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lunedì 15 febbraio 2016

La dittatura avanza

Cari amici,
nel consegnarvi in allegato l’ultima parte della sintesi del convegno tenutosi a Verona il 20 gennaio su “La dittatura del relativismo e l’oscuramento della ragione”, relazione del prof. Mons. Antonio Livi sintetizzata da un suo alunno, il prof. Alessandro Beghini, non posso fare a meno di accennare a quella “dittatura del relativismo” ben concreta e terribile che stiamo vivendo e soffrendo da mesi: la legge Cirinnà!

Si tratta di una vera dittatura che ci vogliono imporre a tutti i costi e al di sopra di ogni buon senso, nonostante le manifestazioni pubbliche di milioni di cittadini in piazza e di altrettanti dalle loro case, nonostante le centinaia di migliaia

di proteste inviate ai senatori via mail o altro, nonostante l’inesistenza del problema volutamente gonfiato perché si tratta solo di 7.500 coppie di omosessuali contro oltre 14 milioni di coppie etero, ai quali nulla importa oltretutto di venire registrati come coppie godendo già di tutti i diritti di tutti i cittadini, se non perchè sono spinti dalle lobby gay che ci bombardano di una tale tempesta mediatica (vedi Sanremo) da rimanere perfino schifati e storditi.

Cari amici, vinceremo? Perderemo? Lo sapremo presto. Comunque vadano le cose, sappiamo con certezza che “tutto concorre al bene” per chi ha fede, per chi ama Dio e ha combattuto la buona battaglia per amore suo, della famiglia e dell’uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio. Nulla si perde di ciò che di buono si è compiuto, dei sacrifici fatti, delle lotte ingaggiate a fin di bene, dei soldi spesi per viaggi e manifestazioni, delle preghiere elevate di giorno e di notte al trono di Dio e della Vergine Maria perché il Parlamento capisca, perché si renda conto che il matrimonio non si può toccare nel modo più assoluto perché scardinare l’unica, vera famiglia è come minare le fondamenta stesse dell’universo, in quanto è come distruggere il progetto di Dio sull’uomo e sulla famiglia sin dall’eternità. E questo non avviene mai impunemente.

Tant’è vero che, una volta demolita quell’unica, vera “roccaforte” che è il matrimonio fra un solo uomo e una sola donna, visibile a tutti non dalla fede ma dalla conformazione biologica dei corpi perfettamente complementari e aperti alla vita, le varie organizzazioni LGBTQ vogliono considerare “famiglia” ben 58 tipologie di unioni o di “ammucchiate” le più inverosimili e perfino ributtanti; infine perché davanti a tutti i veri, gravissimi, enormi problemi che attanagliano l’Italia e per i quali centinaia di italiani si sono tolti la vita dalla disperazione, dare precedenza massima e assoluta a questo pretestuoso argomento pieno di insidie essendo coinvolti anche bambini innocenti, vuol dire proprio aver perso il senso della realtà e il ben dell’intelletto, oltre che il rischio di perdere per sempre l’anima nella Vita Eterna.  E a Dio non la si fa!

Qualcuno può anche salire sul carro del vincitore ma poi, alla resa dei conti, il bene e il male che si sono compiuti qui sulla terra restano, e servono per aprirci o chiuderci le porte del Paradiso per sempre. E se qualche terribile punizione dovesse avanzare all’orizzonte a motivo dei nostri ripetuti e gravi peccati, non mettiamo Dio sul tavolo degli imputati per favore a chiedergli il perché si permette di trattarci così male! Facciamo tutti invece un serio esame di coscienza e chiediamogli perdono e misericordia.

Coraggio! Comunque vadano le cose un vero cristiano non perde mai le battaglie perché sa unire le sue eventuali sconfitte a quelle di Gesù in Croce, sconfitte dalla quali poi si risorge sempre vincitori perché Dio è fedele e non inganna i suoi figli nel tempo della prova: “Coraggio! Abbiate fiducia: Io ho vinto il mondo!”.

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