domenica 3 maggio 2026
SCANDALO IN VATICANO.
domenica 1 febbraio 2026
ALLARME DI MONS. D'ERCOLE SUL PERICOLO ISLAM
🔴 L’allarme del vescovo: “Aprendoci all’Islam rischiamo la Sharia”...
sabato 26 luglio 2025
CRISTIANESIMO E ISLAM. DIALOGO (IM)POSSIBILE?
Cristianesimo e Islam: dialogo (im)possibile?
https://www.informazionecattolica.it/2025/07/24/cristianesimo-e-islam-dialogo-impossibile/
Commento: Articolo interessante sul grave pericolo dell’Islam assolutamente inconciliabile con il Cristianesimo contro il quale ha sempre combattuto fin dai tempi di Maometto.
Avrei invece serie obiezioni su quella frase di commento del direttore di "informazione cattolica" laddove afferma, dopo aver presentato in tutta la sua verità e drammaticità il pericolo islamico che incombe su tutto il mondo, non solo cristiano, afferma: "Difendere la Palestina è giusto? Fino a un certo punto perché alla fine si fanno gli interessi dei mussulmani".
Io mi trovo in pieno e totale disaccordo con questa visione per i seguenti motivi:
1) perché in Palestina vivono e convivono pacificamente da molti secoli (almeno sono convissuti fino agli ultimi scatenamenti bellici degli Israeliani) intere comunità di varie etnie e religioni: cristiani, musulmani, ebrei, ortodossi, ariani, pagani, ecc. E non vedo in nome di quale valore morale o di quale religione o selezione o per quali altri nobili motivi, si debba fare una distinzione fra coloro che sono degni di essere salvati e quelli che invece devono essere condannati o perseguitati o ammazzati barbaramente, peggio delle bestie da macello! Buttando bombe alla cieca, anzi mirando soprattutto i bambini affamati in cerca di cibo, si compiono genocidi di una efferatezza mai avvenuta in passato contro gli innocenti, ma quel che è peggio, nell’assoluta indifferenza del mondo intero che non interviene affatto per mettere fine a tale mattanza criminale.
2) L’essenza del cristianesimo. Il vero cristiano deve prodigarsi per tutti, indistintamente, come ci hanno insegnato grandi santi come i missionari in terre pagane che accudivano in ugual misura tutti, senza distinzione di religione, o cultura, o potere, o denaro... ma solo in quanto uomini o donne creati da Dio e destinati alla vita eterna, vuoi per un premio o per una condanna che solo Dio potrà giudicare.
Anzi, è proprio attraverso questa carità e amore verso tutti, che convertivano le anime a Gesù Cristo, come insegna Madre Teresa di Calcutta, perché non dimentichiamo che l’obiettivo primario del cattolico non è solo quello di fermarsi alle opere di misericordia corporale, peraltro importanti perché senza un minimo di salute del corpo, difficilmente si trova la forza per pensare all’anima, tuttavia l’obiettivo principale è quello di far conoscere la figura di Gesù Cristo nostro Dio e Salvatore, che ci ha promesso la Vita Eterna attraverso il suo insegnamento poi divenuto dottrina. Quella dottrina cattolica che è anche fonte di giustizia, di pace e di prosperità umana oltre che soprannaturale, nella consapevolezza che la gente deve arrivare alla conversione per l’intima esperienza del cuore e il consenso dell’intelletto e non per la minaccia delle armi.
3) Obiezione! Ma allora le guerre storiche dei cristiani contro i musulmani? Si trattava di difendere i confini, la patria, la fede, le tradizioni, la libertà e dignità di popolazioni cristiana di vecchia data, dall'invasione di altre popolazioni che minacciavano la nostra libertà ed erano necessarie.
Ne' più ne' meno come per le guerre napoleoniche o asburgiche o prussiane che si dovevano combattere, pur essendo allora quasi tutti cristiani, per la difesa dei propri territori in nome della giustizia e del diritto delle Nazioni che adesso vorrebbero sopprimere.
Ma c'erano dei regolamenti etici ben precisi anche per le guerre!! E perfino punizioni eclatanti per traditori o violentatori o disertori ecc..che hanno sempre orientato di comune accordo le due o più parti parti antagoniste.
Esempio al fronte solo uomini; donne e bambini protetti, ospedali e ambulanze delle due parti intoccabili, libera e pacifica raccolta dei feriti a fine combattimento per curarli negli ospedali da campo, ecc. ecc. In tempo di guerra “etica” diciamo così, bastava alzare una bandiera bianca con un piccola delegazione che entrava pacificamente nel campo nemico per chiedere una tregua o la pace condizionata. E ci si metteva al tavolino a trattare di comune accordo.
Adesso i falsi israeliti sionisti terroristi askenaziti se ne fanno un baffo di tutte queste regole e sparano su tutti perché vogliono a tutti i costi diventare i padroni assoluti del mondo, secondo le promesse del loro falso dio talmudico che li invita ad avanzare come bulldozer calpestando cadaveri, moribondi, uomini e donne e bambini disarmati, affamati, feriti e imploranti pietà e misericordia mentre trovano le pallottole dei falsi ebrei israeliti quando vanno a chiedere un pezzo di pane. Non si è mai sentito al mondo un odio simile! Solo l’odio del diavolo arriva fino a questo punto trascinando con sé i suoi adoratori.
Per contro, è pur vero che anche l’Islam non è meno violento quando si tratta di costringere le persone ad abiurare alla propria fede in Gesù Cristo per adorare Allah a costo di coltellate nella gola. Anche per questa violenza efferata l’Islam sta avanzando in tutto il mondo. Come liberarci da questi gioghi?
QUALE DIO? Quando si invocava l’aiuto di Dio quasi invitandolo a mostrare la sua potenza contro il Dio del nemico ritenuto falso, questo lo si è sempre fatto in caso di pericoli o di guerre fin dal Vecchio Testamento, quando il profeta Elia ad esempio invocava il Dio dei veri Ebrei, il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, (dai quali doveva nascere Gesù Cristo) contro le divinità pagane, Bahal, Moloch dei falsi Ebrei che avevano già da allora rinnegato il vero Dio per adorare in pratica il suo antagonista cioè Satana sotto forma di statue con sembianze semi umane o animalesche, le stesse divinità adorate dagli attuali Israeliti, (di cui un “campione” del dio Moloch mangiatore di bambini che fa rabbrividire è stato posto all’ingresso del Colosseo, tanto per capire chi ci comanda).
Conclusione. In pratica si può dire come conclusione che, si tratti di un partito o di un altro, di una etnia religiosa piuttosto che di un’altra, vedi Islam e Israeliti, quando entrambi sono violenti, non fanno alcuna differenza perché entrambi nascono dalla stessa identica radice satanica che li accomuna. Poi gli uomini malvagi per confondere le idee, li chiamano con nomi diversi, come se fossero antagonisti, addirittura messianici, ma sempre satanici restano. Ma siccome il diavolo non unisce, ma divide, ecco che, pur provenendo dalla stessa radice satanica, si fanno la guerra reciprocamente e la fanno al resto del mondo.
MAI PERDERE LA FEDE. non dobbiamo perdere la fede cattolica per questa confusione delle coscienze che semina il nemico di Dio!! Restiamo attaccati alla roccia sicura che è Gesù che è Amore, e ai Sacramenti, soprattutto la Messa, e alla Vergine Maria recitando avemarie anche brancolando nel buio.
Dio Padre Figlio e Spirito Santo, dopo questo periodo terribile di purificazione dovuto anche ai nostri peccati, al rinnegamento della fede da parte di molti cristiani e perfino suoi ministri, ci aprirà la strada della salvezza e della gioia.
Gesù confido in te. Sei tu Gesù l' unico mio bene. Vieni presto a liberaci.
patriziastella.com
giovedì 29 maggio 2025
30 MAGGIO SAN FERDINANDO - IN MEMORIA DI DON FERDINANDO RANCAN
30 MAGGIO SAN FERDINANDO III RE
La Chiesa il 30 maggio celebra la memoria di san Ferdinando III, Re di Leon e di Castiglia, un santo famoso per la sua lotta contro l’invasione dell’Islam che stava avanzando sempre di più nell’entroterra della Spagna, obbligando tutti gli abitanti, com’è nel loro Corano e nella loro indole, a rinnegare la loro fede in Gesù Cristo per adorare Allah con tutte le conseguenze che ne derivano.
In queste battaglie che lui vinceva,
riuscì sempre a mantenere buoni rapporti con gli avversari islamici: Alicante,
Granada e Siviglia, ad esempio, erano rimaste ancora in mano agli arabi, ma
grazie ad una sapiente opera diplomatica di Ferdinando, il loro re moro si
sottopose al suo vassallaggio e un po’ alla volta abbandonarono del tutto i
territori spagnoli per tornare alle loro terre del Medio Oriente.
Fu tollerante con i Giudei ,
intransigente con gli eretici, regnò con prudenza, saggezza e generosità verso
tutti, ricevette il viatico in ginocchio consapevole di dover morire chiedendo
perdono dei suoi peccati a Dio e a tutti i sudditi,. Era molto devoto della
Madonna la cui statua portava sempre con sé nelle battaglie in difesa del suo
popolo contro la progressiva avanzata islamica, la cui
invasione armata non significava la sconfitta di un re piuttosto che di un
altro in una alternanza basata comunque sugli stessi valori e principi
cristiani, bensì il rinnegamento della fede Cattolica e di Gesù Cristo, al
quale re Ferdinando era devotissimo e fedelissimo, e di conseguenza il totale
abbandono di tutto quel patrimonio della cultura cristiana anche dal punto di
vista etico, civile, legale, artistico, sanitario, famigliare ecc., conquistato
da oltre mille anni di cristianesimo, e fondato essenzialmente sul principio
della libertà personale di scelta, che la mentalità dell’Islam ha sempre
rifiutato e combattuto pena la morte.
Certo, la guerra è sempre una cosa
negativa, spesso conseguenza dei nostri peccati, dicono molti santi, tuttavia
ci sono situazioni in cui si rende indispensabile. In questo periodo storico
molto contorto e confuso, dove noi italiani ci consideriamo sempre i grandi
benefattori dell’umanità che accolgono tutti i profughi del mondo offrendo loro
quelle garanzie e benefici gratuiti che neppure a noi cittadini italiani sono
concesse, altrimenti veniamo considerati razzisti, siamo indotti a pensare che
quelli ci rispetteranno e ci saranno addirittura grati per tutto quello che
offriamo loro. Invece non è così, perché loro stessi non fanno alcun mistero di
manifestare che prima o poi ci sottometteranno, a iniziare da Roma, col rischio
di trovarci addirittura in una terra non più nostra ma di loro proprietà nella
quale possono disporre di tutto!! Case,
chiese, beni, donne, figli, uomini, bambini… a loro uso e consumo, soprattutto
obbligandoci ad abiurare la fede cattolica per adorare Allah.
Ricordiamo che ci sono anche i santi combattenti per la Fede e la Libertà. A proposito di battaglie con l’avanzata islamica in Europa, ricordiamo brevemente le due famose battaglie di Lepanto (1571) e di Vienna (1683) nelle quali i cristiani (vale a dire Italiani ed Europei quando non si vergognavano di chiamarsi così) hanno vinto non tanto con i pochi mezzi militari di cui disponevano, ma soprattutto con la recita costante del Santo Rosario da parte di tutte le popolazioni chiamate all’unisono dal Papa Pio V per la battaglia di Lepanto, mentre per la battaglia di Vienna, grazie alla Messa celebrata dal monaco cappuccino Marco Daviano che ha messo miracolosamente in fuga con poche perdite il nemico che avanzava con scimitarre e spade pronto a invadere Vienna e l'Europa.
Adesso questo concetto di militanza
per la libertà e la civiltà sta sfumando perché si vuole la pace per la pace,
come valore assoluto, a costo di vivere schiavi dell’invasore per un piatto di
minestra e col cappio al collo.
DON
FERDINANDO RANCAN
In
questa occasione, vogliamo ricordare di lui un episodio molto particolare e
doloroso, ma portato con grande fede quando aveva solo 18 anni ed era studente
nel Seminario di Verona verso la fine della seconda guerra mondiale (1944/45)
Premessa:
Il padre di don Ferdinando, Giambattista
Rancan, ceppo nativo della zona di Tregnago, Verona, morì in modo tragico mentre era guardiano notturno del cementificio di Tregnago “Italcementi” di cui hanno
lasciato i resti come ricordo di quella grande azienda che aveva dato lavoro a
molti operai della zona e che purtroppo commemorava anche alcuni morti per
incidenti sul lavoro. Infatti In una notte piovosa e buia, il nostro
Giambattista Rancan non si accorse di un silos che era rimasto aperto e vi
piombò giù morendo qualche ora dopo che lo avevano estratto non vedendolo
tornare di buon mattino.
Qualche anno più tardi, Cornelio
Marchi, lo zio di Ferdinando da parte della madre, Maria Marchi, venne assunto
nello stesso cementificio al posto del padre e fu incaricato del controllo
delle caldaie. Non si sa in quale
maniera, il povero Cornelio fu travolto dalle fiamme e trovato moribondo.
Portato all’ospedale morì pochi giorni dopo, lasciando la povera moglie Elvira,
zia Elvira come la chiamava Ferdinando, affranta, a maggior ragione perché
aveva il figlio più grande, Giuseppe, al fronte, l’altro di 17 anni, Renato,
apprendista panettiere e i due ultimi più piccoli alle scuole elementari.
In quell’anno, inizio 1945, stava
finendo la guerra e i tedeschi si ritiravano a gruppi dall’Italia portando
spesso morte e distruzione dove passavano con rappresaglie punitive degne dei
peggiori criminali che non erano più controllati da nessuno.
In una di queste rappresaglie dei tedeschi,
mentre il giovane Renato tornava dal panificio di buon mattino, un drappello
delle SS passava di lì e caricarono sul loro camion alcuni passanti, tra cui
Renato. Senza tante mediazioni o
ripensamenti, li presero e li fucilarono tutti un po’ fuori del paese, compreso
Renato che era un ragazzino, il più giovane.
Lascio immaginare la disperazione
della mamma, Elvira, al pensiero che il marito era morto bruciato vivo, il
figlio più grande, Giuseppe, in guerra senza avere notizie (tornò comunque vivo
a guerra finita) e l’altro, Renato, che, per quanto poco, era l’unico
sostentamento della famiglia, fucilato dai tedeschi.
In questo frangente drammatico in
cui non ci sono parole per consolare chi è colpito da simili disgrazie, il
nostro seminarista Ferdinando, di appena 18 anni, scrisse una lettera alla zia
Elvira che riportiamo qui sotto e che vale la pena leggere con calma perché
indice di una fede, di un coraggio soprannaturale e di una grande
partecipazione umana al dolore altrui, da parte di un semplice diciottenne,
abituato però a vivere un rapporto con il Signore molto profondo e anche lui
provato da molta sofferenza, sin da piccolo.
LETTERA
A ZIA ELVIRA
Forse pensando al compagno della tua
vita che a metà cammino ti ha lasciato, bruciato vivo martire per tuo amore e per i tuoi figli; (zio
Cornelio preso dalle fiamme durante il suo lavoro nello stesso cementificio
dove aveva perso la vita il papà di Ferdinando), forse volando col pensiero al
tuo Giuseppe lontano lontano, che, strappato dal tuo seno e dal suo focolare,
da tanto tempo non vedi, straziata ora da questo nuovo colpo, sentirai nel fondo
della tua anima ferita un vuoto largo e profondo, vivere ti sembrerà una cosa
amara, amara che niente potrà raddolcire.
Renato non lo hai più, è un pensiero che stringerà in una morsa
angosciata il povero tuo cuore.
Oggi è passato Gesù e ha scaricato
la sua croce pesante sulla tua porta, ma zia, non chiuderla quella porta, corri
ad aprire, fallo entrare, è un dono che ti porta. Egli è stanco sfinito, ti
domanda aiuto, e tu continua con Lui il tuo cammino. Arriverai al Calvario dove
un’altra madre desolata, Maria, anche lei come te è straziata nell’anima, anche
a lei, come a te, hanno assassinato il figlio! E glielo vedi lì sulle
ginocchia, livido, lacerato, esangue. Prendi il tuo dolore, dallo a Maria, lei
sa che cosa è amore di mamma!
Cara zia, non piangere quando ti
verranno nelle mani i vestiti del tuo Renato, quando vedrai ogni sera il suo
letto vuoto. NO! Sii forte nel tuo dolore. E quando lo strazio ti farà
sanguinare e la disperazione ti salirà alla gola, corri, nasconditi nel
silenzio della Chiesa, guarda laggiù al Tabernacolo dove un Cuore sempre aperto
e dolorante (che) saprà dirti quelle parole di vita eterna che gli uomini non
sanno e non possono darti.
Dillo a Gesù che glielo dai il tuo
Renato, è Lui che te lo domanda, Lui che ti ha dato tutto se stesso.
OFFRIGLIELO per questo povero mondo così malvagio impastato di odio e di
errore. Gesù te lo domanda ma per poco tempo; e un giorno lo vedrai bello,
glorioso, trionfante. Ed anche adesso non te lo senti, no, più vicino? E’ lì
accanto a te insieme a Cornelio. Su, dunque, e per amore di quelle due creature
che ti restano e che ti stringono i fianchi, non piangere.
E’ bello soffrire quando si sa che
Cristo ci ama, quando si sa che egli comprende e vede il nostro dolore,
raccoglie e ricompensa ogni nostra lacrima.
Ti abbraccio
Tuo Ferdinando
giovedì 7 dicembre 2023
ISRAELE E LA PALESTINA
Israeliti, Ebrei, Sionisti, Aschkenaziti, Hamas ecc. Ecc. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.
Ci sono veri e falsi ebrei
innanzitutto. I veri ebrei sono quelli della discendenza davidica e ancor prima
discendenti da Abramo da cui è nato Gesù Cristo e la Vergine Maria e sono
rimasti pochi
Molti di questi ebrei sin dai tempi
dj Noè dopo il diluvio si sono staccati dalle 12 tribù d’Israele, dalle leggi
dei loro Padri e Patriarchi e dalla Bibbia per seguire l’avversario di sempre, il
diavolo, adorato come dio Moloch o Baal, e seguendo non più la Bibbia ma il
Talmud, una sorta di Corano che incita alla violenza e non riconosce i 10 Comandamenti
e ancor meno la legge di Mosè.
Costoro si sono raggruppati nella
cosiddetta 13.ma tribù di Dan discendente da Jafet figlio ribelle di
Noè e maledetta da Dio, si sono mescolati e uniti alle popolazioni pagane
perdendo totalmente la discendenza e il sangue ebreo. Si sono in seguito
mescolati con le popolazioni mongole della zona sud est dell’Asia, Kazakistan, Kurdistan...
Ecc prendendo il nome di EBREI ASCKENAZITI ma in realtà non erano più veri
ebrei, soprattutto per aver rinnegato la fede dei loro padrj.
Verso la fine dell’800 si sono
gradualmente trasferiti in America dove hanno fatto la loro fortuna con affari
loschi e redditizi e con matrimoni di un certo livello sociale e politico ma di
dubbia moralità soprattutto per la corruzione e glj imbrogli negli affari che
già erano attecchiti in America dalla massoneria. Da loro sono sorti gruppj potenti come i
Rotchild, Rockefeller, Morgan ecc. E i discendenti passati alla storia come
criminali, tra cui Stalin, Hitler, Marx ecc. Che si sono uniti col nome di
EBREI, MA FALSI EBREI, grazie a un unico comun denominatore: l’amore sfrenato per
il denaro e il potere (“ti darò tutto questo se prostrato mi adorerai” da antica
tentazione di evangelica memoria) oltre che dall’odio verso Gesù Cristo, l’Ebreo
per eccellenza e verso i cristiani che invece hanno abbracciato e creduto in
lui come vero Dio e vero uomo.
I ceppi più potenti di queste
famiglie diciamo pure assatanate purtroppo, il cui obiettivo principale
consegnato loro dal diavolo era quello di scatenare odio, discordie, guerre,
gelosie ecc. ebbero una pensata strategica e malefica di "invitare tutti
glj ebrei Aschkenaziti Kazari sparsi nel mondo (falsi ebrei ricordiamolo) a
occupare la terra dei loro Avi: la Palestina!! E questa “pensata” meravigliosa,
frutto di strategie malefiche dei soliti nemici del Dio vero passati al
diavolo, avvenne di recente, dopo la seconda guerra mondiale, 1947/48 e avvenne
con una tale prepotenza sempre più forte come se fosse loro proprietà da
sempre, sulla quale invece non potevano vantare nessun diritto perché essi
l’avevano abbandonata ancora nei primi secoli dopo il diluvio per girare per il
mondo.
Questi falsi ebrei stavano benissimo
in America e in Asia e ovunque in giro per il mondo dove l’ambiente era enorme
e facevano affari a palate (con l’aiutino della massoneria) e non avevano alcun
bisogno di invadere un piccolissimo pezzetto di terra, la Palestina, abitata da
secoli dai cosiddetti "palestinesi" vale a dire un conglomerato
pacifico di veri ebrei, cristiani, musulmani, pagani, ecc.
Ma i soliti potenti di questa terra
(ancora per poco), Rotchild ecc. hanno sempre avuto come obiettivo primario,
non solo la conquista di un territorio per confiscarne i beni (vedi tuttora
America e Nato), ma soprattutto quello di creare liti, confusione, discordie,
guerre ecc. tra gli stessi abitanti e gli stessi ceppi etnici, perché questo è
lo stile del diavolo “divisione, odio, sospetto, menzogne e morte”.
Con l’avvento di Maometto nel 650 d.C. anche in Arabia iniziarono le prime guerriglie in nome di Allah! che combattevano ebrei e cristiani, e si pensa che anche queste siano state avviate e fomentate, sempre grazie a un “capo” consenziente, dagli stessi personaggi dei poteri oscuri che hanno come obiettivo primario, come detto, distruzione e morte, come da comando del loro capo supremo, il diavolo.
In quest’ultimo secolo si tratta delle stesse
guerre senza senso, senza scopi principali, senza obiettivi primari, se non la
distruzione per la distruzione e la morte per la morte, col pretesto di cacciare
il presunto “despota tiranno” che ultimamente hanno idiotamente individuato
nella Russia cristiana e nel Presidente Putin. Dopo l'Ucraina è l'ora della Palestina. Per cui zumpano di qua e di là del mondo con guerre costosissime di
vittime e di denaro senza mai raggiungere un vero obiettivo se non la
distruzione per la distruzione.
Tornando alla Palestina dei nostri
tempi, i potenti del mondo citati, vedendo appetibile quel territorio anche in
forza di vicini giacimenti di gas e petrolio, e non ultimo in odio al figlio di
Dio Gesù Cristo nato in Palestina a Betlemme, spinsero i falsi ebrei askenaziti
sparsi nel mondo ma soprattutto nell’America massone, a prendere possesso di
quella lingua di terra con una furbizia luciferina, e con una graduale ma
progressiva violenza a tal punto da costringere gli abitanti a vivere in un
territorio sempre più piccolo che adesso stanno bombardando in maniera degna
solo dei peggiori criminali diabolici.
Da qui il nome di Israele sulle
false tracce dei loro avi che loro avevano tradito e per marcare sfacciatamente
la loro falsa appartenenza a quelle sacre terre, inventarono il nome di
Sionisti , dal monte Sion che nulla centra nel modo più assoluto con le radici e
la vera religione ebraica. I Sionisti ebrei o islamici come hamas sono formazioni
terroristiche volute dai Rotchild per fomentare guerre fratricide nel mondo.
Perché questo vuole satana: distruzione falsità e morte.
Pertanto i palestinesi con i loro
vecchi e bambini che hanno diritto sacrosanto di abitare quelle terre da sempre
si vedono ammazzati cacciati e umiliati come se i padroni fossero gli
usurpatori israeliani sionisti invasori
E’ facile dire " risolviamo
tutto col perdono! Come si sente dire da qualche pulpito. Ma il perdono è tipico
ed esclusivo del cristianesimo. Ma se gli altri vanno avanti come dei bulldozer
sotto la bandiera di satana che vuole distruzione e morte perfino di bambini
innocenti, anche noi abbiamo il dovere di difenderci e combattere.
Spero di aver chiarito almeno
sommariamente le idee perché non è vero che accusando gli israeliani è come se
accusassimo il popolo eletto voluto da Dio nel Vecchio Testamento! Gli
israeliani sono falsi ebrei. E’ vero che dall’altra parte abbiamo la violenza
del popolo antagonista che sono quelli di Hamas col loro corano che incita alla
morte per gli infedeli, ma purtroppo dobbiamo capire che entrambe le formazioni
terroristiche (non si possono definire religiose se non fanatiche) provengono
dallo stesso potere diabolico che odia l’uomo in quanto immagine e somiglianza
di Dio e lo vuole invece rendere schiavo di satana, anche con le manipolazioni
genetiche, vaccini che cambiano il dna e tutte le invenzioni demenziali di
questi ultimi tempi di sconvolgimenti generali di questo nostro povero mondo
alla deriva totale.
Nessun popolo ha il diritto di
occupare la terra di un altro popolo se non per portare benessere e civiltà e
il Vangelo (come vuole Gesù) rispettando le loro abitudini e culture se non
contrastano col bene delle persone, come ad esempio i sacrifici umani offerti
agli dei. Ma adesso purtroppo anche noi
Italiani stiamo percorrendo la stessa strada dei Palestinesi con l’invasione
degli africani a migliaia che arrivano con prepotenza e odio contro di noi e
vantandosi di voler distruggere Roma e innalzare la loro bandiera della
mezzaluna sul cupolone, ammazzando tutti coloro che rifiutano di adorare Allah.
Forse certe persecuzioni meritate o meno servono per ripulire tutto il marcio
accumulato dentro il cuore degli uomini, anche cristiani, che hanno rinnegato
Gesù Cristo per i loro interessi, comodità, immoralità, soprusi, inganni, e via
dicendo.
Signore Gesù vieni in nostro aiuto,
vieni presto a liberarci, noi che ti amiamo e combattiamo per te la buona
battaglia della fede, della giustizia e dell’amore come tu ci hai insegnato.
Patrizia
Stella
mercoledì 13 gennaio 2021
LE TRE RELIGIONI MONOTEISTE HANNO LO STESSO DIO? NO!
PREMESSA: Questo mio articolo risale a qualche anno fa, 2018, tuttavia siccome lo ritengo di sempre viva attualità, soprattutto in questi ultimi tempi aperti superficialmente a una pericolosa "fratellanza" allargata e variegata, ho pensato di riproporlo nella speranza che possa dare idee dottrinali chiare a chi fosse nel dubbio. Soprattutto a coloro che non si accontentano di un dialogo o discussione sterile ma che cercano sinceramente LA VERITA'. PERCHE' SOLO LA VERITA' CI FA LIBERI. PERCHE' CHI CERCA E TROVA LA VERITA', CERCA E TROVA GESU' CRISTO. E allora la vita diventa una gioia anche nel dolore.
LE TRE RELIGIONI MONOTEISTE
HANNO LO STESSO DIO?
Ebrei, Cristiani e Musulmani: sono tutti figli
dello stesso Dio?
Assolutamente NO! Vediamo il perché.
Non è la prima volta che Papa
Bergoglio, ricevendo gruppi di varie confessioni o associazioni, come ad esempio
i rappresentanti della Croce Verde sabato 27 gennaio 2018, rifiuta di impartire
la benedizione cattolica pronunciando invece una specie di benedizione
sincretista, non certo nel nome di Dio, “Padre Figlio e Spirito Santo”, bensì
nel nome di un solo Dio, “Padre di tutti gli uomini e di tutte le confessioni
religiose”. Che Dio possa essere padre di tutti gli uomini intesi come sue
creature in senso lato, potrebbe anche starci, ma che tutte le confessioni
religiose abbiano un solo Dio è completamente falso, anzi piena negazione di
una delle più importanti verità della nostra fede: la filiazione divina che si
consegue solo col Sacramento del Battesimo, sigillo di Dio per i suoi figli.
Gli ha fatto eco in questa sorta
di benedizione “urbi et orbi” anche l’Osservatore Romano del 31 gennaio 2018
dove, a pagina 7 dice così “Una sola casa per tre religioni secondo il
progetto House of One” che si propone di riunire in un unico tempio le tre
religioni monoteiste”. Questo progetto non è altro che un sincretismo delle tre
religioni cosiddette “monoteiste” affinché si realizzi la “religione
universale” progettata da secoli dalla gnosi esoterica e dal “Nuovo Ordine
Mondiale” massonico.
A questo progetto di distruzione della fede cristiana, che in pratica annulla i dogmi, la dottrina e, in ultima o prima istanza, tutto il cristianesimo, eliminando lo stesso Gesù, vero uomo e vero Dio, si oppongono con forza non solo i cattolici, ma tutti i cristiani che non si riconoscono affatto in questa specie di “globalizzazione dello spirito” e non hanno alcuna intenzione di pregare nello stesso tempio accanto a un islamico, per esempio, ma neppure a un ebreo.
Il primo perché un abisso di
differenze ci distingue dall’Islam che non fa alcuna distinzione fra ordine
civile e religioso, tanto per citare solo una differenza essenziale, e il
secondo, l’ebreo, perché, pur avendo in comune buona parte del Vecchio
Testamento, non ha ancora riconosciuto in Gesù Cristo il Figlio di Dio, unico
Salvatore del mondo, rifiutando Lui e tutto il Nuovo Testamento, tranne alcune
eccezioni come diremo.
Come risposta all’argomento che stiamo trattando, riportiamo un brano dal
libro “Il senso del vivere” di don Ferdinando Rancan, sacerdote di Verona deceduto
in odore di santità lo scorso anno: “Dio
non ha lasciato gli uomini nell'ignoranza e nemmeno nella confusione e
nell'incertezza riguardo alla verità primaria e fondamentale della nostra vita.
Non ci ha lasciati in balia di un Dio vago e generico che appaghi i desideri di
tutti. Dio ha voluto andare oltre la natura e con la Rivelazione ci ha aperto
gli orizzonti sconfinati della sua realtà divina e le meraviglie compiute dal
suo amore. Questa Rivelazione ci fa conoscere le due Verità fondamentali della
nostra fede: l'Unità e Trinità di Dio; l'Incarnazione, la Passione, la Morte e
la Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. È questa la fede cristiana. Una
fede che non solo illumina il nostro intelletto, ma stabilisce tra noi e
l'unico vero Dio un rapporto di comunione nuovo, soprannaturale, divino e umano
nella Persona del Figlio di Dio: Gesù.
Questa Rivelazione divina cristiana non è un optional qualunque a cui aderire o meno, ma è fortemente vincolante soprattutto per chi ha avuto la fortuna di conoscere e abbracciare la fede cristiana, la quale va difesa con tutte le forze a costo del martirio. Ricordiamo recentemente l’eroica donna “Asia Bibi” pakistana, da nove anni in un carcere durissimo senza finestre solo per aver dichiarato a delle vicine musulmane la sua fede in Gesù. Condannata a morte per impiccagione ma poi commutata in carcere durissimo. Da notare che due suoi difensori pakistani sono stati uccisi proprio per aver osato difendere una cristiana, Asia Bibi, e gli assassini sono stati protetti e lodati non solo dal popolo fanatico, ma perfino dalla loro legge civile, a motivo di questa loro “ideologia politico-religiosa” che nulla ha da spartire con l’unico vero Dio. Questo è l’Islam, non quello estremista, ma quello comune, ufficiale, riconosciuto legalmente. E noi dovremmo pregare assieme a loro nello stesso tempio? Ma qui, oltre che perdere la dignità e il ben dell’intelletto, ci stiamo giocando l’anima per tutta l’eternità.
Il cristiano riconosce
innanzitutto come vero Dio e vero uomo Gesù Cristo, unico Salvatore e per
conservare e testimoniare questa fede nell’unico, vero Dio che è “Padre, Figlio
e Spirito Santo”, per Rivelazione divina, deve essere disposto a tutto, anche
alla morte. Altrimenti a cosa è servito il sacrificio della vita di milioni di
cristiani in tutto il mondo che hanno rifiutato di abbracciare altri “dèi”?
Questa nostra vita sulla terra passa in fretta… poi viene la Vita Eterna, ossia
la felicità o la dannazione per sempre.
Vediamo
brevemente le caratteristiche di queste tre religioni monoteiste menzionate
soprattutto in relazione con la Rivelazione e la Sacra Scrittura.
Il Dio dell’Islam
La gente è convinta che Ebraismo, Cristianesimo
e Islamismo derivino dall’unico Patriarca Abramo, al quale Dio ha affidato la
promessa attraverso i due figli: Isacco, figlio della moglie Sara, e Ismaele,
figlio della schiava Agar, perché a entrambi Dio avrebbe dato la sua
benedizione facendoli capi di numerose Nazioni. Assolutamente NO! In realtà le
benedizioni che soprattutto nell’antichità i padri solevano dare ai propri
figli erano molteplici e per varie circostanze, ma quella messianica è una
sola, per una sola persona, un “eletto”, in un certo senso, e Dio l’ha data ad
Abramo il quale l’ha trasmessa solo a Isacco, per comando di Dio, il quale l’ha
trasmessa al figlio Giacobbe, sempre per volere di Dio, e non a Esaù,
nonostante fosse il primogenito. Lo stesso Giacobbe poi, trasmise la
benedizione messianica a uno solo dei suoi dodici figli, (pur amandoli tutti
indistintamente), non al primogenito Rubens, e neppure al ben noto Giuseppe,
che portò il suo popolo in Egitto a motivo di una gravissima carestia, ma solo a Giuda, alla tribù di Giuda, per
ispirazione diretta di Dio, perché si adempisse la Scrittura secondo cui da
quella discendenza sarebbe venuto il Re Davide e poi Gesù Cristo.
Si
tratta infatti di benedizioni particolari, quasi un’Investitura divina,
come le Unzioni per i Re, in un certo senso, che a quei tempi aveva un
significato assai particolare perché legato anche a un ben preciso mandato di
provenienza divina, quello messianico, appunto. In tutti i casi, se
consideriamo la successione dal punto di vista etnico, cioè della discendenza
carnale, quella genealogica, diciamo, i discendenti di Isacco, figlio della
promessa che Dio fece ad Abramo, sono gli Ebrei, ma i discendenti dell’altro figlio di Abramo, Ismaele, figlio della
schiava Agar, al quale pure Dio promise protezione e lunga discendenza, chi
sono?
Molti a
questo punto pensano che i discendenti di Ismaele siano i
palestinesi-musulmani, e che pertanto facciano anch’essi parte dell’unico Padre
Abramo e delle promesse messianiche di Dio, invece niente di più
sbagliato! I discendenti di Ismaele secondo il sangue, come razza, sono le diverse
etnie arabe che avevano elementi di religione ebraica e pagana, mentre i
musulmani non discendono affatto da Ismaele, ma da Maometto, il fondatore dell’Islam (anno 570
circa), che ha creato una frattura insanabile tra la religione ebraica e
cristiana presente a quei tempi in Arabia dove vivevano pacificamente sia
ebrei, che cristiani che pagani, animisti ecc. Maometto fu un guerriero
violento e passionario che, nell’intento di ricondurre idolatri e pagani all’unico
Dio dell’Islam, Allah, in realtà fece della sua “missione” una guerra continua,
una vera carneficina, vantandosi di aver sgozzato alle porte di Medina oltre
700 ebrei che rifiutavano di convertirsi, e obbligando i suoi seguaci a fare
altrettanto attraverso la cosiddetta “Jihad”, “la guerra santa” che egli stesso
ha voluto stigmatizzare nel Corano come indiscutibile volontà di Dio. Lo stesso
Maometto che si vantava di avere ottenuto da Dio il permesso di avere venti
mogli, mentre i fedeli possono averne al massimo quattro. Quel Maometto che nel
Corano sanciva l’obbligo della mutilazione anche ai minori per determinati
reati o colpe irrisorie, e che incitava alla lapidazione delle donne ritenute
colpevoli di adulterio, mentre l’uomo si poteva permettere di tutto e di
peggio. Questi “dettagli” ed altri
simili, non sono da sottovalutare se ci si vuol fare un’idea dell’Islam e di
Maometto.[1]
Il messaggio dell’Islam è trasmesso dal Corano,
suddiviso in 114 capitoli, o sure, e dalla Sunna che, insieme ai detti e
racconti di Maometto, costituiscono la shari’a islamica, che è la legge, cioè
la costituzione dei musulmani, l’unica fonte del diritto islamico, religioso,
civile, politico legislativo e quant’altro: tutto ciò che vi si oppone è nullo,
e chi osa contraddire, merita la morte.[2]
Il “Dio” dei Musulmani, dal nome arabo
“musliman”, musulmano, cioè aderente all’Islam (Islam a sua volta significa
sottomesso) è un “monarca-assoluto”, inaccessibile e solitario che esige
punizioni terribili per chi infrange la legge e tributi di sangue per tutti gli
infedeli, un “Dio” che premia i suoi credenti con sensualità e gozzoviglie di
ogni tipo in un ipotetico paradiso dei godimenti perenni che solo la fantasia
di Maometto poteva inventare. [3]
Pertanto il Dio islamico non è assolutamente lo stesso Dio
di Abramo.
Quando nel Corano si parla di un Dio
misericordioso, nulla ha da vedere con la misericordia del Vangelo, di un padre
che ama il figlio molto al di là dei suoi meriti, anche nei peccati, lo perdona
e attende il suo ritorno. La misericordia di Allah è quella di un imperatore
che alza il pollice in alto invece che in basso a salvare da morte il “combattente”
ferito. Tutti applaudono alla sua “misericordia”, ma siamo su di un altro
pianeta. Il Corano, praticamente incomprensibile, è invece chiarissimo riguardo
alla guerra che i musulmani devono ingaggiare contro gli infedeli, e presenta
come eccezione straordinaria una grande considerazione di Maria, come madre del
profeta Gesù, ovviamente, e non come Madre di Dio. Infatti il Corano parla di
Gesù, ma solo come Profeta, e di gran lunga inferiore a Maometto. Si pensa che
questa tradizione orale sia stata trasmessa a Maometto dai cristiani presenti a
quel tempo in Arabia e che possa costituire, come diceva recentemente il
Vescovo di Beirut, un “elemento di unità” quasi miracoloso sul quale fare leva
per impetrare da ambo le parti l’aiuto della Madonna soprattutto nella
difficilissima impresa del dialogo e della convivenza pacifica. Purtroppo siamo
ancora molto lontani dalla ipotetica realizzazione di questa speranza che
affidiamo alla diretta interessata, alla Vergine Maria, perché intervenga a
fare luce e a infondere nel cuore dell’uomo il desiderio della Verità.
Il Dio degli Ebrei
Visto
che noi cristiani proveniamo dalle radici giudaiche e attingiamo tutti al
Vecchio Testamento, possiamo dire di avere almeno con gli Ebrei lo stesso Dio
dell’Alleanza? Vediamolo brevemente.
·
Al
popolo ebraico, il popolo della promessa che viveva in ambienti idolatri, Dio
si è rivelato, attraverso Abramo, Mosè e i Profeti, proclamandosi l’Unico, vero
Dio, “IO SONO” e, mentre da una parte gli dimostrava la sua predilezione
proteggendolo contro i suoi numerosi nemici, nel contempo esigeva dal suo
popolo adorazione e obbedienza, in vista di una missione specialissima alla
quale era stato chiamato per volontà di Dio: la venuta del Salvatore del mondo, un Ebreo, figlio di Ebrei, della
discendenza di Davide!
Sappiamo
dalla Storia Sacra come il “popolo eletto” fu comunque anche più volte punito
dallo stesso Dio soprattutto quando si macchiava del peccato di idolatria,
tant’è vero che a motivo dell’idolatria gli Ebrei subirono la punizione più
terribile, la deportazione in Babilonia dalla quale furono liberati grazie al
re Ciro. Tornati a Gerusalemme, ricostruirono il tempio e le mura, nell’attesa della
realizzazione della “grande promessa”, cioè l’avvento del Messia, ma essi non
hanno voluto riconoscerlo in Gesù di Nazareth.
Nel Vangelo Gesù Cristo conferma la
validità di tutto il Vecchio Testamento con le sue parole e con la sua stessa
vita, citando più volte Abramo, Mosè e i profeti davanti ai Farisei increduli,
addirittura apparendo davanti agli Apostoli nella trasfigurazione assieme a
Mosè e ad Elia, come segno di continuità con il passato del popolo ebraico. “Non pensate che io sia venuto ad abolire la
Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento”
(Mt, 5,17).
Forti
di questa consapevolezza, gli ultimi due Papi, Giovanni Paolo II e Benedetto
XVI hanno cercato un riavvicinamento col popolo ebraico attraverso visite alla
sinagoga laddove, facendosi carico con grande umiltà degli errori di molti,
hanno chiesto perdono in particolare per le mancanze dei figli della Chiesa se
in qualche modo hanno potuto favorire le piaghe dell’antisemitismo.[4]
·
Tuttavia Gesù Cristo,
nel confermare la continuità, mette anche in risalto con fermezza la
distinzione, data dalla “novità assoluta” costituita dalla sua Presenza Divina
come Figlio di Dio, un tutt’uno con il Padre dal cui amore promana lo Spirito
Santo: la Santissima Trinità, cioè un solo Dio in Tre Persone divine! Rivelazione davvero
sconvolgente e vincolante per la salvezza eterna. Prima di ascendere al cielo,
Gesù disse agli apostoli: “Mi è stato
dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate, dunque, e fate miei discepoli
tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito
Santo!” (Mt. 28,16) Da quel momento
gli Ebrei dovranno adorare l’unico Dio in Tre Persone perché il Dio del Vecchio
Testamento si è rivelato in Cristo e ha parlato di sé proclamando la sua piena
unità con il Padre e lo Spirito Santo “Io
e il Padre siamo una cosa sola, il Padre è in me e io sono nel Padre” (Gv.
10,30).
E
quando i Giudei, increduli, per sfidare Gesù gli ricordano che loro discendono
da Abramo e hanno Dio come padre, Gesù risponde loro “Se Dio fosse vostro Padre mi amereste, perché da Dio sono uscito e
vengo. (…) Perché non potete dare ascolto alle mie parole VOI CHE AVETE PER
PADRE IL DIAVOLO e volete compiere i desideri del padre vostro. (…) Abramo,
vostro padre esultò nella speranza di vedere il mio giorno, lo vide e se ne
rallegrò”. Gli dissero allora i Giudei “Non hai ancora cinquant’anni e hai
visto Abramo?” Rispose loro Gesù: “In
verità, in verità vi dico “prima che Abramo fosse, io sono”.(Gv.8,31-59)
Forte e terribile questo brano di Giovanni,
dove Gesù appare in tutta la sua maestosità, autorità e potenza. Pur essendo
egli stesso ebreo, tuttavia non esita a definire i suoi connazionali “figli del
diavolo” e non figli di Abramo, perché? Dio non ha rotto l’alleanza con i figli di
Abramo però, con l’avvento di Gesù Cristo e soprattutto con la sua Morte e
Risurrezione, il “Dio di Abramo” è ormai solo nella fede in Cristo e pertanto qualunque parentela o
discendenza è solo di ordine spirituale. Si possono definire “figli di
Abramo” solo coloro che nascono alla fede in Cristo, pertanto anche i pagani
che si convertono a Cristo, cancellando definitivamente il valore della
successione carnale, etnica per privilegiare solo quella della fede in Lui,
aperta a tutti gli uomini di tutte le razze.
“Abramo vide il mio giorno e se ne rallegrò”
ha affermato Gesù. Com’è possibile se Abramo è vissuto circa duemila anni prima
di Cristo? San Tommaso da questa risposta: “Era
necessario che il mistero dell’Incarnazione di Cristo in qualche modo fosse
creduto da tutti, diversamente, a seconda dei tempi e delle persone…” (S
Tommaso d’Aquino, Summa Theol” II,
q.2-7). Quindi anche Abramo, Mosè, Davide e i Profeti dell’Antico Testamento si
sono salvati non per le opere della Legge e neppure per la fede in un unico
Dio, MA PER LA FEDE IN CRISTO, cioè per la fede nel Dio Trinitario.
Pertanto, pur avendo con gli Ebrei le stesse radici e lo stesso Vecchio
Testamento, ciò che fa la differenza è l’atto di fede in Gesù Cristo, vero Dio
e vero Uomo, che gli Ebrei non hanno ancora compiuto come popolo ma solo
singolarmente come conversione individuale o di piccoli gruppi sin dai tempi di
Cristo fino ad oggi. In tutti i casi noi cristiani siamo incomparabilmente più
vicini al Dio degli Ebrei che a quello dei musulmani, ovviamente, non solo come
fede ma anche come cultura, costumi ecc.
Ben altro discorso è la questione dell’ebraismo
come SIONISMO dove la fede cede il posto alla politica ammantata di una falsa
fede, che diventa fanatismo, orgoglio, presunzione, potere, sfida… con tutta la
corruzione vendicativa che spesso ne deriva, come si può trovare esemplificata
in alcuni capitoli del libro del “Talmud”. Ma questo esula dal nostro tema
specifico che riguarda l’Ebraismo solo nel suo aspetto di fede religiosa
plurimillenaria rivelata nel Vecchio Testamento.
Il Dio dei Cristiani “Padre, Figlio e Spirito Santo”.
Un solo Dio in Tre Persone
Alla
luce di quanto detto, ne deriva che per i cristiani l’unico vero Dio è Colui
che si è manifestato in Gesù Cristo, Figlio di Dio, circa duemila anni dopo
Abramo e che ha rivelato l’essenza più intima e peculiare della natura divina:
Tre Persone in una sola Natura: Padre, Figlio e Spirito Santo, cioè la
Santissima Trinità, inconcepibile per gli Ebrei, bestemmia per i musulmani.
Quel Gesù Cristo che si è incarnato nel seno
della Vergine Maria, che ha dato le prove della sua divinità, che ha parlato di
Dio come Padre, che lo ha fatto conoscere come Amore, identificandolo col
Figlio a tal punto che anche il Figlio è venuto sulla terra per Amore, e solo
per Amore ha dato la sua vita per gli uomini, quel Cristo che è risorto e che
ha promesso anche per noi la risurrezione dai morti è un fatto storico, reale,
meraviglioso, a dir poco sconvolgente che esige da ciascuno di noi un preciso e
consapevole atto di fede, in quanto non siamo di fronte a un sistema religioso
tra gli altri che prevede delle verità in cui credere e dei riti da celebrare,
ma ci troviamo di fronte a una Persona Divina, Gesù Cristo, vero Dio e vero
Uomo”.
Perciò chi
adora Gesù Cristo adora anche Dio, e chi non adora Gesù Cristo non adora
assolutamente Dio,
come ha espresso Giovanni Paolo II nell’Enciclica Redemptor hominis laddove afferma che: “Gesù Cristo è il centro di tutta la storia e di tutto il cosmo”
Ecco perché
manipolare la figura di Cristo è un “deicidio”, un grave peccato contro lo
Spirito Santo che potrebbe avere delle conseguenze terribili per tutta
l’umanità! Se
si esclude Gesù Cristo, o lo si considera solo un Profeta, o lo si confonde con
altre divinità si vanifica la stessa Redenzione, la sua Risurrezione, tutto il Nuovo Testamento,
l’Amore divino, lo Spirito Santo, la Santissima Trinità, si esclude la Chiesa
da Lui voluta, il Sacerdozio, i Sacramenti, insomma si esclude lo stesso Dio. E
senza Dio l’uomo perde sé stesso.
Per concludere
prendiamo come punto di riferimento il “Prologo del Vangelo di S. Giovanni”
cap. 1,9-14 che riporto “Veniva nel mondo
la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo e il mondo fu
fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua
gente ma i suoi non l’anno accolto. A
quanti però lo hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a
quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne,
né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e
venne ad abitare in mezzo a noi…” Si evince chiaramente che sono figli
di Dio solo coloro che “sono stati generati da Dio stesso” e non dalla carne.
Come? Attraverso il Battesimo. Chiarissimo!!!
Conclusione
“Le
religioni in sé non salvano, poiché procedono dalla religiosità naturale insita
in ogni uomo, non hanno la forza di redimere, non sono salvifiche come non lo è
tutto ciò che nasce dall’uomo, dalle sue forze naturali. Tuttavia, la
religiosità naturale unita alla buona fede e sostenuta dalla retta coscienza,
può costituire un valido presupposto affinchè la Grazia, scaturita dal
sacrificio della Croce, possa operare anche sull’uomo non cristiano la salvezza
che Gesù Cristo ci ha conquistato con la sua passione e morte in croce”. [5]
[1] Robert Spencer, Guida all’Islam e alle crociate. Tutto ciò
che sapete sull’Islam e le crociate è falso. Ed. Lindau, 2005
[2] Stanley L. Jaki, Gesù, Islam, Scienza, Ed. Fede &
Cultura, 2009
[3] Per ulteriori
approfondimenti, utile l’opuscolo “Islam e Cristianesimo” della Conferenza
episcopale dell’Emilia Romagna, ed. Dehoniane, Bologna
[4] Benedetto XVI, discorso
durante l’incontro con le comunità ebraiche di Roma, 17 gennaio 2010.
[5] Ferdinando Rancan, Il senso del vivere, Uomo, Tempo, Eternità,
Edizioni Ares, Milano 199, p. 32.
Patrizia Stella, L'Islam, cultura e legge, ed. Fede & Cultura.