sabato 24 ottobre 2015

In difesa di Papa Benedetto XVI

Prima parte

“Il pericolo del mondo occidentale oggi è che l’uomo, proprio in considerazione della grandezza
 del suo sapere e potere, si arrenda davanti alla questione della Verità” (Papa Benedetto)

Se il fumo di Satana, come ebbe a dire con molta preoccupazione il beato Paolo VI, si è infilato da decenni nel Sacro Tempio della Chiesa, pare che, dal quel fatidico mese di marzo 2013, in cui salì sul soglio di Pietro il card. Bergoglio, non solo il fumo del diavolo ma tutta la sua coda sia entrata con prepotenza a frantumare dottrina, Sacramenti, e ciò che resta della stessa Chiesa di
Gesù Cristo. Le vicende quasi incredibili dello svolgimento di questo ultimo Sinodo che ci vengono trapelate da fonti non ufficiali perché, guarda caso, Bergoglio ha deciso che si svolgesse tutto a porte chiuse, manco dovessero trattare questioni segrete da KGB, anziché trasparenti provvedimenti per la salvezza delle anime, ci lascia sconcertati e perfino scandalizzati.

Ma quando si vedono certe fonti di informazione ostinate e cocciute nell’attribuire questa “deriva” al suo predecessore, Papa Benedetto, a motivo delle sue dimissioni che sarebbero state date allo scopo perverso di aprire una breccia verso la “disfatta” totale della Chiesa, significa essere o nell’ignoranza o nella peggior mala fede. Al di là delle molte prove ormai dimostrate sulla costrizione che Papa Benedetto ha dovuto subire con le sue dimissioni, ci si chiede:
  • Com’è possibile che Papa Benedetto, se capo-massone come costoro sostengono, sia stato costretto a rinunciare al “Supremo Soglio” proprio dalla massoneria (diavolo non scaccia diavolo dice Gesù), il cui suo scopo è quello di raggiungere i più alti vertici del potere ecclesiastico per distruggere dall’interno la Chiesa per far trionfare Satana?
  • A chi giova questo orchestrare di gravi calunnie contro Papa Benedetto, che ebbe il coraggio di denunciare più volte il “Nuovo Ordine Mondiale” come cancro dentro la Chiesa, se non agli stessi poteri occulti che, servendosi anche di ottusi tradizionalisti-sedevacantisti, stanno facendo il gioco del diavolo? Col risultato diabolico di gettare nello sconforto anche quei fedeli cattolici che vedono nella figura del Papa emerito l’ultima “navicella di salvataggio” della vera Chiesa di Gesù Cristo!

ALCUNE CONSIDERAZIONEI SULL’OPERATO DI RATZINGER.

Ricordiamo che fu autore, ancora da Cardinale, di quel pilastro della fede che fu il “Catechismo della Chiesa Cattolica” promulgato nel 1992 assieme a S. Giovanni Paolo II, (con il quale lavorò in piena sintonia per 27 anni, tanto che si pensa che tutti i lodevoli scritti di Giovanni Paolo siano anche frutto dell’intervento del Card. Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede). Catechismo che, sulla base di quello di San Pio X mai smentito, aveva lo scopo di fissare le fondamenta della perenne dottrina cristiana, ma con analisi più profonde e attuali davanti alle sfide di una società in grande trasformazione. Lì troviamo la risposta a qualsiasi domanda o dubbio sulla nostra fede se abbiamo l’umiltà di accoglierla. Purtroppo fu boicottato da molti Vescovi e Cardinali, ai quali era soprattutto rivolto, vista la mole di 700 pagine: quelli di parte progressista perché troppo “esigente e chiuso”, e gli altri perché troppo “aperto”. E mentre negli Studi teologici a livello diocesano mondiale veniva estromesso il Catechismo e tutta la teologia del grande S. Tommaso, imperversava quella di Karl Rahner e seguaci con i risultati che vediamo.

L’anno prima, nel 1991, venne diffuso quel suo intervento eccezionale “Elogio della coscienza” dove, mentre elogia la coscienza personale come dono di Dio che nessuno ci può togliere, tuttavia mette in guarda dal pericolo di considerare la coscienza come arbitro assoluto del bene e del male, soffocando quella “voce” interiore che ci parla di verità, di doveri e di principi. Oggi purtroppo l’idea di Coscienza e di Verità è stata sostituita, dice Ratzinger, con quella di “progresso”.

Papa Ratzinger, sempre da Prefetto presso la Congregazione per la dottrina della Fede, il 6 agosto 2000 promulgò quella dichiarazione di basilare importanza, la “Dominus Jesus” sulla “unicità e universalità del Mistero salvifico di Gesù Cristo e della Chiesa”, che gli attirò critiche e odio non solo da parte dei vari “guru” e capi religiosi, ma anche dall’interno della Chiesa, soprattutto da quella parte già aperta alle istanze della “Chiesa modernista” di stampo Martiniano-Bergogliano che già da allora iniziava a dargli battaglia.

Ancora da Prefetto, scrisse nel 2002 una “Nota ai cattolici in politica”, per lo più trascurata o fraintesa, che chiariva molto bene la questione del dovere della coerenza dei cattolici in politica e lanciava la dottrina dei famosi “PRINCIPI NON NEGOZIABILI” poi ripresa con fermezza durante tutto il suo pontificato, tra cui primeggiavano i primi tre principi in assoluto: “fede, vita e famiglia”, che devono essere osservati e custoditi così come Dio stesso ha voluto per il nostro bene.

Salito poi al soglio pontificio, promulgò subito un “Motu proprio” con cui rese più semplice e accessibile a tutti il grosso Catechismo citato attraverso un maneggevole e pratico “Compendio” con opportune domande e risposte sullo stile di quello molto efficace di S. Pio X

Il suo breve Pontificato di soli 8 anni (almeno quello ufficiale!) non venne disperso in tante omelie, dichiarazioni o interviste spesso confuse e inefficaci, ma si concentrò in poche encicliche di una chiarezza inconfutabile, tutte centrate sulle tre virtù Teologali “Fede, Speranza e Carità”, oltre a due esortazioni apostoliche sulla Presenza di Gesù nell’Eucaristia “Sacramentum Caritatis” e sulla Parola di Dio “Verbum Domini”. In pratica “Pane e Parola”, l’essenza della Santa Messa, “cuore” di tutto il suo pontificato, che si potrebbe riassumere in questi punti essenziali:
  • La centralità di Dio, tema sul quale voleva orientare tutto il Concilio Vaticano II, depurandolo dalle “manipolazioni” di coloro che avevano creato una sorta di “Concilio virtuale” (sue parole) intronizzando “l’uomo come centro dell’universo”. Ma non glielo permisero.
  • La figura di Gesù Cristo, fornendo ulteriori prove scritte in tre corposi libri, da perfetto teologo quale è, in merito al dogma che “Gesù Cristo è vero Uomo e vero Dio, Incarnato, Morto e Risorto per noi” e non un personaggio storico qualunque da strumentalizzare per screditarne la divinità come da anni stanno facendo falsi teologi e romanzieri di bassa leva.
  • L’importanza di coniugare “Fede e Ragione” per arrivare a conoscere Dio. Per questo Papa Benedetto puntava sia sulla conoscenza della Sacra Scrittura come Rivelazione della Parola di Dio, (Fede) ma anche sulla forza investigativa dell’intelligenza (Ragione) dono che il Signore ha concesso all’uomo, fatto a sua immagine e somiglianza, allo scopo di “conoscere, amare e servire Dio in questa vita per goderlo poi nell’altra in Paradiso” (Cat. citato).  
  • Il pericolo del “relativismo” non solo per le note questioni morali ma anche per chi vuole mettere sullo stesso piano la Religione Cattolica, proveniente dalla Rivelazione di Dio “Uno e Trino” con altre religioni provenienti per lo più dalla ricerca di “Assoluto” dell’uomo, lodevoli, ma non vere.
  • La lettura della “Legge Naturale” intesa come “libro” che accomuna le conoscenze di tutti gli uomini, come “lingua” con cui il creato parla del Creatore, e il Creatore parla a noi tramite la ragione. Per questo tutto ciò che va contro natura, sia quella cosmica che quella biologica umana (vedi gender), è un gravissimo disordine contro la legge di Dio che si rivolta poi contro l’uomo. (Discorso davanti al parlamento di Berlino e ripreso molte volte).
Vien da chiedere ai vari detrattori di papa Benedetto “avete letto almeno qualcuna di queste encicliche o esortazioni?. Esempio la “Caritas in veritate”? La “Spe Salvi”? O la “Lumen Fidei” scritta da lui ma firmata da papa Bergoglio? O sparate a zero alla cieca sulla base di illazioni?


Ma per non dare l’idea di un Papa troppo erudito e staccato dalla gente, dobbiamo ricordare anche il suo prodigarsi per venire incontro alle esigenze della gente.

            Incentivò la “Giornata della carità del Papa” con cui tutte le diocesi del mondo inviano ogni anno delle offerte al Papa al fine di aiutare quei cristiani, missionari ecc. sparsi nel mondo (attraverso le Nunziature) o perché perseguitati o poveri ecc.

Assieme a Giovanni Paolo II destinò i locali che prima erano del cosiddetto “Sant’Uffizio” alle suore di Madre Teresa di Calcutta perché si occupassero dei poveri. Infatti ogni giorno si prendono cura, assieme a molti volontari, di oltre 6000 indigenti, di tutte le religioni e le provenienze.

Ebbe il coraggio di demolire il grosso muro che si era levato all’interno della Chiesa contro i Lefebriani, offrendo loro la riammissione nella Chiesa e la possibilità di continuare a celebrare il rito antico attraverso un “Motu proprio” che aveva lo straordinario pregio di conciliare fedeltà alla Messa antica con espressioni di culto più accessibili e comprensibili da parte dei fedeli.
Ma anche qui trovò un deciso ostruzionismo non solo da parte progressista che fece furori perché non venisse applicato nelle diocesi, ma anche da parte degli stessi Lefebriani i quali, con gesto davvero irriverente nei confronti di un Papa, rifiutarono quella “mano tesa” che Benedetto aveva offerto loro con grande umiltà e sapienza, adducendo cavillosi pretesti dei quali dovranno rendere conto gravissimamente a Dio, nonostante l’attaccamento al loro rito antico che non basterà certo a salvarli.

Si prodigò per accogliere quegli anglicani che chiedevano l’ammissione alla Chiesa cattolica perché non volevano accettare il sacerdozio femminile, l’omosessualità dei loro pastori e altre “aperture” previste dalla religione anglicana, argomenti che adesso sono al centro purtroppo del nostro Sinodo! Ricordiamo inoltre che un gruppo di questi, assieme ad altri convertiti al cattolicesimo, hanno scritto recentemente a Papa Bergoglio chiedendogli che il Sinodo non modifichi la dottrina sui “principi non negoziabili” perché loro hanno chiesto di passare alla Chiesa Cattolica soprattutto per la fermezza nei valori morali non negoziabili difesi solo dal cattolicesimo. Cosa accadrà adesso?

I RICATTI DELLA MASSONERIA. La verità è che Papa Benedetto non ha mai voluto accettare i ricatti della massoneria e per questo è stato perseguitato da tutti: dai nemici della Chiesa che lo hanno perfino minacciato di morte per aver parlato con chiarezza dei difficili rapporti con l’Islam, ma soprattutto da quei “lupi vestiti da agnello” di casa sua che gli impedirono di fare il Papa come avrebbe voluto, fino a costringerlo ad andarsene! Bloccarono il suo ingresso all’università “La Sapienza”, ignorarono o derisero tutto il suo Magistero perfino nei Seminari, al punto da farlo passare per un povero incapace al quale vengono sottratti perfino i documenti più riservati dentro le sue stanze private!  

E lo scandalo della pedofilia? Lo hanno fatto emergere in modo spaventoso come un’ondata di fango contro di lui solo durante il suo pontificato, con liste di sacerdoti imputati ormai vecchi, spesso già defunti e impossibilitati a difendersi, per le cui colpe i parenti delle presunte “vittime” chiedevano comunque grossi risarcimenti ecc. Ma da quando c’è Papa Bergoglio non se ne parla più, anzi questo nuovo papa sembra l’eroe che mette a posto tutto e subito: chiede perdono ma poi lascia tutto come prima.
Papa Benedetto invece, ha avuto il coraggio di denunciare, in quella Via Crucis del Venerdì Santo del 2005 che lasciò tutti allibiti, la “sporcizia nella Chiesa”, perché da tempo lui aveva preso drastici provvedimenti contro sacerdoti pedofili e omosessuali, estromettendo molti sacerdoti coinvolti e ponendo severe condizioni per l’ammissione al Sacerdozio, ma con molta cautela e misericordia, anche perché molte di quelle accuse si sono poi rivelate false col suicidio di poveri sacerdoti disperati per questa infamante e grave ingiustizia piombata all’improvviso su di loro.
Su questo scabroso argomento Ratzinger cercò di lavorare su due fronti: da una parte bloccare l’avanzata di questo peccato dentro la Chiesa, e dall’altra mettere fine a tutto un sistema di delazioni a raffica che i poteri occulti della massoneria volevano innescare all’interno della Chiesa stessa, trasformando i Vescovi in Pubblici Accusatori, e la Chiesa in Associazione a delinquere. Ma anche questo suo nobilissimo intento di proteggere i suoi figli da false denunce bloccando le delazioni, fu presentato come copertura dei colpevoli e gli creò molti nemici.


Ma al di là delle manchevolezze, errori, peccati ecc. che anche i cristiani, laici o consacrati, possono commettere, (a nessuno è garantita la salvezza eterna, neppure al Papa e per questo la Chiesa fa obbligo della confessione per tutti, anche per i Papi!), ci si domanda: “può un massone convinto compiere azioni così altamente benemerite per la Chiesa e per l’umanità, andando oltretutto contro corrente in modo eroico? Non sarà piuttosto che tutti noi cattolici credenti, a cominciare dai Vescovi e Cardinali, abbiamo creato terra bruciata attorno ai nostri grandi Papi precedenti, boicottando il loro operato, sia da destra che da sinistra, tradizionalisti e progressisti … tutti contro il Sommo Pontefice, adducendo motivazioni assurde, per lo più frutto del nostro orgoglio?
Fra l’altro in un periodo storico difficilissimo dove avevamo invece il dovere di stare tutti uniti e aggrappati ai nostri veri e grandi Papi perché ci tirassero fuori dalla tempesta che stava avanzando e che adesso in effetti si dimostra dalle dimensioni sovrumane che solo un intervento divino potrà risolvere. E invece li abbiamo lasciati soli a combattere contro tutti, mentre molti di noi puntavano il mitra contro di loro.
Grazie infinte, Santo Padre, Papa Benedetto “Magno”. Ad multos annos!

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