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giovedì 3 settembre 2026

LA VITA E' MERAVIGLIOSA. LEGGE REGIONALE VENETO.


IL VALORE GRANDE DELLA VITA”-

Anche per il Veneto, purtroppo, ha vinto la bramosia di morte, dopo tutto un martellare di slogans, di casi pietosi montati apposta come tragedie greche, mentre la medicina ha saputo offrire da tempo un validissimo supporto indolore per un “passaggio” dignitoso verso “nostra sorella morte”. La miglior medicina, però, da sola non basta se non è accompagnata dall’affetto e dalla presenza dei propri cari o da persone amiche, che spesso sono impedite dal visitare i loro ammalati proprio dalle stesse autorità sanitarie, interessate a sbrigare la “faccenda” con una punturina veloce. Vedremo quando arriverà anche il loro turno, perché “chi di spada ferisce, di spada perisce”.

Ma il pericolo peggiore di queste leggi, quando si apre una piccola breccia è quello che si possa poi spalancare una voragine infinita, includendo nei candidati alla morte, anche i depressi, i disperati per causa di lavoro perduto, o di separazione, o di lutti o quant'altro “Purché lo chiedano volontariamente!” Capirai che concessione e che libertà di scelta! Con il rischio di spingere le persone di qualunque età, davanti a inevitabili prove che la vita riserva a tutti, a risolvere vigliaccamente i loro problemi con la morte piuttosto che con il coraggio che talvolta richiede la vita, sapendo che poi il buio passa e torna il sereno, e queste piccole ma importanti vittorie sulle tentazioni del diavolo che vuole la nostra distruzione, sono come medaglie al valore personale, famigliare e comunitario che ci rende più forti ed esperti per affrontarne altre con ottimismo.

Perché una vita solo all'insegna del gaudio e del successo è monca e superficiale! La vita vera è quella composta di gioie e di dolori che vengono più facilmente superati per coloro che hanno fede in Dio. Immaginate la vita di un uomo o donna perennemente gaudenti, senza alcun problema, o delusione, o sofferenza fisica e morale? Diventa un robot piuttosto che un umano, insensibile davanti a tutto e disposto anche a fare del male pur di salvaguardare il proprio, falso benessere.

C'è stato il caso di una signora disabile ma combattiva e piena di voglia di vivere, che si era informata per avere un saliscendi per le rampe di scale del suo condominio. Le hanno risposto "Ma perchè, cara signora, spendere soldi per un attrezzo del genere, quando la dolce morte è completamente gratis?" Al che lei ha risposto: “E che me ne faccio di tutti i miei beni se li metto al servizio della morte, piuttosto che della vita, in qualunque modo possa essere vissuta?” Vi rendete conto a che livello infame è arrivata questa società del diavolo? Al punto da invogliare perfino i bambini nelle loro prime difficoltà di apprendimento o simile, e ovviamente anche i loro stupidi genitori (come accaduto in Canada, Olanda ecc.) a pensare alla morte come soluzione ottimale.

D’altra parte se la legge invita ad ammazzare i bambini nel grembo materno in qualunque momento, perché non pensare di poterlo fare anche dopo, davanti alle prime difficoltà, col bambino vivo che sgambetta e piange e deve essere cambiato e non fa dormire la notte? E se neppure ha senso la vita di un piccolo nascituro che vuole vivere a tutti i costi, figuriamoci quella di un anziano e per giunta malato! E’ la legge della morte gratuita dietro richiesta! E' satana il padre della menzogna e omicida e molti potenti di questo povero mondo si sono inginocchiati, purtroppo, al suo servizio per fare il male all’umanità in cambio di potere, denaro e miserabili piaceri passeggeri per pochi decenni perché poi viene il giudizio di Dio, anche per chi si vanta di non credere a nulla.

Dio nostro padre vuole invece che viviamo nella pienezza questi pochi decenni che ci sono concessi sulla terra 90/100 anni massimo, nella gioia e nella fatica, perché scorrono veloci per tutti e, se li spendiamo bene, sono “la moneta con cui possiamo comprarci l’eternità” affermava nei suoi libri don Ferdinando Rancan, sacerdote diocesano veronese in concetto di santità che ha ben conosciuto il grande valore della sofferenza quando è in unione con Dio, nostro padre. Ha il potere di salvare le anime e di guarire le malattie. 
Se leggiamo la vita dei santi come modello per la nostra vita, avremmo un punto in più per capire il vero significato della nostra vita sulla terra. In tutti i casi è sempre l’amore a vincere sulla malattia, sull’indifferenza, sull’odio, sull’interesse, sul portafoglio... l’amore ha la forza di far resuscitare un morto e di fargli accettare serenamente anche la sofferenza dell’agonia se accanto a sé ha una persona che lo ama sinceramente a costo di qualunque sacrificio.

Figuriamoci che cosa importa ai nostri politici e al loro portafoglio, assieme a quello di molti medici venduti al potere, la sofferenza dei loro concittadini, o il loro benessere, o la difesa della giustizia e dei diritti, del lavoro, della famiglia, oggi ridotta a una qualunque ammucchiata senza identità e senza nome. Dopo che i poteri forti le hanno inventate tutte per poter ammazzare tre quarti dell’umanità con la menzogna della sovra-popolazione, cominciando dai bimbi nel grembo delle madri in qualunque periodo di gestazione, e poi con vaccini mortiferi, contaminazione nei cieli e nei cibi, guerre assurde e mille espedienti per ridurre questo mondo uscito splendido dalle mani di Dio a un immondezzaio di cenere, miseria e morte.

E’ il noto programma massonico-satanista, agenda 2030, che sta comandando il mondo attraverso politici e magistrati e medici e vescovi e cardinali corrotti, (con l’obiettivo dichiarato senza mistero, di arrivare anche al soglio pontificio) mentre noi cittadini, poveri illusi, crediamo che il nostro Stato con le sue leggi, imposizioni, divieti e regolamenti assurdi faccia tutto per il nostro bene, come un buon padre di famiglia che si prende a cuore il bene dei propri figli. E tutti a correre per accaparrarsi vaccini mortiferi o gravemente disabilitanti, e anche dopo la prova lampante della loro pericolosità, non si arrendono neppure davanti all’evidenza dei fatti, per non ammettere i propri errori e dover andare contro corrente se vogliono difendere la verità, la loro incolumità e la salute dei loro figli.

Non dobbiamo obbedire alla cieca a nessuno, neppure al Papa, vero o presunto, se va contro la dottrina voluta da Gesù Cristo, figuriamoci quando si permette di affermare senza averne la competenza che “I vaccini sono un atto d’amore”. Chissà se ha pronunciato quella frase assurda con convinzione o per costrizione? Dio solo giudicherà, ma nel frattempo quanto male e quanti morti avrà arrecato all’umanità e soprattutto al clero e ai cattolici quella frase buttata là come la “soluzione divina” di tutti i problemi?

Dobbiamo usare il nostro cervello e anche il supporto della preghiera, prima di cedere a certe proposte o leggi soprattutto quando ci vengono imposte come obbligo assoluto per il "bene nostro e dell’umanità" mentre si rivelano trappole mortali. Esistono migliaia di persone che obbediscono alla cieca a qualsiasi autorità civile o ecclesiastica per diventare dirigenti o prelati importanti, senza porsi il problema morale se questo è bene o male! Ma pochissimi sono coloro che obbediscono solo alla loro coscienza perché conoscono il Bene supremo ad essa connesso e, come una perla preziosa, non la vogliono perdere, a costo di incomprensioni, o emarginazioni o peggio. Dio non li abbandona, ma li protegge.

CAPOLAVORO DI SATANA. Ma il vero scopo di tutti questi programmi demenziali, in particolare l’ultima trovata di “come e quando morire” è davvero il capolavoro di satana: impedire che la persona, negli ultimi periodi o istanti della sua vita, possa avere il tempo di pensare a Dio, a un’eventuale vita nell’aldilà, a un eventuale premio o castigo eterno e, come massimo del loro progetto satanico, impedire in tutti i modi che il malato o l’anziano possa arrivare a una conversione, perché una sola anima che si converte a Dio anche all’ultimo momento, causa una rabbia infinita a tutti i demoni. Per questo è importante che accanto al capezzale del morente, anche parecchi giorni prima di esalare l’ultimo respiro, ci sia la presenza di un sacerdote davanti al quale tutti i diavoli scappano infuriati e allora anche il morente trova quella serenità per ricevere i sacramenti e l’Unzione dei malati, se possibile.

Ottima anche la presenza di qualche parente o persona di fede che possa aiutarlo a superare questi momenti con la preghiera e magari con qualche gesto di affetto, come tenergli la mano, accarezzargli la fronte, recitare la coroncina della divina misericordia o la preghiera a San Giuseppe per la buona morte ecc. Non dobbiamo avere paura della morte e neppure della sofferenza che al giorno d’oggi è quasi sparita o resa sopportabile grazie alla medicina, e poi l’aiuto di Dio non manca mai nei momenti più difficili della nostra vita, se lo invochiamo con fede. La Madonna e San Giuseppe vegliano con noi sempre e ci hanno preparato un mondo di bellezze. 

Neppure dobbiamo avere paura di passare gli ultimi anni come se fossimo “inutili” magari in pensione, non più interpellati come esperti o direttori, ma emarginati, anche come sacerdoti. Non è la carriera passata o presente che ci deve attrarre come scopo principale della nostra vita, ma è il bene che abbiamo potuto realizzare, anche con il nostro lavoro e impegno, per noi, la nostra famiglia e tutta la società, finché il Signore vorrà. Fare una carriera strepitosa, avere un potere enorme per poi metterlo a servizio del male e della menzogna, addirittura col pericolo di far morire gente innocente, come spesso accade, o di ridurla in miseria è la peggior disgrazia o condanna che ci possa capitare, spesso cercata e voluta per il proprio lurido interesse o per loschi intrighi politici. Dio ci chiederà severamente conto di queste nostre scelte criminali-

Anche se fossimo in carrozzina o a letto, la nostra vita non perderebbe la sua importanza, perché la vita dell’uomo non vale per quello che “compie” finché è giovane e sta bene: scoperte, ricerche, insegnamenti, leggi, lavori manuali o intellettuali, famiglia, figli, realizzazioni strepitose ecc. ecc. La vita dell’uomo vale sempre e comunque davanti a Dio, anche se malati, disabili, carcerati o prigionieri perché, sull’esempio di Gesù Cristo, ha avuto più valore la sua Passione, Morte e Risurrezione di tre giorni piuttosto che tutto il resto della sua vita passato a lavorare con San Giuseppe e a predicare in giro per la Palestina. Quante anime potrà salvare Gesù grazie all’offerta della nostra giornata con le gioie, i dolori, il lavoro, le corse, le preoccupazioni, le preghiere che la accompagnano.

Tutta la vita sulla terra è un dono meraviglioso, ancor più la vita nell’aldilà, come da parole di molti Santi fra cui anche San Paolo quando afferma che “nessuno sulla terra può immaginare le meraviglie che Dio ha preparato per coloro che lo amano”. Gesù confido in te, ora e sempre. La vita è meravigliosa per chi ama Dio, sulla terra e ancor più nel Cielo.

                                        patriziastella.com


      Ascoltiamo la voce del Magistero della Chiesa in proposito:

Papa Pio XII,, il 24 febbraio 1957, (cfr. Acta Apostolicae Sedis XLIX, 1957) così afferma riguardo la sedazione profonda:

“Non bisogna privare della coscienza il morente, se non per gravi ragioni. Prima di giungere a obnubilare o togliere la coscienza al malato bisognerebbe dargli l’opportunità, se è possibile e se lo vuole, di soddisfare i suoi doveri morali, famigliari e religiosi. Il malato ha, infatti, il diritto a vivere la propria morte con dignità e libertà e a prepararsi ad essa dal punto di vista umano e cristiano”.


                              ***********************

Dalla dichiarazione sull’eutanasia III del 1980, di S. Giov. Paolo II - Da Evangelium Vitae 65 nel 1995.
ripreso dalla Carta degli Operatori sanitari edizione 2016 al n. 155


“In conformità con il magistero dei miei predecessori e in comunione con i Vescovi della Chiesa cattolica, confermo che l’eutanasia è una grave violazione della Legge di Dio, in quanto uccisione deliberata moralmente inaccettabile di una persona umana. Tale dottrina è fondata sulla legge naturale e sulla Parola di Dio scritta, è trasmessa dalla Tradizione della Chiesa ed insegnata dal Magistero ordinario e universale. Una tale pratica comporta, a seconda delle circostanze, la malizia propria del suicidio o dell’omicidio”.
                                   stop


martedì 25 agosto 2026

L'ABBAGLIO DI MONS. SCHNEIDER

         L'ABBAGLIO DI MONS. SCHNEIDER

      IN MERITO ALLA FRATERNITA’ SAN PIO X


Dal blog di Maurizio Blondet

PRIMA PARTE. Mons. Schneider ha difeso le consacrazioni episcopali della Fraternità S. Pio X come atti necessari per continuare la loro opera di preservazione della fede cattolica perenne in modo chiaro e completo, nella sua dottrina e nei suoi sacramenti.


SECONDA PARTE. Il Vescovo Schneider paragona la Fraternità San Pio X al rifiuto di Sant’Atanasio di avallare l’eresia ariana del 300 circa.
                                            
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RISPONDO ALLA PRIMA PARTE:

Premetto che Mons. Schneider è sempre stato un tenace oppositore di tutto il Concilio Vaticano II e dei grandi Papi di allora, finiti con l’ultimo vero Papa Benedetto XVI, secondo la vera successione apostolica. Per rispondere a qualche mio interlocutore perplesso, posso attestare questo per vari motivi ma anche per una discussione personale che ho avuto con lui in occasione di un convegno sulla chiesa a Trento qualche anno fa, durante il quale Mons. Schneider mi ha detto chiaro e tondo e perentorio che da Pio XII in poi sarebbe tutto da cancellare e da riscrivere! ecc.
         Se è vero che la Chiesa ha trovato un lungo periodo di prova anche a seguito dello scombussolamento del Concilio Vaticano II a motivo del solito intervento dei nemici della Chiesa intrufolati come "fumo nel Tempio" (parole di Paolo VI) per scalzare Chiesa vera e Papato, non è questo il motivo per cercare soluzioni al di fuori della Chiesa e dei legittimi Pastori, se non creando scismi, apostasie e divisioni che fanno trionfare non certo la verità, ma l'azione del diavolo
     A seguito di queste persecuzioni occulte ma reali,  che tutti possono comprovare contro il grande Papa Benedetto XVI, (vedi espulsione dalla università  La Sapienza, minaccia di morte dopo la predica su Maometto a Bratislava, il rifiuto dei Vescovi tedeschi di porgere al Sommo Pontefice la mano di benvenuto con palese avversione nei confronti della sua persona come Vicario di Gesù Cristo ecc. ecc. ) sta di fatto che il povero papa Benedetto, vistosi circondato da una sorta di “lupi” cioè cardinali della cosiddetta “mafia del Sangallo” che gli impedivano di svolgere il suo mandato petrino, con continui ricatti e ostilità, aveva pensato di mettersi in “sede impedita” mantenendo però l’investitura divina cioè il “munus” e lasciando al suo successore, Bergoglio, solo il “ministerium” cioè come amministratore provvisorio e non come vero Papa. In seguito la questione si è complicata, è stata contestata ma lasciamo per adesso questo problema che comunque non è da trascurare ma serve per farci capire la gravità della situazione attuale che ancora non si è risolta, anzi si è ulteriormente aggravata con il successore di Bergoglio, Leone XIV.

Che si voglia credere o no a questo fatto ormai così lapalissiano e testimoniato, sta di fatto che la presenza di due o più Papi si è verificata più volte nella storia bimillenaria della Chiesa, tuttavia alla fine è sempre emersa, sicuramente per volontà di Dio attraverso l’assistenza dello Spirito Santo col Magistero della Chiesa, la figura di un solo vero Papa secondo la vera successione apostolica, mentre l’altro o gli altri erano considerati “antipapi” e i loro discorsi, scritti ecc. buttati al macero. In duemila anni di storia della Chiesa, il Magistero perenne ne ha calcolati ben 40! Uno ogni 50 anni circa. Il nostro caso, diciamo pure il “post papa Benedetto XVI” è comunque il più grave in assoluto perché, mentre in precedenza si trattava di false nomine papali spesso da parte di pochi ma potenti cardinali per accaparrarsi benefici, denaro, privilegi ecc., (cosa peccaminosa ovviamente ma non dell'attuale gravità di cui parleremo), nel nostro caso purtroppo, è la prima volta che l’intento principale degli antipapi sostenuti probabilmente da correnti massoniche che neppure fanno più mistero di manifestarsi pubblicamente, è soprattutto quello di demolire la dottrina cattolica dall’interno, e in tal modo distruggere tutta la Chiesa con i suoi dogmi, sacramenti, consacrazioni ecc. 
    Questa corrente anticattolica a vasto raggio, diciamo così, ha preso come occasione le aperture del Vaticano II (sia pure discutibili ma inevitabili in quel clima di odio e contestazione e persecuzione, vedi l'attentato a Papa Giovanni Paolo II),  per cominciare la sua azione demolitrice e subdola presentando le innovazioni come un male assoluto per creare divisioni e scismi, come è lo stile del diavolo, padre della menzogna e omicida, 

 E’ stato proprio in questo periodo contestato del Concilio, vale a dire grosso modo, dal 1962 al 1968 e avanti, che è emersa la figura del Vescovo Mons. Lefebvre il quale, preoccupato per le varie traversie e contestazioni soprattutto da parte progressista che pretendevano dal Papa un rinnovamento totale e radicale di tutta la dottrina cattolica, ha cercato di arginare questa avanzata ribelle, firmando anche lui tutti i documenti del Concilio. Infatti i documenti del vero Concilio dei Padri, come spesso soleva affermare papa Benedetto XVI, erano in piena sintonia con la dottrina di sempre, ma sono stati i media, i contestatori e i nemici della Chiesa  a stravolgerne tutti i significati, le finalità e perfino la sostanza. E la massa ignorante del popolo bue, ha fatto da cassa di risonanza.

Era il periodo delle grandi contestazioni sessantottine a vasto raggio, dove soprattutto i giovani universitari, animati da fanatismo irrazionale e ingiustificato, avevano la pretesa di cambiare tutta la società a iniziare dalla Chiesa, trovando sempre qualche sacerdote o vescovo dell’altra “sponda” contestatrice disposto a fornire loro il materiale necessario per aumentare il fuoco nel grande braciere, dove si doveva bruciare tutto il “vecchio” sistema per creare “miracolosamente” dal nulla il nuovo che, secondo loro, avrebbe risolto tutti i problemi sia economici che religiosi che di ogni altro genere.


Ricordo perfettamente che era un periodo in cui nessun Vescovo, o pochissimi, obbediva ai legittimi “Grandi” Papi, permettetemi la definizione, neppure i Vescovi regolarmente nominati dallo stesso Papa Giovanni Paolo II. Però si fingeva obbedienza per non avere rogne. C’era un clima di contestazione generale contagioso che io stessa toccavo con mano dal vivo perché allora stavo studiando teologia per laici nel Seminario di Verona e mi venne un colpo al cuore nel vedere che il nuovo “Catechismo della Chiesa Cattolica” promulgato nel 1992 da S. Giovanni Paolo II venne rifiutato e ignorato da quasi tutte le diocesi almeno quelle italiane, e solo pochi sacerdoti e qualche Vescovo fedele riuscirono a farlo conoscere e apprezzare ai loro fedeli. Tra questi un eroico sacerdote diocesano di Verona in concetto di santità per il quale si sta aprendo la causa di beatificazione: don Ferdinando Rancan che lo fece amare si suoi parrocchiani e amici simpatizzanti con lezioni di cui ci ricordiamo ancora la profondità e la chiarezza. E poi ci domandiamo come mai sono finiti così in basso anche gli studi nei seminari! Tutto da rifare e da rifondare.

Era questo eventualmente il momento più urgente e indicato per la nuova e coraggiosa comunità di San Pio X fondata appunto in quegli anni da mons. Lefevbre di stringersi ancora di più intorno all’autorità del Papa così deriso e bersagliato da tutte le divisioni, progressiste, tradizionaliste, sedevacantiste ecc. e fare corpo e resistenza con tutti i fedeli che amavano la vera Chiesa di Gesù contro l’avanzata ribelle, abortista, contestatrice e disfattista di tutto quello che era il patrimonio spirituale, liturgico e canonico che rischiava veramente la dissoluzione.

INVECE NO!! In nome di una presunta fedeltà alla Liturgia antica più che alla vera Chiesa di sempre e al Vicario di Gesù Cristo, il gruppo fondato da mons. Lefebre, il quale, torno a dire, aveva firmato tutti i documenti del Concilio, per cui non erano poi così eretici! ha preferito “fondare” la sua chiesuola perfetta e infallibile, rifiutando con sdegno la mano tesa di Papa Benedetto XVI attraverso un'apposita commissione la "Ecclesia Dei", nel tentativo ammirevole di tenere aperto un dialogo costruttivo e rispettoso da ambo le parti, dopo che che lo stesso Papa Ratzinger aveva avuto il coraggio di abolire la scomunica inflitta dal precedente Papa Giovanni Paolo II, a norma del diritto canonico, per aver essi consacrato i primi 4 Vescovi senza il permesso del Papa. Dopo che lo stesso Papa Giovanni Paolo II aveva loro concesso tutto: l’istituzione della “fraternità”, la Messa antica, l’ordinazione dei primi sacerdoti e l’aggregazione dei laici... ma consigliava di aspettare per le nomine dei Vescovi, senza per questo negare questo progetto, ma per il fatto che i tempi erano prematuri, vista la situazione di contestazione generale su tutti gli altri fronti.

Invece tutta la fraternità rispose orgogliosamente con un gesto gravissimo di disobbedienza, quasi sfidando il povero Papa Giovanni Paolo II già così umiliato e sofferente per il tentato omicidio, oltre che per le contestazioni ingiustificate anche dei propri Vescovi e Cardinali.

Qualche decennio dopo, some segno di “riconoscenza” verso Papa Benedetto XVI per le concessioni gratuite e immeritate sopra accennate, i responsabili della fraternità, davanti alla presenza dei due Papi, Benedetto e Francesco nel 2013, hanno ignorato la presenza del vero Papa uscente in sede impedita, per stringere accordi col nuovo presunto Papa Bergoglio il quale li ha furbescamente “accalappiati” promettendo loro incarichi di fiducia!! Quanta ingratitudine ha dovuto subire il povero papa Benedetto.

Arriviamo al 2026 con la nuova pretesa da parte dei Lefebvriani di ordinare altri 4 Vescovi, chiedendo il permesso, questa volta, all’attuale presunto papa Leone XIV il quale, consapevole di non essere il Papa legittimo e pertanto impossibilitato di esercitare nella pienezza il suo ministero petrino (la Segreteria di Stato e il Promotore di Giustizia stanno tenendo tutto sotto controllo fino allo scoppiare della “bomba chiarificatrice), ha dovuto tergiversare un po’ ma alla fine ha rifiutato il suo permesso per queste nuove ordinazioni. Anche questa volta i Lefebvriani, valido o invalido che sia questo rifiuto di Leone XIV, se ne sono letteralmente infischiati e hanno proseguito con le loro ordinazioni episcopali ottenendo questo bel risultato: sono eretici, scismatici e in stato di grave peccato per aver rifiutato la presenza e l’autorità del successore di Pietro, passato e presente, costituendo in tal modo una loro chiesa con sacerdoti veri, ma scismatici, e con Vescovi falsi e pure scismatici, e per giunta senza la presenza di Pietro. E chi non sta con Pietro neppure sta con la Chiesa, perché la Chiesa è stata fondata da Gesù Cristo non su un gruppo di sacerdoti o vescovi, ma SULLA ROCCIA CHE E’ PIETRO. 

QUINDI ESSI SONO FUORI DELLA CHIESA CATTOLICA TOTALMENTE.

Dalle cronache in corso, dobbiamo chiarire brevemente che a Leone XIV poco importava la questione lefebvriana sinceramente, anche se non gli competeva affatto come detto perché non ha il “munus petrino”, ma anche perché è super impegnato da parecchi mesi nel collocare nei dicasteri di maggior prestigio, soprattutto le donne, future diaconesse, dicono, con le arie che tirano, ma non caste suorine di preghiera e di dottrina, bensì le rappresentati ufficiali di tutte le categorie arcobaleno LGTB esistenti sulla terra, oltre che aver nominato uomini di cui si conosce perfettamente l’appartenenza alla massoneria che la Chiesa ha sempre condannato in ben 600 pronunciamenti.

Tutto questo programma scandaloso e sacrilego assieme all’adorazione occulta ma comprovata della dea Pachamama, già intronizzata da Bergoglio in Vaticano e dallo stesso Prevost quando era Vescovo in Perù, per sorvolare sull’invito ossequioso in Vaticano della “vescovessa” anglicana anch’essa lesbica e pro- immoralità varie che addirittura è stata invitata a dare “la benedizione!” a certi cardinali presenti, i quali non si inginocchiano più davanti al Santissimo o al momento della Consacrazione, però si sono inginocchiati in gesto ossequioso davanti alla vescovessa eretica e sacrilega che li ha benedetti. Poveracci! Come siamo ridotti! Purtroppo sono fatti e testimonianze da brivido che, per un vero cattolico normale, diciamo così, e neppure tanto fervente, provocano il voltastomaco e la tachicardia e non ultimo, la tentazione sempre più forte di lasciare questa nave della chiesa cattolica in piena tempesta per cercare scialuppe di salvataggio altrove, dove sembra albergare una tranquillità e sicurezza dottrinale davvero rassicurante.  Ma dove andremo, o Signore? Tu solo hai Parole di Vita Eterna.

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A questo punto drammatico della situazione, fatta salva la loro presunta buona fede nell’amore alla Messa antica e lasciando ogni giudizio finale a Dio Giusto Giudice, anche se non è la Messa che salva ma la comunione con la vera Chiesa e con Gesù Cristo che loro hanno rifiutato e rinnegato due volte attraverso due invalide consacrazioni episcopali, a questo punto drammatico della situazione, arriva nientemeno che mons. Schneider a proporre una soluzione assurda che non sta né in cielo né in terra e cerchiamo di vedere il perché.


RISPONDO ALLA SECONDA PARTE 
DI MONS. SCHNEIDER

Chiaro che i Lefebriani e loro adepti si difendono come possono dai molti dubbi e anche critiche che i fedeli stanno muovendo a motivo, come detto, di voler consacrare arbitrariamente i loro Vescovi senza il permesso del Papa, ma da qui ad affermare col vescovo SCHNEIDER che essi rappresentano la vera Chiesa sul modello di ciò che fece S. Atanasio siamo totalmente fuori binario.

Perché è stata la vera Chiesa in quel periodo dell’eresia ariana, agli inizi del 300 a passare quasi totalmente al Nemico. In quanto, seguendo l’apostata Ario, aveva in blocco rinnegato la divinità di Gesù Cristo riducendola a una pura emanazione della sua persona umana.

E col cedimento perfino del debole Papa Liberio e la spinta di imperatori e cardinali potenti, tutto il popolo cristiano di questi primi secoli della Chiesa aveva aderito quasi totalmente all’eresia ariana, tranne un solo Vescovo che si oppose con coraggio eroico e fu il grande sant’Atanasio, Vescovo di Alessandria d’Egitto dal 328 al 373 che per questo suo gesto sicuro, tenace, eroico, illuminato dallo Spirito Santo, si "guadagnò" persecuzioni, insulti, esilio  fino comunque ad ottenere la vittoria finale, uno solo contro tutti! In tutta questa vicenda amara della crisi ariana, spuntò quasi miracolosamente il CONCILIO DI NICEA, nel 325 dove venne definito con chiarezza che "MARIA SANTISSIMA ERA VERA MADRE DI GESU' CRISTO, VERO DIO E VERO UOMO". Pertanto si confermava l'unica Persona di Gesù Cristo nella pienezza delle due nature: umana e divina!

Mons. Schneider vorrebbe fare l’esatto contrario di ciò che ha fatto, con un eroismo incredibile il grande Sant’Atanasio, cioè vorrebbe che la vera Chiesa cattolica, sia pure dilaniata da gravissime lotte interne, fosse “rimpiazzata” dalla Fraternità San Pio X, tutta unita e compatta, ma solo all’apparenza, attorno alla loro Messa antica di cui si vantano, come se fosse la Messa a salvarli mentre occorrono ben altre virtù, oltre ai Sacramenti e all’obbedienza al Vicario di Cristo che è il Papa, quello vero però! Per questo adesso ci troviamo in una crisi dottrinale terribile che mai nella storia della Chiesa, già dilaniata da eresie e miserie di tutti i suoi membri, si è trovata ad affrontare.

Infatti Sant’Atanasio ha riportato tutto il gregge disperso dagli Ariani dentro all’ovile dell’unica vera Chiesa cattolica che essi in massa avevano abbandonato, grazie anche al pentimento valoroso del vero papa Liberio che ne era stato travolto anche lui ma poi si è ravveduto e ha appoggiato in pieno.
 S. Atanasio, dopo molte persecuzioni, come detto, a motivo della sua fede tenace e coraggiosa che era in contrasto soprattutto con i potenti dell’epoca dove comandavano ancora gli Imperatori romani e successori. (ricordiamo qui brevemente la famosa  "lotta per le Investiture" tra Chiesa e Impero durata interi secoli), riuscì comunque a perseverare in mezzo a grandi sofferenze e ricondurre la Chiesa nel giusto ovile di Gesù Cristo che aveva abbandonato in massa.

Questo anche per dimostrare che, quando si è convinti di una Verità di fede attraverso una certa illuminazione interiore che il Signore stesso invia a una o poche anime di preghiera veramente innamorate di Lui, nessun ostacolo può far prevalere la menzogna, e Gesù stesso si fa garante nel difendere i suoi ministri e la sua Chiesa quando, come e attraverso le anime che Lui vuole. Ma le porte degli Inferi non prevarranno mai sulla Chiesa di Cristo, anche quando tutto sembrasse perduto perché al momento opportuno, la Verità almeno per il piccolo gregge rimasto fedele, viene alla luce e ha la forza di abbagliare il resto del mondo.

Ma se sono stati i Lefebvriani ad aver rifiutato il vero Papa Benedetto XVI per stringere alleanza e obbedienza col falso papa eretico Bergoglio! E adesso lo stesso col suo successore Prevost che non fa altro che nominare gay trans e bis nei dicasteri di comando del Vaticano. In modo che un po' alla volta ci si abitua a tutto e dal cedimento approvato o tollerato della lussuria senza confini a quello dell’apostasia il passo è fatto perché la storia insegna che quando si cede sul peccato sessuale o peggio omosessuale "variegato" considerandolo una normalità da difendere e addirittura da benedire e di cui andare orgogliosi.. (peccato contro lo Spirito Santo) tutto il resto della dottrina cosa vuoi che importi? Quando la cecità dell’intelletto ha preso il sopravvento sulla ragione e sulla volontà, oltre al fatto che si rinuncia alla preghiera  o la si riduce  al massimo ritenendola inutile, che cosa resta da salvare del rapporto personale con Dio, base fondamentale della vera ascetica cristiana, oltre che della dignità dell’uomo e della donna se non poveri pagliacci manipolati dai potenti di turno? 
Che Gesù Cristo sia vero Dio o un grande profeta... Che la dea pachamama sostituisca la Vergine Maria ormai fuori moda… che importanza ha per il novello clero sessualizzato, sporcaccione, cieco ignorante e sacrilego? E per giunta presuntuoso perché crede di essere nella verità con la protezione  dello stesso Dio che vuole rinnovare una Chiesa ormai bigotta, esigente e fuori del tempo! 


Non si tratta certo per noi cattolici di sentirci dei "super-eroi" perfetti e impeccabili, uomini e donne di ferro, assolutamente no! Anche perché i santi ci dicono che certe tentazioni, come certe cadute non solo contro la castità servono per farci crescere in umiltà e chiedere sempre aiuto e perdono al Signore perché siamo tutti fragili, deboli e peccatori e senza di lui non possiamo nulla.  Non solo nei confronti della lussuria oggi così decantata come un diritto, ma anche contro tutte le altre tentazioni: l'invidia, l'ira, la maldicenza, l'imbroglio, l'usura, l'eccessivo piacere della gola e dei sensi in genere ecc. anche perchè questi cedimenti progressivi, non combattuti con la preghiera e i sacramenti, non danno serenità, ancor meno gioia, e alla fine creano molta sofferenza e tolgono la pace del cuore. 
Ci sono testimonianze in tale senso molto significative che emergono soprattutto durante convegni su questo tema ai quali cercavo di partecipare anch'io come pedagogista, non libera professionista ma come socia volontaria in associazioni pro-life. 

  Ma nel nostro caso concreto dove gli stessi Vescovi, col silenzio del presunto papa Leone applaudono a tutte le tipologie di unioni contro natura condannando coloro che si oppongono con quell'accusa orrenda di "omotransfobia" siamo su tutt'altra sponda! Anzi, su tutt'altro pianeta!  Perchè in questo caso si tratta di voler imporre un nuovo stile di vita come normalità dove questo stile di vita prevede non solo le solite convivenze irregolari tra un solo uomo e una sola donna senza alcun impegno matrimoniale vincolante, o il cosiddetto "adulterio" fra uomo e donna già sposati, ma si spingono ben oltre! Essi pretendono l'accettazione anzi il diritto a qualunque altro tipo di rapporto, con un elenco infinito di tipologie che considerano addirittura "famiglia" mentre sono in netto contrasto col volere di Dio espresso nella Genesi e trasmesso nei secoli sia dalla Chiesa cattolica che da altre Chiese ortodosse e protestanti, ma anche da quelle istituzioni laiche che comunque credono nei valori non negoziabili, basandosi sul buon senso e sulla legge naturale.

 Ormai quando l’immondizia, i piaceri della carne, della mensa e dei sensi riescono ad appagare il consacrato, tutto passa in secondo o terzo ordine di importanza: la Messa, i Sacramenti, le opere buone, la Vita Eterna! "Come una lupa si malvagia e ria, che mai non sazia la bramosa voglia, e dopo il pasto ha più fame che prima", afferma con indignazione il sublime poeta.
 Ogni azione o preghiera che aiuta a vivere il rapporto personale col Signore, attraverso il quale riceviamo la grazia della perseveranza e anche le luce per superare la nostre difficoltà o capire meglio la sua volontà su ciascuno di noi, perdono il loro vero significato ascetico e soprannaturale per fermarsi miseramente al soccorso ai poveri e ai migranti, che qualunque laico può realizzare, senza bisogno di quel sublime sacramento che è l'ordinazione sacerdotale "che ha il privilegio immenso, attraverso la Santa Eucarestia, di far scendere lo stesso Gesù dal cielo alla terra fino alla fine dei tempi." (dagli scritti di don Ferdinando Rancan)

 Basta pregare per la pace e per la pancia....e tutto il resto non ha più importanza.

Questi poveracci si ritrovano alla fine dei poveri disperati, perché privati dell'esperienza del vero amore che sboccia fra un solo uomo e una sola donna per tutta la vita, nel bene e nel male, ma vengono usati e abusati a seconda del volere malsano del potente di turno che li usa per i propri sporchi vizi e poi li molla con disprezzo. Peggio della peggiore prostituzione. Altro che amore! Altro che orgoglio! Altro che sorrisi e baci e penne di struzzo che coprono lo schifo delle loro nudità durante i gay pride che danno il voltastomaco.

Ma l’ultima parola spetta a Gesù Cristo. E lo stiamo aspettando con fede, almeno una sua chiara manifestazione indiscutibile e probabilmente anche.... sonora e roboante contro chi si ostina a peccare contro lo Spirito Santo scambiando il male per bene e viceversa e trascinando molte anime nell’errore e nel peccato. Dio lascia fare e resta in silenzio per vedere fino a che punto arriva la stoltezza umana senza il suo Creatore.... Poi però quando si farà sentire.... meglio battersi subito il petto perché ciò che conterà di più non sarà salvare la propria vita ma la propria anima dalla dannazione eterna. E quello sarà un tormento eterno terrificante per chi non si pente in tempo. Soffrire sulla terra per un miserabile piacere sempre inappagato,  e poi per sempre nella Vita Eterna è la peggiore stoltezza che possa capitare a un essere umano con un minimo di saggezza e dignità, uomo o donna che sia.

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venerdì 21 agosto 2026

LE NUOVE NOMINE DI LEONE XIV. DAL BLOG DI ALDO MARIA VALLI

               LE NUOVE NOMINE DI LEONE XIV

               DAL BLOG DI ALDO MARIA VALLI


di Francesca de Villasmundo

Le nuove nomine decise da Leone XIV in vari comitati e dicasteri vaticani sono accomunate da un profilo deplorevole: si tratta di massoni, femministe, pro-LGBTQI+.

In questo mese di agosto Leone XIII ha nominato nuovi consulenti presso vari comitati e dicasteri vaticani. Nomine che suscitano perplessità, perché il criterio di scelta non è la cattolicità, bensì il loro approccio progressista, inclusivo, multiculturale e umanista.

Il 6 agosto Leone XIV ha nominato quindici nuovi consultori al Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, guidato da suor Simona Brambilla. Tra questi figurano due vescovi, cinque sacerdoti, due religiosi e sei suore, molti dei quali hanno pubblicamente espresso posizioni eterodosse in relazione alle riforme sinodali di Francesco. I consultori sono favorevoli al coordinamento delle donne e ai diritti LGBTQI+.

In particolare, il papa ha scelto suor Patricia Murray, ex segretaria esecutiva dell’Unione internazionale delle superiore generali, convinta sostenitrice della comunità LGBTQI+ e fervente sostenitrice del diaconato e del “sacerdozio” femminile, nonché di cambiamenti strutturali nella governance della Chiesa attraverso un orientamento femminista. Suor Murray non esita a parlare del “dolore” e della “ferita” subiti dalle persone LGBTQI+ a causa della dottrina cattolica sui rapporti sessuali contro natura. Intervenendo a una conferenza nel 2023 sul “danno inflitto” a queste persone, ha sottolineato che alcuni ritengono che le sole scuse non siano sufficienti.

Tra queste donne che hanno assunto posizioni chiave nella vita della Chiesa, segnaliamo l’arrivo di suor Maria Nirmalini, religiosa indiana che ha partecipato al Sinodo sulla sinodalità del 2023. In un’intervista a Vatican News del 2023, suor Nirmalini si è fatta promotrice di una “riforma liturgica che ponga meno enfasi sull’uniformità e più sulla creatività”. Ha inoltre elogiato papa Francesco per aver “incluso noi donne”, vedendolo come un segno che “tutti sono coinvolti in questo processo”.

Suor Nirmalini ha esortato le donne a “rivendicare l’uguaglianza” e a offrire i propri doni, “legittimi o meno”, perché “nessuno, nemmeno la Chiesa, ha il diritto di negare i doni di Dio”. Ha espresso inoltre la speranza di un “netto declino del clericalismo” e che la Chiesa ponga maggiore enfasi sulla responsabilità condivisa nella salvaguardia del creato. Inutile aggiungere che suor Nirmalini ha chiaramente accolto con favore il dialogo interreligioso e la sinodalità come “un nuovo tipo di leadership, un nuovo modo di essere Chiesa”.

Un’altra figura femminista di spicco è suor María Rosaura González Casas, i cui scritti e dichiarazioni pubbliche preannunciano cambiamenti significativi all’interno delle strutture della Chiesa. Questa suora messicana, psicologa e docente presso la Pontificia Università Gregoriana, osa affermare che la Chiesa ha sistematicamente fallito nella sua missione nei confronti delle donne e che, se ciò dovesse continuare, “non avremo futuro come Chiesa”. Ha aggiunto che le donne sono state spesso trattate all’interno della Chiesa come “cittadine di seconda classe”, ridotte a mera “manodopera”, senza alcun reale potere decisionale, ed ha attribuito questa situazione a quella che ha definito l’influenza della cultura ecclesiastica e delle strutture gerarchiche che, a suo dire, portano anche ad “abusi nei confronti delle suore”.

E dopo le femministe, ecco che Leone XIV ha affidato un incarico di rilievo a quello che sembra essere un amico della massoneria. Il 13 agosto ha nominato Umberto Longo, direttore dell’Istituto italiano di storia per il medioevo e professore di storia medievale all’Università La Sapienza di Roma, membro del Pontificio comitato per le scienze storiche. “Una nomina – scrive LifeSiteNews – effettuata nonostante le prove documentali che lo collegherebbero alla massoneria, inclusi documenti della loggia dell’Antico e Accettato Rito Scozzese e le successive apparizioni del docente a eventi organizzati nell’ambito della principale loggia massonica italiana, il Grande Oriente d’Italia (GOI). Le dichiarazioni di Longo dimostrano la sua opinione decisamente favorevole alla cultura e agli ideali massonici”.

Il sito sottolinea inoltre che “un numero del 2014 di ‘Logos’, la rivista dell’Antico e Accettato Rito Scozzese in Italia, contiene un articolo scritto dal Padre Oratore Umberto Longo 9°, membro della Loggia di Perfezione dei Maestri Segreti Giano di Roma. Questo articolo tratta della storia, del rituale e dello sviluppo iniziatico del Rito Scozzese. Il titolo Fr è usato nella pubblicazione come abbreviazione di Fratello, mentre il numero indica il grado massonico. Più specificamente, il numero 9 significa che l’autore ha raggiunto il nono grado dell’Antico e Accettato Rito Scozzese, ovvero quello di Eletto dei Nove.

L’infiltrazione anticattolica nella Chiesa conciliare è una realtà concreta. Celata, messa a tacere, nascosta nei primi decenni successivi al Concilio Vaticano II, ora è palese, ovvia, manifesta, come se fosse giunto il momento di mostrare al mondo il suo trionfo e il potere consolidato fino ai vertici della gerarchia vaticana.

La Chiesa cattolica è occupata e infiltrata dai massoni” notava l’arcivescovo Marcel Lefebvre in una conferenza spirituale tenutasi a Écône il 21 giugno 1978: “La Chiesa è occupata da questa contro-chiesa che conosciamo bene, che i papi conoscono perfettamente e hanno condannato nel corso dei secoli, ormai da quasi quattro secoli. La Chiesa non cessa mai di condannare questa contro-chiesa, nata soprattutto dal protestantesimo, sviluppatasi con il protestantesimo, e che è all’origine di tutti gli errori moderni: liberalismo, socialismo, comunismo, modernismo, sionismo. Ne moriremo! Tutto questo programma è stato sviluppato nelle logge massoniche, ora ci rendiamo conto che c’è semplicemente una loggia massonica in Vaticano. Quando ti trovi di fronte a un cardinale ti trovi di fronte a un massone! Obbedienza alla Chiesa, sì! Obbedienza alla massoneria? No!”.

medias-presse.info                      

         

                  Francesca de Villasmundo



giovedì 23 luglio 2026

OMELIA DI MONS. EZIO FALAVEGNA PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI DON FERDINANDO RANCAN


       IN MEMORIA DEL SACERDOTE  DIOCESANO 

                            DON FERDINANDO RANCAN

           NEL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA 
                        

Trasmettiamo l'interessante omelia di MONS. EZIO FALAVEGNA, parroco della Cattedrale di Verona e docente presso la Facoltà Teologica del Triveneto.

        Un grazie sincero da parte di tutti noi per questo prezioso contributo scritto da un sacerdote diocesano veronese che ha conosciuto personalmente e stimato don Ferdinando Rancan, per il quale è stata inoltrata la domanda al Vescovo di Verona per  la causa di beatificazione

                      ************************************** 
     
                          XI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
                                   Mt 9,36–10,8 / Es 19,2–6a / Rm 5,6–11

Due immagini: le viscere e la mietitura

Vorrei fermarmi su due parole del Vangelo. Due immagini che non si capiscono finché non le si lascia scendere in fondo.

La prima è nascosta nella traduzione. Quando Matteo dice che Gesù «fu preso da compassione» per quella folla, usa un verbo greco (ἐσπλαγχνίσθη) che non ha nulla di sentimentale. Viene da splàgchna, le viscere, le interiora. Gesù non si commuove lievemente: viene sconvolto nel profondo. Qualcosa si muove in lui come si muove qualcosa in una madre davanti al figlio che soffre. Non è pietà distante. È prossimità fisica, corporale, quasi violenta.

La seconda immagine è la mietitura. «La messe è abbondante.» Non dice: il lavoro è tanto. Non dice: c'è molto da fare. Dice: c'è messe. C'è già qualcosa di maturo, di pronto. Il campo non aspetta di essere seminato — aspetta di essere raccolto. Il senso è che la vita della gente, le storie delle persone, già portano in sé qualcosa di Dio che attende di essere riconosciuto, accolto, celebrato.

Queste due immagini — le viscere e la mietitura — mi sembrano la chiave per capire non solo il Vangelo di questa domenica, ma la vita di don Ferdinando, di cui oggi, nel centenario della sua nascita, vogliamo custodire la memoria con gratitudine.


Il «somarello di Dio»

Don Ferdinando era un uomo di grande cultura — chimico, letterato, teologo a suo modo, formato all'Opus Dei, innamorato della Parola. Eppure, di sé ha scelto di scrivere, con quell'autoironia che gli era propria: «sempre di più mi sento un somarello, un somarello di Dio».

È una frase che fa sorridere. Ma contiene qualcosa di profondamente evangelico. Nel Vangelo di oggi, Gesù non dice ai discepoli: «Andate voi che siete bravi, preparati, all'altezza». Dice: «Pregate il Signore della messe». Perché il punto non è la nostra competenza, ma la capacità di essere attraversati dalla compassione di Dio (è lo splàgchna). I dodici vengono mandati senza borsa, senza pane, senza difese. Vengono mandati con il potere di curare, di liberare — ma quel potere non è loro. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.»

Il sacerdozio di don Ferdinando — e più in generale ogni forma di ministero, ogni forma di vita cristiana che voglia essere autentica — non si fonda sulla straordinarietà del singolo, ma sulla grazia ricevuta. Paolo nella lettera ai Romani va ancora più in fondo: «Mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.» Non quando eravamo pronti. Non quando eravamo degni. Proprio allora. Il Signore della messe non aspetta che il campo sia perfetto: raccoglie ciò che è già maturo nella misericordia.


Santi Apostoli, ventitré anni

Don Ferdinando è rimasto in questa parrocchia ventitré anni. Prima come parroco, poi come collaboratore. Ventitré anni nello stesso campo.

C'è qualcosa di molto umile e molto bello in questo. Il Vangelo di oggi apre con una folla che Gesù vede «stanca e sfinita, come pecore senza pastore». Non è una folla astratta. È gente concreta, con i suoi problemi, le sue malattie, le sue incomprensioni, le sue fatiche feriali. Ed è lì, davanti a quella gente specifica, in quel momento preciso, che Gesù sente le viscere commuoversi.

Don Ferdinando ha vissuto qui quello stesso movimento. Ha conosciuto le persone per nome. Ha portato il peso di storie difficili. Ha insegnato chimica al liceo e ha aperto finestre sul senso della vita. Ha guidato, accompagnato, e poi — quando anche la malattia è arrivata — ha continuato, dal suo appartamento sull'Adige, a essere «guida o semplicemente padre» per chi andava a trovarlo.

La messe non è lontana. La messe è qui. Nelle case, nei volti, nelle fatiche quotidiane delle persone che ci stanno accanto.


Essere «regno di sacerdoti»

La prima lettura ci porta sul Sinai. Dio parla a Mosè con parole che sembrano quasi incredibili: «Sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa.»

Non dice: avrete tra voi qualche sacerdote. Dice: tutti voi sarete regali, tutti voi sarete santi. È un'intuizione che attraversa i secoli e arriva fino al Concilio Vaticano II, fino alla spiritualità dell'Opus Dei che aveva formato don Ferdinando: la santità è vocazione di ogni battezzato, in ogni condizione di vita. Non solo di chi ha un ruolo, un titolo, una posizione.

Ciò che Dio chiede è di «ascoltare la sua voce» e di osservare «la sua alleanza». Non grandi imprese. Ascolto e fedeltà. Le due cose che un buon pastore impara a fare con la gente che gli è affidata: ascoltare le voci concrete, restare fedele anche quando è faticoso.


Sconfinare

Mi fermo un momento su questa parola — «sconfinare» — che mi sembra importante.

Don Ferdinando era uno che sconfinava. Sconfinava tra chimica e letteratura e fede, perché per lui non erano universi separati. Era stato espulso dal seminario per aver recitato tre componimenti ispirati alla poetica inglese — tacciato di «pessimismo esistenzialista». Ma non era pessimismo: era la capacità di stare nella realtà senza semplificarla, di prendere sul serio la vita delle persone nella sua complessità.

Il Vangelo che abbiamo ascoltato fa esattamente questo: sconfina. Gesù non guarda la folla dall'alto del suo titolo. Si lascia attraversare da essa. Si lascia sconvolgere nelle viscere. E poi manda i discepoli non a fare discorsi ma a «guarire i malati, risuscitare i morti, mondare i lebbrosi, scacciare i demoni». Azioni concrete. Vicinanza reale.

Forse il messaggio di questa domenica — nel centenario di un prete che ha cercato di fare questo per tutta la vita — è che la fede cristiana non è mai consolatoria in modo banale. Dice: il Signore vede la tua fatica e ne è sconvolto nel profondo. E manda qualcuno a stare accanto a te.



Don Ferdinando ha concluso il suo racconto autobiografico qui, ai Santi Apostoli. Non per caso. Perché qui aveva vissuto il cuore del suo ministero: quella «vicinanza con la sua gente, nella trama delle relazioni del vissuto feriale delle persone, là dove la vita si fa carica di fatica e di speranza».

Viscere. Mietitura.

Le viscere di Dio che si muovono per noi. La messe di umanità che attende di essere raccolta con cura, gratuitamente, perché gratuitamente è stata ricevuta.

Don Ferdinando sapeva che i «santi» si ricordano per quel modo di guardare la gente che, senza saperlo, era lo stesso sguardo di Gesù sulla folla: mosso fino alle viscere, convinto che anche la storia più piccola portasse in sé qualcosa di maturo, qualcosa degno di essere raccolto.

Grazie, don Ferdinando. E grazie al Signore della messe.

                               Santi Apostoli, 14 giugno 2026

                                         Don Ezio Falavegna

martedì 21 luglio 2026

GRAVI ERESIE SU L'OSSERVATORE ROMANO DEL 4 LUGLIO 2026


APRI LINK QUI SOTTO E ASCOLTA 

CON ATTENZIONE


        https://youtu.be/Q4uTMVqEUnc?is=ds_Mx6vvP_DIxUDf



CARI AMICI è con grande dolore che sento il dovere di inviare, assieme a notizie edificanti e incoraggianti per la nostra fede, anche queste “novità” diciamo pure sconvolgenti che accadono in forma sempre più palese e grave, soprattutto da quel fatidico anno 2013, noto per essere passato alla storia come l’anno dei “Due Papi” quando in realtà il vero e unico Papa era ed è rimasto Papa Benedetto XVI avendo rinunciato solo al “Ministerium” e non al “Munus” cioè all’investitura divina che Dio stesso conferisce al successore di Pietro, che è UNO.
 Il grande Papa Benedetto è stato costretto a questa decisione molto combattuta e sofferta, come da sua dichiarazione, la famosa “Declaratio” a motivo delle persecuzioni interne da cui era minacciato come da “lupi” (parole sue) che gli impedivano di compiere la sua missione con piena fedeltà al suo mandato pontificio. Tant’è vero che Benedetto XVI ha continuato a vestire l’abito bianco come il vero Papa, firmava con la sigla p.p. (pastor pastorum) esclusiva del Papa mentre Bergoglio mai ha firmato i suoi documenti con questa sigla e, neppure dopo la morte di Papa Benedetto, ha mai avuto l’accesso alle stanze pontificie: camera, studio, cappella, salottino ecc. riservate esclusivamente al vero Papa, stanze che non sono state concesse neppure al nuovo Papa Leone XIV in quanto anche per lui è incerta la sua vera successione apostolica, così dicono le varie fonti informative. Vuol dire che lo Spirito Santo continua in silenzio la sua missione nella difesa della Verità attraverso persone fidate in mezzo a tanti traditori, purtroppo, che si sono infilati all'interno della Chiesa per distruggerla, ma non ce la faranno, anche se i danni  spirituali sono purtroppo sempre più evidenti.

La gente comune, e probabilmente anche molti  Prelati, neppure conoscono le regole severe canoniche e legislative per la nomina del successore di Pietro, regole che devono essere rispettate nella loro totalità, perché provenienti dal mandato divino “Munus” e con esso, legate strettamente alla infallibilità del vero Papa nel caso di dogmi, e comunque all’assistenza dello Spirito Santo nei pronunciamenti di fede e di dottrina.
Inoltre dal 2013, anno dell’insediamento di Bergoglio con il nome di Papa Francesco, è stato tolto il titolo di “Vicario di Cristo” sia dall’annuario pontificio che da tutti i documenti ecclesiastici ufficiali, senza dire dell’ambiguità o peggio dei suoi documenti dove, in pratica, molto subdolamente, si demolisce tutta la morale cattolica per aprire la strada a qualsivoglia comportamento sessuale, con la scusa di concedere la Santa Comunione anche in peccato mortale, (Amoris Laetitia). Quando si parte dall’intenzione di aprire una piccola breccia all’errore o al peccato, anche in buona fede nell’intento di avvicinare le persone alla Chiesa, si finisce poi per far entrare di tutto e di peggio, senza possibilità di ritorno alla normalità.

Con l’insediamento di Bergoglio, è iniziato anche all'interno delle varie congregazioni religiose, parrocchie ecc. un difficile periodo di incomprensioni, diffidenze, persecuzioni, addirittura scomuniche assurde, probabilmente invalide per chi osasse nutrire dei dubbi sulla validità della sua nomina, mentre ricordo che ai tempi della pubblicazione del nuovo Catechismo di San Giovanni Paolo II nel 1992, tutti i cattolici, laici, preti, vescovi, catechisti ecc. potevano permettersi di criticarlo impunemente, comprese le meravigliose encicliche, addirittura orgogliosi di buttare tutto al macero davanti agli occhi scandalizzati degli alunni della scuola teologica "S. Pietro martire" di Verona, tra cui la sottoscritta che frequentava quella scuola per laici e difendeva il vero Papa Giovanni Paolo II che ha rischiato la morte, come il suo predecessore,  per il suo intrepido coraggio.

La nostra vera Chiesa Cattolica fondata da Gesù Cristo è da sempre “Una, Santa, Cattolica e Apostolica” e nulla ha da spartire con la cosiddetta “Chiesa Sinodale” voluta da Bergoglio nel 2023 e portata avanti dal suo successore, Prevost, senza limite di tempo, a motivo di queste differenze dottrinali basilari: il vero “Sinodo dei Vescovi” era istituito dal Papa per risolvere particolari problemi di carattere “contingente”, spesso solo locale di una Nazione o Nunziatura, di breve durata ed era riservato solo ai Vescovi locali per la loro specifica competenza di carattere giuridico, canonico, teologico, morale per quel determinato territorio. Mentre invece adesso, da Bergoglio a Prevost, si vuole istituire la nuova cosiddetta “Chiesa sinodale” che continua “sine die” e che è formata da sacerdoti o vescovi senza particolari competenze, ma anche da persone comuni, uomini e donne, neppure cattolici, anzi spesso di dubbia moralità, formazione e costumi che dovrebbero costituire le nuove “autorità ecclesiastiche” col compito di indicare al popolo cristiano sparso nel mondo le “nuove direttive spirituali” future!!! Manco fossimo un’azienda dei lavori pubblici dove ogni esperto del settore può dare il suo illustre parere su come costruire una ferrovia. 

Chiudere gli occhi e fingere che tutto questo non esista e che tutto proceda nella normalità, per non creare problemi personali o crisi alla comunità, è da stolti o incoscienti o ignoranti, e potrebbe avere delle conseguenze drammatiche per tutti. E’ vero che si  può rischiare grosso soprattutto per i sacerdoti e vescovi obbligati all’obbedienza, che però non deve mai essere cieca, (come accettare il vaccino come atto d’amore che ha mandato molta gente al creatore!!!) ma una obbedienza intelligente, motivata e fondata sulla Verità anche scientifica prima di assumersi responsabilità così gravi come quelle della salute e della sopravvivenza fisica, oltre che della salvezza della propria anima.

Ricordiamoci che il mondo non potrà avere mai vera pace, finché la Chiesa rimane in balia delle potenze del suo nemico, perché il benessere anche materiale, la pace, la giustizia, il rispetto, la vita, la famiglia, l’amore e tutte le altre virtù umane e soprannaturali, compreso il progresso, la serenità, la gioia con cui abbiamo il diritto di vivere questi pochi decenni che stiamo al mondo, vengono cancellate perché la Chiesa cattolica in balia del suo nemico non costituisce più un  solido baluardo contro le insidie del diavolo ma, come da visione di Leone XIII, è completamente assalita dai diavoli. Queste legioni di diavoli fanno la guerra al mondo intero e non solo alla Chiesa proprio perché manca il “BALUARDO” contro l’avanzata del male nel mondo che è sempre stato costituito dalla forza soprannaturale derivante dall’Onnipotenza di Dio attraverso la Chiesa Cattolica, nella quale non si crede più, oppure si crede solo per poterla demolire da dentro. Per cui anche un buddista, luterano, musulmano, ebreo ecc. pur essendo indifferenti alle vicende della Chiesa cattolica, tuttavia ne ricevono, consapevoli o no, le conseguenze pratiche, sia nel bene che nel male, perché il diavolo che è entrato nella Chiesa odia non solo i cristiani, come figli di Dio, ma tutta l’umanità e si accanisce contro tutto il mondo perché creato da Dio e lo vorrebbe distruggere, se noi continuiamo a fingere di non vedere la realtà, anziché aprire gli occhi, chiedere aiuto, pietà e misericordia a Dio nostro Padre che ci ama, per mettere fine a questo immane flagello con la preghiera, la supplica e la riparazione.

Come nei duemila anni di storia della Chiesa nei quali il Magistero solenne ha decretato l’esistenza di ben 40 antipapi, uno ogni 50 anni circa, che sono stati ufficialmente espulsi, anche dopo decenni dalla loro morte, buttando al macero tutto il loro operato, sia orale che scritto, anche noi cattolici, adesso aspettiamo con fiducia che il Magistero solenne della Chiesa, attraverso l’azione dello Spirito Santo, decreti in forma ufficiale quello che da tempo costituisce una grossa spina nel cuore di molti fedeli e cioè la verità su questi due ultimi presunti Papi, grazie ai quali viene concesso di tutto e di peggio, anche il peccato contro natura, altro che baluardo contro il male. Tanto che molti credenti adesso si domandano amareggiati che cosa ci stia a fare la Chiesa cattolica se non fa altro che benedire qualunque comportamento immorale e disonesto, comminando scomuniche a chi osa proclamare con coraggio la verità, e rimanendo in silenzio colpevole quando dovrebbe difendere sacerdoti o laici perseguitati nel mondo.

Dobbiamo comunque restare calmi e fiduciosi perché al timone della nave in mezzo alla tempesta c’è sempre il nostro "super timoniere" GESÙ CRISTO VERO DIO E VERO UOMO, il quale ha chiesto a Pietro, prima del rinnegamento, di osservare il suo mandato che è questo “E TU, UNA VOLTA RAVVEDUTO, CONFERMA I TUOI FRATELLI NELLA FEDE”. Non gli ha chiesto di fare miracoli o di risolvere i problemi che attanagliano il mondo, ma di confermare i fratelli nella Fede di sempre. Ma se colui che riteniamo il Papa fosse un antipapa, tutto il mondo, Chiesa  cattolica in primis, va alla deriva. Soprattutto in questo periodo storico perchè, rispetto ai 40 antipapi precedenti, bisogna sottolineare questa non piccola differenza: i 40 antipapi, tutti elencati con il loro nome e anno di falso mandato, erano mossi più che altro da ambizioni personali, più che altro di prestigio, col sostegno di gruppi di cardinali italiani o stranieri in guerra tra di loro, pessima cosa ovviamente, però mai come al giorno d'oggi. Perchè al contrario di allora, in questo periodo storico della Chiesa del terzo millennio, i vari gruppi che sostengono il vero o falso Papa, sono mossi da motivi  preternaturali voluti dal diavolo, di avversione, per non dire odio verso la Chiesa e Gesù Cristo, suo perenne antagonista, perchè mai nella storia della Chiesa si è riscontrato un tale odio contro la Fede e contro la Verità che è Gesù stesso, Via, Verità e Vita e contro tutta l'umanità e tutta la creazione uscita sempre e comunque dall'opera di Dio Signore e Creatore-

Io non sono fanatica di tante profezie e ancor meno di  "veggenti" così di moda, tuttavia neppure possiamo ignorare quelle più importanti riguardanti la Chiesa e la salvezza delle anime. Ricordiamo le profezie di papa Leone XIII, san Padre Pio, la Madonna de La Salette, La Madonna di Fatima ai tre pastorelli, le profezie di Akita in Giappone, della beata Emmerick e di altri mistici.  Ricordiamo inoltre che la Madonna già dal 1500 aveva chiesto a un gruppo di suore fedeli di quel tempo di pregare per la Chiesa del terzo millennio perchè sarebbe stata assalita da intere legioni di diavoli. (vedi le profezie della "Madonna del Buon Successo" a Quito in Equador approvate dalla Chiesa").  Infine riportiamo qui sotto anche il n. 675 del Catechismo Chiesa cattolica di San Giovanni Paolo II che ci prepara a questi avvenimenti chiedendoci la fortezza e la fede eroica per superarli, con l’aiuto di Gesù, Giuseppe e Maria e degli Angeli Custodi. “Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il “Mistero di iniquità” sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anticristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica sé stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne” (n. 675 C.C.C. L’ultima prova della Chiesa)

Noi continuiamo a sostenere i nostri sacerdoti fedeli, anch’essi molto provati e tormentati a motivo del dovere dell’obbedienza a certe autorità ecclesiastiche di dubbia consacrazione, restiamo vicini a quei sacerdoti fedeli che ci possono assicurare ancora i Sacramenti validi di sempre, con la Messa di sempre “Vetus o Novus Ordo”, la confessione di sempre, il Magistero di sempre, il Vangelo di sempre, senza rincorrere "quel prurito di novità" denunciato già dai tempi di san Paolo che il demonio mette sulla nostra strada per fuorviarci dal retto cammino, buttando alle ortiche tutta la tradizione bimillenaria, teologica, sacramentale, biblica ecc. che ci ha sostenuti e illuminati fino ad oggi.

Siamo in piena battaglia, cari amici ma se resteremo fedeli alla Chiesa di sempre anche se ferita come una madre malata e bisognosa di cure, avremo assicurata la vittoria perché la Madonna di Fatima ce lo ha promesso “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà” e avremo un millennio di pace e serenità e fede vera nel mondo intero. Allora vedremo anche il trionfo della vera Chiesa cattolica, purificata, solenne e maestosa pur nella sua povertà, come da profezie di Papa Benedetto XIV nel 1976. 

Comunque dovessero andare le cose, anche in vista di una probabile grossa guerra, e fossimo privati dei SACRAMENTI VALIDI, ci resta sempre l'arma più potente dopo la Messa che è il SANTO ROSARIO. Preghiamolo spesso, non solo per strada o in macchina, ma anche in ginocchio, da casa, da soli o con qualche amico che condivida con noi la consapevolezza di questa grave crisi all'interno della Chiesa cattoli che si sta realizzando adesso in questo preciso periodo storico per volontà di Dio.

SEI TU GESÙ L UNICO MIO BENE. 
GESÙ CONFIDO IN TE. 
GESÙ GIUSEPPE E MARIA SALVATE CHIESA ITALIA E LA FAMIGLIA MIA.

                                 patriziastella.com




domenica 21 giugno 2026

I PAPI NELLA STORIA DELLA CHIESA.

                      BREVI CONSIDERAZIONI 
                     PER I FEDELI CATTOLICI
       CHE AMANO LA CHIESA DI GESU' CRISTO.

Una volta i veri Papi non si vedevano quasi mai, tranne che per ricorrenze importanti o cerimonie liturgiche particolari. Però tutto funzionava benissimo come un ingranaggio perfetto perché il vero Papa era il motore nascosto ma potente di tutto.

Dal suo studio coi suoi stretti e fedeli collaboratori sapeva muovere tutto attraverso Vescovi, Nunzi, Cardinali, Sacerdoti. Insomma tutta la Chiesa gerarchica funzionava che era una meraviglia e il più semplice Curato di paese riportava con piena fedeltà gli scritti e la volontà della gerarchia e del Papa senza magari averlo mai visto o raramente a Natale e Pasqua alla televisione.

Allora i Papi si muovevano raramente, anche per la mancanza degli attuali efficaci mezzi di trasporto, ovviamente, ciononostante dal cuore del Vaticano soprattutto quello costituito dal Vero Papa e dai veri Vescovi uniti con lui nella vera successione apostolica che costituiva la Chiesa docente, partiva tutto un insegnamento dottrinale che rispettava in pieno la volontà di nostro Signore Gesù Cristo con il quale, attraverso la grazia dei Sacramenti e la Parola del Vangelo, veniva nutrito spiritualmente tutto il popolo cristiano cattolico del mondo. 
Col tempo e i mezzi di comunicazione e trasporto sempre più veloci, anche il Papa si è fatto paladino pubblico della Parola di Dio sentendo l’urgenza apostolica di far sentire la sua voce attraverso i vari media.

Ricordiamo con gioia le forti esortazioni, in mezzo a grandi folle, a vivere la fede e a spalancare le porte a Cristo di San Giovanni Paolo II, come pure abbiamo seguito con vera trepidazione e sofferenza le vicende tristi del grande Papa Benedetto XVI quando fu cacciato ignobilmente sia dall’università la Sapienza che minacciato di morte a seguito del discorso su Maometto da Ratisbona, costretto poi a cedere in parte “le armi del comando” diciamo così per non scendere in particolari complessi, per non fuggire davanti ai lupi (parole sue riferendosi purtroppo a certi suoi confratelli che lo circondavano), come da sue precise parole. Entrambi Papi di grande Fede, compreso Paolo VI, soprattutto fedeli alla sana e perenne dottrina voluta da Gesù Cristo. Ricordiamo le battaglie che ha dovuto sostenere, da solo, San Paolo VI per difendere la vita dal concepimento alla morte naturale con quella enciclica passata alla storia “Humanae vitae” che veramente è stata la salvezza per tanti bambini concepiti e non abortiti.

E anche se dal Concilio Vaticano II in poi s’è ingigantita sull’orizzonte della Chiesa una nube di contestazioni sia da parte tradizionalista che modernista, tuttavia l’unità della Fede, della Parola, dei Sacramenti e di tutta la Tradizione ecclesiastica sia scritta che orale, mai è stata toccata nella sua integrità e validità sacramentale, e tutto il Clero, dal più alto in autorità al più semplice pretino di periferia del terzo mondo, seguiva le direttive di Santa Madre Chiesa tramandate da Gesù Cristo e dai suoi 12 Apostoli. 

Ecco dove sta l’unità della Chiesa: non un ammucchiata di tutte le religioni, sia pure solo quelle cristiane non cattoliche, bensì l’unità di tutti i cattolici battezzati, dal Papa, alla gerarchia ecclesiastica docente, al Magistero perenne, Vescovi, Cardinali, Sacerdoti, diaconi e laici, tutti uniti da una sola Fede, un solo Battesimo, e dalla dottrina cattolica perenne che, pur cambiando il linguaggio coi tempi, mantiene immutati nella loro integrità i pilastri essenziali della nostra Fede, senza i quali tutto barcolla e sprofonda, che sono: 
1-    I Due Misteri principali della Fede, 
2-    I Sette Sacramenti, 
3-    I 10 Comandamenti, 
4-    I sette Doni dello Spirito Santo, 
5-    Le Tre Virtù teologali, 
6-    le Quattro virtù Cardinali, 
7-    I Quattro Novissimi, 
8-    Le Beatitudini, 
9-    Le sette Opere di misericordia corporali, spirituali
10-   I Sette vizi capitali, 
11-   I Sei peccati contro lo Spirito Santo, 
12-   I quattro peccati che gridano vendetta al cospetto 
        di Dio.

Qui è elencato in sintesi massima tutto il Catechismo della Chiesa Cattolica e vorrei vedere quanti catechisti, sacerdoti e anche docenti di teologia ecc. li conoscono a memoria, come dovrebbe essere, dal momento che non si tratta di volumi interminabili e difficili ma semplici regole di vita concrete che si possono vivere però non da soli, con le nostre povere forze che spesso non abbiamo, ma con l’aiuto della preghiera cristiana che da luce all’intelletto e gioia al cuore, senza che ci sentiamo pesare addosso un macigno di doveri insopportabili.

Purtroppo questo sistema di dare dottrina ad “ingranaggio” diciamo così, come una volta, cioè un insegnamento che parte dal Magistero della Chiesa, Papa e Vescovi uniti con lui, i quali trasmettono poi ai loro subalterni le esortazioni necessarie del momento però sempre e solo alla luce della Fede cristiana e della Parola di Dio, questo meccanismo didattico diciamo così, non avviene più perché ultimamente, soprattutto con gli ultimi due Papi, Bergoglio e Prevost, ogni Vescovo o Cardinale o Sacerdote si sente autorizzato a dire la sua, non più secondo le direttive del Magistero perenne, ma secondo le correnti sociali del momento, anche quelle riguardanti comportamenti immorali gravissimi come LGTB ecc. che sempre sono stati da Dio stesso condannati come “peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio” perchè arrecano un gravissimo danno non solo all'anima di chi vive in questo contesto, ma allo stesso equilibrio psico-fisico di chi si abbandona passivamente a queste tendenze senza un minimo di lotta ascetica della quale non si parla più. 
A tal punto che, quando in costoro viene meno la consapevolezza della propria identità personale e sparisce anche il sostegno di quella famigliare, subentra un tale stato di confusione mentale e di depressione, una sorta di schizofrenia incurabile, da indurre molti al suicidio. Ma di questo nessuno parla, ancor meno i media e i Prelati della Chiesa cattolica, purtroppo.

 Solo Dio potrà giudicare l'anima di queste persone, spesso malate o ingannate da chi lucra ignobilmente anche su queste miserie, tuttavia noi abbiamo il dovere del discernimento, cioè di distinguere tra il giudizio sulla persona che spetta solo ed esclusivamente a Dio, e quello sull'azione, bella o brutta, morale o immorale, virtuosa o peccaminosa.. ecc.

Purtroppo la verità è che, se certi Vescovi, in numero sempre maggiore purtroppo, appoggiano addirittura con la loro attiva partecipazione, certe sfilate oscene del gaypride, è perché trovano una specie di silenzio consenziente da parte del Papa di turno, vero o presunto. 
Immaginate i veri Papi santi di una volta che tuonavano davanti a certi misfatti pubblici, anche se di ben altro tipo, ma altrettanto gravi e trasgressivi? Sono finite queste figure meravigliose di Papi tuonanti e minaccianti il castigo eterno, che non è sparito affatto, ma che continua ad esistere per chi lo vuole scegliere. 

Adesso va di moda il Papa, vero o presunto, che si espone a interviste mondane arbitrarie, di carattere socio politico più che religioso, e lo fa da qualunque posto egli si trovi: aereo, macchina, teatro, campo, creando confusione nella mente ancora sana dei fedeli che credono nella dottrina di sempre e cercano di vivere la morale di sempre. Ecco che il vaccino è passato da siero velenoso a un “atto d'amore” che ha fatto morire migliaia di persone ciecamente obbedienti alla sacra autorità senza usare il minimo di intelligenza dubitativa e investigativa, soprattutto davanti a questioni di carattere scientifico che esulano totalmente dal compito di qualunque autorità ecclesiastica. 
Ecco che l’immigrazione diventa, secondo costoro, una risorsa economica purché i migranti non si sognino di entrare nelle sacre stanze del Vaticano e così via.

Il vero o presunto Papa perde così la sua autorità morale ancorata alla vera e unica dottrina cristiana che viene modificata a piacere da una specie di Sinodo perenne composto non più da soli Vescovi ma da laici anche miscredenti, di altre religioni, di dubbia moralità ecc. a tal punto che la CHIESA NON E’ PIU’ CONSIDERATA "UNA, SANTA, CATTOLICA E APOSTOLICA", MA CHIESA SINODALE che sarà incaricata prossimamente di decidere su tutto e di benedire qualsivoglia opzione giusta o sbagliata perché non esiste più un criterio fondato sulla dottrina teologica, oltre che sul cosiddetto intramontabile "senso comune" per distinguere il bene dal male, ma sul libero arbitrio senza fondamento né teologico né scientifico, aprendo così la strada al peccato più grave che non sarà perdonato perché si tratta del peccato contro lo Spirito Santo.

Il silenzio di Dio davanti a fatti gravissimi e anche ingiusti e criminali come guerre, sofferenze degli innocenti ecc. è emblematico, talvolta, e ci lascia sgomenti, tanto da essere indotti nella tentazione di pensare che Dio non esiste, che non ci difende, che non si fa sentire, ecc. ma è perché Dio, davanti al dilagare di tanta miscredenza colpevole fino a sfidare la Sua Onnipotenza, si fa da parte perché rispetta la nostra libertà, (tanto, chi lo invoca? chi lo ringrazia? semmai lo mettiamo sul tavolo degli imputati perchè ci renda conto del suo operato!!!) e così ci mette alla prova perché vuole la nostra risposta libera di fede eroica e di amore, nell'attesa che il "piccolo gregge fedele" si faccia avanti con coraggio. E si distacchi da tutta quella “mandria” inutile di vigliacchi, traditori, sacrileghi, profanatori ecc. che si fanno chiamare cattolici portando addirittura la veste talare quando invece tradiscono la Chiesa cattolica e lo stesso Gesù Cristo.

Che Gesù Cristo abbia pietà di tutti noi e venga presto a liberarci dalle insidie del diavolo che mette alla prova la nostra fede e anche la nostra serenità e intelligenza.
Ma Christus vincit, se saremo fedeli. 
O Dio aumenta la nostra fede.

                                             patriziastella.com







mercoledì 27 maggio 2026

CELEBRAZIONI IN MEMORIA DI DON FERDINANDO RANCAN A 100 ANNI DALLA NASCITA



IN MEMORIA DI DON FERDINANDO RANCAN


                   
     DOMENICA 14 GIUGNO 2026

Presso la parrocchia dei Santi Apostoli corso Cavour

ORE 11 SANTA MESSA 
celebrata dal parroco della Cattedrale e 
Vicario Episcopale   Mons. Ezio Falavegna
             
                      cui segue rinfresco conviviale in sala giochi


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Nel pomeriggio ore 16.00

presso il Santuario Nostra Signora di Lourdes sul colle


Sacra rappresentazione

LA SANTITA'  SALVERA'  IL MONDO


Testi dalle opere di don Ferdinando Rancan

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guideranno il percorso di riflessione :

            giornalista Pierluigi Bianchi Cagliesi 

            accolito Alessio Righetti 

           all’organo : Edo Reame 

     ATTORI

          Michael Dall’Agnello

         Sandra Munari

           Gianluigi Spinelli


al termine seguirà un rinfresco conviviale 
nella sala al piano terra del santuario

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Per chi desidera un pomeriggio di spiritualità completo

ore 17:20 Santo Rosario

ore 18:00 Santa Messa festiva


Ringraziamo i padri Stimatini per la cortese ospitalità.


                                    Gruppo Amici di don Ferdinando