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domenica 3 maggio 2026

SCANDALO IN VATICANO.


PUBBLICAZIONE NON PER CREARE SCANDALO INUTILE MA PERCHE'LA VERITA' DEVE EMERGERE PER VOLERE DI DIO E PER LA SALVEZZA DELLE NOSTRE ANIME.

Madre Miriam lancia la bomba! Papa Leone XIV sta tradendo Cristo per abbracciare l’Islam? La voce più temuta del cattolicesimo tradizionale rompe il silenzio e accusa: “unirsi a loro significa stare con satana!”

Fratelli e sorelle in Cristo, fermatevi un attimo e leggete fino in fondo. Non è un post qualunque. È un grido di dolore e di verità che sta scuotendo migliaia di fedeli in tutto il mondo.

Da un anonimo del new hampshire è arrivata la domanda che tutti noi ci poniamo in silenzio da mesi:

«Come possiamo conciliare l’abbraccio del Vaticano all’Islam con i fatti? L’islam non crede nello stesso Dio, non riconosce Cristo come Dio, predica la conversione con la spada… perché il Papa sta facendo questo?»

La risposta è arrivata chiara, tagliente e senza filtri dalla voce più autentica del cattolicesimo tradizionale americano: **madre Miriam**, fondatrice delle figlie di Maria, madre della speranza d’Israele, ex ebrea convertita, religiosa benedettina e uno dei pochi che ancora parla senza paura.


Ecco le sue parole esatte, che stanno facendo il giro del web:
«Penso che lasci perplesso anche Dio. Noi non abbracciamo l’islam. Accogliamo i musulmani come Cristo ha accolto noi, per portarli alla verità, non per pregare con loro, non per unirci a loro… perché essere uniti a loro significa essere noi stessi con satana. Questo Papa ha un sincero desiderio di unità, ma l’unità senza la verità non è unità: sta conducendo tutti all’inferno, non alla vita.»

E non si ferma qui. Madre Miriam attacca senza mezzi termini due gesti concreti di Papa Leone XIV:

1. **la sala di preghiera musulmana nella biblioteca vaticana**

secondo lei, concedere uno spazio sacro del Vaticano a chi nega la Trinità, nega la divinità di Cristo e considera il corano superiore al vangelo equivale a riconoscere l’Islam come via religiosa valida. Questo è un colpo diretto al primo comandamento: «non avrai altri dèi fuori di me». È sincretismo puro.

2. **l’abbraccio all’arcivescovo di canterbury** (una donna che sostiene l’aborto e LGTB:::

complimenti pubblici a chi rappresenta un “sacerdozio” che la chiesa ha sempre dichiarato invalido e a chi difende l’abominio dell’aborto. Madre Miriam lo definisce «un grande dolore».

La religiosa ricorda con forza la vera missione della chiesa: «il vero ecumenismo cerca di capire per accompagnare alla verità, non per abbandonare le anime nel loro errore.»

E cita la Madonna di Fatima: non è apparsa per caso. Ha chiesto conversione, non dialogo a tutti i costi.

Madre Miriam non odia i musulmani. Li ama di vero amore cristiano: quello che vuole la loro salvezza eterna, non la loro conferma nell’incredulità. Ma rifiuta con tutta se stessa l’idea che “tutte le religioni siano uguali” o che “adoriamo lo stesso Dio nello stesso modo”. Perché Gesù ha detto chiaro: «io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al padre se non per mezzo di me» (gv 14,6).

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Considerazioni personali:

Islam in Vaticano col nuovo presunto papa Leone XIV?
Cari amici, non facciamoci prendere dallo sgomento, anche se ci sarebbero validi motivi con tutte le notizie orribili che stiamo ricevendo sull'operato di questo antipapa che sembra voler completare l’opera nefasta di distruzione dall’interno della Chiesa sulla scia dell"amato papa Francesco", come cita frequentemente l’attuale presunto Papa Leone.

Il lavoro certosino che l'eroico giornalista Andrea Cionci, assieme a una equipe di esperti studiosi cattolici! Canonisti, biblisti, teologi,,, filosofi ecc. sta conducendo da anni in merito alla questione della sede impedita di Papa Benedetto che non ha mai dato le dimissioni, anche alla luce dell’operato degli ultimi due Papi eletti abusivamente che lui chiama "antipapi" cioè Bergoglio e Prevost, sembra proprio confermare la realtà drammatica del momento storico presente.

E’ tutto vero e migliaia di nostre firme di fedeli laici sconcertati da questi e altre episodi precedenti già denunciati per gli ultimi due presunti Papi, sono pervenute agli uffici della segreteria di stato vaticano presieduta dal card. Parolin con richiesta urgente di chiarimenti, domanda che il cardinale con i suoi incaricati sta vagliando con molta serietà, alla luce del perenne Magistero della Chiesa. 
D’altra parte, se consideriamo che nei duemila anni circa di esistenza della Chiesa, il Magistero solenne ha già denunciato la presenza di ben 40 antipapi, i cui nomi e scritti e operato vario sono stati cancellati dalla storia della Chiesa, non ci sarebbe da stupirsi che il demonio, sotto mentite spoglie, continui a fare il suo lavoro di demolitore dall’interno della Chiesa.

Il card. Parolin ha risposto al dott. Cionci con molta cortesia affermando che La Segreteria dei Stato vaticana continua a ricevere questo robusto segno di "allarme" dai laici cattolici e che è tutto sotto il loro controllo di difensori della Fede dentro il Vaticano. Detto in parole semplici e non letterali. Ottimo segnale che ravvisino fondati motivi per tenere tutto sotto osservazione. Infatti il mandato principale ed essenziale che Gesù Cristo ha consegnato a Pietro, dopo la sua conversione dal rinnegamento durante la Passione, è lapidario e chiarissimo: “E TU PIETRO, UNA VOLTA RAVVEDUTO, CONFERMA I TUOI FRATELLI NELLA FEDE!.” Stop. 
Se il Papa anziché confermare i fratelli nella fede, offre solo motivi di perplessità, di scandalo, di ambiguità se non addirittura di presunto sacrilegio… avremmo tutti il dovere sacrosanto di intervenire, in particolare i laici fedeli e impegnati, qualora gli stessi ministri consacrati, per vari motivi che non vogliamo giudicare, non hanno il coraggio di segnalare. Ma sappiamo che a Dio non la si fa e che prima o poi, lo Spirito Santo suscita persone sia tra i consacrati che tra i fedeli laici affinché emerga la verità in mezzo a tante falsità e offuscamenti della coscienza che il nemico sta seminando con gravissimo danno per la salvezza delle nostre anime.

Io invito tutti a entrare nel canale di Cionci (Andrea Cionci – Codice Ratzinger) e vagliare attentamente le sue fondate affermazioni le quali, tranne la questione già risolta positivamente dell “una cum” circa la validità della Messa anche se in unione con un papa eretico o antipapa, come accaduto anche in passato, tranne questo suo punto contestabile, per tutto il resto finora dimostra molto equilibrio, fedeltà alla dottrina di sempre ma nel contempo trova il coraggio di confrontare la dottrina perenne della Chiesa con i comportamenti di questi due ultimi presunti Papi rispetto al mandato e alla volontà di Gesù Cristo, alla quale anche il Papa deve obbedire e sottostare!

Il Papa non è un monarca assoluto che decide lui arbitrariamente, spesso coadiuvato da cardinali eretici o massoni, che cosa è la verità cattolica. Lui deve semplicemente difendere la Verità che gli ha consegnato Gesù Cristo e che non cambia con le mode del tempo, se non in piccoli aspetti di modalità esterne comunque sempre vagliate dal Magistero della Chiesa, vale a dire non dal Papa solamente, ma assieme ai Cardinali preposti a tale ufficio e assistiti dallo Spirito Santo. Se poi qualcuno trasgredisce, abbiamo la prova lampante che, se non immediatamente, però col tempo, lo Spirito Santo lavora e fa emergere fatti non cattolici anche di molti decenni prima e li segnala all’attenzione dei fedeli e della storia della Chiesa. Pertanto anche il Papa e tutta la gerarchia ecclesiastica devono sottostare al Vangelo, alla dottrina di sempre, ai sacramenti di sempre, al Magistero perenne della chiesa illuminato dallo Spirito Santo.

La Chiesa è di Gesù Cristo, cioè ha Dio stesso come fondatore e le porte degli inferi non prevarranno mai, lo ha assicurato lo stesso Gesù. Ma proprio per questo, è sempre stata attaccata dal diavolo, vuoi attraverso lotte esterne con persecuzioni, guerre ecc. vuoi con demolizioni più subdole dall’interno realizzate dallo stesso clero che si ribella magari alle esigenze morali imposte dalla Chiesa e se ne va per altre strade, in cerca di quella verità che loro stessi non hanno voluto difendere con coraggio dentro la chiesa ma credono di trovarla altrove.

Alla luce di quanto sta avvenendo di pericoloso (e non sappiamo ancora tutto) in particolare riguardo questi due ultimi presunti antipapi (Bergoglio e Prevost), nel dubbio fondato che siano abusivi per vari motivi che verranno segnalati al momento opportuno dagli uffici incaricati della Santa Sede, è opportuno che non si citino assolutamente più nelle varie omelie, conferenze, lezioni o quant'altro i loro scritti o le loro esortazioni o peggio ancora, encicliche.

Forse che non esistono scritti meravigliosi o discorsi approvati di altri grandi Papi, o di santi, o documenti del Magistero e dei Vescovi ecc. da citare in qualche convegno se non sempre e solo papa Francesco? Anche se è possibile estrapolare dalle sue fantasticherie, per essere benevoli, qualche frase giusta che tutti, anche gli eretici, sanno produrre, conviene evitare di citarli, perché non si fa un vero servizio alla verità. 
 Dice il saggio "Nel dubbio, se non puoi lodare, taci!" Io non ricordo nella mia esperienza pluridecennale di catechista o saggista, non ricordo di nessun Papa che sia stato lodato ed esaltato e citato dai media con libri, filmati, stendardi e magliette col suo faccione ecc. quanto papa Francesco, neppure i Papi dichiarati santi o beati.

Senza dire che se venisse alla luce qualcosa di più scandaloso di quello che sta emergendo giorno dopo giorno riguardo questi due presunti papi, ne seguirebbe uno scandalo e una caduta rovinosa per tutto il Papato e per tutta la Chiesa cattolica, con un "fuggi fuggi" generale di anime sconcertate e provate nella fede. 
 Se invece nel frattempo fossero giudicati antipapi con motivazioni chiare che già conosciamo e che detestiamo come laici cattolici, potremmo sempre dire "Per forza che erano fuori della vera dottrina della chiesa! Non erano veri Papi!" 
 E così salviamo la struttura del  vero Papato assieme all'immagine della Chiesa, Una, Santa, Cattolica, Apostolica, come l'ha voluta nostro Signore Gesù Cristo,  il quale ci ha assicurato che "Le porte degli Inferi non prevarranno", nonostante attacchi di ogni tipo e qualità.

Che lo Spirito Santo illumini tutti noi e soprattutto la gerarchia ecclesiastica perchè la verità che è Gesù Cristo emerga nella sua pienezza e nella sua bellezza, anche attraverso il Codice di diritto canonico e la dottrina di sempre, veri fari segnalatori della verità o della menzogna.
                        
Perciò cari amici fedeli

Nei momenti gravi come questo , facciamo corpo tra di noi restando uniti al Corpo Mistico di Gesù Cristo, alla dottrina di sempre ecc. come da suggerimento del grande San Pio da Pietralcina.

Finché il Signore Gesù ci lascerà dei bravi e fedeli sacerdoti che ci assicurano i sacramenti, andiamo a riceverli con fiducia incoraggiando anche loro, nel fondato dubbio che assale tutti, ad essere fedeli nella prova, con fede eroica nella certezza che Dio non perde le battaglie, ma le vince anche con certi "bisturi" dolorosi, separando il buon grano dalla paglia inutile che si è infiltrata dentro la Chiesa ad opera dei suoi nemici. Restiamo tranquilli perché il primo interessato a compiere certe "operazioni chirurgiche" è Gesù stesso e ci sta lavorando.

Ricordo inoltre che il Prossimo candidato alla santità è un sacerdote straordinario americano, Fulton Sheen, il quale aveva capito che l’urgenza più impellente per la Chiesa era salvaguardare le sue radici, la sua dottrina perenne, la filosofia di san Tommaso, fondamento sicuro per ogni studio di teologia, specificando inoltre una profezia che si sta realizzando e cioè "Verrà un giorno in cui la Chiesa sarà salvata non dal clero, ma da laici fedeli fino all’eroismo". Parole non letterali.

Questa è l ora dei laici, cari amici, non perché vogliamo sostituirci al clero regolarmente ordinato dal Vescovo col sacramento dell'ordine sacerdotale, l unico che ha il potere di far scendere Dio stesso sulla terra attraverso il meraviglioso mistero ineffabile della Santa Eucaristia, ma per mezzo della nostra fedeltà alla Chiesa di sempre una, santa, cattolica e apostolica.

Perciò dobbiamo aiutare i nostri sacerdoti in crisi a perseverare nella fedeltà eroica, anche in mezzo a tempeste, confusioni e lotte intestine provocate dal diavolo.

Per questo dobbiamo pregare la Madonna , colei che schiaccia la testa al diavolo a venire in nostro aiuto, assieme a S. Michele arcangelo, affinché possiamo presentarci davanti a Dio come umili servi buoni e fedeli.

Mi permetto di ricordare anche la figura straordinaria di un sacerdote veronese in concetto di santità don Ferdinando Rancan, del quale invio le omelie domenicali registrate 30 anni fa, come esempio di fedeltà eroica nelle continue prove che ha dovuto subire nell'arco di tutta la sua vita di grandi sofferenze, tutte offerte al Signore per la Chiesa e le anime da salvare.

Io ho avuto l'immeritato onore di ospitarlo nella mia casa assieme alla mia santa mamma Anna negli ultimi anni della sua vita quando doveva usare ossigeno e ventilatore notturno per poter vivere ed essere poi sempre a disposizione delle anime che lo cercavano per consigli, confessioni ecc. dando la precedenza assoluta alla celebrazione della Messa quotidiana, anche nello studio di casa quando ultimamente perfino la cecità gli aveva impedito di muoversi.

Cari amici, mai mollare!

Siamo protetti dalle schiere angeliche che fanno il tifo per noi, piccolo gregge che vuole rimanere fedele nella prova per poi avere la grande gioia di vedere finalmente il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, regno di pace, di giustizia, di verità e di amore, preludio del paradiso.

                                             Patrizia


domenica 1 febbraio 2026

ALLARME DI MONS. D'ERCOLE SUL PERICOLO ISLAM

🔴 L’allarme del vescovo: “Aprendoci all’Islam rischiamo la Sharia”...

🔴 L’Allarme Inascoltato del Vescovo Mons. Giovanni D'Ercole : L’Islam Rappresenta un Pericolo Mortale per l’Europa, e Non Esiste Alcuna Possibilità di Convivenza Pacifica. In un’Europa sull’orlo del collasso culturale e sociale, le parole di monsignor Giovanni D’Ercole suonano come un grido disperato nel deserto. Nel suo libro *”Il leone che è agnello – alla ricerca della verità che salva”*, edito da Lumen Cordium, il vescovo emerito di Ascoli Piceno – forgiato da un’esperienza monastica in Marocco – lancia un allarme terrificante sui pericoli dell’Islam, amplificati dalla codardia spirituale dell’Occidente. D’Ercole, che ha scelto la vita in un Paese islamico dopo le dimissioni forzate nel 2020 per le sue posizioni contro le chiusure delle chiese durante il Covid, non esita a denunciare come la nostra debolezza stia aprendo le porte a un’invasione irreversibile.

 Approviamo con urgenza questo grido: l’Europa è sotto assedio, e l’unica salvezza è riconoscere che non esiste alcuna possibilità di convivenza con l’Islam senza soccombere. 

Il Dialogo Interreligioso: Un’Illusione Pericolosa che Sta Distruggendo l’Occidente. Il pontificato di Papa Francesco ha spinto un dialogo con l’Islam che ha zittito ogni voce di ragione, culminando nella Dichiarazione di Abu Dhabi del 2019. Questo ha cancellato moniti profetici come quello del cardinale Giacomo Biffi nel 2000, che avvertiva della necessità di trattare i musulmani con estrema cautela per la loro fusione integralista tra religione e politica. 

Oggi, questo “buonismo suicida” ha creato un vuoto fatale. D’Ercole lo denuncia senza mezzi termini: “una difficoltà da ben considerare per il dialogo – scrive nel suo libro appena pubblicato da Lumen Cordium “Il leone che é agnello – alla ricerca della verità che salva” – è l’indebolimento della fede in quelle persone e comunità che, per falso spirito ecumenico o inutile buonismo, rinunciano alla propria identità”.

 Così facendo, avverte D’Ercole, “ci si condanna all’irrilevanza spirituale, in un periodo in cui invece altre religioni, come l’Islam, dall’identità definita e dalla forte cifra spirituale, stanno radicandosi anche in Italia”. Questo falso dialogo non è solo inutile: è un atto di autodistruzione. L’Occidente, accecato da un multiculturalismo tossico, sta consegnando se stesso a un nemico che non conosce compromessi, rendendo inevitabile un conflitto che potrebbe spazzare via secoli di civiltà cristiana. 

L’Islam come Minaccia Imminente: La Nostra Debolezza Sta Causando una Catastrofe Irreversibile D’Ercole non lascia spazio a illusioni: “se l’Islam non costituisce un pericolo di per sé, come secoli di convivenza dimostrano, può diventare occasione di pericolo quando i cristiani abbandonano o rendono evanescente la propria fede e la propria appartenenza ecclesiale”. Negli anni recenti, l’Europa ha ceduto terreno in modo vergognoso, rimuovendo crocifissi, presepi e simboli cristiani per non “urtare” i musulmani, arrivando persino a trasformare chiese in luoghi di culto islamico. Il risultato è catastrofico: “Il togliere simboli cristiani (ad esempio: il crocifisso, il presepe) ed eliminare parole della nostra cultura cattolica, pensando che il rispetto per i musulmani c’imponesse la rinuncia alla nostra testimonianza convinta e praticante, e talora persino l’aver aperto chiese e case per il loro culto, ha finito per farci abbandonare la nostra stessa fede e cultura. Tutto ciò ha dato ai credenti dell’Islam l’idea che noi cristiani non siamo più veri credenti e, quindi, siamo persone da convertire”.

 Questa remissività ha generato mostri: enclave islamiche che stanno divorando l’Europa dall’interno. In Germania, quartieri come Neukölln a Berlino sono diventati ghetti musulmani dove l’islamismo radicale prospera, con dimostrazioni che invocano califfati e legami con Hezbollah. Il capo della polizia di Berlino ammette che aree dominate da arabi simpatizzanti di gruppi terroristici sono pericolose per ebrei e omosessuali. A Duisburg, 44 no-go zones sono fuori controllo, con 60.000 musulmani turchi che hanno reso la città una delle più islamizzate, dove i cristiani sono minoranza persino nelle scuole. L’Istituto di Ricerca sulle Migrazioni di Budapest stima 900 no-go zones in tutta Europa, frutto di politiche di frontiere aperte che hanno creato zone di caos incontrollabile. In Francia, oltre 751 “zone urbane sensibili” sono permeate da narcotraffico e radicalizzazione islamica, con 150 enclave che minacciano la coesione nazionale e no-go zones dove lo Stato è assente. In Svezia, quartieri come Rinkeby e Rosengard sono epicentri di violenza gang, jihadismo e sharia informale; il 70% dei foreign fighter svedesi proviene da queste aree, con il Primo Ministro che ammette il fallimento totale dell’integrazione, portando a società parallele e violenza. Nel Regno Unito, enclave nelle Midlands e a Londra privilegiano norme islamiche sulle leggi britanniche, con un’immigrazione musulmana che rappresenta quasi tutti i musulmani del Paese. In Danimarca, leggi estreme etichettano quartieri musulmani come “non-occidentali” e impongono zone di integrazione forzata, con deportazioni per non-compliance. Questi non sono incidenti: sono la prova che l’integrazione è un mito, e le comunità musulmane creano mondi separati che rifiutano le leggi ospitanti per imporre la sharia.

 D’Ercole lo prevede con chiarezza agghiacciante: “Aprire alla religione islamica comporta inevitabilmente esporsi all’edificazione di una società islamica, o comunque di enclave, come già capita in Francia, nel Regno Unito e in Svezia, per esempio: comunità autoreferenziali che non si integrano, che non seguono le leggi del Paese ospitante bensì la shari‘a – la legge sacra islamica –, un insieme di princìpi e norme che guidano la vita dei musulmani in diversi ambiti, dalla morale alla religione, al diritto”. Queste enclave non sono solo isole di resistenza: sono basi per un takeover culturale e demografico che sta trasformando l’Europa in “Eurabia”, con proiezioni che vedono i musulmani diventare maggioranza in molti Paesi se i flussi continuano. 

L’Unica Soluzione: Azzerare l’Immigrazione Islamica, Perché la Convivenza è Impossibile
Non illudiamoci: non esiste alcuna possibilità di convivenza pacifica con l’Islam in Europa. Il fallimento dell’integrazione è totale, e continuare a fingere altrimenti è un suicidio collettivo. Paesi come Danimarca, Ungheria e Francia stanno già chiudendo moschee, deportando famiglie e soffocando l’Islam con leggi silenziose, riconoscendo che la fede musulmana non ha spazio in una società cristiana. L’Europa deve seguire: azzerare immediatamente l’immigrazione islamica regolare, sospendendo tutti i visti, ricongiungimenti e quote da Paesi musulmani. Solo così possiamo invertire questa marea distruttiva e preservare la nostra identità.
🔴 Le parole di D’Ercole, temprate dal Marocco, ci urlano la verità: senza un’azione drastica, l’Europa è condannata. Svegliamoci prima che sia troppo tardi – l’Islam non convive, conquista.

sabato 26 luglio 2025

CRISTIANESIMO E ISLAM. DIALOGO (IM)POSSIBILE?

 

Cristianesimo e Islam: dialogo (im)possibile?

https://www.informazionecattolica.it/2025/07/24/cristianesimo-e-islam-dialogo-impossibile/


Commento: Articolo interessante sul grave pericolo dell’Islam assolutamente inconciliabile con il Cristianesimo contro il quale ha sempre combattuto fin dai tempi di Maometto.

Avrei invece serie obiezioni su quella frase di commento del direttore di "informazione cattolica" laddove afferma, dopo aver presentato in tutta la sua verità e drammaticità il pericolo islamico che incombe su tutto il mondo, non solo cristiano, afferma: "Difendere la Palestina è giusto? Fino a un certo punto perché alla fine si fanno gli interessi dei mussulmani".      

Io mi trovo in pieno e totale disaccordo con questa visione per i seguenti motivi: 
1) perché in Palestina vivono e convivono pacificamente da molti secoli (almeno sono convissuti fino agli ultimi scatenamenti bellici degli Israeliani) intere comunità di varie etnie e religioni: cristiani, musulmani, ebrei, ortodossi, ariani, pagani, ecc.  E non vedo in nome di quale valore morale o di quale religione o selezione o per quali altri nobili motivi, si debba fare una distinzione fra coloro che sono degni di essere salvati e quelli che invece devono essere condannati o perseguitati o ammazzati barbaramente, peggio delle bestie da macello! Buttando bombe alla cieca, anzi mirando soprattutto i bambini affamati in cerca di cibo, si compiono genocidi di una efferatezza mai avvenuta in passato contro gli innocenti, ma quel che è peggio, nell’assoluta indifferenza del mondo intero che non interviene affatto per mettere fine a tale mattanza criminale.

 2) L’essenza del cristianesimo. Il vero cristiano deve prodigarsi per tutti, indistintamente, come ci hanno insegnato grandi santi come i missionari in terre pagane che accudivano in ugual misura tutti, senza distinzione di religione, o cultura, o potere, o denaro... ma solo in quanto uomini o donne creati da Dio e destinati alla vita eterna, vuoi per un premio o per una condanna che solo Dio potrà giudicare.
Anzi, è proprio attraverso questa carità e amore verso tutti, che convertivano le anime a Gesù Cristo, come insegna Madre Teresa di Calcutta, perché non dimentichiamo che l’obiettivo primario del cattolico non è solo quello di fermarsi alle opere di misericordia corporale, peraltro importanti perché senza un minimo di salute del corpo, difficilmente si trova la forza per pensare all’anima, tuttavia l’obiettivo principale è quello di far conoscere la figura di Gesù Cristo nostro Dio e Salvatore, che ci ha promesso la Vita Eterna attraverso il suo insegnamento poi divenuto dottrina. Quella dottrina cattolica che è anche fonte di giustizia, di pace e di prosperità umana oltre che soprannaturale, nella consapevolezza che la gente deve arrivare alla conversione per l’intima esperienza del cuore e il consenso dell’intelletto e non per la minaccia delle armi.

3) Obiezione! Ma allora le guerre storiche dei cristiani contro i musulmani? Si trattava di difendere i confini, la patria, la fede, le tradizioni, la libertà e dignità di popolazioni cristiana di vecchia data, dall'invasione di altre popolazioni che minacciavano la nostra libertà ed erano necessarie.
  Ne' più ne' meno come per le guerre napoleoniche o asburgiche o prussiane che si dovevano combattere, pur essendo allora quasi tutti cristiani, per la difesa dei propri territori in nome della giustizia e del diritto delle Nazioni che adesso vorrebbero sopprimere.
Ma c'erano dei regolamenti etici ben precisi anche per le guerre!!  E perfino punizioni eclatanti per traditori o violentatori o disertori ecc..che hanno sempre orientato di comune accordo le due o più parti parti antagoniste. 
Esempio al fronte solo uomini; donne e bambini protetti, ospedali e ambulanze delle due parti intoccabili, libera e pacifica raccolta dei feriti a fine combattimento per curarli negli ospedali da campo, ecc. ecc. In tempo di guerra “etica” diciamo così, bastava alzare una bandiera bianca con un piccola delegazione che entrava pacificamente nel campo nemico per chiedere una tregua o la pace condizionata. E ci si metteva al tavolino a trattare di comune accordo.
Adesso i falsi israeliti sionisti terroristi askenaziti se ne fanno un baffo di tutte queste regole e sparano su tutti perché vogliono a tutti i costi diventare i padroni assoluti del mondo, secondo le promesse del loro falso dio talmudico che li invita ad avanzare come bulldozer calpestando cadaveri, moribondi, uomini e donne e bambini disarmati, affamati, feriti e imploranti pietà e misericordia mentre trovano le pallottole dei falsi ebrei israeliti quando vanno a chiedere un pezzo di pane. Non si è mai sentito al mondo un odio simile! Solo l’odio del diavolo arriva fino a questo punto trascinando con sé i suoi adoratori.
Per contro, è pur vero che anche l’Islam non è meno violento quando si tratta di costringere le persone ad abiurare alla propria fede in Gesù Cristo per adorare Allah a costo di coltellate nella gola. Anche per questa violenza efferata l’Islam sta avanzando in tutto il mondo. Come liberarci da questi gioghi?

QUALE DIO? Quando si invocava l’aiuto di Dio quasi invitandolo a mostrare la sua potenza contro il Dio del nemico ritenuto falso, questo lo si è sempre fatto in caso di pericoli o di guerre fin dal Vecchio Testamento, quando il profeta Elia ad esempio invocava il Dio dei veri Ebrei, il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, (dai quali doveva nascere Gesù Cristo) contro le divinità pagane, Bahal, Moloch dei falsi Ebrei che avevano già da allora rinnegato il vero Dio per adorare in pratica il suo antagonista cioè Satana sotto forma di statue con sembianze semi umane o animalesche, le stesse divinità adorate dagli attuali Israeliti, (di cui un “campione” del dio Moloch mangiatore di bambini che fa rabbrividire è stato posto all’ingresso del Colosseo, tanto per capire chi ci comanda).

Conclusione. In pratica si può dire come conclusione che, si tratti di un partito o di un altro, di una etnia religiosa piuttosto che di un’altra, vedi Islam e Israeliti, quando entrambi sono violenti, non fanno alcuna differenza perché entrambi nascono dalla stessa identica radice satanica che li accomuna. Poi gli uomini malvagi per confondere le idee, li chiamano con nomi diversi, come se fossero antagonisti, addirittura messianici, ma sempre satanici restano. Ma siccome il diavolo non unisce, ma divide, ecco che, pur provenendo dalla stessa radice satanica, si fanno la guerra reciprocamente e la fanno al resto del mondo.

MAI PERDERE LA FEDE. non dobbiamo perdere la fede cattolica per questa confusione delle coscienze che semina il nemico di Dio!! Restiamo attaccati alla roccia sicura che è Gesù che è Amore, e ai Sacramenti, soprattutto la Messa, e alla Vergine Maria recitando avemarie anche brancolando nel buio.
Dio Padre Figlio e Spirito Santo, dopo questo periodo terribile di purificazione dovuto anche ai nostri peccati, al rinnegamento della fede da parte di molti cristiani e perfino suoi ministri, ci aprirà la strada della salvezza e della gioia. 
Gesù confido in te. Sei tu Gesù l' unico mio bene. Vieni presto a liberaci.

patriziastella.com

giovedì 29 maggio 2025

30 MAGGIO SAN FERDINANDO - IN MEMORIA DI DON FERDINANDO RANCAN

                     30 MAGGIO SAN FERDINANDO III   RE  

            IN MEMORIA DI DON FERDINANDO RANCAN


La Chiesa il 30 maggio celebra la memoria di san Ferdinando III, Re di Leon e di Castiglia, un santo famoso per la sua lotta contro l’invasione dell’Islam che stava avanzando sempre di più nell’entroterra della Spagna, obbligando tutti gli abitanti, com’è nel loro Corano e nella loro indole, a rinnegare la loro fede in Gesù Cristo per adorare Allah con tutte le conseguenze che ne derivano.

In queste battaglie che lui vinceva, riuscì sempre a mantenere buoni rapporti con gli avversari islamici: Alicante, Granada e Siviglia, ad esempio, erano rimaste ancora in mano agli arabi, ma grazie ad una sapiente opera diplomatica di Ferdinando, il loro re moro si sottopose al suo vassallaggio e un po’ alla volta abbandonarono del tutto i territori spagnoli per tornare alle loro terre del Medio Oriente. 

Fu tollerante con i Giudei , intransigente con gli eretici, regnò con prudenza, saggezza e generosità verso tutti, ricevette il viatico in ginocchio consapevole di dover morire chiedendo perdono dei suoi peccati a Dio e a tutti i sudditi,. Era molto devoto della Madonna la cui statua portava sempre con sé nelle battaglie in difesa del suo popolo contro la progressiva avanzata islamica, la cui invasione armata non significava la sconfitta di un re piuttosto che di un altro in una alternanza basata comunque sugli stessi valori e principi cristiani, bensì il rinnegamento della fede Cattolica e di Gesù Cristo, al quale re Ferdinando era devotissimo e fedelissimo, e di conseguenza il totale abbandono di tutto quel patrimonio della cultura cristiana anche dal punto di vista etico, civile, legale, artistico, sanitario, famigliare ecc., conquistato da oltre mille anni di cristianesimo, e fondato essenzialmente sul principio della libertà personale di scelta, che la mentalità dell’Islam ha sempre rifiutato e combattuto pena la morte.

            Certo, la guerra è sempre una cosa negativa, spesso conseguenza dei nostri peccati, dicono molti santi, tuttavia ci sono situazioni in cui si rende indispensabile. In questo periodo storico molto contorto e confuso, dove noi italiani ci consideriamo sempre i grandi benefattori dell’umanità che accolgono tutti i profughi del mondo offrendo loro quelle garanzie e benefici gratuiti che neppure a noi cittadini italiani sono concesse, altrimenti veniamo considerati razzisti, siamo indotti a pensare che quelli ci rispetteranno e ci saranno addirittura grati per tutto quello che offriamo loro. Invece non è così, perché loro stessi non fanno alcun mistero di manifestare che prima o poi ci sottometteranno, a iniziare da Roma, col rischio di trovarci addirittura in una terra non più nostra ma di loro proprietà nella quale possono disporre di tutto!!  Case, chiese, beni, donne, figli, uomini, bambini… a loro uso e consumo, soprattutto obbligandoci ad abiurare la fede cattolica per adorare Allah.

 In questi e altri casi, se per amore di pace, si preferisce seppellire assieme alle armi, anche la libertà e la dignità perché costringono le donne ad essere la terza moglie o la concubina di turno del capo vincitore, o sottraggono i figli ai genitori per farli “educare” dallo Stato, o pretendono alloggio cacciando i legittimi proprietari, ma quel che è peggio, obbligano ad adorare divinità pagane rinnegando la Fede cattolica in Gesù Cristo ecc. ecc. ecc. si potrà mai accettare la pace a queste condizioni? NO!!! Perchè sarebbe una finta pace, e allora anche la Chiesa, come ultima possibilità, ammette anche l’uso delle armi per difendere la vita e con essa anche tutti i valori che la compongono, soprattutto quelli derivanti dalla cultura e civiltà cristiana, fonte di gioia, di verità e di rispetto per l’altro..

 Ricordiamo che ci sono anche i santi combattenti per la Fede e la Libertà. A proposito di battaglie con l’avanzata islamica in Europa, ricordiamo brevemente le due famose battaglie di Lepanto (1571) e di Vienna (1683) nelle quali i cristiani (vale a dire Italiani ed Europei quando non si vergognavano di chiamarsi così) hanno vinto non tanto con i pochi mezzi militari di cui disponevano, ma soprattutto con la recita costante del Santo Rosario da parte di tutte le popolazioni chiamate all’unisono dal Papa Pio V per la battaglia di Lepanto, mentre per la battaglia di Vienna, grazie alla Messa celebrata dal monaco cappuccino Marco Daviano che ha messo miracolosamente in fuga con poche perdite il nemico che avanzava con scimitarre e spade pronto a invadere Vienna e l'Europa.

            Adesso questo concetto di militanza per la libertà e la civiltà sta sfumando perché si vuole la pace per la pace, come valore assoluto, a costo di vivere schiavi dell’invasore per un piatto di minestra e col cappio al collo.

 

                 DON FERDINANDO RANCAN

 Oggi ricordiamo anche il nostro candidato alla santità, don Ferdinando Rancan, che ha avuto quel nome da uno zio, frate cappuccino di venerata memoria.

In questa occasione, vogliamo ricordare di lui un episodio molto particolare e doloroso, ma portato con grande fede quando aveva solo 18 anni ed era studente nel Seminario di Verona verso la fine della seconda guerra mondiale (1944/45)

Premessa:

Il padre di don Ferdinando, Giambattista Rancan, ceppo nativo della zona di Tregnago, Verona, morì in modo tragico mentre era guardiano notturno del cementificio di Tregnago “Italcementi” di cui hanno lasciato i resti come ricordo di quella grande azienda che aveva dato lavoro a molti operai della zona e che purtroppo commemorava anche alcuni morti per incidenti sul lavoro. Infatti In una notte piovosa e buia, il nostro Giambattista Rancan non si accorse di un silos che era rimasto aperto e vi piombò giù morendo qualche ora dopo che lo avevano estratto non vedendolo tornare di buon mattino.

            Qualche anno più tardi, Cornelio Marchi, lo zio di Ferdinando da parte della madre, Maria Marchi, venne assunto nello stesso cementificio al posto del padre e fu incaricato del controllo delle caldaie.  Non si sa in quale maniera, il povero Cornelio fu travolto dalle fiamme e trovato moribondo. Portato all’ospedale morì pochi giorni dopo, lasciando la povera moglie Elvira, zia Elvira come la chiamava Ferdinando, affranta, a maggior ragione perché aveva il figlio più grande, Giuseppe, al fronte, l’altro di 17 anni, Renato, apprendista panettiere e i due ultimi più piccoli alle scuole elementari.

            In quell’anno, inizio 1945, stava finendo la guerra e i tedeschi si ritiravano a gruppi dall’Italia portando spesso morte e distruzione dove passavano con rappresaglie punitive degne dei peggiori criminali che non erano più controllati da nessuno.

            In una di queste rappresaglie dei tedeschi, mentre il giovane Renato tornava dal panificio di buon mattino, un drappello delle SS passava di lì e caricarono sul loro camion alcuni passanti, tra cui Renato.  Senza tante mediazioni o ripensamenti, li presero e li fucilarono tutti un po’ fuori del paese, compreso Renato che era un ragazzino, il più giovane.

            Lascio immaginare la disperazione della mamma, Elvira, al pensiero che il marito era morto bruciato vivo, il figlio più grande, Giuseppe, in guerra senza avere notizie (tornò comunque vivo a guerra finita) e l’altro, Renato, che, per quanto poco, era l’unico sostentamento della famiglia, fucilato dai tedeschi.

            In questo frangente drammatico in cui non ci sono parole per consolare chi è colpito da simili disgrazie, il nostro seminarista Ferdinando, di appena 18 anni, scrisse una lettera alla zia Elvira che riportiamo qui sotto e che vale la pena leggere con calma perché indice di una fede, di un coraggio soprannaturale e di una grande partecipazione umana al dolore altrui, da parte di un semplice diciottenne, abituato però a vivere un rapporto con il Signore molto profondo e anche lui provato da molta sofferenza, sin da piccolo.

  

                               LETTERA A ZIA ELVIRA

 Zia carissima,    (Elvira)

 sono qui accanto al tuo dolore, tanto più straziante quanto più improvviso e inaspettato; e ti vedo come non ti ho mai vista, ti immagino come ho immaginato tante madri che alla sera, prima di coricarsi, si bagnano di lacrime cocenti l’amata figura del figlio che non tornerà più.

            Forse pensando al compagno della tua vita che a metà cammino ti ha lasciato, bruciato vivo martire  per tuo amore e per i tuoi figli; (zio Cornelio preso dalle fiamme durante il suo lavoro nello stesso cementificio dove aveva perso la vita il papà di Ferdinando), forse volando col pensiero al tuo Giuseppe lontano lontano, che, strappato dal tuo seno e dal suo focolare, da tanto tempo non vedi, straziata ora da questo nuovo colpo, sentirai nel fondo della tua anima ferita un vuoto largo e profondo, vivere ti sembrerà una cosa amara, amara che niente potrà raddolcire.  Renato non lo hai più, è un pensiero che stringerà in una morsa angosciata il povero tuo cuore.

            Oggi è passato Gesù e ha scaricato la sua croce pesante sulla tua porta, ma zia, non chiuderla quella porta, corri ad aprire, fallo entrare, è un dono che ti porta. Egli è stanco sfinito, ti domanda aiuto, e tu continua con Lui il tuo cammino. Arriverai al Calvario dove un’altra madre desolata, Maria, anche lei come te è straziata nell’anima, anche a lei, come a te, hanno assassinato il figlio! E glielo vedi lì sulle ginocchia, livido, lacerato, esangue. Prendi il tuo dolore, dallo a Maria, lei sa che cosa è amore di mamma!

            Cara zia, non piangere quando ti verranno nelle mani i vestiti del tuo Renato, quando vedrai ogni sera il suo letto vuoto. NO! Sii forte nel tuo dolore. E quando lo strazio ti farà sanguinare e la disperazione ti salirà alla gola, corri, nasconditi nel silenzio della Chiesa, guarda laggiù al Tabernacolo dove un Cuore sempre aperto e dolorante (che) saprà dirti quelle parole di vita eterna che gli uomini non sanno e non possono darti.

            Dillo a Gesù che glielo dai il tuo Renato, è Lui che te lo domanda, Lui che ti ha dato tutto se stesso. OFFRIGLIELO per questo povero mondo così malvagio impastato di odio e di errore. Gesù te lo domanda ma per poco tempo; e un giorno lo vedrai bello, glorioso, trionfante. Ed anche adesso non te lo senti, no, più vicino? E’ lì accanto a te insieme a Cornelio. Su, dunque, e per amore di quelle due creature che ti restano e che ti stringono i fianchi, non piangere.

            E’ bello soffrire quando si sa che Cristo ci ama, quando si sa che egli comprende e vede il nostro dolore, raccoglie e ricompensa ogni nostra lacrima.

            Ti abbraccio

                                        Tuo Ferdinando

 

 

 

 

giovedì 7 dicembre 2023

ISRAELE E LA PALESTINA

Israeliti, Ebrei, Sionisti, Aschkenaziti, Hamas ecc. Ecc. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

 

Ci sono veri e falsi ebrei innanzitutto. I veri ebrei sono quelli della discendenza davidica e ancor prima discendenti da Abramo da cui è nato Gesù Cristo e la Vergine Maria e sono rimasti pochi

Molti di questi ebrei sin dai tempi dj Noè dopo il diluvio si sono staccati dalle 12 tribù d’Israele, dalle leggi dei loro Padri e Patriarchi e dalla Bibbia per seguire l’avversario di sempre, il diavolo, adorato come dio Moloch o Baal, e seguendo non più la Bibbia ma il Talmud, una sorta di Corano che incita alla violenza e non riconosce i 10 Comandamenti e ancor meno la legge di Mosè.

 

Costoro si sono raggruppati nella cosiddetta 13.ma tribù di Dan discendente da Jafet figlio ribelle di Noè e maledetta da Dio, si sono mescolati e uniti alle popolazioni pagane perdendo totalmente la discendenza e il sangue ebreo. Si sono in seguito mescolati con le popolazioni mongole della zona sud est dell’Asia, Kazakistan, Kurdistan... Ecc prendendo il nome di EBREI ASCKENAZITI ma in realtà non erano più veri ebrei, soprattutto per aver rinnegato la fede dei loro padrj.

 

Verso la fine dell’800 si sono gradualmente trasferiti in America dove hanno fatto la loro fortuna con affari loschi e redditizi e con matrimoni di un certo livello sociale e politico ma di dubbia moralità soprattutto per la corruzione e glj imbrogli negli affari che già erano attecchiti in America dalla massoneria.  Da loro sono sorti gruppj potenti come i Rotchild, Rockefeller, Morgan ecc. E i discendenti passati alla storia come criminali, tra cui Stalin, Hitler, Marx ecc. Che si sono uniti col nome di EBREI, MA FALSI EBREI, grazie a un unico comun denominatore: l’amore sfrenato per il denaro e il potere (“ti darò tutto questo se prostrato mi adorerai” da antica tentazione di evangelica memoria) oltre che dall’odio verso Gesù Cristo, l’Ebreo per eccellenza e verso i cristiani che invece hanno abbracciato e creduto in lui come vero Dio e vero uomo.

 

I ceppi più potenti di queste famiglie diciamo pure assatanate purtroppo, il cui obiettivo principale consegnato loro dal diavolo era quello di scatenare odio, discordie, guerre, gelosie ecc. ebbero una pensata strategica e malefica di "invitare tutti glj ebrei Aschkenaziti Kazari sparsi nel mondo (falsi ebrei ricordiamolo) a occupare la terra dei loro Avi: la Palestina!! E questa “pensata” meravigliosa, frutto di strategie malefiche dei soliti nemici del Dio vero passati al diavolo, avvenne di recente, dopo la seconda guerra mondiale, 1947/48 e avvenne con una tale prepotenza sempre più forte come se fosse loro proprietà da sempre, sulla quale invece non potevano vantare nessun diritto perché essi l’avevano abbandonata ancora nei primi secoli dopo il diluvio per girare per il mondo.

 

Questi falsi ebrei stavano benissimo in America e in Asia e ovunque in giro per il mondo dove l’ambiente era enorme e facevano affari a palate (con l’aiutino della massoneria) e non avevano alcun bisogno di invadere un piccolissimo pezzetto di terra, la Palestina, abitata da secoli dai cosiddetti "palestinesi" vale a dire un conglomerato pacifico di veri ebrei, cristiani, musulmani, pagani, ecc.

 

Ma i soliti potenti di questa terra (ancora per poco), Rotchild ecc. hanno sempre avuto come obiettivo primario, non solo la conquista di un territorio per confiscarne i beni (vedi tuttora America e Nato), ma soprattutto quello di creare liti, confusione, discordie, guerre ecc. tra gli stessi abitanti e gli stessi ceppi etnici, perché questo è lo stile del diavolo “divisione, odio, sospetto, menzogne e morte”.

 

Con l’avvento di Maometto nel 650 d.C. anche in Arabia iniziarono le prime guerriglie in nome di Allah! che combattevano ebrei e cristiani, e si pensa che anche queste siano state avviate e fomentate, sempre grazie a un “capo” consenziente, dagli stessi personaggi dei poteri oscuri che hanno come obiettivo primario, come detto, distruzione e morte, come da comando del loro capo supremo, il diavolo. 

In quest’ultimo secolo si tratta delle stesse guerre senza senso, senza scopi principali, senza obiettivi primari, se non la distruzione per la distruzione e la morte per la morte, col pretesto di cacciare il presunto “despota tiranno” che ultimamente hanno idiotamente individuato nella Russia cristiana e nel Presidente Putin.  Dopo l'Ucraina è l'ora della Palestina. Per cui zumpano di qua e di là del mondo con guerre costosissime di vittime e di denaro senza mai raggiungere un vero obiettivo se non la distruzione per la distruzione.

 

Tornando alla Palestina dei nostri tempi, i potenti del mondo citati, vedendo appetibile quel territorio anche in forza di vicini giacimenti di gas e petrolio, e non ultimo in odio al figlio di Dio Gesù Cristo nato in Palestina a Betlemme, spinsero i falsi ebrei askenaziti sparsi nel mondo ma soprattutto nell’America massone, a prendere possesso di quella lingua di terra con una furbizia luciferina, e con una graduale ma progressiva violenza a tal punto da costringere gli abitanti a vivere in un territorio sempre più piccolo che adesso stanno bombardando in maniera degna solo dei peggiori criminali diabolici.

 

Da qui il nome di Israele sulle false tracce dei loro avi che loro avevano tradito e per marcare sfacciatamente la loro falsa appartenenza a quelle sacre terre, inventarono il nome di Sionisti , dal monte Sion che nulla centra nel modo più assoluto con le radici e la vera religione ebraica. I Sionisti ebrei o islamici come hamas sono formazioni terroristiche volute dai Rotchild per fomentare guerre fratricide nel mondo. Perché questo vuole satana: distruzione falsità e morte.

Pertanto i palestinesi con i loro vecchi e bambini che hanno diritto sacrosanto di abitare quelle terre da sempre si vedono ammazzati cacciati e umiliati come se i padroni fossero gli usurpatori israeliani sionisti invasori

 

E’ facile dire " risolviamo tutto col perdono! Come si sente dire da qualche pulpito. Ma il perdono è tipico ed esclusivo del cristianesimo. Ma se gli altri vanno avanti come dei bulldozer sotto la bandiera di satana che vuole distruzione e morte perfino di bambini innocenti, anche noi abbiamo il dovere di difenderci e combattere.

Spero di aver chiarito almeno sommariamente le idee perché non è vero che accusando gli israeliani è come se accusassimo il popolo eletto voluto da Dio nel Vecchio Testamento! Gli israeliani sono falsi ebrei. E’ vero che dall’altra parte abbiamo la violenza del popolo antagonista che sono quelli di Hamas col loro corano che incita alla morte per gli infedeli, ma purtroppo dobbiamo capire che entrambe le formazioni terroristiche (non si possono definire religiose se non fanatiche) provengono dallo stesso potere diabolico che odia l’uomo in quanto immagine e somiglianza di Dio e lo vuole invece rendere schiavo di satana, anche con le manipolazioni genetiche, vaccini che cambiano il dna e tutte le invenzioni demenziali di questi ultimi tempi di sconvolgimenti generali di questo nostro povero mondo alla deriva totale.

 

Nessun popolo ha il diritto di occupare la terra di un altro popolo se non per portare benessere e civiltà e il Vangelo (come vuole Gesù) rispettando le loro abitudini e culture se non contrastano col bene delle persone, come ad esempio i sacrifici umani offerti agli dei.  Ma adesso purtroppo anche noi Italiani stiamo percorrendo la stessa strada dei Palestinesi con l’invasione degli africani a migliaia che arrivano con prepotenza e odio contro di noi e vantandosi di voler distruggere Roma e innalzare la loro bandiera della mezzaluna sul cupolone, ammazzando tutti coloro che rifiutano di adorare Allah. Forse certe persecuzioni meritate o meno servono per ripulire tutto il marcio accumulato dentro il cuore degli uomini, anche cristiani, che hanno rinnegato Gesù Cristo per i loro interessi, comodità, immoralità, soprusi, inganni, e via dicendo.

 

Signore Gesù vieni in nostro aiuto, vieni presto a liberarci, noi che ti amiamo e combattiamo per te la buona battaglia della fede, della giustizia e dell’amore come tu ci hai insegnato.

 

                                                                               Patrizia Stella 

mercoledì 13 gennaio 2021

LE TRE RELIGIONI MONOTEISTE HANNO LO STESSO DIO? NO!

PREMESSA:  Questo mio articolo  risale a qualche anno fa, 2018, tuttavia siccome lo ritengo di sempre viva attualità, soprattutto in questi ultimi tempi  aperti superficialmente a una pericolosa "fratellanza" allargata e variegata, ho pensato di riproporlo nella speranza che possa dare idee dottrinali chiare a chi fosse nel dubbio.  Soprattutto a coloro che non si accontentano di un dialogo o   discussione sterile ma che cercano sinceramente LA VERITA'.   PERCHE' SOLO LA VERITA' CI FA LIBERI. PERCHE' CHI CERCA E TROVA LA VERITA', CERCA E TROVA GESU' CRISTO. E allora la vita diventa una gioia anche nel dolore.


LE TRE RELIGIONI MONOTEISTE

 HANNO LO STESSO DIO?

Ebrei, Cristiani e Musulmani: sono tutti figli dello stesso Dio?

Assolutamente NO! Vediamo il perché.

 

Non è la prima volta che Papa Bergoglio, ricevendo gruppi di varie confessioni o associazioni, come ad esempio i rappresentanti della Croce Verde sabato 27 gennaio 2018, rifiuta di impartire la benedizione cattolica pronunciando invece una specie di benedizione sincretista, non certo nel nome di Dio, “Padre Figlio e Spirito Santo”, bensì nel nome di un solo Dio, “Padre di tutti gli uomini e di tutte le confessioni religiose”. Che Dio possa essere padre di tutti gli uomini intesi come sue creature in senso lato, potrebbe anche starci, ma che tutte le confessioni religiose abbiano un solo Dio è completamente falso, anzi piena negazione di una delle più importanti verità della nostra fede: la filiazione divina che si consegue solo col Sacramento del Battesimo, sigillo di Dio per i suoi figli.

 

Gli ha fatto eco in questa sorta di benedizione “urbi et orbi” anche l’Osservatore Romano del 31 gennaio 2018 dove, a pagina 7 dice così “Una sola casa per tre religioni secondo il progetto House of One” che si propone di riunire in un unico tempio le tre religioni monoteiste”. Questo progetto non è altro che un sincretismo delle tre religioni cosiddette “monoteiste” affinché si realizzi la “religione universale” progettata da secoli dalla gnosi esoterica e dal “Nuovo Ordine Mondiale” massonico.

 

A questo progetto di distruzione della fede cristiana, che in pratica annulla i dogmi, la dottrina e, in ultima o prima istanza, tutto il cristianesimo, eliminando lo stesso Gesù, vero uomo e vero Dio, si oppongono con forza non solo i cattolici, ma tutti i cristiani che non si riconoscono affatto in questa specie di “globalizzazione dello spirito” e non hanno alcuna intenzione di pregare nello stesso tempio accanto a un islamico, per esempio, ma neppure a un ebreo. 

Il primo perché un abisso di differenze ci distingue dall’Islam che non fa alcuna distinzione fra ordine civile e religioso, tanto per citare solo una differenza essenziale, e il secondo, l’ebreo, perché, pur avendo in comune buona parte del Vecchio Testamento, non ha ancora riconosciuto in Gesù Cristo il Figlio di Dio, unico Salvatore del mondo, rifiutando Lui e tutto il Nuovo Testamento, tranne alcune eccezioni come diremo.

 

Come risposta all’argomento che stiamo trattando, riportiamo un brano dal libro “Il senso del vivere” di don Ferdinando Rancan, sacerdote di Verona deceduto in odore di santità lo scorso anno: “Dio non ha lasciato gli uomini nell'ignoranza e nemmeno nella confusione e nell'incertezza riguardo alla verità primaria e fondamentale della nostra vita. Non ci ha lasciati in balia di un Dio vago e generico che appaghi i desideri di tutti. Dio ha voluto andare oltre la natura e con la Rivelazione ci ha aperto gli orizzonti sconfinati della sua realtà divina e le meraviglie compiute dal suo amore. Questa Rivelazione ci fa conoscere le due Verità fondamentali della nostra fede: l'Unità e Trinità di Dio; l'Incarnazione, la Passione, la Morte e la Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. È questa la fede cristiana. Una fede che non solo illumina il nostro intelletto, ma stabilisce tra noi e l'unico vero Dio un rapporto di comunione nuovo, soprannaturale, divino e umano nella Persona del Figlio di Dio: Gesù.

 

Questa Rivelazione divina cristiana non è un optional qualunque a cui aderire o meno, ma è fortemente vincolante soprattutto per chi ha avuto la fortuna di conoscere e abbracciare la fede cristiana, la quale va difesa con tutte le forze a costo del martirio. Ricordiamo recentemente l’eroica donna “Asia Bibi” pakistana, da nove anni in un carcere durissimo senza finestre solo per aver dichiarato a delle vicine musulmane la sua fede in Gesù. Condannata a morte per impiccagione ma poi commutata in carcere durissimo. Da notare che due suoi difensori pakistani sono stati uccisi proprio per aver osato difendere una cristiana, Asia Bibi, e gli assassini sono stati protetti e lodati non solo dal popolo fanatico, ma perfino dalla loro legge civile, a motivo di questa loro “ideologia politico-religiosa” che nulla ha da spartire con l’unico vero Dio. Questo è l’Islam, non quello estremista, ma quello comune, ufficiale, riconosciuto legalmente. E noi dovremmo pregare assieme a loro nello stesso tempio? Ma qui, oltre che perdere la dignità e il ben dell’intelletto, ci stiamo giocando l’anima per tutta l’eternità. 

Il cristiano riconosce innanzitutto come vero Dio e vero uomo Gesù Cristo, unico Salvatore e per conservare e testimoniare questa fede nell’unico, vero Dio che è “Padre, Figlio e Spirito Santo”, per Rivelazione divina, deve essere disposto a tutto, anche alla morte. Altrimenti a cosa è servito il sacrificio della vita di milioni di cristiani in tutto il mondo che hanno rifiutato di abbracciare altri “dèi”? Questa nostra vita sulla terra passa in fretta… poi viene la Vita Eterna, ossia la felicità o la dannazione per sempre.

            Vediamo brevemente le caratteristiche di queste tre religioni monoteiste menzionate soprattutto in relazione con la Rivelazione e la Sacra Scrittura.


Il Dio dell’Islam

La gente è convinta che Ebraismo, Cristianesimo e Islamismo derivino dall’unico Patriarca Abramo, al quale Dio ha affidato la promessa attraverso i due figli: Isacco, figlio della moglie Sara, e Ismaele, figlio della schiava Agar, perché a entrambi Dio avrebbe dato la sua benedizione facendoli capi di numerose Nazioni. Assolutamente NO! In realtà le benedizioni che soprattutto nell’antichità i padri solevano dare ai propri figli erano molteplici e per varie circostanze, ma quella messianica è una sola, per una sola persona, un “eletto”, in un certo senso, e Dio l’ha data ad Abramo il quale l’ha trasmessa solo a Isacco, per comando di Dio, il quale l’ha trasmessa al figlio Giacobbe, sempre per volere di Dio, e non a Esaù, nonostante fosse il primogenito. Lo stesso Giacobbe poi, trasmise la benedizione messianica a uno solo dei suoi dodici figli, (pur amandoli tutti indistintamente), non al primogenito Rubens, e neppure al ben noto Giuseppe, che portò il suo popolo in Egitto a motivo di una gravissima carestia, ma solo a Giuda, alla tribù di Giuda, per ispirazione diretta di Dio, perché si adempisse la Scrittura secondo cui da quella discendenza sarebbe venuto il Re Davide e poi Gesù Cristo.

            Si tratta infatti di benedizioni particolari, quasi un’Investitura divina, come le Unzioni per i Re, in un certo senso, che a quei tempi aveva un significato assai particolare perché legato anche a un ben preciso mandato di provenienza divina, quello messianico, appunto. In tutti i casi, se consideriamo la successione dal punto di vista etnico, cioè della discendenza carnale, quella genealogica, diciamo, i discendenti di Isacco, figlio della promessa che Dio fece ad Abramo, sono gli Ebrei, ma i discendenti dell’altro figlio di Abramo, Ismaele, figlio della schiava Agar, al quale pure Dio promise protezione e lunga discendenza, chi sono? 

Molti a questo punto pensano che i discendenti di Ismaele siano i palestinesi-musulmani, e che pertanto facciano anch’essi parte dell’unico Padre Abramo e delle promesse messianiche di Dio, invece niente di più sbagliato!  I discendenti di Ismaele secondo il sangue, come razza, sono le diverse etnie arabe che avevano elementi di religione ebraica e pagana, mentre i musulmani non discendono affatto da Ismaele, ma da Maometto, il fondatore dell’Islam (anno 570 circa), che ha creato una frattura insanabile tra la religione ebraica e cristiana presente a quei tempi in Arabia dove vivevano pacificamente sia ebrei, che cristiani che pagani, animisti ecc. Maometto fu un guerriero violento e passionario che, nell’intento di ricondurre idolatri e pagani all’unico Dio dell’Islam, Allah, in realtà fece della sua “missione” una guerra continua, una vera carneficina, vantandosi di aver sgozzato alle porte di Medina oltre 700 ebrei che rifiutavano di convertirsi, e obbligando i suoi seguaci a fare altrettanto attraverso la cosiddetta “Jihad”, “la guerra santa” che egli stesso ha voluto stigmatizzare nel Corano come indiscutibile volontà di Dio. Lo stesso Maometto che si vantava di avere ottenuto da Dio il permesso di avere venti mogli, mentre i fedeli possono averne al massimo quattro. Quel Maometto che nel Corano sanciva l’obbligo della mutilazione anche ai minori per determinati reati o colpe irrisorie, e che incitava alla lapidazione delle donne ritenute colpevoli di adulterio, mentre l’uomo si poteva permettere di tutto e di peggio.  Questi “dettagli” ed altri simili, non sono da sottovalutare se ci si vuol fare un’idea dell’Islam e di Maometto.[1]

Il messaggio dell’Islam è trasmesso dal Corano, suddiviso in 114 capitoli, o sure, e dalla Sunna che, insieme ai detti e racconti di Maometto, costituiscono la shari’a islamica, che è la legge, cioè la costituzione dei musulmani, l’unica fonte del diritto islamico, religioso, civile, politico legislativo e quant’altro: tutto ciò che vi si oppone è nullo, e chi osa contraddire, merita la morte.[2]

Il “Dio” dei Musulmani, dal nome arabo “musliman”, musulmano, cioè aderente all’Islam (Islam a sua volta significa sottomesso) è un “monarca-assoluto”, inaccessibile e solitario che esige punizioni terribili per chi infrange la legge e tributi di sangue per tutti gli infedeli, un “Dio” che premia i suoi credenti con sensualità e gozzoviglie di ogni tipo in un ipotetico paradiso dei godimenti perenni che solo la fantasia di Maometto poteva inventare. [3]

Pertanto il Dio islamico non è assolutamente lo stesso Dio di Abramo.

Quando nel Corano si parla di un Dio misericordioso, nulla ha da vedere con la misericordia del Vangelo, di un padre che ama il figlio molto al di là dei suoi meriti, anche nei peccati, lo perdona e attende il suo ritorno. La misericordia di Allah è quella di un imperatore che alza il pollice in alto invece che in basso a salvare da morte il “combattente” ferito. Tutti applaudono alla sua “misericordia”, ma siamo su di un altro pianeta. Il Corano, praticamente incomprensibile, è invece chiarissimo riguardo alla guerra che i musulmani devono ingaggiare contro gli infedeli, e presenta come eccezione straordinaria una grande considerazione di Maria, come madre del profeta Gesù, ovviamente, e non come Madre di Dio. Infatti il Corano parla di Gesù, ma solo come Profeta, e di gran lunga inferiore a Maometto. Si pensa che questa tradizione orale sia stata trasmessa a Maometto dai cristiani presenti a quel tempo in Arabia e che possa costituire, come diceva recentemente il Vescovo di Beirut, un “elemento di unità” quasi miracoloso sul quale fare leva per impetrare da ambo le parti l’aiuto della Madonna soprattutto nella difficilissima impresa del dialogo e della convivenza pacifica. Purtroppo siamo ancora molto lontani dalla ipotetica realizzazione di questa speranza che affidiamo alla diretta interessata, alla Vergine Maria, perché intervenga a fare luce e a infondere nel cuore dell’uomo il desiderio della Verità.


Il Dio degli Ebrei

Visto che noi cristiani proveniamo dalle radici giudaiche e attingiamo tutti al Vecchio Testamento, possiamo dire di avere almeno con gli Ebrei lo stesso Dio dell’Alleanza? Vediamolo brevemente.

·         Al popolo ebraico, il popolo della promessa che viveva in ambienti idolatri, Dio si è rivelato, attraverso Abramo, Mosè e i Profeti, proclamandosi l’Unico, vero Dio, “IO SONO” e, mentre da una parte gli dimostrava la sua predilezione proteggendolo contro i suoi numerosi nemici, nel contempo esigeva dal suo popolo adorazione e obbedienza, in vista di una missione specialissima alla quale era stato chiamato per volontà di Dio: la venuta del Salvatore del mondo, un Ebreo, figlio di Ebrei, della discendenza di Davide!

Sappiamo dalla Storia Sacra come il “popolo eletto” fu comunque anche più volte punito dallo stesso Dio soprattutto quando si macchiava del peccato di idolatria, tant’è vero che a motivo dell’idolatria gli Ebrei subirono la punizione più terribile, la deportazione in Babilonia dalla quale furono liberati grazie al re Ciro. Tornati a Gerusalemme, ricostruirono il tempio e le mura, nell’attesa della realizzazione della “grande promessa”, cioè l’avvento del Messia, ma essi non hanno voluto riconoscerlo in Gesù di Nazareth.

            Nel Vangelo Gesù Cristo conferma la validità di tutto il Vecchio Testamento con le sue parole e con la sua stessa vita, citando più volte Abramo, Mosè e i profeti davanti ai Farisei increduli, addirittura apparendo davanti agli Apostoli nella trasfigurazione assieme a Mosè e ad Elia, come segno di continuità con il passato del popolo ebraico. “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento” (Mt, 5,17).

Forti di questa consapevolezza, gli ultimi due Papi, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno cercato un riavvicinamento col popolo ebraico attraverso visite alla sinagoga laddove, facendosi carico con grande umiltà degli errori di molti, hanno chiesto perdono in particolare per le mancanze dei figli della Chiesa se in qualche modo hanno potuto favorire le piaghe dell’antisemitismo.[4]

·         Tuttavia Gesù Cristo, nel confermare la continuità, mette anche in risalto con fermezza la distinzione, data dalla “novità assoluta” costituita dalla sua Presenza Divina come Figlio di Dio, un tutt’uno con il Padre dal cui amore promana lo Spirito Santo: la Santissima Trinità, cioè un solo Dio in Tre Persone divine! Rivelazione davvero sconvolgente e vincolante per la salvezza eterna. Prima di ascendere al cielo, Gesù disse agli apostoli: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate, dunque, e fate miei discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!” (Mt. 28,16)  Da quel momento gli Ebrei dovranno adorare l’unico Dio in Tre Persone perché il Dio del Vecchio Testamento si è rivelato in Cristo e ha parlato di sé proclamando la sua piena unità con il Padre e lo Spirito Santo “Io e il Padre siamo una cosa sola, il Padre è in me e io sono nel Padre” (Gv. 10,30).

E quando i Giudei, increduli, per sfidare Gesù gli ricordano che loro discendono da Abramo e hanno Dio come padre, Gesù risponde loro “Se Dio fosse vostro Padre mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo. (…) Perché non potete dare ascolto alle mie parole VOI CHE AVETE PER PADRE IL DIAVOLO e volete compiere i desideri del padre vostro. (…) Abramo, vostro padre esultò nella speranza di vedere il mio giorno, lo vide e se ne rallegrò”. Gli dissero allora i Giudei “Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?” Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico “prima che Abramo fosse, io sono”.(Gv.8,31-59)

Forte e terribile questo brano di Giovanni, dove Gesù appare in tutta la sua maestosità, autorità e potenza. Pur essendo egli stesso ebreo, tuttavia non esita a definire i suoi connazionali “figli del diavolo” e non figli di Abramo, perché?  Dio non ha rotto l’alleanza con i figli di Abramo però, con l’avvento di Gesù Cristo e soprattutto con la sua Morte e Risurrezione, il “Dio di Abramo” è ormai solo nella fede in Cristo e pertanto qualunque parentela o discendenza è solo di ordine spirituale. Si possono definire “figli di Abramo” solo coloro che nascono alla fede in Cristo, pertanto anche i pagani che si convertono a Cristo, cancellando definitivamente il valore della successione carnale, etnica per privilegiare solo quella della fede in Lui, aperta a tutti gli uomini di tutte le razze.

Abramo vide il mio giorno e se ne rallegrò” ha affermato Gesù. Com’è possibile se Abramo è vissuto circa duemila anni prima di Cristo? San Tommaso da questa risposta: “Era necessario che il mistero dell’Incarnazione di Cristo in qualche modo fosse creduto da tutti, diversamente, a seconda dei tempi e delle persone…” (S Tommaso d’Aquino, Summa Theol” II, q.2-7).  Quindi anche Abramo, Mosè, Davide e i Profeti dell’Antico Testamento si sono salvati non per le opere della Legge e neppure per la fede in un unico Dio, MA PER LA FEDE IN CRISTO, cioè per la fede nel Dio Trinitario. Pertanto, pur avendo con gli Ebrei le stesse radici e lo stesso Vecchio Testamento, ciò che fa la differenza è l’atto di fede in Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, che gli Ebrei non hanno ancora compiuto come popolo ma solo singolarmente come conversione individuale o di piccoli gruppi sin dai tempi di Cristo fino ad oggi. In tutti i casi noi cristiani siamo incomparabilmente più vicini al Dio degli Ebrei che a quello dei musulmani, ovviamente, non solo come fede ma anche come cultura, costumi ecc.   

Ben altro discorso è la questione dell’ebraismo come SIONISMO dove la fede cede il posto alla politica ammantata di una falsa fede, che diventa fanatismo, orgoglio, presunzione, potere, sfida… con tutta la corruzione vendicativa che spesso ne deriva, come si può trovare esemplificata in alcuni capitoli del libro del “Talmud”. Ma questo esula dal nostro tema specifico che riguarda l’Ebraismo solo nel suo aspetto di fede religiosa plurimillenaria rivelata nel Vecchio Testamento.

 

Il Dio dei Cristiani “Padre, Figlio e Spirito Santo”. 

Un solo Dio in Tre Persone

Alla luce di quanto detto, ne deriva che per i cristiani l’unico vero Dio è Colui che si è manifestato in Gesù Cristo, Figlio di Dio, circa duemila anni dopo Abramo e che ha rivelato l’essenza più intima e peculiare della natura divina: Tre Persone in una sola Natura: Padre, Figlio e Spirito Santo, cioè la Santissima Trinità, inconcepibile per gli Ebrei, bestemmia per i musulmani.

Quel Gesù Cristo che si è incarnato nel seno della Vergine Maria, che ha dato le prove della sua divinità, che ha parlato di Dio come Padre, che lo ha fatto conoscere come Amore, identificandolo col Figlio a tal punto che anche il Figlio è venuto sulla terra per Amore, e solo per Amore ha dato la sua vita per gli uomini, quel Cristo che è risorto e che ha promesso anche per noi la risurrezione dai morti è un fatto storico, reale, meraviglioso, a dir poco sconvolgente che esige da ciascuno di noi un preciso e consapevole atto di fede, in quanto non siamo di fronte a un sistema religioso tra gli altri che prevede delle verità in cui credere e dei riti da celebrare, ma ci troviamo di fronte a una Persona Divina, Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo”.

Perciò chi adora Gesù Cristo adora anche Dio, e chi non adora Gesù Cristo non adora assolutamente Dio, come ha espresso Giovanni Paolo II nell’Enciclica Redemptor hominis laddove afferma che: “Gesù Cristo è il centro di tutta la storia e di tutto il cosmo” 

Ecco perché manipolare la figura di Cristo è un “deicidio”, un grave peccato contro lo Spirito Santo che potrebbe avere delle conseguenze terribili per tutta l’umanità! Se si esclude Gesù Cristo, o lo si considera solo un Profeta, o lo si confonde con altre divinità si vanifica la stessa Redenzione, la sua Risurrezione, tutto il Nuovo Testamento, l’Amore divino, lo Spirito Santo, la Santissima Trinità, si esclude la Chiesa da Lui voluta, il Sacerdozio, i Sacramenti, insomma si esclude lo stesso Dio.  E senza Dio l’uomo perde sé stesso.

Per concludere prendiamo come punto di riferimento il “Prologo del Vangelo di S. Giovanni” cap. 1,9-14 che riporto “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente ma i suoi non l’anno accolto. A quanti però lo hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi…” Si evince chiaramente che sono figli di Dio solo coloro che “sono stati generati da Dio stesso” e non dalla carne. Come? Attraverso il Battesimo. Chiarissimo!!!

 

Conclusione

 

“Le religioni in sé non salvano, poiché procedono dalla religiosità naturale insita in ogni uomo, non hanno la forza di redimere, non sono salvifiche come non lo è tutto ciò che nasce dall’uomo, dalle sue forze naturali. Tuttavia, la religiosità naturale unita alla buona fede e sostenuta dalla retta coscienza, può costituire un valido presupposto affinchè la Grazia, scaturita dal sacrificio della Croce, possa operare anche sull’uomo non cristiano la salvezza che Gesù Cristo ci ha conquistato con la sua passione e morte in croce”. [5]

 

                                                                                               patrizia@patriziastella.com



[1] Robert Spencer, Guida all’Islam e alle crociate. Tutto ciò che sapete sull’Islam e le crociate è falso. Ed. Lindau, 2005

[2] Stanley L. Jaki, Gesù, Islam, Scienza, Ed. Fede & Cultura, 2009 

[3] Per ulteriori approfondimenti, utile l’opuscolo “Islam e Cristianesimo” della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna, ed. Dehoniane, Bologna

[4] Benedetto XVI, discorso durante l’incontro con le comunità ebraiche di Roma, 17 gennaio 2010.

[5] Ferdinando Rancan, Il senso del vivere, Uomo, Tempo, Eternità, Edizioni Ares, Milano 199, p. 32. 

Patrizia Stella, L'Islam, cultura e legge, ed. Fede & Cultura.