giovedì 3 settembre 2026
LA VITA E' MERAVIGLIOSA. LEGGE REGIONALE VENETO.
domenica 26 luglio 2026
IL PERICOLO DELLA GNOSI MODERNA. INTRODUZIONE
Se vogliamo salvare il mondo non è necessario usare le armi, ma il cervello, la penna, la preghiera che illumina l'intelletto e spinge il cuore ad amare, a rinunziare, a sacrificarsi per la Verità, che è nientemeno che nostro Signore Gesù Cristo, il quale darà tutto l'aiuto, anche concreto, materiale, a coloro che glielo chiedono con sincerità di cuore per amore del prossimo, per il futuro dei nostri figli e l'intera umanità.
venerdì 8 maggio 2026
CATECHESI SUL SACERDOZIO CATTOLICO
Cari amici,
invio questa lettera accorata inviata da S.E. Mons. Strikland, voce che parla nel deserto per essere stato perseguitato per aver denunciato certe verità, che chiarisce la dottrina perenne della Chiesa cattolica in merito soprattutto al Sacramento dell'Ordine Sacro, cioè di quel particolare sacramento voluto da Gesù Cristo con il quale il Vescovo consacra i sacerdoti.
Come per tutti gli altri sacramenti, di cui parleremo prossimamente per rispolverare le idee sulla dottrina e catechesi cattolica, questo particolare Sacramento dell'Ordine Sacro conferisce solo agli uomini, per espressa volontà di Dio, il potere di amministrare gli altri Sacramenti ai fedeli, in particolare Confessione ed Eucaristia. Non è un semplice Precetto della Chiesa che può essere modificato a seconda del periodo storico! E' un comando perentorio di Gesù Cristo che vincola fortemente la nostra coscienza e al quale ci si deve adeguare, volenti o nolenti.
Leone XIV, ricevendo in pompa magna in Vaticano questa donna, dal comportamento oltretutto immorale, che ha ricevuto per le mani del Vescovo di Canterbury (sia pure solo per la religione anglicana, che tuttavia rimane cristiana in forza della validità del Battesimo) questo sacramento che spetta solo agli uomini per volontà di Gesù Cristo, sia pure invalido per il mondo cattolico, tuttavia è un segnale di apertura molto ambiguo e pericoloso anche per la dottrina cattolica, perchè potrebbe dare il via a richieste pressanti sul conferimento del sacerdozio anche alle donne, cosa impossibile, ma purtroppo, vuoi per l'ignoranza generale in materia, vuoi per la pressione mediatica, potrebbe creare uno scisma incredibile anche all'interno della chiesa cattolica, già così provata dal nemico di Gesù Cristo all'interno della Chiesa.
Noi dobbiamo restare, come affermava con forza padre Pio, con la Chiesa di sempre, con i sacramenti di sempre, con il Magistero di sempre, letture dei Padri della Chiesa e dei due catechismi principali VALIDISSIMI: IL CATECHISMO DI SAN PIO X E QUELLO ULTIMO DI SAN GIOVANNI GIOVANNI PAOLO II DEL 1992, CON L'INTERVENTO DEL TEOLOGO PIU' GRANDE DI QUESTI TEMPI CHE ERA ALLORA IL CARD. RATZINGER, POI DIVENTATO PAPA COL NOME DI BENEDETTO XVI .
Qui c'è in gioco la salvezza della nostra anima. Pertanto cerchiamo di rimanere attenti e di pregare lo Spirito Santo perchè ci mantenga nella Verità, l'unica che può conferire forza e grazia alle nostre preghiere che devono rimanere cattoliche e non qualunquiste. Un conto è il dialogo con le altre religioni per una maggiore comprensione della volontà di Dio, altra cosa è il mescolamento di preghiere e benedizioni recitate e impartite assieme col pericolo che venga vanificata l'azione di Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, e tutta la sua opera di Incarnazione, Redenzione e di Salvezza dell'umanità.
Con Dio non si scherza!
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martedì 24 febbraio 2026
SACERDOTI CON MENTALITA' LAICALE E ANIMA SACERDOTALE
Premessa: questa relazione fu scritta da don Ferdinando poco dopo la proclamazione della beatificazione di mons. Josemaria Escrivà. (17 maggio 1992)
I miei incontri con le persone dell’Opus Dei e soprattutto col Beato Josemarìa avvennero all’inizio del mio sacerdozio. Quegli incontri influirono radicalmente sulla mia formazione e diedero al mio sacerdozio un’apertura e prospettive inaspettate. La figura e la personalità del Beato mi fecero profonda impressione; sentivo ardere in lui un’anima sacerdotale con una mentalità completamente aperta al mondo, un sacerdote innamorato di Cristo e del suo sacerdozio e che insieme amava il mondo appassionatamente, con il desiderio di “innalzare Cristo alla sommità di tutte le attività umane”.
Accanto a lui e ai sacerdoti che egli aveva formato compresi la esaltante novità del suo messaggio: la “vocazione universale alla santità” attraverso la “santificazione del lavoro e della vita ordinaria. Quel messaggio, però, senza quella categoria fondamentale che caratterizza la vita del cristiano comune: la secolarità, restava incomprensibile. L’anima ardentemente sacerdotale del Beato, sempre consapevole della propria identità col sacerdozio di Cristo, aveva il suo habitat per così dire naturale in una lucida mentalità laicale che lo rendeva presente e partecipe delle situazioni di vita dei cristiani che vivono nel mondo. Accanto al Fondatore dell’Opera si percepiva che la secolarità non è soltanto una categoria che caratterizza la vita, essa deve diventare nel cristiano anche una categoria di pensiero, un abito mentale.
Così scoprii la dimensione teologica della secolarità, che si fonda sul Battesimo, e con essa la dimensione sacerdotale della filiazione divina, che il Beato Josemarìa pose, per ispirazione di Dio, come fondamento dello spirito dell’Opus Dei. Ora, il sacerdote condivide la stessa condizione secolare del fedele laico; l’Ordine Sacro che riceve non lo toglie da quella condizione, ma lo abilita al servizio ministeriale dei fedeli in persona Christi Capitis. Perciò il sacerdote secolare è chiamato a camminare fianco a fianco dei suoi fratelli laici che percorrono i “cammini divini della terra” e affrontano le vicende della vita e del mondo santificandosi in esse, ma restando, egli sacerdote, soltanto e sempre sacerdote, sacerdote al cento per cento, a tempo pieno, come “Cristo che passa” benefaciendo…omnes.
In secondo luogo, la secolarità battesimale mi portò a comprendere l’aspetto ascetico dello spirito dell’Opera. La dimensione ascetica della secolarità, insegnata e vissuta dal Beato Josemarìa, non necessariamente passava attraverso i voti religiosi, assumeva invece tre aspetti fondamentali, era:
1)- un’ascetica delle virtù umane. Il suo dobbiamo essere molto umani per essere molto soprannaturali ripetuto frequentemente, appariva realizzato in lui con tale normalità da sembrare quasi spontaneo; in realtà era frutto di un lungo e costante lavoro ascetico. Dal suo esempio mi resi conto che anche nella vita e nel comportamento del sacerdote secolare, proprio perché egli deve muoversi nel mondo in mezzo agli uomini, dovranno figurare, come corredo di una mentalità autenticamente laicale,. tutti i valori umani che hanno importanza per un onorato uomo di mondo.
2)- ascetica positiva. Il Beato spingeva, sì, a lottare per sradicare la zizzania dalla nostra anima con una lotta quotidiana, concreta, condotta sulle cose piccole, per togliere dal nostro cuore tutto ciò che impedisce l’amore di Dio, ma poi spingeva a lavorare senza sterili lamentele e senza prendersela con le persone, per affogare il male nell’abbondanza di bene. Era dunque un’ascetica fatta più di affermazioni che di negazioni. Per il cristiano, e per un sacerdote che vive nel mondo, egli voleva una lotta interiore esigente ma “sportiva”, con un ascetismo sorridente impregnato di gioia e di ottimismo.
3)- ascetica dell’unità di vita: è la chiave ermeneutica per capire l’ascetismo dell’Opus Dei. Il Beato passava con sorprendente naturalezza dalle cose più materiali della vita quotidiana alle cose di Dio; si capiva che in lui tutto passava attraverso il suo costante colloquio con Dio, per cui egli stava contemporaneamente e con gli uomini e con Dio. Era solito dire che egli aveva un solo cuore, e con quell’unico cuore di carne amava Dio e tutte le persone e le realtà della sua vita; come dire che l’unità di vita si realizza nel cuore del credente. Infatti, è lì nel cuore dove si svolge il nostro intimo colloquio con Dio e di lì dovrebbe passare tutta la nostra vita. Perciò, ci avvertiva, se noi sacerdoti che trattiamo cose sante e ci occupiamo della vita delle comunità cristiane non facciamo passare l’attività pastorale attraverso il nostro cuore perché diventi dialogo intimo con Dio - con la Trinità santissima, con Gesù e con la Vergine santa - impregnandolo di fede viva e di amore, rischiamo di fare del nostro ministero una vita parallela alla vita spirituale, col pericolo che diventi un lavoro di burocrati. In pratica, per il laico e il sacerdote dell’Opus Dei, la lotta ascetica personale deve tendere a fare di ciascuno un’anima contemplativa in mezzo al mondo.
In terzo luogo, la personalità del Beato Josemarìa mi illuminò sulla dimensione giuridica della secolarità. Il suo intelletto estremamente lucido e rigoroso nonché la sua formazione scientifica lo hanno portato a definire con chiarezza di dottrina e a tradurre poi nella vita vissuta la dimensione giuridica della condizione laicale e di quella del sacerdote secolare. Nella vita del Beato mi colpirono due aspetti della secolarità giuridica, che mi aiutarono a evitare ogni forma di clericalismo: un assoluto rispetto per ogni singola persona con i diritti propri alla sua condizione e un grande amore alla libertà.
Sono convinto che pochi uomini di Chiesa e anche di mondo hanno amato e difeso la libertà personale come il Beato Josemarìa. Egli rilevava nella vita personale del sacerdote un ampio spazio di libertà dove il sacerdote può gestire con maturità umana e con responsabilità i propri talenti e le proprie iniziative. Cercava che ogni figlio suo nell’Opera – laico o sacerdote – maturasse come persona nella consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri, mettendosi con responsabilità di fronte alle esigenze della propria vita e della propria condizione. Mai ho sentito dire che il Beato abbia imposto qualcosa a qualcuno; egli faceva leva sempre ed esclusivamente sulla responsabilità delle persone.
Nel Beato Josemaria la forte allergia a sentirsi modello per chicchessia e il rifiuto quasi istintivo di proporsi come esempio da imitare, avevano la loro motivazione nel rispetto che egli aveva per la libertà della persona e per la libertà di Dio. Libertà e grazia si coniugano nell’esperienza personale di ciascuno in maniera unica e inimitabile. E’ infatti nella libertà che la persona si realizza come qualcosa di unico e irrepetibile così da essere inalienabile, impartecipabile e insostituibile. Vivendo vicino al Beato Josemaria si respirava a pieni polmoni una grande libertà, una libertà che lo rendeva anima appassionata per tutto ciò che di nobile, grande, degno e bello si trova nell’uomo e nel mondo. Accanto a lui s’imparava che solo nella libertà è possibile l’amore. In lui l’amore superava, senza scavalcarle, sia la morale e, più ancora, ogni moralismo, sia qualunque forma particolare di spiritualità. L’Opus Dei, infatti, non ha una spiritualità propria come viene intesa negli Ordini e negli Istituti religiosi. Esiste invece uno “spirito” dell’Opus Dei: è questo il termine usato comunemente dal Beato per descrivere lo “stile” di vita cristiana praticata dai fedeli e dai sacerdoti della Prelatura
Infine, il senso vivo del diritto e l’amore grande per gli Ordinari delle diocesi e per la condizione del sacerdote diocesano portarono il Beato Escrivà a configurare in modo peculiare la secolarità del lavoro pastorale. La dimensione pastorale della secolarità si esprime e ha il suo fondamento nella Chiesa locale: l’incardinazione fa il sacerdote membro del Presbiterio diocesano mentre la missione canonica lo fa collaboratore del Vescovo per tirare il carro nella stessa direzione dell’Ordinario, come diceva il Beato e vivere con pienezza il nihil sine Episcopo. D’altra parte la secolarità conferisce al ministero del sacerdote la caratteristica della universalità e di una totale apertura, ne fa, cioè, una pastorale di base in comunione a quella della Chiesa universale, e una pastorale rivolta a tutti, nel rispetto e nella positiva convivenza con i carismi propri dei Religiosi e dei Movimenti, senza però identificarsi con nessuno di essi. Perciò il sacerdote nel suo ministero rispetterà la condizione laicale del cristiano, promuovendo non la sua clericalizzazione ma la sua vita battesimale, fino alla pienezza dell’età di Cristo. Questa secolarità viene tuttora, da qualche parte, contrapposta alla diocesanità. Il rapporto conflittuale e perciò la difficoltà di comprensione del binomio secolarità-diocesanità, viene alimentato dal fatto che alle volte si considera la diocesi alla stregua di un Ordine religioso e si usa l’espressione “spiritualità diocesana”. Il termine “spiritualità” si presta ad equivoci, per cui sarebbe più corretto parlare di “spiritualità sacerdotale” che è in rapporto di continuità con la spiritualità battesimale.
Per concludere, diciamo che la dimensione della secolarità conferisce al ministero pastorale del sacerdote una libertà e un’ampiezza senza limiti. Il mondo e l’intera umanità, nella varietà delle razze e delle cultura e nella diversità degli ambienti, sono il luogo naturale dove il sacerdote si trova a vivere e ad operare come sacerdote, sacerdote al cento per cento, che illumina, consola, guarisce, perdona in nome di Dio, come ipse Christus. Il sacerdote diventa così l’uomo di Dio, l’uomo del soprannaturale, l’uomo della Chiesa che tiene fra le sue mani le risorse infinite della misericordia divina.
Amare il mondo appassionatamente con cuore di sacerdote: così visse il Beato Josemarìa. Sul filo dei suoi insegnamenti, il sacerdote secolare è spinto a esercitare il suo ministero pastorale nel mondo come in un “mare senza sponde” che egli percorre instancabilmente in tutte le direzioni come pescatore di uomini, col desiderio di portarli, feriti di contrizione e di amore, ai piedi di Cristo.
Don Ferdinando Rancan
martedì 27 gennaio 2026
DISCORSO DI PAPA LEONE AI VESCOVI.
DISCORSO DI PAPA LEONE AI VESCOVI
POSITIVO, FORTE, CHIARO, INCORAGGIANTE.
https://youtu.be/F6EUDj4tlpk?si=vfj6Ng5cjdP2_C0r
giovedì 7 agosto 2025
LETTERA INEDITA DI PAPA BENEDETTO XVI NEL 2014
LETTERA INEDITA DI PAPA BENEDETTO XVI DEL 2014. vedi link
https://lanuovabq.it/it/la-lettera-inedita-di-benedetto-xvi-la-mia-rinuncia-e-piena-e-valida
Il 07/08/2025 23:00, Patrizia Stella ha scritto:
⬆️🛑 Perché viene portata alla luce dopo 11 anni di diatribe e discussioni? Infatti. Ce lo siamo chiesto in molti!! È tutto un mistero. Certo è che Ratzinger sapeva sin dalla sua elezione del 2005 che era circondato da lupi, anche quelli che, per calcoli politici, lo hanno votato ma sempre odiato e boicottato. I famosi cardinali della Mafia del Sangallo.
Finché lo hanno messo così alle strette intimandogli di approvare le benedizioni gay, rinuncia al celibato sacerdotale, sacerdozio per le donne ecc. Tanto che lui, per amore di verità e di Gesù Cristo, ha preferito ritirarsi piuttosto che cedere ai loro ricatti. Infatti se lo aspettava questo terribile momento perché è significativa quella frase che lui stesso ha pronunciato durante l omelia della Messa di insediamento pontificio: "PREGATE PER ME PERCHÉ NON FUGGA DAVANTI AI LUPI: Se lo aspettava che i lupi che lo circondavano lo avrebbero sbranato o cacciato prima o poi.
Comunque che si tratti di dimissioni col munus e ministerium o di sedevacante con rinuncia solo al ministerium, nulla cambia perché in entrambi i casi, c'era l intenzione perversa da parte di un manipolo di falsi cardinali, lupi vestiti da agnello con il nome di MAFIA DI SANGALLO, di intronizzare sul soglio di Pietro uno di loro, certo card. Bergoglio apostata e agnostico che ha letteralmente sfasciato le mura portanti della Chiesa mattone dopo mattone.
Pertanto, sia in un caso che nell’altro, il novello Papa seduto sul trono di Pietro non era vero Papa ma ANTIPAPA. Se ci sono dubbi andate a consultare la COSTITUZIONE Apostolica dj San Giovanni Paolo II "UNIVERSI DOMINICI GREGIS" che regola le votazioni del Conclave per il nuovo Papa e tutte le condizioni annesse e connesse, dal n. 77 al n. 86, in particolare il n. 81 che recita cosi: "I CARDINALI ELETTORI SI ASTENGANO, INOLTRE, DA OGNI FORMA DI PATTEGGIAMENTI, ACCORDI, PROMESSE ECC. (...) SE CIÒ IN REALTÀ FOSSE FATTO, SIA PURE SOTTO GIURAMENTO, DECRETO CHE TALE IMPEGNO SIA NULLO O INVALIDO E CHE NESSUNO SIA OTTENUTO AD OSSERVARLO; E FIN D'ORA COMMINO LA SCOMUNICA LATAE SENTENTIAE AI TRASGRESSORI DI TALE DIVIETO..."
Il complotto dei cardinali della Mafia del Sangallo è stato reso pubblico e ufficiale da uno di loro in punto di morte, il card. belga GODFRIED DANEELS. Per cui basterebbe puntare su questo DIVIETO PERENTORIO DI UN LEGITTIMO PAPA COME GIOVANNI PAOLO II PER AVERE LA CONFERMA LAPALISSIANA CHE BERGOGLIO NON È MAI STATO PAPA. Oltre a tutte le altre motivazioni esposte con coraggio non solo dal dott. Cionci ma anche da decine di studiosi di diritto canonico laici e sacerdoti. Ma si vede che, sia i modernisti che i tradizionalisti, soprattutto Lefebriani, ci tenevano a considerare Bergoglio come SOMMO PONTEFICE E VICARIO DI CRISTO, nonostante questi titoli o mandati divini siano scomparsi dall’Annuario Pontificio con l’avvento di Bergoglio.
GRANDE COMUNQUE RESTA LA RESPONSABILITÀ DI QUELLE AUTORITÀ ECCLESIASTICHE CHE LO HANNO LASCIATO SPADRONEGGIARE, SCOMUNICARE, DISTRUGGERE, PENALIZZARE, MORTIFICARE, IMBROGLIARE, FALSIFICARE, IDOLATRARE DIVINITA' PAGANE, SFIDARE IN PIEDI IL SANTISSIMO SACRAMENTO... DAVANTI AL QUALE MAI SI È INGINOCCHIATO ECC. ECC. ECC. Adesso per ricostruire da queste macerie ci vuole un particolare dono dello Spirito Santo. O la guerra come probabile ipotesi. Perché il mondo non può andare avanti con la vittoria di Satana, dell ambiguità, del compromesso o del ricatto o delle minacce ecc.
Deve vincere Cristo, la Verità e la Giustizia col trionfo del Cuore Immacolato di Maria. GRAZIE SANTO PADRE BENEDETTO XVI. GRANDE PAPA BENEDETTO PER AVER AVUTO IL CORAGGIO E L UMILTÀ DI RITIRARTI PER FAR EMERGERE TUTTO IL FANGO LURIDO DEL DIAVOLO MESCOLATO CON LA SANTITÀ DELLA CHIESA DI GESU'.
CHE ADESSO EMERGA TUTTA LA ZIZZANIA PER POTERLA TAGLIARE E GETTARE NEL FUOCO, MENTRE IL BUON GRANO TORNERÀ A BIONDEGGIARE SULLA TERRA PULITA, PROFUMATA E RISANATA DAL SOFFIO DELLO SPIRITO SANTO.
…………………………………….patriziastella.com
mercoledì 11 giugno 2025
I PUNTI PIU' OSCURI SU MEDJUGORJE
Per favore aprire e ascoltare il link sottostante del prof. D'Amico
https://youtu.be/5pOydQTDrFU?si=EmjWRdKGkuPaM0gs
Commento personale.
Sono stata 5 volte a Medjugorje,
addirittura la prima volta nello stesso anno delle apparizioni, 1981, e per
coloro che frequentano ogni anno questo luogo di preghiera è un numero quasi
ridicolo, diciamo così, per poter esprimere un parere. Tuttavia, al di là del
numero delle frequenze, (talvolta molto deludenti), bisogna premettere
anzitutto due considerazioni importanti:
1) Non
è affatto vincolante dal punto di vista dottrinale credere alle apparizioni
della Madonna o dei Santi lungo i secoli nelle varie parti del mondo, neppure a
quelle approvate ufficialmente dalla Chiesa come Fatima, Lourdes, La Salette e
altre. Ciò che vincola la coscienza è la
Parola di Dio e la dottrina ufficiale della Chiesa, in primis i dogmi, i
Comandamenti e i Sacramenti; tuttavia per le apparizioni approvate ufficialmente
dalla Chiesa, che sono poche rispetto alle centinaia di altre apparizioni nel
mondo intero, si deve avere un particolare riguardo perché fondate su molti
studi, ricerche e prove, spesso avallate perfino da miracoli, sapendo quanto il
Magistero della Chiesa è molto esigente in questo campo.
2) Al
di là di poche precisazioni o profezie molto particolari e legate per lo più al
territorio dove la Madonna appare, sembra che esista una specie di “comun
denominatore” di tutte le vere apparizioni, e cioè la Madonna raccomanda la
NECESSITA’ DELLA CONVERSIONE PERSONALE E COMUNITARIA, legata appunto
all’essenza della dottrina della Chiesa che si basa sul cambiamento del cuore e
sulla frequenza dei Sacramenti voluti da Gesù Cristo, senza i quali non c’è
salvezza. Quasi tutti i santuari
mariani costruiti nella loro bellezza lungo i secoli, servono per venerare
certamente la Madonna e ringraziarla per i benefici ricevuti (esempio salvezza
da certe pestilenze o guerre o altre calamità) ma soprattutto in vista di aumentare
la nostra fede verso il figlio di Maria, Gesù Cristo e nella Sua Parola di vero
Uomo e di vero Dio.
Pertanto nulla c’è di male nel
credere o meno a questa o quella apparizione, che sia approvata o no dalla
Chiesa, purchè non si riscontri qualche eresia o anomalia spirituale. Quello
che invece non si può accettare è il fanatismo esagerato, quasi un antagonismo
fra coloro che credono ciecamente a Medjugorje, tanto per fare un esempio,
contro quelli che sono devoti della Madonna di Anguera, o di Garabandal, o di
altri luoghi nel mondo, col pericolo, anche se involontario, di creare nuove
chiesuole con i propri devoti contro altre chiesuole di altri devoti, attaccati
più a certe ipotetiche visioni o profezie o territori che alla Parola
Universale del Vangelo, o al parere del Vescovo del luogo, il quale ha
l’autorità da parte della Chiesa e l’assistenza dello Spirito Santo per
decidere della veridicità o meno dell’apparizione in questione sul suo
territorio
Per quanto
riguarda Medjugorje, dovremmo tutti riflettere circa le spiegazioni fondate e
documentate da parte del relatore, il prof- D’Amico, e di altri autori di libri
da lui citati che nutrono seri dubbi sulla veridicità di queste apparizioni
straordinarie così frequenti (una o più volte al giorno per molti decenni e
dietro comando a seconda della disponibilità dei veggenti!) e che hanno
coinvolto il mondo intero fino all’incredibile, ma soprattutto dovremmo tenere
in considerazione un fatto molto importante: sin dalle prime presunte
apparizioni del 1981 dei 6 ipotetici veggenti, tutti i Vescovi che si sono
succeduti nella zona di Medjugorje dipendente dalla città di Mostar, hanno
dimostrato il loro disappunto, vale a dire la loro piena e totale e unitaria
disapprovazione di tutti questi eventi strepitosi, non per antipatia, come si
vuole fare credere, ma per aver ottenuto prove fondate e testimonianze certe
dopo molte e accurate ricerche.
Pertanto,
la dottrina perenne della Chiesa ci esorta da sempre a credere all’autorità
ecclesiastica del luogo, nella certezza che noi non sbagliamo mai nel fare
questo gesto di sottomissione e di obbedienza, convinti che se veramente
crediamo alla Madonna come il Vangelo ce l’ha descritta e preghiamo il Santo
Rosario e facciamo quello che lei continua a indicarci, cioè la frequenza ai
Sacramenti voluti da suo Figlio Gesù, oltre alle opere buone, che cosa andiamo
a cercare di più sicuro di questo per avere la vita eterna? Cerchiamo sensazionalismi? O profezie
terrificanti dei prossimi tempi addirittura con dettagli e modalità? Crediamo
di più alle varie Madonne apparse qua e là piuttosto che al miracolo dei
miracoli per eccellenza che è la Santa Messa con la presenza di Dio vivo e vero
nell’Ostia santissima?
E’ vero che
anche a Medjugorje sembra che avvengano miracoli interiori di gente che esce
trasformata da una buona confessione, e di questo ringraziamo sempre la Madonna
del Vangelo, non quella di Medjugorje o di Fatima o di Lourdes, perché la
Madonna, da vera madre della Chiesa e dei suoi figli che cercano quasi brancolando
quella Verità che ultimamente è stata offuscata da molti peccati e contraddizioni,
lei stessa accoglie coloro che la cercano con cuore sincero e pentito, e li
premia con il dono della conversione, da qualunque parte del mondo essi
comincino a pregare, anche dalla cappellina dell’eremo sul monte, o dalla propria
camera da letto, o da un campo fiorito se ci parla di Dio ecc. ecc.
L’importante è che la preghiera e la Fede sia sincera e animata da vero Amore
di Dio e fondata sempre sulla dottrina perenne della Chiesa cattolica.
Conclusione
Tutto questo, comunque, non ci
dispensa dal fatto di essere, come dice il Vangelo, “semplici come le colombe
ma astuti come i serpenti” nella consapevolezza che il demonio si infila
dappertutto anche con sembianze di Angelo o di Maria Vergine e spesse volte si
serve di persone astutamente consenzienti, per fingere false visioni, false
profezie allo scopo di spillare denaro a quei cattolici sprovveduti che,
magari, sono anni che non si confessano né vanno a Messa né battezzano i loro
figli, però quando si parla di apparizioni straordinarie, o di previsioni
future o di guerre in arrivo, sono disposti a qualunque viaggio o sacrificio,
anche economico.
Il
consiglio che la Madonna e la dottrina della Chiesa offrono a tutti è quello di
recitare ogni giorno il Santo Rosario da qualunque angolo della terra ci
troviamo, invocando lo Spirito Santo che venga in soccorso alla nostra debolezza
e ci dia il dono del discernimento e della prudenza per non cadere ingenuamente
in assurdi tranelli che rischiano di portarci verso una falsa religione esoterica
e pericolosa per la nostra anima. Il consiglio di qualche bravo sacerdote o di
qualche laico di sicura fede può sempre essere di grande aiuto, oltre che
adorare Gesù presente nel Santissimo Sacramento che illumini la nostra mente e
il nostro cuore.
patriziastella.com
martedì 20 maggio 2025
SPECIALE PAPA LEONE XIV
DEDICATO A PAPA LEONE XIV
Questo servizio che vogliamo dedicare alle prime “mosse” del nostro nuovo Papa Leone XIV, raccoglie alcune sue omelie, celebrazioni, discorsi, eventi ecc. che mostrano subito la portata spirituale del nostro Santo Padre.
Bisogna
cliccare sul link per poter entrare nel video, oppure leggere le sue frasi che
sono state riportate qui in questo servizio.
Il suo motto
- già episcopale – e: “IN ILLO UNO UNUM”,
parole che sant’Agostino ha pronunciato in un sermone, l’Esposizione sul Salmo
127, per spiegare che «SEBBENE NOI CRISTIANI SIAMO MOLTI, NELL’UNICO CRISTO
SIAMO UNO».
Il Priore Generale dell'Ordine degli Agostiniani p.
Alejandro Moral Antón ci tratteggia un ritratto umano e spirituale del suo confratello
e amico papa Leone XIV, chiamato a diventare il successore di San Pietro. Buon
ascolto!
Qualcosa è cambiato, anzi molto! Oggi, nel suo discorso al corpo diplomatico
presso la Santa Sede, papa Leone XIV ha citato la Rerum Novarum di Leone XIII.
Oremus pro
beatissimo Papa nostro Leone.
🛑🛑 LA DELUSIONE DI ALDO
MARIA VALLI SU PAPA LEONE XIV.
‼️ Verissimo il dubbio
di Aldo Maria Valli. Ma potrebbe aver ricevuto anche lui, come Papa Benedetto,
un clamoroso altola' dai poteri forti altrimenti... ci pensano loro alla
punizione. E le punizioni della massoneria sono terribili non solo per l’interessato
ma anche per il vicinato: gente che sparisce... per sempre. Attenzione cari
amici: quando papa Benedetto diceva che non era libero neppure di muovere i
passi nella sua stanza, c’erano i soliti super eroi tradizionalisti che lo
deridevano e che lo hanno abbandonato per farsi la loro chiesuola di perfetti
impeccabili perché, secondo loro, il vero Papa era troppo debole e non era
buono a nulla.
ATTENZIONE: SIAMO
ANCORA IN PIENA BATTAGLIA CONTRO IL POTERE DELLE TENEBRE E DOBBIAMO AVERE L
UMILTA DI RAGGIRARLO MA NON DI SFIDARLO. Almeno finché ci sarà possibile. Può
darsi che ci venga chiesto la vita per essere fedeli? Non è ancora finito il
tempo del martirio e papa Leone forse cerca di evitarlo non per paura del
martirio per sé ma per i suoi figli!!
Preghiamo il Signore
Gesù che passi presto questo tempo di prova anche se le profezie affermano che
uomini dalla lunga barba invaderanno il Vaticano e Roma e l’Italia.
Che Gesù ci dia la forza della perseveranza
finale.
******************
PRIMA MESSA INSEDIAMENTO NELLA BASILICA DI SAN GIOVANNI IN LATERANO
I PROGRAMMI DI PAPA LEONE XIV
patriziastella.com
lunedì 17 marzo 2025
TRADUZIONE AGGIORNATA DELLA DECLARATIO DI S. SANTITA' PAPA BENEDETTO XVI
ANALISI ATTENTA E
TRADUZIONE DELLA “DECLARATIO”
DI PAPA BENEDETTO XVI
CON LA QUALE ANNUNCIAVA LA RINUNCIA AL “MINISTERIUM” E NON AL “MUNUS” (febbraio 2013)
Primo
passo: ascoltare bene la registrazione
tramite il presente link
https://youtu.be/cknjxlZCQqc?si=kvF6BofCUAyodvWm
Differenze
di traduzione:
eligo = strappare via
Nel corso del Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione
di alcuni Beati, tenuto alle ore 11 di questa mattina, nella Sala del
Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, durante la celebrazione dell’Ora
Sesta, il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto ai cardinali presenti il seguente
annuncio:
●DECLARATIO DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
Fratres carissimi
Non solum propter tres
canonizationes ad hoc Consistorium vos convocavi, sed etiam ut vobis decisionem
magni momenti pro Ecclesiae vita communicem. Conscientia mea iterum atque
iterum coram Deo explorata ad cognitionem certam perveni vires meas
ingravescente aetate non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum.
Bene conscius sum hoc munus
secundum suam essentiam spiritualem non solum agendo et loquendo exsequi
debere, sed non minus patiendo et orando. Attamen in mundo nostri temporis
rapidis mutationibus subiecto et quaestionibus magni ponderis pro vita fidei
perturbato ad navem Sancti Petri gubernandam et ad annuntiandum Evangelium
etiam vigor quidam corporis et animae necessarius est, qui ultimis mensibus in
me modo tali minuitur, ut incapacitatem meam ad ministerium mihi commissum bene
administrandum agnoscere debeam. Quapropter bene conscius ponderis huius actus
plena libertate declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV
commisso (versione esatta commissum) renuntiare ita ut a die 28 februarii
MMXIII, hora 20, sedes Romae, sedes Sancti Petri vacet et Conclave ad eligendum
novum Summum Pontificem ab his quibus competit convocandum esse.
Fratres carissimi, ex toto corde
gratias ago vobis pro omni amore et labore, quo mecum pondus ministerii mei
portastis et veniam peto pro omnibus defectibus meis. Nunc autem Sanctam Dei
Ecclesiam curae Summi eius Pastoris, Domini nostri Iesu Christi confidimus
sanctamque eius Matrem Mariam imploramus, ut patribus Cardinalibus in eligendo novo Summo Pontifice materna sua bonitate assistat. Quod ad me
attinet etiam in futuro vita orationi dedicata Sanctae Ecclesiae Dei toto ex
corde servire velim.
Ex Aedibus Vaticanis, die 10 mensis februarii MMXIII
BENEDICTUS
PP XVI
*******************************
●PRIMA TRADUZIONE
IN LINGUA ITALIANA
Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre
canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per
la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza
davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età
avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero
petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza
spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non
meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi
mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede,
per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario
anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi,
in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di
amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della
gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero
di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo
che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San
Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il
Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.
Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e
il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo
perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del
suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre
Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo
Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto
cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.
Dal Vaticano, 10 febbraio 2013
BENEDICTUS
PP XVI
ULTIMA VERSIONE COMPLETA - E CORRETTA
- DELLA DECLARATIO
(Dal canale "Codice
Ratzinger") 14/03/2025
Fratelli
carissimi, vi ho convocati a questo Concistoro non solo a causa delle tre
canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza a
vantaggio dell’esistenza della Chiesa.
Dopo
aver esaminato più e più volte la mia coscienza davanti a Dio, sono giunto alla
consapevolezza certa che per il peso degli anni le mie forze non sono più
adeguate ad amministrare l’ufficio (munus) petrino. Sono ben consapevole che
questo “munus”, secondo la sua essenza spirituale, debba essere reso esecutivo
non solo con l’azione e la parola, ma altresì con la sofferenza e la preghiera.
Tuttavia,
nel mondo della nostra epoca soggetto a rapide trasformazioni e sconvolto da
questioni di grande peso per la vita della fede, per governare la nave di San
Pietro e per annunciare il Vangelo è necessario anche un certo vigore del corpo
e dell’anima, che negli ultimi mesi in me è diminuito in modo tale, che devo
riconoscere la mia incapacità ad amministrare bene il “ministerium” che mi è
stato affidato.
Per
cui ben consapevole del peso di quest’atto dichiaro in piena libertà di
rinunciare a mio danno al ministerium di vescovo di Roma, successore di San
Pietro, a causa del misfatto di un
manipolo di Cardinali nel giorno 19 aprile 2005, così che dal giorno 28
febbraio 2013, all’ora ventesima, la sede di Roma, la sede di San Pietro resti
vuota, e dichiaro che dovrà essere convocato un conclave per l’elezione di un
nuovo Sommo Pontefice da parte di questi a cui compete.
Fratelli
carissimi, vi ringrazio di tutto cuore per tutto l’amore e la solerzia con cui
avete portato con me il peso del mio “ministerium”, e vi chiedo perdono per
tutte le mie mancanze.
Ora affidiamo la Santa Chiesa di Dio alla cura del suo Sommo Pastore, il nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo sua Madre Maria che assista con la sua materna bontà i padri Cardinali nell'estirpare il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro vorrei servire di tutto cuore la Santa Chiesa di Dio con una vita dedicata alla preghiera. _________________________________________________
LINK PETIZIONE: SUPPLICA AL REGGENTE: CHIEDIAMO VERITA’ ASSOLUTA SULLA SEDE IMPEDITA DI BENEDETTO XVI DOPO ANTIPAPA FRANCESCO