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giovedì 3 settembre 2026

LA VITA E' MERAVIGLIOSA. LEGGE REGIONALE VENETO.


IL VALORE GRANDE DELLA VITA”-

Anche per il Veneto, purtroppo, ha vinto la bramosia di morte, dopo tutto un martellare di slogans, di casi pietosi montati apposta come tragedie greche, mentre la medicina ha saputo offrire da tempo un validissimo supporto indolore per un “passaggio” dignitoso verso “nostra sorella morte”. La miglior medicina, però, da sola non basta se non è accompagnata dall’affetto e dalla presenza dei propri cari o da persone amiche, che spesso sono impedite dal visitare i loro ammalati proprio dalle stesse autorità sanitarie, interessate a sbrigare la “faccenda” con una punturina veloce. Vedremo quando arriverà anche il loro turno, perché “chi di spada ferisce, di spada perisce”.

Ma il pericolo peggiore di queste leggi, quando si apre una piccola breccia è quello che si possa poi spalancare una voragine infinita, includendo nei candidati alla morte, anche i depressi, i disperati per causa di lavoro perduto, o di separazione, o di lutti o quant'altro “Purché lo chiedano volontariamente!” Capirai che concessione e che libertà di scelta! Con il rischio di spingere le persone di qualunque età, davanti a inevitabili prove che la vita riserva a tutti, a risolvere vigliaccamente i loro problemi con la morte piuttosto che con il coraggio che talvolta richiede la vita, sapendo che poi il buio passa e torna il sereno, e queste piccole ma importanti vittorie sulle tentazioni del diavolo che vuole la nostra distruzione, sono come medaglie al valore personale, famigliare e comunitario che ci rende più forti ed esperti per affrontarne altre con ottimismo.

Perché una vita solo all'insegna del gaudio e del successo è monca e superficiale! La vita vera è quella composta di gioie e di dolori che vengono più facilmente superati per coloro che hanno fede in Dio. Immaginate la vita di un uomo o donna perennemente gaudenti, senza alcun problema, o delusione, o sofferenza fisica e morale? Diventa un robot piuttosto che un umano, insensibile davanti a tutto e disposto anche a fare del male pur di salvaguardare il proprio, falso benessere.

C'è stato il caso di una signora disabile ma combattiva e piena di voglia di vivere, che si era informata per avere un saliscendi per le rampe di scale del suo condominio. Le hanno risposto "Ma perchè, cara signora, spendere soldi per un attrezzo del genere, quando la dolce morte è completamente gratis?" Al che lei ha risposto: “E che me ne faccio di tutti i miei beni se li metto al servizio della morte, piuttosto che della vita, in qualunque modo possa essere vissuta?” Vi rendete conto a che livello infame è arrivata questa società del diavolo? Al punto da invogliare perfino i bambini nelle loro prime difficoltà di apprendimento o simile, e ovviamente anche i loro stupidi genitori (come accaduto in Canada, Olanda ecc.) a pensare alla morte come soluzione ottimale.

D’altra parte se la legge invita ad ammazzare i bambini nel grembo materno in qualunque momento, perché non pensare di poterlo fare anche dopo, davanti alle prime difficoltà, col bambino vivo che sgambetta e piange e deve essere cambiato e non fa dormire la notte? E se neppure ha senso la vita di un piccolo nascituro che vuole vivere a tutti i costi, figuriamoci quella di un anziano e per giunta malato! E’ la legge della morte gratuita dietro richiesta! E' satana il padre della menzogna e omicida e molti potenti di questo povero mondo si sono inginocchiati, purtroppo, al suo servizio per fare il male all’umanità in cambio di potere, denaro e miserabili piaceri passeggeri per pochi decenni perché poi viene il giudizio di Dio, anche per chi si vanta di non credere a nulla.

Dio nostro padre vuole invece che viviamo nella pienezza questi pochi decenni che ci sono concessi sulla terra 90/100 anni massimo, nella gioia e nella fatica, perché scorrono veloci per tutti e, se li spendiamo bene, sono “la moneta con cui possiamo comprarci l’eternità” affermava nei suoi libri don Ferdinando Rancan, sacerdote diocesano veronese in concetto di santità che ha ben conosciuto il grande valore della sofferenza quando è in unione con Dio, nostro padre. Ha il potere di salvare le anime e di guarire le malattie. 
Se leggiamo la vita dei santi come modello per la nostra vita, avremmo un punto in più per capire il vero significato della nostra vita sulla terra. In tutti i casi è sempre l’amore a vincere sulla malattia, sull’indifferenza, sull’odio, sull’interesse, sul portafoglio... l’amore ha la forza di far resuscitare un morto e di fargli accettare serenamente anche la sofferenza dell’agonia se accanto a sé ha una persona che lo ama sinceramente a costo di qualunque sacrificio.

Figuriamoci che cosa importa ai nostri politici e al loro portafoglio, assieme a quello di molti medici venduti al potere, la sofferenza dei loro concittadini, o il loro benessere, o la difesa della giustizia e dei diritti, del lavoro, della famiglia, oggi ridotta a una qualunque ammucchiata senza identità e senza nome. Dopo che i poteri forti le hanno inventate tutte per poter ammazzare tre quarti dell’umanità con la menzogna della sovra-popolazione, cominciando dai bimbi nel grembo delle madri in qualunque periodo di gestazione, e poi con vaccini mortiferi, contaminazione nei cieli e nei cibi, guerre assurde e mille espedienti per ridurre questo mondo uscito splendido dalle mani di Dio a un immondezzaio di cenere, miseria e morte.

E’ il noto programma massonico-satanista, agenda 2030, che sta comandando il mondo attraverso politici e magistrati e medici e vescovi e cardinali corrotti, (con l’obiettivo dichiarato senza mistero, di arrivare anche al soglio pontificio) mentre noi cittadini, poveri illusi, crediamo che il nostro Stato con le sue leggi, imposizioni, divieti e regolamenti assurdi faccia tutto per il nostro bene, come un buon padre di famiglia che si prende a cuore il bene dei propri figli. E tutti a correre per accaparrarsi vaccini mortiferi o gravemente disabilitanti, e anche dopo la prova lampante della loro pericolosità, non si arrendono neppure davanti all’evidenza dei fatti, per non ammettere i propri errori e dover andare contro corrente se vogliono difendere la verità, la loro incolumità e la salute dei loro figli.

Non dobbiamo obbedire alla cieca a nessuno, neppure al Papa, vero o presunto, se va contro la dottrina voluta da Gesù Cristo, figuriamoci quando si permette di affermare senza averne la competenza che “I vaccini sono un atto d’amore”. Chissà se ha pronunciato quella frase assurda con convinzione o per costrizione? Dio solo giudicherà, ma nel frattempo quanto male e quanti morti avrà arrecato all’umanità e soprattutto al clero e ai cattolici quella frase buttata là come la “soluzione divina” di tutti i problemi?

Dobbiamo usare il nostro cervello e anche il supporto della preghiera, prima di cedere a certe proposte o leggi soprattutto quando ci vengono imposte come obbligo assoluto per il "bene nostro e dell’umanità" mentre si rivelano trappole mortali. Esistono migliaia di persone che obbediscono alla cieca a qualsiasi autorità civile o ecclesiastica per diventare dirigenti o prelati importanti, senza porsi il problema morale se questo è bene o male! Ma pochissimi sono coloro che obbediscono solo alla loro coscienza perché conoscono il Bene supremo ad essa connesso e, come una perla preziosa, non la vogliono perdere, a costo di incomprensioni, o emarginazioni o peggio. Dio non li abbandona, ma li protegge.

CAPOLAVORO DI SATANA. Ma il vero scopo di tutti questi programmi demenziali, in particolare l’ultima trovata di “come e quando morire” è davvero il capolavoro di satana: impedire che la persona, negli ultimi periodi o istanti della sua vita, possa avere il tempo di pensare a Dio, a un’eventuale vita nell’aldilà, a un eventuale premio o castigo eterno e, come massimo del loro progetto satanico, impedire in tutti i modi che il malato o l’anziano possa arrivare a una conversione, perché una sola anima che si converte a Dio anche all’ultimo momento, causa una rabbia infinita a tutti i demoni. Per questo è importante che accanto al capezzale del morente, anche parecchi giorni prima di esalare l’ultimo respiro, ci sia la presenza di un sacerdote davanti al quale tutti i diavoli scappano infuriati e allora anche il morente trova quella serenità per ricevere i sacramenti e l’Unzione dei malati, se possibile.

Ottima anche la presenza di qualche parente o persona di fede che possa aiutarlo a superare questi momenti con la preghiera e magari con qualche gesto di affetto, come tenergli la mano, accarezzargli la fronte, recitare la coroncina della divina misericordia o la preghiera a San Giuseppe per la buona morte ecc. Non dobbiamo avere paura della morte e neppure della sofferenza che al giorno d’oggi è quasi sparita o resa sopportabile grazie alla medicina, e poi l’aiuto di Dio non manca mai nei momenti più difficili della nostra vita, se lo invochiamo con fede. La Madonna e San Giuseppe vegliano con noi sempre e ci hanno preparato un mondo di bellezze. 

Neppure dobbiamo avere paura di passare gli ultimi anni come se fossimo “inutili” magari in pensione, non più interpellati come esperti o direttori, ma emarginati, anche come sacerdoti. Non è la carriera passata o presente che ci deve attrarre come scopo principale della nostra vita, ma è il bene che abbiamo potuto realizzare, anche con il nostro lavoro e impegno, per noi, la nostra famiglia e tutta la società, finché il Signore vorrà. Fare una carriera strepitosa, avere un potere enorme per poi metterlo a servizio del male e della menzogna, addirittura col pericolo di far morire gente innocente, come spesso accade, o di ridurla in miseria è la peggior disgrazia o condanna che ci possa capitare, spesso cercata e voluta per il proprio lurido interesse o per loschi intrighi politici. Dio ci chiederà severamente conto di queste nostre scelte criminali-

Anche se fossimo in carrozzina o a letto, la nostra vita non perderebbe la sua importanza, perché la vita dell’uomo non vale per quello che “compie” finché è giovane e sta bene: scoperte, ricerche, insegnamenti, leggi, lavori manuali o intellettuali, famiglia, figli, realizzazioni strepitose ecc. ecc. La vita dell’uomo vale sempre e comunque davanti a Dio, anche se malati, disabili, carcerati o prigionieri perché, sull’esempio di Gesù Cristo, ha avuto più valore la sua Passione, Morte e Risurrezione di tre giorni piuttosto che tutto il resto della sua vita passato a lavorare con San Giuseppe e a predicare in giro per la Palestina. Quante anime potrà salvare Gesù grazie all’offerta della nostra giornata con le gioie, i dolori, il lavoro, le corse, le preoccupazioni, le preghiere che la accompagnano.

Tutta la vita sulla terra è un dono meraviglioso, ancor più la vita nell’aldilà, come da parole di molti Santi fra cui anche San Paolo quando afferma che “nessuno sulla terra può immaginare le meraviglie che Dio ha preparato per coloro che lo amano”. Gesù confido in te, ora e sempre. La vita è meravigliosa per chi ama Dio, sulla terra e ancor più nel Cielo.

                                        patriziastella.com


      Ascoltiamo la voce del Magistero della Chiesa in proposito:

Papa Pio XII,, il 24 febbraio 1957, (cfr. Acta Apostolicae Sedis XLIX, 1957) così afferma riguardo la sedazione profonda:

“Non bisogna privare della coscienza il morente, se non per gravi ragioni. Prima di giungere a obnubilare o togliere la coscienza al malato bisognerebbe dargli l’opportunità, se è possibile e se lo vuole, di soddisfare i suoi doveri morali, famigliari e religiosi. Il malato ha, infatti, il diritto a vivere la propria morte con dignità e libertà e a prepararsi ad essa dal punto di vista umano e cristiano”.


                              ***********************

Dalla dichiarazione sull’eutanasia III del 1980, di S. Giov. Paolo II - Da Evangelium Vitae 65 nel 1995.
ripreso dalla Carta degli Operatori sanitari edizione 2016 al n. 155


“In conformità con il magistero dei miei predecessori e in comunione con i Vescovi della Chiesa cattolica, confermo che l’eutanasia è una grave violazione della Legge di Dio, in quanto uccisione deliberata moralmente inaccettabile di una persona umana. Tale dottrina è fondata sulla legge naturale e sulla Parola di Dio scritta, è trasmessa dalla Tradizione della Chiesa ed insegnata dal Magistero ordinario e universale. Una tale pratica comporta, a seconda delle circostanze, la malizia propria del suicidio o dell’omicidio”.
                                   stop


domenica 26 luglio 2026

IL PERICOLO DELLA GNOSI MODERNA. INTRODUZIONE


            BREVE GUIDA PER CONOSCERE LA GNOSI
                             DI GAETANO MASCIULLO

INTRODUZIONE 

Prima di entrare nel merito, è giusto che tu conosca chi ti sta scrivendo.

Mi chiamo Gaetano Masciullo.

Sono filosofo, storico, autore e giornalista, che ormai da anni analizza il rapporto tra modernità, teologia e crisi dell’identità e della cultura cattolica. Scrivo di affari vaticani per alcune tra le principali testate internazionali del mondo conservatore e tradizionale, tra cui LifeSite News, The European Conservative e The Remnant Newspaper.

Inoltre, svolgo attività di formazione per chi desidera comprendere la fede con rigore e senza compromessi. Centinaia di studenti hanno già comprato miei libri e seguito miei videocorsi online con profitto per la propria consapevolezza di cattolici amanti della Tradizione.

Il mio lavoro unisce ricerca accademica, esperienza giornalistica e competenza sul pensiero cattolico tradizionale.

Ho voluto creare questo documento gratuito per sintetizzare uno degli argomenti su cui ricevo più domande e che trovo più urgenti per capire la modernità.

Uno dei nodi più fraintesi — e più decisivi — per capire la modernità: la natura gnostica del suo progetto.

Infatti, uno degli aspetti che puntualmente suscita obiezioni durante conferenze, corsi e video online, oppure incontri dal vivo riguarda la mia interpretazione della modernità come fenomeno essenzialmente gnostico. Ogni volta che sostengo che il pensiero moderno e contemporaneo affonda le proprie radici nella Gnosi, ricevo puntualmente contestazioni infastidite.
           
Un messaggio ricevuto sui social sintetizza bene il tipo di confusione che oggi circonda questo tema:

«Mi dispiace dire che ritengo sbagliato quello che dice Masciullo. Lo gnosticismo è la filosofia antica cristiana che passa attraverso la filosofia greca antica. Per cui non c'è nessun dualismo, nessuna prigione della materia, la quale è invece solo il vestito della realtà. Una realtà dove non c'è nessun dualismo e nessun peccato, quindi nessuna salvezza. Esiste solo una sofferenza normale dovuta a chi non conosce la gnosi o la conosce soltanto in maniera esoterica: un ego che si è legato alla materia rifiutando un approccio psichico...»

Al di là delle gravi inesattezze contenute nel commento, esso rivela un equivoco oggi molto diffuso: la tendenza a confondere lo gnosticismo come fenomeno storico con la Gnosi come categoria filosofica e metastorica. Sul piano storico, infatti, con il termine "gnosticismo" si fa certamente riferimento alle diverse sette sorte nei primi secoli dell'era cristiana. Tali movimenti presentavano sistemi dottrinali differenti, spesso complessi e talvolta persino contraddittori tra loro. Studiare queste correnti è compito dello storico. 

Esiste però un secondo livello di analisi, più profondo, ed è quello filosofico (e teologico). In questo senso, la Gnosi non designa semplicemente determinate sette dell’antichità, ma una struttura permanente del pensiero, un modo di interpretare il rapporto tra Dio, uomo e mondo, che riemerge continuamente nella storia assumendo forme sempre nuove. Non si tratta di una lettura originale, una mia invenzione. Tra coloro che hanno sviluppato questa prospettiva vi è, tra gli altri, il filosofo Eric Voegelin, secondo il quale la modernità è caratterizzata da una progressiva riemersione della mentalità gnostica.

La Gnosi sopravvive alla scomparsa delle antiche sette, riaffiora nel catarismo medievale, influenza importanti correnti della filosofia moderna e contemporanea, in particolare il pensiero di Hegel, e giunge fino a molte espressioni del pensiero odierno, comprese alcune tendenze che si manifestano all'interno della stessa Chiesa cattolica, ormai infestata dal neo-modernismo teologico fin nelle sue più alte gerarchie. Se vogliamo comprendere davvero le grandi rivoluzioni culturali, politiche e religiose degli ultimi secoli, dobbiamo dunque imparare a riconoscere la Gnosi non soltanto come un fenomeno del passato, ma come una tentazione permanente dell'intelligenza umana.

Per questo motivo, la Gnosi è l'anima profonda della Rivoluzione, il principio teorico che, sotto forme diverse, alimenta il rifiuto dell'ordine naturale, la contestazione della realtà data e il tentativo di costruire un uomo nuovo e un mondo nuovo mediante una conoscenza ritenuta capace di redimere l'esistenza. (segue...)

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 Chiedo scusa ai lettori della brusca interruzione ma ho ricevuto dall'autore, oltre a un grazie per l'apprezzamento e la diffusione del suo lavoro, anche il consiglio di non riportare per intero il suo studio ma di fare riferimento al suo link qui sotto esposto, non solo per questo argomento ma anche per tutto il suo lavoro in generale che vale la pena conoscere e diffondere:

               https://guida.gaetanomasciullo.com 

Per quanto io ho potuto conoscere in questo breve periodo, consiglio vivamente di seguire la sua linea filosofica in piena sintonia con i Padri della Chiesa, la filosofia "Scolastica" di venerata memoria,  i filosofi di maggior livello e oggi purtroppo accantonati anche dagli studi in seminario, come San Tommaso, Sant'Agostino, indispensabile base culturale per poter affrontare e comprendere qualunque interpretazione della realtà, del mondo, dell'Essere  ecc. ecc. 
    Sarebbe molto utile anche l'acquisto dei suoi libri (considerando che lo scritto resta, ma il digitale e questi sia pure utili strumenti tecnologici potrebbero sparire un giorno, anche per intervento diretto e devastatore del solito "nemico" del pensiero forte e coraggioso, come lo chiamo io oggi, che con un semplice KLIK  potrebbe far saltare tutto).

Se vogliamo salvare l'umanità, le nuove generazioni  da una sorta di "suicidio collettivo" dobbiamo puntare sulla cultura, quella giusta, quella che è in sintonia con l'evidenza della realtà, la forza dell'intelletto, della ragione, della coscienza, del senso comune, in abbinata con la FEDE CATTOLICA che non è affatto rinuncia alla ragione, e ancor meno contraddizione o imposizione della Chiesa, ma un supplemento fondamentale che Dio stesso ci ha offerto per poter confermare quanto suggerito dal nostro intelletto, dalla coscienza, dall'evidenza concreta dei fatti, anche scientifica.
  
 In particolare si dovrebbe puntare soprattutto sulla riforma del "Piano di studi" dentro il Seminario, fucina del pensiero cattolico che non esiste quasi più, perché infestato da varie correnti contrarie che lo soffocano e lo neutralizzano, a tal punto che questi poveri giovani seminaristi, partiti magari con buona volontà, ne escono come preti più confusi di  prima, brancolanti nel buio e alla fine, quelli che vogliono conciliare "capra e cavoli" per non mollare, come si suol dire, si rifugiano nelle chimere del sesso e della vita comoda, mentre i migliori che lottano per la fedeltà e anche per la castità, (almeno come possono in questo mondo di  immondizie che ti offre il male come il massimo dei beni da rivendicare con ostentato orgoglio), si rifugiano nel "sociale", nelle opere caritative, giuste, necessarie, ma non fondamentali per un sacerdote, chiamato da Dio a parlare soprattutto di eternità, di Vangelo, di rinuncia, di lotta ascetica, di comunione con Dio, oltre che "portatore" di Gesù Cristo vivo e vero, attraverso la celebrazione dei "Sacramenti", unica ed esclusiva prerogativa del Sacerdote cattolico, in particolare della Santa Messa e della Confessione, oggi così trascurata. 
    Come da esempio del nostro sacerdote diocesano veronese in concetto di santità, "don Ferdinando Rancan" vero modello del sacerdote di questi nostri tempi (è mancato il 10 gennaio 2017)  sempre ancorato alla "Verità" che è Gesù Cristo e che non tramonta mai. Riporto un breve brano della sua minibiografia "Don Ferdinando sosteneva che la Santa Messa doveva essere, in un certo senso, un tutt'uno col Sacerdote, perché sua prerogativa esclusiva, un privilegio così grande da far tremare Angeli e Santi dalla gioia pensando che solo ai Sacerdoti cattolici, in virtù del Sacramento dell'Ordine Sacro, è stato concesso da Dio stesso "il privilegio di portare Gesù vivo e vero dal Cielo alla terra".
(per i suoi libri chiedere alla casa ed. Fede e Cultura di Verona che li invia a domicilio).

 Solo con la vera cultura cristiana potremo riprendere le redini di questa nostra società malata di qualunquismo, di anarchia, di auto-distruzione, perchè è solo la cultura cristiana, supportata dalla fede e da un sano intelletto che si potrà salvare questo povero mondo in balia delle tenebre che va brancolando senza meta fino al precipizio. Vedasi  il felice binomio "Aristotele/S.Tommaso D'Aquino", ovvero cultura pagana supportata da un intelletto sano come quella del filosofo Aristotele che è servita di base culturale, diciamo così sommariamente, per la filosofia cristiana di S Tommaso; per dimostrare che non c'è assolutamente contraddizione tra l'Intelletto sano, come quello di un pagano, e la fede cattolica, perchè entrambi usciti dalle mani dello stesso Dio Creatore;  o più recentemente il binomio Fede-ragione "Fides et ratio" di venerata memoria dei due grandi Papi S. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.  

Ma chi li legge e li studia nei vari Seminari di oggi, anche a livello mondiale?  Se qui a Verona, e  mi risulta anche altrove, le stesse autorità ecclesiastiche hanno buttato al macero centinaia di libri del meraviglioso "Catechismo della Chiesa cattolica" di Giovanni Paolo II appena pubblicato nel 1992, cosa possiamo pensare del futuro dei nostri poveri sacerdoti novelli? Quale formazione o deformazione li aspetta? Ci vorrebbe proprio una vera riforma del Seminario diocesano, altrimenti non dovremo meravigliarci se non ci sono più vere vocazioni, in quanto i giovani sanno che per avere tutto ciò che offre il mondo, per giunta a buon prezzo o perfino gratuitamente, basta entrare in seminario! Addio lotta ascetica, addio filosofia o teologia cattolica, addio consacrazione e fedeltà a costo di grandi rinunce. Addio!

Se vogliamo salvare il mondo non è necessario usare le armi, ma il cervello, la penna, la preghiera che illumina l'intelletto e spinge il cuore ad amare, a rinunziare, a sacrificarsi per la Verità, che è nientemeno che nostro Signore Gesù Cristo, il quale darà tutto l'aiuto, anche concreto, materiale, a coloro che glielo chiedono con sincerità di cuore per amore del prossimo, per il futuro dei nostri figli e l'intera umanità.
Dopo questa spero necessaria digressione, sempre sullo stesso argomento di base: la conoscenza! rimando  tutto l'encomiabile lavoro del prof. Masciullo al link di sopra e al contatto del suo blog, e soprattutto attraverso l'acquisto dei suoi libri, come indicato.

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Breve commento personale:
     Da questa lettura del prof. Masciullo si comprende meglio, anzi direi perfettamente, la spiegazione che lo stesso professore ha dato nel commento precedente in merito alle nuove eresie pubblicate sull'organo di stampa del Vaticano che è l'Osservatore Romano del 4 luglio riguardanti i primi capitoli della Genesi, che l'interpretazione dell'autrice che si definisce teologa, ha voluto dare capovolgendo l'intero significato biblico e presentando Eva come "il desiderio mai sopito della donna di realizzare sé stessa, attraverso il superamento dei soliti precetti che la imprigionano e la rendono schiava del potere, diciamo così, senza pensare che semmai questo eventuale "potere" è nientemeno che nostro Dio Signore e Creatore che ha fatto tutto solo in vista del nostro Bene, del nostro fine ultimo che è la Vita Eterna, e della nostra felicità anche su questa terra perché EGLI E' SOLO AMORE INFINITO CHE VUOLE TRASMETTERE ALLE SUE CREATURE, ALL'UOMO E ALLA DONNA, CREATE A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA.

E' tutto collegato da un unico filo o denominatore comune mai tramontato, sin dai tempi della creazione degli Angeli e dell'uomo, cioè quella tentazione perenne del maligno "SARETE COME DIO" se farete il contrario di ciò che Dio, da "despota indiscusso", vi comanda di fare.

Ecco allora spiegato il perchè di quel "mondo alla rovescia" di cui oggi si parla tanto, anche attraverso un recente libro; è il desiderio di sovvertire la natura uscita dalle mani di Dio Creatore, con leggi contro natura, sotto i vari aspetti: il rapporto sessuale, la procreazione, la relazione famigliare e sociale, la vita con nascita e morte,  il clima, i cataclismi, le leggi, i vaccini come "atto d'amore" quando invece si sono rivelati devastatori di tutto l'organismo fino  alla morte, a motivo della nostra ignoranza e della nostra cieca e stolta fiducia in una ipotetica "scienza alla rovescia" senza aver mai fornito alcuna prova dell'efficacia di questo prodotto malefico che sta portando tuttora l'uomo alla rovina fisica, morale, spirituale  ecc. 
    Perfino nel campo legale e penale viene capovolto tutto: si condanna la vittima e si premia l'assassino come normalità assoluta, tutto capovolto, tutto rovesciato, tutto confuso, tutto difficile, tutto impossibile da vivere senza traumi e indicibili sofferenze.  
   
 Ma l'uomo insensato non riflette, pur toccando con mano i pessimi risultati di questa nuova impostazione "al contrario di tutto" va avanti imperterrito, anche perchè, rifiutando Dio e la sua legge d'amore e di perfetto Ordine nell'universo intero, garanzia anche del buon vivere, viene privato di quel Dono della "SAPIENZA" , uno dei  Sette Doni dello Spirito Santo, che illumina la mente e da gioia al cuore nella contemplazione delle bellezze del creato, della giustizia e della Pace. 

    Si! Con l'avanzare della Gnosi, veniamo privati anche della Pace oggi così decantata e implorata come risolutiva di tutti i mali e problemi del mondo. 
Come può esserci la pace nel mondo, se alberga nel cuore dell'umanità tanto odio, disprezzo, cattiveria, malvagità, desiderio di vendetta, di torturare gli innocenti, di penalizzare le vittime, di premiare gli assassini, di indurli al suicidio assistito spacciato come bene, oltre che attraverso veleni che sono i cosiddetti "vaccini" che hanno capovolto il corpo e la mente di tutta l'umanità?
        
  Credono gli stolti di attirare l'attenzione su di loro a forza di proteste e sfilate pubbliche anche con espressioni oscene "off limit" che sono manifestazione chiara di quella rabbia interiore che alberga nel cuore di tutti quegli uomini che vogliono sovvertire la normalità e la  bellezza della vita e di tutto il creato per "creare" essi stessi il loro mondo, la loro vita, i loro rapporti a modo loro, come gli pare e piace, anzi, proprio per sfidare la "presunta onnipotenza di quel Dio despota" al quale non vogliono essere sottomessi. E non si accorgono che invece finiscono negli artigli del peggiore degli esseri che, per odio e ribellione contro Dio, è l'espressione del male, dell'odio e della perversione assoluta.
    
    L'uomo retto invece è contento e prega con le parole della Bibbia: "Sei tu Gesù l'unico mio Bene! Gesù confido in te! Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di Vita Eterna! Signore, ci hai fatti per Te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te.".

                                             patriziastella.com
           

venerdì 8 maggio 2026

CATECHESI SUL SACERDOZIO CATTOLICO

 Cari amici,

         invio questa lettera accorata inviata da S.E. Mons. Strikland, voce che parla nel deserto per essere stato perseguitato per aver denunciato certe verità, che chiarisce la dottrina perenne della Chiesa cattolica in merito soprattutto al Sacramento dell'Ordine Sacro, cioè di quel particolare sacramento voluto da Gesù Cristo con il quale il Vescovo consacra i sacerdoti.

      Come per tutti gli altri sacramenti, di cui parleremo prossimamente per rispolverare le idee sulla dottrina e catechesi cattolica,  questo particolare Sacramento dell'Ordine Sacro conferisce solo agli uomini, per espressa volontà di Dio, il potere di amministrare gli altri Sacramenti ai fedeli, in particolare Confessione ed Eucaristia.  Non è un semplice Precetto della Chiesa che può essere modificato a seconda del periodo storico!  E' un comando perentorio di Gesù Cristo che vincola fortemente la nostra coscienza e al quale ci si deve adeguare, volenti o nolenti.

    Leone XIV, ricevendo in pompa magna in Vaticano questa donna, dal comportamento oltretutto immorale,  che ha ricevuto per le mani del Vescovo di Canterbury (sia pure solo per la religione anglicana, che tuttavia rimane cristiana in forza della validità del Battesimo) questo sacramento che spetta solo agli uomini per volontà di Gesù Cristo, sia pure invalido per il mondo cattolico, tuttavia è un segnale di apertura molto ambiguo e pericoloso anche per la dottrina cattolica, perchè potrebbe dare il via a richieste pressanti sul conferimento del sacerdozio anche alle donne, cosa impossibile, ma purtroppo, vuoi per l'ignoranza generale in materia, vuoi per la pressione mediatica, potrebbe creare uno scisma incredibile anche all'interno della chiesa cattolica, già così provata dal nemico di Gesù Cristo all'interno della Chiesa.

Noi dobbiamo restare, come affermava con forza padre Pio, con la Chiesa di sempre, con i sacramenti di sempre, con il Magistero di sempre, letture dei Padri della Chiesa e dei due catechismi principali VALIDISSIMI: IL CATECHISMO DI SAN PIO X E QUELLO ULTIMO DI SAN GIOVANNI GIOVANNI PAOLO II DEL 1992, CON L'INTERVENTO DEL TEOLOGO PIU' GRANDE DI QUESTI TEMPI CHE ERA ALLORA IL CARD. RATZINGER, POI DIVENTATO PAPA COL NOME DI BENEDETTO XVI .

Qui c'è in gioco la salvezza della nostra anima.  Pertanto cerchiamo di rimanere attenti e di pregare lo Spirito Santo perchè ci mantenga nella Verità, l'unica che può conferire forza e grazia alle nostre preghiere che devono rimanere cattoliche e non qualunquiste.  Un conto è il dialogo con le altre religioni per una maggiore comprensione della volontà di Dio, altra cosa è il mescolamento di preghiere e benedizioni  recitate e impartite assieme col pericolo che venga vanificata l'azione di Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, e tutta la sua opera di Incarnazione, Redenzione e di Salvezza dell'umanità.

Con Dio non si scherza!  

                               ******************************

DICHIARAZIONE DI MONS. STRICKLAND SULL’ACCOGLIENZA VATICANA DELLA «ARCIVESCOVA» DI CANTERBURY.

[...] Il sacerdozio cattolico non è una creazione umana. È un dono divino istituito da Nostro Signore Gesù Cristo, affidato alla Chiesa e custodito nei secoli con fedeltà e sacrificio. Il sacerdote, mediante l’ordinazione sacramentale, si configura a Cristo in modo unico e insostituibile, agendo in persona Christi Capitis, specialmente nell’offerta del Santo Sacrificio della Messa.

Per questo motivo, la Chiesa ha insegnato in modo definitivo di non avere l’autorità di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne. Questo insegnamento non è soggetto a modifiche, adattamenti o reinterpretazioni. Appartiene al deposito della fede.

[...] esorto i fedeli non solo a rimanere saldi, ma a rispondere con la preghiera e la riparazione. Quando la confusione tocca ciò che è più sacro – quando il sacerdozio e l’Eucaristia vengono oscurati – la risposta appropriata ai fedeli non è il silenzio, ma l’amore espresso attraverso il sacrificio.

Vi chiedo dunque di:

🔥 Trascorrere del tempo in adorazione eucaristica

🔥 Recitare il Santo Rosario con rinnovato fervore

🔥 Offrire atti di penitenza e riparazione al Sacro Cuore di Gesù

🔥 Intercedere per i sacerdoti, affinché siano fedeli alla loro sacra identità.

🔥 E pregare per la Chiesa, affinché sia ​​purificata e rafforzata nella verità.

Cristo non ha abbandonato la sua Chiesa.

Anche nei momenti di prova, Egli rimane presente nell’Eucaristia – lo stesso ieri, oggi e per sempre. La verità del sacerdozio rimane intatta, non per la forza umana, ma perché è radicata in Lui.

Rispondiamo dunque non con la disperazione, ma con la fedeltà. Restiamo fermi a Cristo, amiamo la sua Chiesa e preghiamo per la sua purificazione e il suo rinnovamento.

Possa la Beata Vergine Maria, Madre dell’Eterno Sommo Sacerdote, intercedere per noi, affinché il sacerdozio si rinnovi nella santità e l’Eucaristia sia sempre adorata con la riverenza che merita.

Vescovo Joseph E. Strickland
Vescovo emerito














martedì 24 febbraio 2026

SACERDOTI CON MENTALITA' LAICALE E ANIMA SACERDOTALE

 Premessa: questa relazione fu scritta da don Ferdinando poco dopo la proclamazione della beatificazione di mons. Josemaria Escrivà. (17 maggio 1992)


I miei incontri con le persone dell’Opus Dei e soprattutto col Beato Josemarìa avvennero all’inizio del mio sacerdozio. Quegli incontri influirono radicalmente sulla mia formazione e diedero al mio sacerdozio un’apertura e prospettive inaspettate. La figura e la personalità del Beato mi fecero profonda impressione; sentivo ardere in lui un’anima sacerdotale con una mentalità completamente aperta al mondo, un sacerdote innamorato di Cristo e del suo sacerdozio e che insieme amava il mondo appassionatamente, con il desiderio di “innalzare Cristo alla sommità di tutte le attività umane”.

Accanto a lui e ai sacerdoti che egli aveva formato compresi la esaltante novità del suo messaggio: la “vocazione universale alla santità” attraverso la “santificazione del lavoro e della vita ordinaria. Quel messaggio, però, senza quella categoria fondamentale che caratterizza la vita del cristiano comune: la secolarità, restava incomprensibile. L’anima ardentemente sacerdotale del Beato, sempre consapevole della propria identità col sacerdozio di Cristo, aveva il suo habitat per così dire naturale in una lucida mentalità laicale che lo rendeva presente e partecipe delle situazioni di vita dei cristiani che vivono nel mondo. Accanto al Fondatore dell’Opera si percepiva che la secolarità non è soltanto una categoria che caratterizza la vita, essa deve diventare nel cristiano anche una categoria di pensiero, un abito mentale.

Così scoprii la dimensione teologica della secolarità, che si fonda sul Battesimo, e con essa la dimensione sacerdotale della filiazione divina, che il Beato Josemarìa pose, per ispirazione di Dio, come fondamento dello spirito dell’Opus Dei. Ora, il sacerdote condivide la stessa condizione secolare del fedele laico; l’Ordine Sacro che riceve non lo toglie da quella condizione, ma lo abilita al servizio ministeriale dei fedeli in persona Christi Capitis. Perciò il sacerdote secolare è chiamato a camminare fianco a fianco dei suoi fratelli laici che percorrono i “cammini divini della terra” e affrontano le vicende della vita e del mondo santificandosi in esse, ma restando, egli sacerdote, soltanto e sempre sacerdote, sacerdote al cento per cento, a tempo pieno, come “Cristo che passa” benefaciendo…omnes.

In secondo luogo, la secolarità battesimale mi portò a comprendere l’aspetto ascetico dello spirito dell’Opera. La dimensione ascetica della secolarità, insegnata e vissuta dal Beato Josemarìa, non necessariamente passava attraverso i voti religiosi, assumeva invece tre aspetti fondamentali, era:

1)- un’ascetica delle virtù umane. Il suo dobbiamo essere molto umani per essere molto soprannaturali ripetuto frequentemente, appariva realizzato in lui con tale normalità da sembrare quasi spontaneo; in realtà era frutto di un lungo e costante lavoro ascetico. Dal suo esempio mi resi conto che anche nella vita e nel comportamento del sacerdote secolare, proprio perché egli deve muoversi nel mondo in mezzo agli uomini, dovranno figurare, come corredo di una mentalità autenticamente laicale,. tutti i valori umani che hanno importanza per un onorato uomo di mondo.

2)- ascetica positiva. Il Beato spingeva, sì, a lottare per sradicare la zizzania dalla nostra anima con una lotta quotidiana, concreta, condotta sulle cose piccole, per togliere dal nostro cuore tutto ciò che impedisce l’amore di Dio, ma poi spingeva a lavorare senza sterili lamentele e senza prendersela con le persone, per affogare il male nell’abbondanza di bene. Era dunque un’ascetica fatta più di affermazioni che di negazioni. Per il cristiano, e per un sacerdote che vive nel mondo, egli voleva una lotta interiore esigente ma “sportiva”, con un ascetismo sorridente impregnato di gioia e di ottimismo.

3)- ascetica dell’unità di vita: è la chiave ermeneutica per capire l’ascetismo dell’Opus Dei. Il Beato passava con sorprendente naturalezza dalle cose più materiali della vita quotidiana alle cose di Dio; si capiva che in lui tutto passava attraverso il suo costante colloquio con Dio, per cui egli stava contemporaneamente e con gli uomini e con Dio. Era solito dire che egli aveva un solo cuore, e con quell’unico cuore di carne amava Dio e tutte le persone e le realtà della sua vita; come dire che l’unità di vita si realizza nel cuore del credente. Infatti, è lì nel cuore dove si svolge il nostro intimo colloquio con Dio e di lì dovrebbe passare tutta la nostra vita. Perciò, ci avvertiva, se noi sacerdoti che trattiamo cose sante e ci occupiamo della vita delle comunità cristiane non facciamo passare l’attività pastorale attraverso il nostro cuore perché diventi dialogo intimo con Dio - con la Trinità santissima, con Gesù e con la Vergine santa - impregnandolo di fede viva e di amore, rischiamo di fare del nostro ministero una vita parallela alla vita spirituale, col pericolo che diventi un lavoro di burocrati. In pratica, per il laico e il sacerdote dell’Opus Dei, la lotta ascetica personale deve tendere a fare di ciascuno un’anima contemplativa in mezzo al mondo.

In terzo luogo, la personalità del Beato Josemarìa mi illuminò sulla dimensione giuridica della secolarità. Il suo intelletto estremamente lucido e rigoroso nonché la sua formazione scientifica lo hanno portato a definire con chiarezza di dottrina e a tradurre poi nella vita vissuta la dimensione giuridica della condizione laicale e di quella del sacerdote secolare. Nella vita del Beato mi colpirono due aspetti della secolarità giuridica, che mi aiutarono a evitare ogni forma di clericalismo: un assoluto rispetto per ogni singola persona con i diritti propri alla sua condizione e un grande amore alla libertà.

Sono convinto che pochi uomini di Chiesa e anche di mondo hanno amato e difeso la libertà personale come il Beato Josemarìa. Egli rilevava nella vita personale del sacerdote un ampio spazio di libertà dove il sacerdote può gestire con maturità umana e con responsabilità i propri talenti e le proprie iniziative. Cercava che ogni figlio suo nell’Opera – laico o sacerdote – maturasse come persona nella consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri, mettendosi con responsabilità di fronte alle esigenze della propria vita e della propria condizione. Mai ho sentito dire che il Beato abbia imposto qualcosa a qualcuno; egli faceva leva sempre ed esclusivamente sulla responsabilità delle persone.

Nel Beato Josemaria la forte allergia a sentirsi modello per chicchessia e il rifiuto quasi istintivo di proporsi come esempio da imitare, avevano la loro motivazione nel rispetto che egli aveva per la libertà della persona e per la libertà di Dio. Libertà e grazia si coniugano nell’esperienza personale di ciascuno in maniera unica e inimitabile. E’ infatti nella libertà che la persona si realizza come qualcosa di unico e irrepetibile così da essere inalienabile, impartecipabile e insostituibile. Vivendo vicino al Beato Josemaria si respirava a pieni polmoni una grande libertà, una libertà che lo rendeva anima appassionata per tutto ciò che di nobile, grande, degno e bello si trova nell’uomo e nel mondo. Accanto a lui s’imparava che solo nella libertà è possibile l’amore. In lui l’amore superava, senza scavalcarle, sia la morale e, più ancora, ogni moralismo, sia qualunque forma particolare di spiritualità. L’Opus Dei, infatti, non ha una spiritualità propria come viene intesa negli Ordini e negli Istituti religiosi. Esiste invece uno “spirito” dell’Opus Dei: è questo il termine usato comunemente dal Beato per descrivere lo “stile” di vita cristiana praticata dai fedeli e dai sacerdoti della Prelatura

Infine, il senso vivo del diritto e l’amore grande per gli Ordinari delle diocesi e per la condizione del sacerdote diocesano portarono il Beato Escrivà a configurare in modo peculiare la secolarità del lavoro pastorale. La dimensione pastorale della secolarità si esprime e ha il suo fondamento nella Chiesa locale: l’incardinazione fa il sacerdote membro del Presbiterio diocesano mentre la missione canonica lo fa collaboratore del Vescovo per tirare il carro nella stessa direzione dell’Ordinario, come diceva il Beato e vivere con pienezza il nihil sine Episcopo. D’altra parte la secolarità conferisce al ministero del sacerdote la caratteristica della universalità e di una totale apertura, ne fa, cioè, una pastorale di base in comunione a quella della Chiesa universale, e una pastorale rivolta a tutti, nel rispetto e nella positiva convivenza con i carismi propri dei Religiosi e dei Movimenti, senza però identificarsi con nessuno di essi. Perciò il sacerdote nel suo ministero rispetterà la condizione laicale del cristiano, promuovendo non la sua clericalizzazione ma la sua vita battesimale, fino alla pienezza dell’età di Cristo. Questa secolarità viene tuttora, da qualche parte, contrapposta alla diocesanità. Il rapporto conflittuale e perciò la difficoltà di comprensione del binomio secolarità-diocesanità, viene alimentato dal fatto che alle volte si considera la diocesi alla stregua di un Ordine religioso e si usa l’espressione “spiritualità diocesana”. Il termine “spiritualità” si presta ad equivoci, per cui sarebbe più corretto parlare di “spiritualità sacerdotale” che è in rapporto di continuità con la spiritualità battesimale.

Per concludere, diciamo che la dimensione della secolarità conferisce al ministero pastorale del sacerdote una libertà e un’ampiezza senza limiti. Il mondo e l’intera umanità, nella varietà delle razze e delle cultura e nella diversità degli ambienti, sono il luogo naturale dove il sacerdote si trova a vivere e ad operare come sacerdote, sacerdote al cento per cento, che illumina, consola, guarisce, perdona in nome di Dio, come ipse Christus. Il sacerdote diventa così l’uomo di Dio, l’uomo del soprannaturale, l’uomo della Chiesa che tiene fra le sue mani le risorse infinite della misericordia divina.

Amare il mondo appassionatamente con cuore di sacerdote: così visse il Beato Josemarìa. Sul filo dei suoi insegnamenti, il sacerdote secolare è spinto a esercitare il suo ministero pastorale nel mondo come in un “mare senza sponde” che egli percorre instancabilmente in tutte le direzioni come pescatore di uomini, col desiderio di portarli, feriti di contrizione e di amore, ai piedi di Cristo.

                     Don Ferdinando Rancan



giovedì 7 agosto 2025

LETTERA INEDITA DI PAPA BENEDETTO XVI NEL 2014

 


LETTERA INEDITA DI PAPA BENEDETTO XVI DEL 2014. vedi link

https://lanuovabq.it/it/la-lettera-inedita-di-benedetto-xvi-la-mia-rinuncia-e-piena-e-valida


Il 07/08/2025 23:00, Patrizia Stella ha scritto:

⬆️🛑     Perché viene portata alla luce dopo 11 anni di diatribe e discussioni? Infatti. Ce lo siamo chiesto in molti!! È tutto un mistero. Certo è che Ratzinger sapeva sin dalla sua elezione del 2005 che era circondato da lupi, anche quelli che, per calcoli politici, lo hanno votato ma sempre odiato e boicottato. I famosi cardinali della Mafia del Sangallo.
Finché lo hanno messo così alle strette intimandogli di approvare le benedizioni gay, rinuncia al celibato sacerdotale, sacerdozio per le donne ecc.  Tanto che  lui, per amore di verità e di Gesù Cristo, ha preferito ritirarsi piuttosto che cedere ai loro ricatti. Infatti se lo aspettava questo terribile momento perché è significativa quella frase che lui stesso ha pronunciato durante l omelia della Messa di insediamento pontificio: "PREGATE PER ME PERCHÉ NON FUGGA DAVANTI AI LUPI: Se lo aspettava che i lupi che lo circondavano lo avrebbero sbranato o cacciato prima o poi.
Comunque che si tratti di dimissioni col munus e ministerium o di sedevacante con rinuncia solo al ministerium, nulla cambia perché in entrambi i casi, c'era l intenzione perversa da parte di un manipolo di falsi cardinali, lupi vestiti da agnello con il nome di MAFIA DI SANGALLO, di intronizzare sul soglio di Pietro uno di loro, certo card. Bergoglio apostata e agnostico che ha letteralmente sfasciato le mura portanti della Chiesa mattone dopo mattone.
Pertanto, sia in un caso che nell’altro, il novello Papa seduto sul trono di Pietro non era vero Papa ma ANTIPAPA. Se ci sono dubbi andate a consultare la COSTITUZIONE Apostolica dj San Giovanni Paolo II "UNIVERSI DOMINICI GREGIS" che regola le votazioni del Conclave per il nuovo Papa e tutte le condizioni annesse e connesse, dal n. 77 al n. 86, in particolare il n. 81 che recita cosi: "I CARDINALI ELETTORI SI ASTENGANO, INOLTRE, DA OGNI FORMA DI PATTEGGIAMENTI, ACCORDI, PROMESSE ECC. (...) SE CIÒ IN REALTÀ FOSSE FATTO, SIA PURE SOTTO GIURAMENTO, DECRETO CHE TALE IMPEGNO SIA NULLO O INVALIDO E CHE NESSUNO SIA OTTENUTO AD OSSERVARLO; E FIN D'ORA COMMINO LA SCOMUNICA LATAE SENTENTIAE AI TRASGRESSORI DI TALE DIVIETO..."
Il complotto dei cardinali della Mafia del Sangallo è stato reso pubblico e ufficiale da uno di loro in punto di morte, il card. belga GODFRIED DANEELS. Per cui basterebbe puntare su questo DIVIETO PERENTORIO DI UN LEGITTIMO PAPA COME GIOVANNI PAOLO II PER AVERE LA CONFERMA LAPALISSIANA CHE BERGOGLIO NON È MAI STATO PAPA. Oltre a tutte le altre motivazioni esposte con coraggio non solo dal dott. Cionci ma anche da decine di studiosi di diritto canonico laici e sacerdoti. Ma si vede che, sia i modernisti che i tradizionalisti, soprattutto Lefebriani, ci tenevano a considerare Bergoglio come SOMMO PONTEFICE E VICARIO DI CRISTO, nonostante questi titoli o mandati divini siano scomparsi dall’Annuario Pontificio con l’avvento di Bergoglio.
GRANDE COMUNQUE RESTA LA RESPONSABILITÀ DI QUELLE AUTORITÀ ECCLESIASTICHE CHE LO HANNO LASCIATO SPADRONEGGIARE, SCOMUNICARE, DISTRUGGERE, PENALIZZARE, MORTIFICARE, IMBROGLIARE, FALSIFICARE, IDOLATRARE DIVINITA' PAGANE, SFIDARE IN PIEDI IL SANTISSIMO SACRAMENTO... DAVANTI AL QUALE MAI SI È INGINOCCHIATO ECC. ECC. ECC. Adesso per ricostruire da queste macerie ci vuole un particolare dono dello Spirito Santo. O la guerra come probabile ipotesi. Perché il mondo non può andare avanti con la vittoria di Satana, dell ambiguità, del compromesso o del ricatto o delle minacce ecc.
Deve vincere Cristo, la Verità e la Giustizia col trionfo del Cuore Immacolato di Maria. GRAZIE SANTO PADRE BENEDETTO XVI. GRANDE PAPA BENEDETTO PER AVER AVUTO IL CORAGGIO E L UMILTÀ DI RITIRARTI PER FAR EMERGERE TUTTO IL FANGO LURIDO DEL DIAVOLO MESCOLATO CON LA SANTITÀ DELLA CHIESA DI GESU'.
CHE ADESSO EMERGA TUTTA LA ZIZZANIA PER POTERLA TAGLIARE E GETTARE NEL FUOCO, MENTRE IL BUON GRANO TORNERÀ A BIONDEGGIARE SULLA TERRA PULITA, PROFUMATA E RISANATA DAL SOFFIO DELLO SPIRITO SANTO.

 

…………………………………….patriziastella.com


mercoledì 11 giugno 2025

I PUNTI PIU' OSCURI SU MEDJUGORJE



 Per favore aprire e ascoltare il link sottostante del prof. D'Amico

https://youtu.be/5pOydQTDrFU?si=EmjWRdKGkuPaM0gs



Commento personale.

 Medjugorje: terreno minato. Un modesto parere personale avvallato comunque da testimonianze certe tra cui la presente relazione del prof. Matteo D’Amico.

Sono stata 5 volte a Medjugorje, addirittura la prima volta nello stesso anno delle apparizioni, 1981, e per coloro che frequentano ogni anno questo luogo di preghiera è un numero quasi ridicolo, diciamo così, per poter esprimere un parere. Tuttavia, al di là del numero delle frequenze, (talvolta molto deludenti), bisogna premettere anzitutto due considerazioni importanti:

1)      Non è affatto vincolante dal punto di vista dottrinale credere alle apparizioni della Madonna o dei Santi lungo i secoli nelle varie parti del mondo, neppure a quelle approvate ufficialmente dalla Chiesa come Fatima, Lourdes, La Salette e altre.  Ciò che vincola la coscienza è la Parola di Dio e la dottrina ufficiale della Chiesa, in primis i dogmi, i Comandamenti e i Sacramenti; tuttavia per le apparizioni approvate ufficialmente dalla Chiesa, che sono poche rispetto alle centinaia di altre apparizioni nel mondo intero, si deve avere un particolare riguardo perché fondate su molti studi, ricerche e prove, spesso avallate perfino da miracoli, sapendo quanto il Magistero della Chiesa è molto esigente in questo campo.

2)      Al di là di poche precisazioni o profezie molto particolari e legate per lo più al territorio dove la Madonna appare, sembra che esista una specie di “comun denominatore” di tutte le vere apparizioni, e cioè la Madonna raccomanda la NECESSITA’ DELLA CONVERSIONE PERSONALE E COMUNITARIA, legata appunto all’essenza della dottrina della Chiesa che si basa sul cambiamento del cuore e sulla frequenza dei Sacramenti voluti da Gesù Cristo, senza i quali non c’è salvezza.   Quasi tutti i santuari mariani costruiti nella loro bellezza lungo i secoli, servono per venerare certamente la Madonna e ringraziarla per i benefici ricevuti (esempio salvezza da certe pestilenze o guerre o altre calamità) ma soprattutto in vista di aumentare la nostra fede verso il figlio di Maria, Gesù Cristo e nella Sua Parola di vero Uomo e di vero Dio.

Pertanto nulla c’è di male nel credere o meno a questa o quella apparizione, che sia approvata o no dalla Chiesa, purchè non si riscontri qualche eresia o anomalia spirituale. Quello che invece non si può accettare è il fanatismo esagerato, quasi un antagonismo fra coloro che credono ciecamente a Medjugorje, tanto per fare un esempio, contro quelli che sono devoti della Madonna di Anguera, o di Garabandal, o di altri luoghi nel mondo, col pericolo, anche se involontario, di creare nuove chiesuole con i propri devoti contro altre chiesuole di altri devoti, attaccati più a certe ipotetiche visioni o profezie o territori che alla Parola Universale del Vangelo, o al parere del Vescovo del luogo, il quale ha l’autorità da parte della Chiesa e l’assistenza dello Spirito Santo per decidere della veridicità o meno dell’apparizione in questione sul suo territorio 

Per quanto riguarda Medjugorje, dovremmo tutti riflettere circa le spiegazioni fondate e documentate da parte del relatore, il prof- D’Amico, e di altri autori di libri da lui citati che nutrono seri dubbi sulla veridicità di queste apparizioni straordinarie così frequenti (una o più volte al giorno per molti decenni e dietro comando a seconda della disponibilità dei veggenti!) e che hanno coinvolto il mondo intero fino all’incredibile, ma soprattutto dovremmo tenere in considerazione un fatto molto importante: sin dalle prime presunte apparizioni del 1981 dei 6 ipotetici veggenti, tutti i Vescovi che si sono succeduti nella zona di Medjugorje dipendente dalla città di Mostar, hanno dimostrato il loro disappunto, vale a dire la loro piena e totale e unitaria disapprovazione di tutti questi eventi strepitosi, non per antipatia, come si vuole fare credere, ma per aver ottenuto prove fondate e testimonianze certe dopo molte e accurate ricerche.

                Pertanto, la dottrina perenne della Chiesa ci esorta da sempre a credere all’autorità ecclesiastica del luogo, nella certezza che noi non sbagliamo mai nel fare questo gesto di sottomissione e di obbedienza, convinti che se veramente crediamo alla Madonna come il Vangelo ce l’ha descritta e preghiamo il Santo Rosario e facciamo quello che lei continua a indicarci, cioè la frequenza ai Sacramenti voluti da suo Figlio Gesù, oltre alle opere buone, che cosa andiamo a cercare di più sicuro di questo per avere la vita eterna?  Cerchiamo sensazionalismi? O profezie terrificanti dei prossimi tempi addirittura con dettagli e modalità? Crediamo di più alle varie Madonne apparse qua e là piuttosto che al miracolo dei miracoli per eccellenza che è la Santa Messa con la presenza di Dio vivo e vero nell’Ostia santissima? 

E’ vero che anche a Medjugorje sembra che avvengano miracoli interiori di gente che esce trasformata da una buona confessione, e di questo ringraziamo sempre la Madonna del Vangelo, non quella di Medjugorje o di Fatima o di Lourdes, perché la Madonna, da vera madre della Chiesa e dei suoi figli che cercano quasi brancolando quella Verità che ultimamente è stata offuscata da molti peccati e contraddizioni, lei stessa accoglie coloro che la cercano con cuore sincero e pentito, e li premia con il dono della conversione, da qualunque parte del mondo essi comincino a pregare, anche dalla cappellina dell’eremo sul monte, o dalla propria camera da letto, o da un campo fiorito se ci parla di Dio ecc. ecc. L’importante è che la preghiera e la Fede sia sincera e animata da vero Amore di Dio e fondata sempre sulla dottrina perenne della Chiesa cattolica.

Conclusione

Tutto questo, comunque, non ci dispensa dal fatto di essere, come dice il Vangelo, “semplici come le colombe ma astuti come i serpenti” nella consapevolezza che il demonio si infila dappertutto anche con sembianze di Angelo o di Maria Vergine e spesse volte si serve di persone astutamente consenzienti, per fingere false visioni, false profezie allo scopo di spillare denaro a quei cattolici sprovveduti che, magari, sono anni che non si confessano né vanno a Messa né battezzano i loro figli, però quando si parla di apparizioni straordinarie, o di previsioni future o di guerre in arrivo, sono disposti a qualunque viaggio o sacrificio, anche economico.

                Il consiglio che la Madonna e la dottrina della Chiesa offrono a tutti è quello di recitare ogni giorno il Santo Rosario da qualunque angolo della terra ci troviamo, invocando lo Spirito Santo che venga in soccorso alla nostra debolezza e ci dia il dono del discernimento e della prudenza per non cadere ingenuamente in assurdi tranelli che rischiano di portarci verso una falsa religione esoterica e pericolosa per la nostra anima. Il consiglio di qualche bravo sacerdote o di qualche laico di sicura fede può sempre essere di grande aiuto, oltre che adorare Gesù presente nel Santissimo Sacramento che illumini la nostra mente e il nostro cuore.

 

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martedì 20 maggio 2025

SPECIALE PAPA LEONE XIV

 

DEDICATO A PAPA LEONE XIV

 

Questo servizio che vogliamo dedicare alle prime “mosse” del nostro nuovo Papa Leone XIV, raccoglie alcune sue omelie, celebrazioni, discorsi, eventi ecc. che mostrano subito la portata spirituale del nostro Santo Padre.

 

Bisogna cliccare sul link per poter entrare nel video, oppure leggere le sue frasi che sono state riportate qui in questo servizio.

 

 Brano dalla prima omelia di Leone XIV:

 “Anche oggi non sono pochi i contesti in cui la fede cristiana è ritenuta una cosa assurda, per persone deboli e poco intelligenti; contesti in cui ad essa si preferiscono altre sicurezze, come la tecnologia, il denaro, il successo, il potere, il piacere. Si tratta di ambienti in cui non è facile testimoniare e annunciare il Vangelo e dove chi crede è deriso, osteggiato, disprezzato, o al massimo sopportato e compatito. Eppure, proprio per questo, sono luoghi in cui urge la missione, perché la mancanza di fede porta spesso con sé drammi quali la perdita del senso della vita, l’oblio della misericordia, la violazione della dignità della persona nelle sue forme più drammatiche, la crisi della famiglia e tante altre ferite di cui la nostra società soffre e non poco.”

 

 Significato del motto posta sullo stemma del Sommo Pontefice Leone XIV:

Il suo motto - già episcopale – e:  “IN ILLO UNO UNUM”, parole che sant’Agostino ha pronunciato in un sermone, l’Esposizione sul Salmo 127, per spiegare che «SEBBENE NOI CRISTIANI SIAMO MOLTI, NELL’UNICO CRISTO SIAMO UNO».



Il Priore Generale dell'Ordine degli Agostiniani p. Alejandro Moral Antón ci tratteggia un ritratto umano e spirituale del suo confratello e amico papa Leone XIV, chiamato a diventare il successore di San Pietro. Buon ascolto!

 

https://youtu.be/PJrGddccCU0

https://bit.ly/4mfkpzs

https://bit.ly/3YKMa93



PRIMA UDIENZA DEL MERCOLEDI’ ALLE CHIESE ORIENTALI


 E dopo questa scatta l’applauso.. apri link

https://t.me/databaseitalia

 

Qualcosa è cambiato, anzi molto!  Oggi, nel suo discorso al corpo diplomatico presso la Santa Sede, papa Leone XIV ha citato la Rerum Novarum di Leone XIII.

 "È compito di chi ha responsabilità di governo adoperarsi per costruire società civili armoniche e pacificate. Ciò può essere fatto anzitutto investendo sulla famiglia, fondata sull’unione stabile tra uomo e donna, «società piccola ma vera, e anteriore a ogni civile società”

 Commento: È la chiusura a qualsiasi ipotesi di apertura alle coppie omosessuali. I media hanno già iniziato a parlare di meno del pontefice. Successivamente arriverà l'ordine di scatenare una massiccia campagna stampa fatta di fango e bugie contro il Santo Padre.

Oremus pro beatissimo Papa nostro Leone.

 

 I valori che la chiesa difenderà fino alla fine. Vedi link soprahttps://youtu.be/J97VGCItmc4?si=ubscBxzxQ808ACho

  

🛑🛑 LA DELUSIONE DI ALDO MARIA VALLI SU PAPA LEONE XIV.


‼️ Verissimo il dubbio di Aldo Maria Valli. Ma potrebbe aver ricevuto anche lui, come Papa Benedetto, un clamoroso altola' dai poteri forti altrimenti... ci pensano loro alla punizione. E le punizioni della massoneria sono terribili non solo per l’interessato ma anche per il vicinato: gente che sparisce... per sempre. Attenzione cari amici: quando papa Benedetto diceva che non era libero neppure di muovere i passi nella sua stanza, c’erano i soliti super eroi tradizionalisti che lo deridevano e che lo hanno abbandonato per farsi la loro chiesuola di perfetti impeccabili perché, secondo loro, il vero Papa era troppo debole e non era buono a nulla.

ATTENZIONE: SIAMO ANCORA IN PIENA BATTAGLIA CONTRO IL POTERE DELLE TENEBRE E DOBBIAMO AVERE L UMILTA DI RAGGIRARLO MA NON DI SFIDARLO. Almeno finché ci sarà possibile. Può darsi che ci venga chiesto la vita per essere fedeli? Non è ancora finito il tempo del martirio e papa Leone forse cerca di evitarlo non per paura del martirio per sé ma per i suoi figli!!

Preghiamo il Signore Gesù che passi presto questo tempo di prova anche se le profezie affermano che uomini dalla lunga barba invaderanno il Vaticano e Roma e l’Italia.

 Che Gesù ci dia la forza della perseveranza finale.

  

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PAPA LEONE XIV: "OCCORRE CONDIVIDERE CON OGNI LUOGO E POPOLO LA SUBLIMITÀ DELLA CONOSCENZA DI GESÙ CRISTO“
  "C'E' L'URGENZA DI PORTARE CRISTO A TUTTI I POPOLI".



Intervista da parte del prof. Giovanni Zenone:
Il dott. Ettore Gotti Tedeschi esprime il suo pensiero in merito a Papa Leone XIV e alla situazione attuale della Chiesa.

         

PRIMA MESSA INSEDIAMENTO NELLA BASILICA DI SAN GIOVANNI IN LATERANO



I PROGRAMMI DI PAPA LEONE XIV


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lunedì 17 marzo 2025

TRADUZIONE AGGIORNATA DELLA DECLARATIO DI S. SANTITA' PAPA BENEDETTO XVI

 

ANALISI ATTENTA E TRADUZIONE DELLA “DECLARATIO”

DI PAPA BENEDETTO XVI CON LA QUALE ANNUNCIAVA LA RINUNCIA AL “MINISTERIUM” E NON AL “MUNUS”  (febbraio 2013)

 

Primo passo:  ascoltare bene la registrazione tramite il presente link

 

https://youtu.be/cknjxlZCQqc?si=kvF6BofCUAyodvWm

Differenze di traduzione:

 1^ versione  “commisso” scritto sul documento   anziché “commissum” pronunciato chiaramente dal Santo Padre nella registrazione.

 2^ versione :             in eligendo novo Summo Pontifice

                                        eligo  =  strappare via

 

 CONCISTORO ORDINARIO PUBBLICO - DECLARATIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI SULLA SUA RINUNCIA AL MINISTERO DI VESCOVO DI ROMA, SUCCESSORE DI SAN PIETRO, 11.02.2013

Nel corso del Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione di alcuni Beati, tenuto alle ore 11 di questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, durante la celebrazione dell’Ora Sesta, il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto ai cardinali presenti il seguente annuncio:

DECLARATIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Fratres carissimi

Non solum propter tres canonizationes ad hoc Consistorium vos convocavi, sed etiam ut vobis decisionem magni momenti pro Ecclesiae vita communicem. Conscientia mea iterum atque iterum coram Deo explorata ad cognitionem certam perveni vires meas ingravescente aetate non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum.

Bene conscius sum hoc munus secundum suam essentiam spiritualem non solum agendo et loquendo exsequi debere, sed non minus patiendo et orando. Attamen in mundo nostri temporis rapidis mutationibus subiecto et quaestionibus magni ponderis pro vita fidei perturbato ad navem Sancti Petri gubernandam et ad annuntiandum Evangelium etiam vigor quidam corporis et animae necessarius est, qui ultimis mensibus in me modo tali minuitur, ut incapacitatem meam ad ministerium mihi commissum bene administrandum agnoscere debeam. Quapropter bene conscius ponderis huius actus plena libertate declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commisso (versione esatta commissum) renuntiare ita ut a die 28 februarii MMXIII, hora 20, sedes Romae, sedes Sancti Petri vacet et Conclave ad eligendum novum Summum Pontificem ab his quibus competit convocandum esse.

Fratres carissimi, ex toto corde gratias ago vobis pro omni amore et labore, quo mecum pondus ministerii mei portastis et veniam peto pro omnibus defectibus meis. Nunc autem Sanctam Dei Ecclesiam curae Summi eius Pastoris, Domini nostri Iesu Christi confidimus sanctamque eius Matrem Mariam imploramus, ut patribus Cardinalibus in eligendo novo Summo Pontifice materna sua bonitate assistat. Quod ad me attinet etiam in futuro vita orationi dedicata Sanctae Ecclesiae Dei toto ex corde servire velim.

Ex Aedibus Vaticanis, die 10 mensis februarii MMXIII

                                     BENEDICTUS PP XVI

*******************************

●PRIMA TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA

Carissimi Fratelli,

vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.

Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.

Dal Vaticano, 10 febbraio 2013

BENEDICTUS PP XVI

 

ULTIMA VERSIONE COMPLETA - E CORRETTA - DELLA DECLARATIO

(Dal canale "Codice Ratzinger") 14/03/2025

 

Fratelli carissimi, vi ho convocati a questo Concistoro non solo a causa delle tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza a vantaggio dell’esistenza della Chiesa.

Dopo aver esaminato più e più volte la mia coscienza davanti a Dio, sono giunto alla consapevolezza certa che per il peso degli anni le mie forze non sono più adeguate ad amministrare l’ufficio (munus) petrino. Sono ben consapevole che questo “munus”, secondo la sua essenza spirituale, debba essere reso esecutivo non solo con l’azione e la parola, ma altresì con la sofferenza e la preghiera.

Tuttavia, nel mondo della nostra epoca soggetto a rapide trasformazioni e sconvolto da questioni di grande peso per la vita della fede, per governare la nave di San Pietro e per annunciare il Vangelo è necessario anche un certo vigore del corpo e dell’anima, che negli ultimi mesi in me è diminuito in modo tale, che devo riconoscere la mia incapacità ad amministrare bene il “ministerium” che mi è stato affidato.

Per cui ben consapevole del peso di quest’atto dichiaro in piena libertà di rinunciare a mio danno al ministerium di vescovo di Roma, successore di San Pietro, a causa del misfatto di un manipolo di Cardinali nel giorno 19 aprile 2005, così che dal giorno 28 febbraio 2013, all’ora ventesima, la sede di Roma, la sede di San Pietro resti vuota, e dichiaro che dovrà essere convocato un conclave per l’elezione di un nuovo Sommo Pontefice da parte di questi a cui compete.

Fratelli carissimi, vi ringrazio di tutto cuore per tutto l’amore e la solerzia con cui avete portato con me il peso del mio “ministerium”, e vi chiedo perdono per tutte le mie mancanze.

Ora affidiamo la Santa Chiesa di Dio alla cura del suo Sommo Pastore, il nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo sua Madre Maria che assista con la sua materna bontà i padri Cardinali nell'estirpare il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro vorrei servire di tutto cuore la Santa Chiesa di Dio con una vita dedicata alla preghiera. _________________________________________________

LINK PETIZIONE: SUPPLICA AL REGGENTE: CHIEDIAMO VERITA’ ASSOLUTA SULLA SEDE IMPEDITA DI BENEDETTO XVI  DOPO ANTIPAPA FRANCESCO

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