'omotransfobia venga “superata” da una conversione radicale dei singoli, o per lo meno da sforzi o tentativi di cambiamento, sia pure lenti e faticosi (come già accaduto per molti giovani senza tanta propaganda), ma invece il vero scopo è di convincere tutto il resto del mondo che non è omosessuale, non solo ad approvare pienamente questo comportamento, magari partecipando alla “sfrontatezza variegata” delle sfilate gay pride, con la pomposa ostensione di culatte e genitali al vento, (perché ai gay è concesso di tutto e di più! e guai a chi contesta), ma soprattutto invogliare la gente comune perché scopra l’emozione di passare “all’altra riva”, attratti da un’offerta sempre più ricca di rapporti sessuali molteplici e accattivanti, che loro pretendono di definire “famiglia”, rispetto ai soliti, per non dire noiosi rapporti eterosessuali. I quali comunque non sono abbandonati del tutto perché ogni tanto, qualche sporadico “assaggino” anche in questa direzione non guasta proprio, anzi non fa che arricchire la vasta “gamma” di prodotti a disposizione del pubblico, affamato di novità super trasgressive “Come una lupa, che ha natura si malvagia e ria, che mai non empie la bramosa voglia, e dopo il pasto ha più fame che pria”. Grazie glorioso Dante.

Da qualche anno sono scesi in campo mescolandosi a queste carnevalate pietose, oltre ai responsabili di certa società civile, anche autorità di vita ecclesiastica, come se la concessione di qualche benedizione da parte di certi Vescovi, (forti di quella esortazione tanto contestata “Fiducia suplicans” del defunto antipapa Bergoglio), avesse il potere di placare quell’angoscia che accompagna certe azioni deplorevoli che, con tutto il rispetto e la comprensione per le persone, sono gravemente dannose per la psiche, l’anima e il corpo degli interessati e delle loro famiglie, essendo anche causa di gravi malattie della quali è vietato parlare. Infatti dietro a tutto questo ci sono interessi economici di potenti lobby che spingono l’opinione pubblica a cambiare sesso non solo col trans, ma col gender, operazione invasiva, logorante, pericolosa e irreversibile, tanto da portare a depressione, disperazione e morte, spesso per suicidio, ma con assoluto divieto di nominarlo, per non offuscare l’immagine ufficiale del gay invitante e gaudente.
Purtroppo sono gli stessi genitori disposti a pagare fior di milioni per iniettare veleni mortali a questi loro figli nell’età dell’adolescenza perchè hanno “scoperto”, poveretti, di essere incastrati sin dalla nascita in un corpo “sbagliato” e di poter risolvere la loro angoscia esistenziale col “miracolo” offerto dall’invenzione diabolica detta “gender” che permette “voilà” di cambiare sesso come si cambiano le camicie. Siccome però ultimamente si è scoperto che risulta troppo stretta e monotona la scelta fatta solo tra due sessualità umane, o maschile o femminile, sembra che adesso certi scienziati votati a satana per la rovina dell’umanità, vogliano proporre la creazione di una specie di “super gender” che offre molte più possibilità di scelta, sempre dietro a compensi stratosferici, perché si può liberamente spaziare anche in altri “corpi”, con trasferimenti più idonei per chi cerca affannosamente quel sollievo che non riesce a trovare nel misero corpo nel quale si è trovato “intrappolato” sin dalla nascita contro il suo volere!
Ecco allora la prospettiva dell’uomo-gatto, uomo-cane… per adesso: Ma in futuro prevedono l’abbinamento anche con qualche bestia esotica, magari dinosauri, o leopardi, rari esemplari da museo rispolverati e “trasferiti” in quel che resta del corpo umano a iniziare soprattutto dalla sostituzione completa del cervello! Chissà che soprattutto il faticoso ma encomiabile trasferimento del cervello, da umano a bestiale, non dia quella luce necessaria a questi ibridi mitologici, per poter comprendere la differenza della nostra esistenza sulla terra per quei pochi decenni che ci sono concessi di vivere, o come umani, maschi o femmine, cioè figli di Dio-Padre, destinati alla Comunione e felicità con Lui nella Vita Eterna, oppure come animali destinati a vivere e morire come tali, nella desolazione più angosciante. Perchè la Chiesa cattolica ci ricorda da sempre che l’anima di ogni persona, etero, omo, bis, plus, trans, santi, peccatori… ecc. non si dissolve nel nulla dopo la morte, come da intervista di Bergoglio fatta a Scalfari su “Repubblica” anni or sono, ma si presenta davanti al giudizio di Dio per ricevere o il premio o il castigo. Questa è la nostra fede cattolica di sempre come Gesù stesso ce l’ha insegnata e come dovremmo tutti noi cristiani cattolici ricordare a noi stessi e agli altri.

A parte certe battute ironiche fatte per non piangere, sta di fatto che esperti studiosi, psicologi, sociologi, psichiatri, pedagogisti, psicoanalisti ecc. hanno cercato di individuare le cause di queste tendenze che qui sotto riassumo brevemente, perché possano essere informati almeno sommariamente anche coloro che ignorano completamente la realtà di tutto questo processo antropologico demenziale, appoggiato e sostenuto anche da alcune autorità ecclesiastiche, convinte, sicuramente in buona fede, di offrire un aiuto spirituale a una realtà più rumorosa che numerosa, verso la quale non si può rimanere neutrali.

E’ ormai palese che qualche decennio fa, quando io frequentavo questi convegni in qualità di pedagogista, non come libera professionista ma come socia volontaria in associazioni pro-life, la vera preoccupazione dei medici specialisti era il bene dei pazienti, nell’impegno di assecondare il loro desiderio di poter uscire da questa situazione di sofferenza che loro stessi chiamavano “condizionamento” più che tendenza, offrendo loro cure e consigli adeguati e seguendoli periodicamente fino alla soglia di una certa liberazione interiore che si notava anche dal loro viso più disteso e limpido, oltre che dal fatto di aver incontrato, per molti di loro, la compagna della loro vita che li ha capiti, accettati nel loro lento ma progressivo cambiamento di vita e poi anche sposati. Poi il salto era fatto, grazie a Dio.
Da parecchi anni però è subentrata nella società civile e religiosa una forte corrente di lobby gay per cui gli stessi medici e specialisti sono stati condizionati e impediti, anzi minacciati, nel proseguire con queste cure che avevano dato notevoli risultati, a tal punto che l’argomento “omosessualità e dintorni” è diventato un tabù intoccabile e irreversibile, quasi una divinità alla quale piegarsi ciecamente..
A conferma di questo, cito una frase del libro “Gender, un anello mancante” di Giorgio Maria Carbone, dottore in Giurisprudenza e Filosofia, docente specializzato in Bioetica: “Io e i miei colleghi e tutti coloro che considerano l’omosessualità un disturbo curabile, siamo stati ridotti al silenzio, minacciati da attivisti molto abili nel tramutare ogni argomento scientifico in una questione politica, mettendo in dubbio l’integrità e contestando i motivi di tutti coloro che non sono d’accordo con le loro tesi”.

Posso riassumere brevemente qualche motivazione importante riguardo queste tendenze omosessuali a vasto raggio, diciamo così, che alcuni di questi studiosi hanno offerto e descritto nei loro libri o convegni, scritti che si possono ancora trovare, spero, presso qualche libreria o internet e che vale la pena conservare. Professori italiani o stranieri, non tutti cattolici, come Giorgio Maria Carbone, Roberto Marchesini, Elisabetta Frezza, Tony Anatrella, Adolf Adler, Wilhelm Stekel, Van Den Aardweg esponevano le loro ragioni contestando le motivazioni di coloro che consideravano queste situazioni sessuali irreversibili, intoccabili, per taluni innate, comunque sempre motivo di orgoglio per non sentirsi “diversi”.
Il risultato più o meno comune di questi studi, almeno per chi desidera approfondire l’argomento è questo: non accettare passivamente con rassegnazione questa situazione come ineluttabile o normale perchè, secondo dati statistici rilevanti, costituisce per tutti una segreta ma forte sofferenza interiore che si cerca di nascondere dietro atteggiamenti forzatamente gaudenti, mentre si tratta di un disagio interiore continuo, anche perché neppure sanno questi poveretti cosa sia l’amore, tanto sbandierato e mai sperimentato nella sua verità, perché il più delle volte vivono nella costante paura di essere ricattati e usati per soddisfare i capricci di qualche facoltoso “compagno di turno”, che potrebbe esigere prestazioni a dir poco abominevoli, piuttosto che per una vera attrazione fisica liberamente e reciprocamente scelta (pur sempre pericolosa) ma che abbia almeno un sapore di umanità, di affetto, e non di miserabile sfruttamento, come invece avviene, purtroppo, dietro il silenzio pietrificato degli stessi interessati, spesso manovrati, manipolati e ricattati.

- Il prof. Albert Gorres a proposito del pericolo di certe devianze sessuali estreme, scrive: “Esiste una stretta connessione fra il cedimento spesso voluto alla immoralità pubblica, con violenza, delinquenza e illegalità, e il mancato controllo degli impulsi più irrazionali, sessuali e istintivi”.

- Altrettanto importante è il libro di Luca di Tolve “Ero gay” dove descrive nei dettagli la sua vita di gay piena di soldi e di gozzoviglie però miserabile e triste prima della sua totale conversione e come sia riuscito a venire fuori da quella situazione grazie alla pazienza amorevole di una ragazza che lo ha aiutato e della quale si è innamorato, in seguito sposata, provando un senso di liberazione e di gioia profonda che nessuno dei precedenti “godimenti” anche in alberghi di lusso, con capricci, pranzi e divertimenti vari, ha mai potuto colmare.

- Lo stesso Sigmond Freud, notoriamente permissivo su questi argomenti sessuali, non considera le persone omosessuali come malate, e ancor meno sin dalla nascita, cioè esclude che si tratti di una malattia innata, ma ritiene che alla genesi dell’omosessualità esistono disturbi psichici postumi, soprattutto nel rapporto conflittuale tra genitore e figlio durante l’infanzia e l’adolescenza. Freud ha sempre difeso queste persone da coloro che, a quei tempi, consideravano questa attrazione fisica come crimine. Su questa linea, sia pure con differenti argomentazioni, si sono mossi in seguito altri studiosi.

- Altri, come Stekel, considerano l’omosessualità come nevrosi, come conseguenza della paura del sesso opposto causato dal mancato superamento della fase edipica.

- Altri, come Tony Anatrella, attribuisce questo come uno sviluppo sbagliato della persona soggetta a depressione, disagio e disperazione non superata nella fase della crescita e non curata. Ecc. ecc.

Il prof. Carbone già citato fa un’analisi molto viva usando il metodo tomista del “senso comune”. Afferma che quando parlo di azioni umane, secondo natura o contro natura, devo conoscere innanzitutto l’identità dell’uomo. La nostra ragione ci consente di capire che ognuno di noi è un essere vivente corporeo razionale. Il nostro corpo si compone di parti strettamente organizzate che chiamiamo organi, che sono a loro volta ordinati a delle funzioni vitali. Così gli occhi sono ordinati per vedere, la bocca per mangiare e parlare, e gli organi genitali sono ordinati all’unione sessuale, cioè a unirsi non a un sesso qualunque ma al sesso complementare. Il complesso sistema genetico, neurologico e ormonale che presiede alla differenziazione e allo sviluppo degli organi genitali, alla produzione delle cellulle gametiche e alla funzionalità stessa degli organi genitali è ordinato all’unione con il sesso opposto che è l’unico complementare. Vedere, mangiare e unirsi sessualmente sono attività biologiche proprie della nostra corporeità che coinvolgono anche bisogni pulsionali ed emotivi. Diventano umani quando l’uomo li conosce con la sua ragione, li vuole con la sua volontà e con le sue virtù morali. Di conseguenza, mentre la relazione che nasce dall’orientamento eterosessuale corrisponde all’anatomia e alla fisiologia dell’identità corporeo razionale della femmina e del maschio, la relazione che sorge dall’orientamento omosessuale contraddice l’anatomia e la fisiologia dell’identità umana. Quindi, mentre il primo orientamento è naturale, il secondo non lo è. La prima forma di obbedienza alla natura, per il nostro bene, è la conformità alla realtà dei fatti, in pratica alla nostra identità corporea razionale. Questa conclusione non è fondata su un’opinione, ma su una conclusione logica, realistica, scientifica, cioè il termine di un ragionamento basato sull’evidenza della realtà biologica inconfutabile”.

GRANDE RESPONSABILITA’ DEI VESCOVI.
A questo punto, la domanda principale è questa: i rapporti omosessuali di diverse tipologie sono un bene da difendere, oppure ne deriva un danno gravissimo per sé stessi e per tutta la società?
-  E’ noto il castigo di Dio contro i sodomiti nel Vecchio Testamento, e l’esortazione continua di Patriarchi e Profeti in tale senso.
-  Non meno severa è la famosa esortazione di San Paolo nella lettera ai Romani 1,26-27, nella quale, descrivendo dettagliatamente questi rapporti omosessuali sia tra donne che tra uomini, afferma che per questo motivo, “Dio li ha abbandonati a passioni infami”.
-   La risposta di Sant’Agostino è drastica: “I delitti (il santo li definisce così) compiuti dai sodomiti devono essere condannati ovunque e sempre. Quand’anche tutti gli uomini li commettessero, verrebbero tutti coinvolti nella stessa condanna divina”.
-  I documenti del Magistero della Chiesa sono altrettanto chiari e drastici, perché il peccato impuro contro natura viene annoverato tra i quattro che “gridano vendetta al cospetto di Dio”.
Ma non perché la Chiesa ci voglia spaventare con la prospettiva dell’inferno (che comunque esiste per coloro che ci vogliono andare facendosi beffe della legge di Dio), ma perché tutto ciò che è un danno e un pericolo per il corpo e per la dignità della persona, come “il sesso contro natura, l’omicidio volontario, l’oppressione dei poveri, frodare gli operai”, viene considerato da Dio, Sommo Bene, come un grave peccato anche contro Dio e la sua Legge d’amore e di giustizia infinita.

Fatto questo breve ma concreto percorso biologico scientifico religioso molto vincolante per la coscienza, si può sempre pensare che le persone comuni di basso livello culturale, o di bassa moralità, o con esperienze  traumatiche passate famigliari o sociali alle spalle, possano anche “infischiarsene”, scusate l’espressione, di tutto questo ragionamento logico, scientifico e religioso, per decidere di percorrere liberamente la strada di loro gradimento e comodità, strada che soddisfi i loro sensi, i loro istinti, i loro impulsi, le loro depravazioni, le loro profanazioni ecc. a maggior ragione perché trovano tutte le porte spalancate da una società altrettanto corrotta. Ma questo lo possiamo anche tollerare o per lo meno comprendere, obtorto collo, senza mai inveire contro la persona, degna solo di rispetto e di aiuto, perchè l’ultimo giudizio spetta a Dio, e questo comportamento fa parte della libertà di scelta di ogni individuo, sia nel bene che nel male, secondo il progetto di Dio che ha creato l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza, cioè intelligenti e liberi di scegliere il loro bene o il loro male con tutte le conseguenze che ne derivano per il loro corpo e per la loro anima.

CHE PERO' LA CHIESA CATTOLICA, NELLA PERSONA DI ALCUNI VESCOVI che dovrebbero emergere sia dal punto di vista culturale che morale che religioso ecc. siano arrivati al punto da organizzare una veglia di preghiera perché la gente continui su questo percorso contro natura, contro il buon senso, contro l’igiene, contro la salute, contro l’amore, contro i comandamenti di Dio, contro l’uomo e la donna nella loro integrità biologica, morale e spirituale, incoraggiando con un orgoglio allucinante il lento ma progressivo viaggio di questi ragazzi fino alla loro totale AUTODISTRUZIONE! è troppo scandaloso e inaccettabile. 
Se la Chiesa ha solo il compito di prendere atto della realtà e di benedire e promuovere ogni situazione di peccato anche aberrante, a che serve? E Voi illustrissimi Signori Vescovi, a cosa servite? A confermare i fratelli nella fede, come ordinò Gesù a Pietro, o a creare caos e confusione per la vostra dannazione eterna??
Queste veglie organizzate dovranno seguire ormai il loro percorso scandaloso, però noi laici cattolici chiediamo almeno che i Vescovi si astengano dal parteciparvi. Che ci pensino i responsabili dei vari partiti politici, delle ong, dei centri sociali, delle cooperative rosse e via dicendo. Fate quello che volete ma almeno risparmiateci lo scandalo della presenza dei Vescovi a queste farse pietose. Grazie

Termino con l’esortazione del Grande Papa Benedetto XVI, costretto a lasciare la sede papale impedita perché ormai attorniato e condizionato da lupi rabbiosi, a proposito delle esigenze di seguire Gesù Cristo e la sua Chiesa sempre e comunque, anche davanti a incomprensioni e persecuzioni: “Un Gesù che sia d’accordo con tutto e con tutti, un Gesù senza la sua santa ira, senza la durezza della verità e del vero amore, non è il vero Gesù, come lo mostra la Scrittura, ma una sua miserabile caricatura.”
(dal libro “guardare a Cristo” di J. Ratzinger, pag. 76 . Jaka book 1986.)

                                    patriziastella.com

Note 
Il card. Müller condanna il rapporto del Sinodo a favore dell’omosessualità e l’ideologia lgbt: eretica -

Mi permetto di aggiungere che un Sinodo formato, per volontà dell’antipapa Bergoglio, da un miscuglio di persone di varie religioni che rinnegano anche Gesù Cristo, perfino atei, alcuni moralmente riprovevoli, appoggiato dal secondo antipapa Leone XIV, DEVE ESSERE CONSIDERATO NULLO SECONDO IL CODICE DRITTO CANONICO!!! Perché contrario alla dottrina perenne della Chiesa. Manca solo che mettiamo sul soglio pontificio un musulmano o un buddista per scatenare l’ira di Dio su tutto il Vaticano che, secondo profezie certe, verrà comunque duramente punito dagli stessi che voi adesso state ossequiando con vile e scandalosa sottomissione..

Giorgio Maria Carbone, Gender, l’anello mancante, ESD edizioni

Elisabetta Frezza, Malascuola, “gender, affettività, emozioni” il sistema educativo per abolire la ragione e manipolare i nostri figli.     Ed. Leonardo Da Vinci

Luca di Tolve, Ero gay, a Medjugorie ho ritrovato me stesso,      ed. Piemme

Ugo Borghello, I fondamentali dell'amore umano. ed Ares




venerdì 3 ottobre 2025

BENEDIZIONE DELLA GRANDINE DA PARTE DI PAPA LEONE XIV

 https://www.maurizioblondet.it/oltre-il-ridicolo-e-il-sacrilego-lagente-global-in-vaticano/



⬆️🛑PAPA Leone che benedice pioggia e grandine.
      Mi spiace per Blondet che fa lo scandalizzato, però la sottoscritta e molti come me non vediamo nulla di male in questo, anzi sono benedizioni doverose con tutto lo sconvolgimento che sta avvenendo nell uomo e nella natura. Non si tratta assolutamente di superstizioni MA DI FEDE PROFONDA NELL ONNIPOTENZA DI DIO indispensabile se vogliamo controbattere le forze del male con la grande forza del BENE che è Dio stesso, Creatore e Signore del cielo e della terra e che imploriamo attraverso la preghiera cristiana e i Sacramenti.

    I nostri contadini una volta, con in testa i sacerdoti muniti di acqua santa, facevano le rogazioni implorando Dio di non far cadere la grandine o i fulmini dal cielo ecc. E benedivano il bestiame, il raccolto dei campi, la terra, la pioggia, il cielo e tutto il creato. Adesso che la terra è diventata MATRIGNA per colpa dell'uomo che la vuole distruggere con bombe d acqua, grandine grosse come le bocce che possono far ammazzare le persone, ecc. non vediamo nulla di strano nel fatto che il Papa possa benedire anche certi elementi della natura, buoni e indispensabili in sé come l acqua ma che possono causare disastri se cadono in maniera spropositata e fuori dalle leggi fisiche volute da Dio.

Pertanto se la natura sta sfuggendo alle leggi imposte da Dio, leggi di gravità, di clima, di ossigenazione nella giusta misura per il fatto che sono governate da forze sataniche invocate dai malvagi distruttori del pianeta, non vedo perché il Papa o un Vescovo o un qualunque Sacerdote non possono benedire tutti gli esseri o elementi della terra invocando su di essi il giusto equilibrio voluto da Dio Creatore, sottraendo le forze della natura al dominio di satana devastatore di corpi e anime.  Un santo sacerdote di Verona in concetto di santità, don Ferdinando Rancan, interpellato in proposito, rispose "La natura si ribella all'uomo, perchè l'uomo si ribella a Dio".

Piccolo esempio.. A scuola si studia o si studiava che l'equilibrio dell' universo si regge su leggi sofisticatissime della fisica astronomica Esempio: Se la rotazione della terra attorno al sole nella sua ellisse perfetta, dovesse spostarsi di pochi "gradi" dal sole o avvicinarsi di più di quanto previsto dalle leggi dell'astrofica, (permettetemi l esempio pratico ma non strettamente scientifico che non è di mia pertinenza) avremmo due conseguenze disastrose: o un calore enorme che farebbe bruciare la terra in pochi minuti, o uno strato di ghiaccio così alto da renderla una palla bianca gelata.

Dite al caro Blondet e al dott. Cionci che stimo moltissimo, che così come i seguaci del diavolo vogliono rovinare il creato con bestemmie, sacrilegi e sistemi scientifici di morte, vedi Haarp che provocano terremoti sotto terra o sotto oceano, senza parlare dell'orrore del gender per quanto riguarda l'uomo, è oltremodo necessario che qualche rappresentante o ministro di Gesu' Cristo si impegni CON UMILTÀ a ripristinare il giusto equilibrio della natura con sistemi uguali e contrari, cioè con benedizioni, rogazioni, processioni, Messe e suppliche varie.

 Perchè se la potenza che satana ha conferito a coloro che lo adorano è in grado di stravolgere le leggi della natura umana e cosmica volute da Dio, allo stesso modo l'uomo da solo con la scienza non sarà mai in grado di vincere le forze oscure del male senza ricorrere con fede all'aiuto e all'onnipotenza di Dio Creatore nella preghiera e nei sacramenti.

Solo con Gesù troviamo serenità, equilibrio, sicurezza, benessere, cibo, aria, ecc. SANI E CONFORMI ALLA NOSTRA NATURA UMANA E COSMICA. SEI TU GESÙ L UNICO MIO BENE.  Vieni presto a liberarci.
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giovedì 10 luglio 2025

UNA CHIESA SECONDO CRISTO O SECONDO ME?

 

UNITI ALLA CHIESA DI GESU' CRISTO


 https://youtu.be/SryZCAY2rNY?si=ntf2gPkjJHEjZtWA

auto-proclamazione di don Alessandro Minutella a una figura di magica invenzione definita “GRANDE PRELATO” sedicente salvatore della chiesa e del mondo.


 https://youtu.be/sNJEUcOgYvE?si=DgL-1rMaarc72SPW

Discorso accorato del Vescovo Mons. Strikland rivolto ai cristiani e al mondo intero.


https://youtu.be/U7-ds9C3Mms?si=5sWJju6Gr2QV5LCA

gravi e ripetute denunce di mons. Viganò contro l’operato dell’antipapa Bergoglio.

 

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Attenzione. E’ giusto alzare la voce e denunciare fatti e misfatti che stridono con la dottrina perenne della Chiesa, soprattutto se promossi dalla persona del “Papa”, ma adesso che abbiamo un Papa fedele, mite, chiaro nell’esposizione della dottrina, dobbiamo essere cauti nel continuare a criticarlo per ogni frase o mossa, perché il Papa, quando dice cose giuste, bisogna sostenerlo, anzi, seguirlo.

E’ vero che il momento storico è gravissimo, soprattutto per i cattolici che vogliono conservare integra la loro fede e la loro dottrina, dopo un lungo periodo di oscurità, anzi confusione spirituale mista a eresia dovuta all’insediamento sul trono pontificio di una figura di cui la Chiesa dovrà verificare bene il profilo e la validità della sua nomina: Jorge Mario Bergoglio.

            Non è la prima volta nella storia della Chiesa cattolica che ci si scontra, per vari motivi già analizzati a suo tempo, con figure emblematiche di Prelati o Vescovi o Cardinali che, salite sul soglio pontificio con votazioni ambigue o complotti di parte, poi in realtà si è scoperto, per verifiche accurate, non essere veri pontefici ma antipapi.

Ma anche da questo si può vedere come la Chiesa sia assistita dallo Spirito Santo per cui, prima o poi, colui che non fa parte della vera successione apostolica, viene identificato ed estromesso e con lui tutti i suoi scritti, eventuali encicliche, discorsi ecc. 

Questo non vuol dire che al Papa sia garantita l’impeccabilità! Assolutamente no, perché lui, come ogni uomo, è soggetto alle tentazioni, al peccato, alla debolezza, tanto da potersi giocare l’anima anche nell’inferno.   Però come Papa, come Vicario di Gesù Cristo, quando parla non solo “ex cathedra” ma anche nei messaggi pubblici, esortazioni, Costituzioni apostoliche ecc. è garantita “l’infallibilità” in quanto ha una particolare assistenza dello Spirito Santo.

Comunque è altrettanto vero che nel governo della Chiesa, il Papa non è un monarca assoluto ma è aiutato dal collegio dei Vescovi e Cardinali che costituiscono la “Chiesa docente”, vale a dire quel “Magistero della Chiesa” che rispetta la vera dottrina perenne e al quale ci si deve ispirare al momento di dover fare determinate scelte di carattere dottrinale o evangelico o ascetico o quant’altro.

Da studi realizzati in tal senso, è emerso che fino a papa Benedetto XVI sono stati calcolati ben 40 antipapi nell’arco di duemila anni della Chiesa.  Perché dove c’è Pietro, c’è Cristo, e pertanto si insinua sempre per rabbia anche il suo nemico per gettare confusione, ambiguità, errori e spesso anche eresie o peggio. Per questo si deve invocare lo Spirito Santo e farsi anche consigliare da sacerdoti preparati al fine di non incappare in errori o peccati dai quali poi è difficile riemergere.

             Comunque, a parte il giusto dovere che hanno tutti i Vescovi di gridare “al lupo, al lupo!” quando vedono arrivare un grave pericolo, sta di fatto che la tentazione dell’orgoglio, di essere il primo di tutti, colui che ha autorità e incarichi eccezionali di fiducia, se non addirittura visioni e rivelazioni personali, è sempre in agguato. Se non si prega con umiltà ma ci si inorgoglisce troppo dagli applausi del “piccolo resto”, si rischia di percorrere una strada assai pericolosa, che può arrivare a una specie di sfida nei confronti del vero Papa e della vera Chiesa, come sta accadendo, purtroppo, con don Alessandro Minutella che si è fatto eleggere con un titolo inventato e altisonante ma privo di autorità che è “GRANDE PRELATO” in vista, dicono, di arrivare lui stesso ad essere nominato Papa!  Può darsi che tutto cada nel nulla col tempo, tuttavia Dio non voglia che si possa aprire la voragine di uno scisma.

Altra figura emblematica di cui abbiamo parlato anche in precedenza è quella di mons. Viganò il quale da sempre ha denunciato l’ambiguo operato di Bergoglio, caduto molte volte in eresia o paganesimo o magia esoterica (non sto ad elencare i particolari ma vi invito a documentarvi su libri interessanti e verissimi). Tuttavia anche Viganò è finito con denigrare anche i grandi Papi del Concilio Vaticano II, in primis Papa Benedetto XVI quando ha vissuto in mezzo ai “lupi” cioè i suoi Cardinali che lo dovevano proteggere e che invece gli hanno teso dei tranelli continui fino a costringerlo a fuggire dalla sua legittima Sede, he per questo è stata dichiarata “Sede impedita”.

            Come accennato altre volte, mons. Viganò ha fatto un gravissimo scivolone, pur essendo tutte vere e verificabili le sue denunce contro Bergolio, perché ad un certo punto, animato da santo zelo, si è lasciato convincere dal nemico di abiurare alla sua ordinazione vescovile da parte di San Giovanni Paolo II per mettersi sotto la protezione e consacrazione di un Vescovo scismatico nel frattempo defunto e finora senza alcun pentimento.  Adesso sarebbe fuori della Chiesa, scomunicato e non pentito per giunta, nonostante le sue giuste denunce.

 A noi il compito di pregare per i nostri sacerdoti, i nostri Vescovi, il nostro Papa Leone XIV in particolare per la loro fedeltà nella prova, nella tormenta, nel buio, perché dai sacerdoti, per volere di Gesù Cristo ci arrivano le grazie attraverso i Sacramenti, in particolare Confessione ed Eucarestia, che solo loro possono realizzare dopo che hanno ricevuto il Sacramento dell’Ordinazione sacerdotale dal Vescovo della loro diocesi.

 Il nostro dovere è anche quello di far aprire gli occhi alle persone affinchè non si lascino incantare dall’ultimo “pifferaio” di turno che sa evidenziare con meticolosità i difetti del Papa e dei Vescovi, ma ha un altissimo concetto di sé stesso e della sua presunta “infallibilità”.

                                          patrizia@patriziastella.com

martedì 13 febbraio 2024

GUERRA O PACE

           

Stanno girando immagini della Madonna con tanto di preghiera per la pace e richiesta urgente di diffusione. Quanta paura della guerra e quanta ipocrisia nasconde la pace! 

La guerra non è altro che la conseguenza dei nostri peccati, dicono i santi, perché Dio stesso, Bontà infinita, si fa garante della nostra pace e progresso e libertà se ci affidiamo a Lui. Purtroppo l’umanità in genere, compreso molti ecclesiastici, hanno emarginato o rifiutato Dio, soprattutto in questi ultimi decenni, sfidandolo con arroganza e mettendosi al suo posto in forza degli ultimi strabilianti progressi della scienza e della tecnica che hanno mandato in visibilio la loro mente ottenebrata dalle false lusinghe del perenne nemico “…tutte queste cose io ti darò se, prostrandoti, mi adorerai” (Mt.2,7)

 

Sembra che Dio col suo silenzio voglia assistere impassibile all’inesorabile rovina delle sue creature. In realtà Dio è Amore e ha preparato per l’uomo un paradiso di delizie su questa nostra terra nell’attesa di un Paradiso eterno di ineffabile meraviglia, tuttavia, davanti al tradimento, alla sfida, alle bestemmie fino al rinnegamento dei suoi figli che gli hanno chiaramente fatto capire che di Lui non hanno bisogno perché se la cavano benissimo da soli, il nostro Dio incarnato nel Figlio Gesù si ritira dalla scena di questo mondo e lascia all’uomo orgoglioso il timone della barca osservando dove andrà a sfracellarsi, non per colpa di Dio ma dell’uomo che si è voluto sostituire a Dio, dietro suggerimento del Maligno. Nel frattempo c’è sempre il piccolo resto o tanti piccoli resti sparsi nel mondo che pregano perché si rendono conto del disastro che sta avanzando e pertanto si sta aprendo un campo di battaglia preternaturale, diciamo così, vale a dire che si dovranno affrontare i due schieramenti opposti: i figli delle tenebre contro i figli della Luce mentre Dio sembra continuare a osservare impassibile. Con chi schierarci?

 

Lo scatenarsi di una guerra dalle proporzioni giganti spaventa tutti, non c’è dubbio. D’altra parte quale garanzia ci può dare la pace tanto invocata se le cose continuano a precipitare inesorabilmente verso la rovina morale e spirituale dell’umanità coinvolgendo ormai tutto il mondo? Che ce ne facciamo della pace se assieme alle armi dobbiamo seppellire anche i nostri valori, la nostra civiltà, la nostra fede cattolica, la nostra dignità e libertà, il nostro lavoro, arte, tradizioni ecc. vivendo come schiavi dei poteri forti che ci vogliono soggiogare “pacificamente” come pecorelle obbedienti entro il 2030!

 

Preferiamo un mondo come il presente, che insegna ai bambini a rovinarsi usando il sesso come un giochetto, cambiando personalità, nome e identità per svanire in un labirinto impersonale senza più relazioni, né famiglia, né amici dove spesso è il suicidio a concludere questo itinerario delirante?

Preferiamo continuare a rovinare il nostro corpo con vaccini mortiferi anziché lottare per far emergere i nostri diritti, la giustizia e la libertà di essere curati come ciascuno di noi desidera?

Preferiamo essere privati dei nostri beni personali, ottenuti magari con sacrificio piuttosto che lottare per difendere la proprietà privata e la giustizia distributiva?

Preferiamo che i nostri terreni agricoli, unica fonte del sano nutrimento per tutti, vengano trasformati in campi elettromagnetici mentre noi dovremo nutrirci di farina di insetti schifosi come fosse un piatto prelibato?

Preferiamo adorare tutti insieme una pericolosa divinità pagana portatrice di calamità, come la dea Pachamama posta come scandalo gravissimo proprio nel cuore della Basilica di San Pietro dal falso Papa seduto abusivamente sul trono di Pietro, rinnegando l’unico vero Dio incarnato in Gesù Cristo, unica Fonte del nostro benessere materiale e spirituale e della nostra libertà di figli di Dio? ecc. ecc.

 

Forse solo la prospettiva di una guerra che spazzi via tutte queste e altre nefandezze resta l’unica vera speranza di ripresa che ci faccia capire finalmente che senza il vero Dio cristiano non possiamo nulla, come afferma Gesù nel Vangelo, e che “a mali estremi, estremi rimedi”, vale a dire che, tranne un miracolo strepitoso, pare che finora solo attraverso la guerra, la sofferenza e la purificazione, potremo forse sperare di salvarci almeno l’anima dai tormenti eterni dell'Inferno.  La mossa strategica semmai è quella di schierarsi con la parte giusta che difende i valori cristiani, liberi dai partiti politici, per non andare a finire stupidamente dalla padella nella brace. 

La Madonna a Fatima ha pronunciato molte volte il nome della Russia che si convertirà. A noi la scelta se stare con la Russia dalle radici cristiane o con la Nato massone e assatanata che dalle Logge inglesi è passata poi all’America del Nord invadendo il mondo con le sue nefandezze.

       patrizia@patriziastella.com




  

martedì 21 marzo 2023

IL CELIBATO SACERDOTALE E LA SUA STORIA.


N.B. Come punto di riferimento per questa esposizione, ho attinto ai documenti del Magistero perenne della Chiesa, in particolare al “Compendio” estratto dal “Catechismo della chiesa Cattolica" del 1992 di Papa Giovanni Paolo II, e al saggio magistrale di Benedetto XVI sul celibato sacerdotale “Dal profondo del nostro cuore” scritto con il card. Robert Sarah nel 2019.

 

CHI E’ IL SACERDOTE. Non c’è da meravigliarsi che, nella crisi generale di tutti i valori, anzi nello stravolgimento di ogni legge naturale e di ogni buon senso, venga attaccato o messo in discussione non solo il celibato sacerdotale, vale a dire la castità che si impegnano a vivere coloro che sono chiamati al sacerdozio, ma addirittura il significato stesso di “sacerdote” come istituzione di origine divina.  Per questo ritengo opportuno ricordare prima chi è il sacerdote, per poi arrivare a capire meglio il motivo per il quale la Chiesa ha da sempre collegato il sacerdozio al celibato, non come peso gravoso e condanna insopportabile, bensì come esigenza dell’amore di predilezione da parte di Dio per compiere il mandato divino che gli è stato assegnato da lui liberamente accettato.

Purtroppo da una decina di anni a questa parte si è offerta una visione di sacerdote che assomiglia a un manager dalla duplice mansione: quella religiosa come preghiera di intercessione per il popolo, (come fanno più o meno in tutte le religioni), e quella sociale, culturale, educativa e assistenziale in genere. Alla stregua di un insegnante di religione nelle scuole che, una volta finita la lezione, si dedica a molte altre attività a sostegno delle persone più bisognose, o di categorie più in difficoltà come drogati, disabili, carcerati, disoccupati ecc. 

            Anche se è vero che molti sacerdoti, purtroppo, dimenticando col tempo la loro missione e responsabilità, possono dare questa deplorevole impressione, noi come popolo cristiano dobbiamo avere le idee chiare e non perdere mai di vista l’aspetto soprannaturale di questa vocazione straordinaria al sacerdozio, anche per aiutare i preti a superare eventuali momenti di difficoltà o dubbio o cedimenti attraverso la nostra comprensione, vicinanza e affetto.

 

SACERDOZIO E CELIBATO. Il Sacerdozio, conferito solo agli uomini dal Vescovo attraverso il Sacramento dell’Ordine Sacro, è di istituzione divina e nessuna autorità al mondo, nemmeno il Papa, lo può modificare a seconda di personali interpretazioni.

·             Il Sacerdote cattolico è l’unico al mondo che, pur nei suoi limiti come persona, mette in comunicazione la terra col cielo, l’umano col divino a tal punto da rendere presente Dio stesso nel Figlio, Gesù Cristo, sotto le specie Eucaristiche del Pane e del Vino dato in cibo per noi, un privilegio così grande da far tremare Angeli e Santi dalla gioia pensando che, solo attraverso il sacerdote, si possono realizzare le parole di Gesù nel Vangelo “Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

·         Il sacerdote cattolico è l’unico al mondo che, attraverso i sacramenti istituiti da Gesù Cristo, che sono interventi o aiuti soprannaturali per vivere da cristiani, è sempre vicino all’uomo nelle tappe più importanti della sua vita (alla nascita col Battesimo che ci fa figli di Dio; all’età della maturità attraverso la Confermazione che ci fa testimoni di Dio; durante tutta la vita col perdono dei peccati attraverso la Confessione e il nutrimento spirituale nelle difficoltà di ogni giorno con la Santa Eucaristia, (la Messa); durante la malattia con il sollievo che dà l’Unzione dei malati soprattutto in vista del grande passaggio alla Vita Eterna davanti al giudizio di Dio; infine, nella scelta del matrimonio come sostegno spirituale per vivere la fedeltà reciproca nella buona e nella cattiva sorte.

 

Il Sacerdote cattolico in pratica è, o dovrebbe essere, come un secondo Angelo Custode, che ha cura della vita delle persone a lui affidate e fornisce loro i “mezzi soprannaturali” per vivere da cristiani in mezzo al caos infernale di questo povero mondo.

Tutte le altre attività umane, educative, caritative ecc. peraltro importanti come completamento della vocazione sacerdotale, non devono mai avere il sopravvento rispetto al compito primario che è quello spirituale di essere “mediatore” tra Dio e gli uomini, tra la persona e il suo destino di eternità.

Va da sé che un sacramento così eccezionale come l’Ordine Sacro, che conferisce al sacerdote il potere di chiamare sulla terra lo stesso Gesù Cristo vivo e vero, deve per forza avere un contraccambio, una sua “croce” da portare, una rinuncia al mondo, alle sue vanità o comodità che si vive soprattutto nel CELIBATO oltre che nell’obbedienza al Vescovo, nella certezza che il Signore non chiede nulla al di sopra delle nostre possibilità.

 Ma il celibato che la Chiesa lega indissolubilmente al sacramento del sacerdozio, è anch’esso di istituzione divina? Si tratta di un impegno gravoso, dicono molti, e se si permettesse loro di sposarsi, di avere una famiglia, potrebbero esserci più vocazioni. A queste domande cerchiamo di rispondere estraendo molti spunti dai documenti sopra citati.

 

IL SACERDOTE NELL’ANTICO TESTAMENTO. Nell’Antico Testamento erano considerati sacerdoti quegli uomini chiamati da Dio per celebrare il culto sacro per sé stessi e per il popolo. Erano tutti maschi e discendenti di Aronne, fratello di Mosè, perciò eredi di un tale compito per successione di parentela, sposati con figli. Tuttavia durante il periodo in cui erano preposti alla celebrazione del culto divino, dovevano astenersi dai rapporti sessuali con la moglie, come segno di distacco, penitenza e purificazione.

 

L’AVVENTO DI GESU’ CRISTO. Con l’avvento di Gesù Cristo i “chiamati” al sacerdozio non provengono come discendenza da un solo casato particolare come nel Vecchio Testamento, ma da qualunque estrazione, razza, popolo o nazione. Inoltre non solo il concetto di castità è stato reso vincolante e permanente per certe vocazioni speciali, (sacerdozio, monachesimo, vita religiosa), ma anche la verginità, su imitazione della verginità di Gesù, di Maria Santissima e di San Giuseppe, è stata elevata a virtù di importanza basilare per tutti coloro che, anche nel mondo, si sentivano chiamati a viverla. Tant’è vero che le prime martiri cristiane (S. Agnese, Eufemia, Agata, Cecilia, Anastasia ecc.) avevano un concetto così alto della verginità da escludere perfino matrimoni regolari anche di alto rango, allo scopo di conservare la loro verginità per amore di Gesù Cristo e del Regno dei Cieli.

 

I PRIMI DODICI APOSTOLI. Quando Gesù chiamò i primi dodici apostoli, pur non essendo esplicito il Vangelo, si presuppone che fossero tutti liberi da matrimonio, essendo anche giovani, tranne San Pietro che comunque deve essere stato vedovo perché si parla della “suocera di San Pietro” guarita da Gesù e mai della moglie.

In tutti i casi, è certo che i dodici apostoli, una volta preparati da Gesù nei suoi tre anni di vita pubblica per seguire solo Lui, dovevano accettare liberamente gravose rinunce, non solo nei confronti di moglie e figli, ma anche rinuncia alla casa, alla terra, alle sicurezze, alle comodità, al lavoro, ai propri beni ecc. per mettere la loro vita a totale disposizione del Signore nella piena fiducia che Dio stesso avrebbe provveduto a loro, anche attraverso persone di buona volontà, come si legge negli Atti degli Apostoli.

La sequela di Gesù Cristo esigeva questo distacco totale, non solo per la necessità di essere liberi da tutti i legami allo scopo di poter “andare e portare il Vangelo ad ogni creatura, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, ma soprattutto per un motivo soprannaturale molto importante dovuto alla loro consacrazione sacerdotale che li avrebbe configurati a Gesù Cristo nella celebrazione sacra più sublime che esista sulla terra che è la santa Messa, punto di unione tra cielo e terra, tra umano e divino, tra l’uomo e Dio, nella certezza che Dio stesso avrebbe conferito loro la grazia per poter essere all’altezza di questo compito divino.

 

I PRIMI CRISTIANI. La vita dei primi cristiani dopo l’Ascensione di Gesù al cielo, almeno per i primi secoli fino alla pace di Costantino (13 giugno 313 con l’editto di Milano) è stata caratterizzata da continue persecuzioni, incomprensioni e lotte, intrisa del sangue di molti martiri, molti dei quali erano sposati con moglie e figli, e pertanto impegnati a vivere la castità e la fedeltà coniugale nel matrimonio, ma coloro che, come successori dei primi dodici Apostoli, erano chiamati alla vocazione sacerdotale conferita loro da Gesù stesso nell’ultima Cena del Giovedì Santo con il sacramento dell’Ordine Sacro, erano tenuti all’osservanza del celibato, in modo particolare i Vescovi.

Dopo la pace di Costantino con la libertà di culto, la donazione di molti beni alla Chiesa e il moltiplicarsi delle vocazioni e del lavoro apostolico nel mondo, non sempre è stato osservato nella vita pratica l’obbligo della castità e del celibato, a tal punto che molti avevano contratto matrimonio dopo l’ordinazione o avevano figli irregolari o venivano ordinati sacerdoti uomini già sposati con moglie e figli rendendo in tal modo assai difficile per costoro conciliare i doveri verso la famiglia di sangue con quelli della “famiglia soprannaturale” che sono le anime affidate da Dio al suo Ministro.

 CONCILIO DI ELVIRA. Fu così che nel quarto secolo i Vescovi convocarono il Concilio di ELVIRA (Granada IV secolo) per regolamentare questa situazione confusa e spesso irregolare e decidere quale impostazione ufficiale dare a coloro che si impegnavano a diventare sacerdoti. Fu deciso in forma vincolante che tutti i chierici dovevano astenersi dal matrimonio e dal generare figli, pena la deposizione dall’impegno sacerdotale, sull’esempio dei primi dodici apostoli e di Gesù stesso, nella certezza che non sarebbe mai venuto meno l’aiuto della grazia per coloro che si affidavano alla preghiera e ai sacramenti. Questa decisione però venne sancita solo come esortazione vincolante che molti sacerdoti interpretavano con molta libertà, sia pure nella consapevolezza di non essere in regola con il mandato divino che rimaneva comunque chiaro e vincolante per tutti.

 

CONCILIO LATERANENSE DEL 1215. La prassi del celibato sacerdotale, pur essendo sempre stata consigliata e lodata a livello diciamo esortativo e disciplinare, divenne NORMA VINCOLANTE PER TUTTA LA CHIESA CON IL CONCILIO LATERANENSE IV NEL 1215. Le motivazioni addotte dal Concilio indicato sono essenzialmente le seguenti: “Una delle ragioni per cui il celibato ecclesiastico si diffonde e si “impone” alla Chiesa latina è proprio grazie alla dottrina della “transustanziazione” dove viene ribadita l’identificazione del sacerdote con Cristo in modo molto più profondo rispetto al passato. (…) Il celibato ecclesiastico diventa il modello perfetto alla luce anche del “sacrificio eucaristico” in cui il sacerdote si identifica con Gesù e il suo Corpo per cui la tradizione celibataria richiama nel prete la purezza di Cristo”

Dalla celebrazione quotidiana dell’Eucaristia nacque spontaneamente l’impossibilità del legame matrimoniale. Si può dire che l’astinenza sessuale che nell’Antico Testamento era funzionale solo al momento della celebrazione sacra, poche volte durante l’anno, con Gesù Cristo diventa così una ASTINENZA ONTOLOGICA, che riguarda cioè tutto l’essere e per sempre, in quanto l’Eucaristia celebrata quotidianamente e talvolta anche più volte al giorno a seconda delle necessità, diventa un “habitus” perenne di vita, una donazione di sé come corpo consacrato da offrire a Dio, Sommo ed Eterno Sacerdote, purissimo e santissimo. Il sacerdote è l’uomo di Dio per eccellenza, che deve vivere per Lui e in Lui costantemente e perciò rinuncia al matrimonio e alla famiglia accettando solo Dio come sostegno e garante della propria vita.

 

Benedetto XVI nell’esortazione apostolica “Sacramentum caritatis” afferma “Il celibato sacerdotale nasce dall’Eucaristia. Esso conferisce a tutta la vita del sacerdote un significato sacrificale. Dall’Eucaristia riceve la grazia e la responsabilità (…) pertanto il legame tra continenza e celebrazione eucaristica, da sempre percepito dal “sensus fidei” dei fedeli, tanto in Occidente quanto in Oriente, non ha dunque nulla a che vedere con un tabù rituale relativo alla sessualità. Nessuno può rimanere fedele al celibato senza la celebrazione quotidiana della santa Messa perché nell’Eucaristia il sacerdote riceve il celibato come dono.”

 

Un santo coraggioso difensore del celibato sacerdotale è stato San Josemaria Escrivà, fondatore dell'Opus Dei, che in una omelia del 13 aprile 1973 affermava: “E’ opportuno ricordare, con caparbia insistenza, che tutti i sacerdoti, sia noi peccatori che quelli che sono santi, quando celebrano la santa Messa non sono più sé stessi. Sono Cristo che rinnova sull’Altare il suo divino Sacrificio sul Calvario. Presso l’altare infatti, non presiedo io la Messa che ci ha riuniti, ma è Gesù che la presiede in me. Benchè io ne sia indegno, Gesù è veramente presente nella persona del celebrante. Io sono Cristo: che terribile affermazione! Che tremenda responsabilità! Sono presso l’altare del Signore nel suo nome e al posto suo”

 

CELIBATO E AMORE. Il sacerdote è in grado di vivere il celibato nella misura in cui IMPARA AD AMARE, vale a dire rinuncia a sé stesso per essere con Dio e in Dio, in un rapporto di comunione intima con Lui dove non è il dovere freddo che lo impegna, o la paura del castigo, ma è LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE AMATO DA DIO IN MODO UNICO ED ESCLUSIVO, TALE DA SENTIRE IL DOVERE DI RICAMBIARE QUESTO AMORE DI DIO CON ALTRETTANTO AMORE.  Infatti la vita ascetica e mistica del cristiano si basa essenzialmente su questo: L’AMORE!  Sempre San Josemaria Escrivà afferma in Cammino al n. 999: “Il segreto per la perseveranza? L’AMORE! Innamorati (di Gesù) e non lo lascerai.” 

         Le famose nozze mistiche di alcune sante come Santa Caterina da Siena, la manifestazione umile e commovente di Gesù quando ad esempio nel vangelo piange davanti alla morte dell’amico Lazzaro perchè lo amava come pure le sue sorelle Marta e Maria, o quando manifesta agli Apostoli il suo amore dicendo che preparerà per loro un posto nel cielo, o quando si commuove davanti alle folle stanche e affamate che lo seguono moltiplicando per esse i pani e i pesci, e così via ecc. Alla fine, quale dimostrazione di amore più grande di quella di essere messo in croce per amor nostro? PER AMORE MIO PERSONALE!  

            Quale amore più grande di quello dei martiri che davano la vita per Gesù e non rinnegavano la loro fede nemmeno quando vedevano avanzare il boia con la spada sulla loro testa e nessun Angelo compariva dal cielo per salvarli!

           Quale amore più grande di quello di certi sacerdoti in concetto di santità come don Dolindo Ruotolo, che perdonava ai suoi confratelli che lo umiliavano e calunniavano mentre lui continuava a pregare per loro? 

        O quale amore più grande di quello manifestato da un altro sacerdote diocesano in concetto di santità, don Ferdinando Rancan, quando il Vescovo lo cacciò brutalmente dal seminario alla vigila della sua ordinazione sacerdotale per un malinteso dicendogli “io non ti ordinerò mai!” mentre lui, cacciato e umiliato, continuò con umile perseveranza il suo cammino di fedeltà, vestendo sempre la tonaca di chierico nella certezza che il Signore lo avrebbe prima o poi chiamato ad essere prete. Come in effetti avvenne dopo ben 4 anni di esilio e solitudine vissuti sotto il giudizio negativo degli uomini, in mezzo a tribolazioni e prove di ogni genere. Ma l'amore ha avuto il sopravvento!

           Il cammino per innamorarsi di Gesù ha un solo nome “SANTITA’” che si realizza attraverso una vita di preghiera, di rinuncia, di umiltà, di comunione con Dio non solo nella celebrazione eucaristica, ma sempre, soprattutto in quei tempi durante la giornata che i santi dedicano alla  “orazione” o meditazione nei quali si rimane da soli con Dio a contemplarlo, a parlargli e ad ascoltarlo, anche attraverso un libro di meditazioni che aiuti a conoscere meglio l’amore di Dio per ognuno di noi.

 

RIVELAZIONI A SANTA BRIGIDA SUL CELIBATO SACERDOTALE. Nelle varie rivelazioni ricevuta da Gesù a Santa Brigida di Svezia, si leggono queste testuali, forti parole: “Guai a quel Papa che si mostrasse incline ad autorizzare il matrimonio dei sacerdoti, ne trarrebbe un giudizio terribile; Dio lo colpirebbe con cecità spirituale e sordità; non potrebbe dire altro, né fare, né gustare dell’ordine soprannaturale, e inoltre dopo la sua morte, la sua anima sarebbe gettata nelle profondità dell’inferno, per rimanervi eternamente in preda dei demoni…” (Santa Brigida di Svezia, Rivelazioni, VII, 10)

 

ASPETTO PEDAGOGICO ANTROPOLOGICO

Considerazioni personali

 Certo il demonio è furbo e mentre suscita errori e abusi da parte di certi ecclesiastici creando scandali nei credenti e in tutta l’opinione pubblica, si serve poi degli stessi per proporre dei rimedi che sono come la benzina per spegnere il fuoco, cioè l’abolizione del celibato sacerdotale, unico vero baluardo per la difesa del sacerdozio come Gesù l’ha voluto mostrando come modello i primi 12 Apostoli: solo uomini, e liberi dal matrimonio.

 

MATRIMONIO.   Come se il matrimonio fosse il rimedio di ogni male e il refrigerio per ogni "bollore" che si passa nella vita! Come se gli uomini sposati fossero immuni da tentazioni o cadute o infedeltà! Perfino il laico sposato, se vuole essere coerente con la sua fede ha la sua croce da portare con la moglie, e non parliamo di eventuali figli scapestrati. Infatti, se è vero che un sacerdote deve rinunciare a tutte le donne, diceva ironicamente un santo sacerdote, anche il laico cristiano sposato deve rinunciare a tutte le donne MENO UNA! Se poi questa “una” risulta essere difficile, caratteriale, lunatica, bisbetica ecc. si salvi chi può…. Meglio il celibato centomila volte!! Senza dire della possibilità che si aprano poi anche per i preti sposati tutte le rivendicazioni tipiche del matrimonio attuale: separazione, divorzio, tradimento ecc. in una voragine di miserie che porta tutti all’inferno, in primis la donna che ha corrotto il prete.

 

LA VOCAZIONE DELLA DONNA.  Assurdo poi pensare che le donne siano discriminate perché non possono accedere al sacerdozio! Secondo i disegni di Dio, dovrebbero averne più che a sufficienza nel mettere al mondo e crescere i figli dando loro la vita materiale, mentre al sacerdote è riservata la vita soprannaturale delle anime.

O volete impicciarvi anche di questo e di tutto il resto, voi care donne che scodinzolate sull’altare mettendo in difficoltà i preti che non hanno affatto bisogno di voi per la celebrazione della Messa! E neppure per la lettura della Parola di Dio che è meglio lasciarla agli uomini.

        GIU’ LE DONNE DALL’ALTARE! 

Se Gesù avesse voluto ordinare sacerdote le donne, avrebbe cominciato dalla Sua santissima Madre, Maria Immacolata. Invece no! Lei, la prediletta fra tutte le creature maschili e femminili, ha accettato con gioia la volontà di Suo Figlio di vivere accanto ai primi Apostoli sacerdoti servendoli con umiltà e piena dedizione senza la pretesa di essere sacerdotessa, perché questo non rientra nei disegni di Dio. E la Chiesa e il Papa devono rispettare la volontà di Dio a costo di creare uno scisma che è necessario e doveroso quando le novità di certo clero infedele rischiano di compromettere la struttura stessa della Chiesa come Gesù Cristo l’ha voluta. Meglio una Chiesa povera, umile, piccola ma fedele al volere del suo fondatore divino, che un'ammasso di persone senza fede, senza testa e senza amore.

 

LA SOLITUDINE DEL SACERDOTE. Parlare della solitudine del sacerdote non ha senso, perché il vero sacerdote che si preoccupa veramente della salvezza delle anime, non dovrebbe avere neppure il tempo di provare la solitudine, primo perché dovrebbe essere così impegnato con le persone a lui affidate (sacramenti, catechesi, liturgia, formazione dei giovani, visite ai malati, aiuto ai poveri e sofferenti ecc.) da non riuscire a trovare neppure il tempo per le sue cure personali; secondo perché quand’anche si trovasse veramente solo in una parrocchia sperduta, la sua unione con Dio e con la croce di Gesù Cristo dovrebbe dargli quella forza interiore che lo aiuta a proseguire il suo cammino con fedeltà eroica in qualunque circostanza e con le persone che si trova vicino. E questo periodo difficile che stiamo attraversando da tutti i punti di vista, spirituale, materiale, economico, sanitario, culturale, legale...non è tempo di piangersi addosso, ma è tempo di vivere la fedeltà eroica fino al martirio, fino alla morte, perchè solo dalla sofferenza offerta a Dio può rinascere dalle catacombe la "vera Chiesa" come l'aveva profetizzata il vero Papa Benedetto "povera, umile, perseguitata, ma fedele a Gesù Cristo". Come dalle parole di Sant'Atanasio durante l'eresia ariana che aveva coinvolto quasi tutto il popolo cristiano, perfino Papa Liberio, quando disse con coraggio ai pochi che lo avevano seguito: "Voi tenetevi le vostre chiese, noi ci teniamo la nostra fede!". E infatti Gesù lo premiò col ritorno alla fedeltà e alla Verità di tutto il popolo cristiano. Con Dio non si scherza, è un Dio esigente perchè la posta in gioco non è una miserabile carriera ecclesiastica o civile, ma LA VITA ETERNA IN PARADISO O ALL'INFERNO.


 BELLEZZA DELLA VITA CRISTIANA. La vita cristiana non è facile ma è felice, diceva un santo prete, se la si vive nella sua completezza, anche sotto l’aspetto di croce, ma di una croce che non ti schiaccia, ma che ti porta, ti solleva, ti sostiene se tu preghi il Signore Gesù e la Vergine Maria tutti i giorni, anche nella Liturgia delle Ore, nel Rosario, nella meditazione o adorazione quotidiana, nella lettura di qualche valido libro spirituale ecc.

D’altra parte non solo la virtù della castità è difficile da vivere, come una tentazione che ogni tanto riemerge per farci toccare con mano la nostra miseria e la necessità di vivere l’umiltà nella confessione, ma tutte le altre virtù sono difficili da vivere: la pazienza, la laboriosità, l’onestà, il rispetto, la sopportazione delle persone moleste, la sincerità, la lealtà, perché l’invidia del bene altrui che cova dentro è sempre in agguato, come il voler emergere sugli  altri, l’attaccamento al denaro in maniera morbosa, il sentirsi presidente del club delle patate fritte pur di credersi “qualcuno che conta” ecc. sono tutti peccati sempre presenti nel nostro cuore, almeno come tentazioni da vincere se si vuole essere fedeli. Senza parlare dei peccati o tentazioni contro le tre virtù teologali di FEDE, SPERANZA E CARITA’.

 

SMASCHERARE IL DEMONIO.  Scopo primario del diavolo comunque, è quello di attaccare la fede in Gesù Cristo ma ne uscirebbe perdente se tentasse subito i sacerdoti su questo argomento di alto livello intellettuale. Perciò lui, astuto serpente che fa? Raggira l’ostacolo e cerca di far crollare il sacerdote partendo dal punto più debole di ogni persona umana: la castità, l’attrattiva sessuale, anche puntando sull’aspetto lecito di una consolazione, di una famiglia, ma l’astuto serpente arriva a un punto tale che, una volta caduta la sua vittima preferita che è il sacerdote e gettato nelle reti diaboliche di coloro che sono esperti nel corrompere e poi ricattare, difficilmente riuscirà a venirne fuori indenne se non lo fa subito con coraggio e determinazione e molta preghiera..

Perché bisogna avere le idee chiare: non si tratta di essere super uomini o donne di ferro, glaciali, perfetti, impeccabili, mai una caduta, mai una tentazione, mai una prova che metta in discussione la tua vita. NOOO! NON E’ QUESTA LA VITA CRISTIANA. Non sono le cadute che devono spaventare, quando ci si rialza e si chiede perdono nella confessione cercando di fuggire determinate occasioni pericolose, ma quello che si deve combattere con coraggio è il considerare il peccato come stile di vita, come diritto, come orgoglio, quando magari è un vizio contro natura che, oltretutto, non produce serenità ma turbamento, ansia, rabbia, rivendicazioni, cattiveria e perfino impulsi di odio contro coloro che difendono i valori cristiani perché in questo il diavolo ha buon gioco.

Ma non dobbiamo scoraggiarci perché Gesù ha detto che con Lui possiamo tutto, anche arrivare alle cime più alte della santità che vuol dire toccare con mano la felicità che si prova quando si vive in comunione con Dio e facendo del bene ai fratelli, contenti di vederli felici, di poter contribuire alla loro felicità e alla loro conversione.

 

SACERDOZIO E GIOVEDI’ SANTO

Il giovedì Santo è per il sacerdote il “SUO GIORNO”, importante come il giorno della sua ordinazione sacerdotale, perché proprio in quel giorno, durante l’ultima Cena e alla vigilia della sua Passione e Morte del Venerdì Santo, il Signore Gesù ha istituito ben due Sacramenti: IL SACERDOZIO E LA SANTA EUCARISTIA, entrambi collegati perché non ci può essere sacerdozio senza Eucaristia, e non ci può essere Eucaristia senza il sacerdote che la celebra.

E’ talmente importante questo giorno che lo si potrebbe considerare allo stesso livello della Santa Pasqua, perché se è vero che il fulcro principale della nostra fede è la RESURREZIONE DI GESU’ CRISTO, (a tal punto da far dire a San Paolo che se non ci fosse la Risurrezione, vana sarebbe la nostra fede) è altrettanto vero che senza il Sacerdozio neppure avremmo la Santa Eucaristia perchè nessuno al mondo, se non il sacerdote, ha il potere per volontà di Dio di rendere vivo e vero Gesù stesso nelle sacre specie del Pane e del Vino, rendendo possibili le sue Parole “IO SARO’ CON VOI TUTTI I GIORNI FINO ALLA FINE DEL MONDO”.

 

              GIOVEDI’ SANTO E  PAPA BERGOGLIO. 

Ebbene se pensiamo che, dal giorno della sua elezione al soglio pontificio, 13 marzo 2013, (vera o falsa che sia la sua elezione, come da dichiarazione del defunto card. Daneels), papa BERGOGLIO SI E’ SEMPRE RIFIUTATO DI CELEBRARE LITURGICAMENTE QUESTA RICORRENZA SACRA MERAVIGLIOSA, come era prassi fare nella piazza di San Pietro di solito gremita di fedeli, sostituendola con una strana, deplorevole celebrazione privata ammantata di falsa carità cristiana in quanto focalizzata sulla lavanda dei piedi a poveri stranieri, (mentre Gesù Cristo li ha lavati solo ai suoi 12 Apostoli, come suoi successori nel sacerdozio e non a estranei), c’è di che sobbalzare inorriditi per questo palese abominio contro la volontà di Dio e la prassi perenne della Chiesa.

Infatti con questo comportamento assai eloquente di Bergoglio vengono eliminati o comunque disprezzati nientemeno che I DUE PIU’ IMPORTANTI SACRAMENTI DELLA NOSTRA FEDE: SACERDOZIO ED EUCARISTIA tra il silenzio colpevole di tutto il Clero, religiosi e laici compresi.

 

Sono dieci anni che si fa silenzio su questo fatto davvero scandaloso, ritenendolo ormai prassi della Chiesa, della falsa chiesa bergogliana che finisce col gettare nel dimenticatoio il cuore della fede cristiana che è il Sacerdozio e la santa Eucaristia sostituendole con celebrazioni pagane o dubbie che nulla hanno da spartire con la nostra vera tradizione cattolica bimillenaria.

Grande è la responsabilità del Clero davanti al giudizio di Dio in questo e in molte altre tristi vicende scandalose che si sono moltiplicate in questi deplorevoli 10 anni di pontificato bergogliano, vero o falso che sia, certamente un pontificato di vera apostasia che sta dilagando a macchia d’olio dal trono pontificio ottenuto con l’inganno dalla mafia del Sangallo che per questo motivo sarebbe passibile di scomunica, secondo l’esortazione di Giovanni Paolo II “Universi Domici gregis”.

 Per i responsabili di questo abominio, anche attraverso il silenzio e l’indifferenza, c’è la probabilità che si possa andare dritti all’inferno. E pare non manchi molto alla resa dei conti finale. 

L’IDOLATRIA IN VATICANO. Se poi pensiamo che è ancora intronizzata dentro il cuore della Basilica di San Pietro, l’orrenda statua della dea pagana Pachamama, senza che nessuno l’abbia più rimossa, per volere del falso papa Bergoglio ma col tacito e colpevole silenzio di tutti i Cardinali e Clero in genere, ci dovremmo meravigliare se dovesse accadere qualcosa di veramente terribile dentro lo stesso Vaticano? Se perfino Roma falsa e bugiarda che non è più la città santa ma la città del nemico di Dio dovesse cadere miseramente nelle mani dei suoi invasori?  Ci sono le profezie che parlano chiaro in tal senso.

Con la Pachamama diabolica in Vaticano, con le proiezioni di bestie infernali sulla facciata di San Pietro il giorno dell’Immacolata, 8 dicembre 2015; con la porta degli Inferi al Quirinale e col dio Moloch davanti al Colosseo, senza dire della statua del caprone infernale a Milano in piazza Duomo, tutti intronizzati e difesi dal Clero traditore, a iniziare da Bergoglio, che altra diavoleria manca per far capire che dovrà capitare a breve qualcosa di veramente tragico e disastroso DENTRO LE MURA VATICANE MA ANCHE NELLA CITTA’ DI ROMA E ALTROVE?

L’ira di Dio trattenuta fino ad ora dalla mano materna di Maria Immacolata, sta per piombare sulla testa di coloro che hanno voluto tradire nostro Signore Gesù Cristo per adorare Satana anche attraverso il loro silenzio colpevole. 

 Dobbiamo ravvederci tutti seriamente prima di giocarci l’anima a forza di voler difendere a tutti i costi un papa che, quand’anche fosse legittimo, sarebbe comunque un papa apostata, passibile di scomunica immediata “latae sententiae”. Preghiamo per lui.

 Che Dio abbia pietà e misericordia di noi che professiamo la nostra Fede e il nostro Amore in Gesù Cristo, nostro Dio, Signore e Salvatore, Maestà infinita, Re dell’Universo, Unico, Sommo ed Eterno Sacerdote per tutti i secoli dei secoli.  Amen.

                                                Patrizia Stella

  Bibliografia

Robert Sarah, Joseph Ratzinger, dal profondo del nostro cuore, Cantagalli, 2020

Paolo VI, lettera enciclica Sacerdotalis caelibatus, 24 giugno 1967

Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica Pastores dabo vobis, 1992

Giovanni Paolo II, Costituzione apostolica “Universi dominici gregis” 1996

Benedetto XVI, Esortazione apostolica Sacramentum caritatis, 2007

J. Escrivà, La Chiesa nostra Madre, ed. Ares 1993

Vaticano II, Costituzione dogmatica sulla chiesa “Lumen gentium”