lunedì 8 maggio 2023

MESE DI MAGGIO COL LIBRO "LA MADONNA RACCONTA" di Ferdinando Rancan

 “LA MADONNA RACCONTA”    Confidenze della Vergine Maria ai suoi figli.

(il libro si può trovare presso la casa editrice Fede & Cultura, euro 15,00 pag. 204)


In occasione del mese di maggio dedicato alla Madonna, proponiamo la lettura di qualche brano di un libro speciale di don Ferdinando Rancan: “LA MADONNA RACCONTA”, libro che comunque vale per tutti i mesi dell'anno perchè la Madonna è sempre con noi e ci accompagna in tutte le vicende belle o brutte della nostra vita, se la invochiamo con fede. 

 Essendo un libro, diciamo pure, speciale, perchè è la Madonna stessa che parla di sè, della sua chiamata ad essere la Madre del Redentore, della sua vita a Nazareth con Giuseppe suo sposo e il piccolo Gesù che cresce e poi parte per la sua missione divina, del suo ruolo nella Chiesa e tra gli Apostoli dopo l'Ascensione di Gesù al cielo  ecc. fino alla sua  dipartita da questa terra al cielo in anima e corpo (Assunzione), abbiamo pensato di farlo precedere dalla Presentazione di Mons. Luigi Negri, Vescovo emerito di Ferrara, che aveva conosciuto personalmente l'autore e per il quale ha sempre nutrito molta ammirazione.  Oltre che dalla Introduzione dell'autore che, nella sua umiltà,  sente quasi il dovere di scusarsi per aver "osato" far parlare la Madonna al posto suo! Ma gli è venuto spontaneo, quasi una ispirazione che gli è sgorgata dal cuore, anche a seguito di una lettura assidua e meditata del Vangelo.

 

Presentazione da parte di mons. Luigi Negri

Accompagno con poche ma intense osservazioni questo libro che mi si è rivelato, nel corso della lettura, come singolarmente straordinario nel senso di non riducibile a un’ordinarietà di esperienza e di discorso. La natura specifica di quest’opera è di contenere una serie di confidenze che la Madonna Santissima comunica a un’anima innamorata di Lei e della fede. Certamente l’immagine della Madonna è quella di colei che ha condiviso fino in fondo la vita del Signore in tutti i momenti della sua esistenza, ma significativamente l’attenzione è rivolta al periodo in cui — dalla Risurrezione all’Ascensione — ella ha rappresentato il punto di riferimento umanamente affettivo per gli apostoli e i discepoli, ovvero quella prima comunità ecclesiale che si è formata a Gerusalemme dopo la Risurrezione e che avrebbe avuto la sua inesorabile e obiettiva realtà nella Pentecoste.

Inizialmente ho provato un certo disagio, avvertendo su di me la legittima domanda dei lettori: è davvero soprannaturale la provenienza di queste confidenze? Oltre a verificare che in queste confidenze non c’è altro se non il puro dogma cattolico, e mai una frase di esagerazione o di esorbitanza, mi sono tranquillizzato — appunto perché non tocca a me formulare un giudizio sulla natura di questa confidenza — quando ho capito un aspetto che io reputo essenziale e che ritengo l’apporto più significativo di questo libro: che sia una grande testimonianza di affezione alla Madonna, a Cristo e alla vita della Chiesa.

La confidenza è come l’espressione di un rapporto straordinario fra la Madonna e l’anima di questo sacerdote, dove si fa fatica a distinguere, come avviene sempre nei rapporti intensi, l’oggetto della comunicazione della Madonna e l’oggetto della comunicazione dell’anima.

In altre parole la chiave del libro è questa confidenza reciproca che si presenta come un unico dialogo che fluisce nella profondità di un rapporto personale senza nessuna particolare connotazione di soprannaturalità, perché è lo stesso dialogo che il popolo cristiano ha avuto per secoli con la Madre del Signore, fatto di invocazioni e di confidenza.  

(…)

Così, allo stesso modo, coloro che sono coinvolti, non sullo sfondo ma nel centro di questo dialogo — perché gli apostoli, i discepoli e le donne fanno parte di questo dialogo fra la Madonna e l’anima assetata di Lei — sono presenti ciascuno con la propria personalità, con le proprie caratteristiche e sono oggetto da parte di Maria di incoraggiamento, di sostegno e qualche volta di discretissimo rimprovero.

La comunità è fatta di persone vive che portano dentro di essa ciascuno la propria personalità, senza riduzioni, senza amplificazioni, senza indebite limitazioni. È una comunione in cui ciascuno emerge e cresce nella sua obiettiva personalità.

L’insegnamento che ho ricevuto da queste pagine è che vi sia rappresentata in maniera singolare l’esperienza della comunione cristiana, che nasce dal riconoscimento di Cristo fra i discepoli e viene rinnovata dopo la discesa dello Spirito Santo in modo assolutamente definitivo. È l’immagine della Chiesa nella sua oggettività solenne o istituzionale, e insieme nella sua tenerezza familiare.

Mi sembra che attraverso il dialogo fra il cuore di Maria e il cuore di quest’anima appassionata di Lei sia significativamente raccolta la verità dell’espressione “la Chiesa è la famiglia di Dio”.

                                            Mons. Luigi Negri

                                        Arcivescovo di Ferrara-Comacchio.

                                          ***************************


Nel link qui sotto troviamo il video dell'intervista fatta all’autore il giorno della presentazione ufficiale del libro, maggio 2016, alla presenza del Vescovo di Verona, mons. Zenti, nel salone di Castelvecchio, a pochi mesi dal suo passaggio al cielo. Questo è stato il suo ultimo libro da vivo perché quello autobiografico “Storia di un somarello”, è uscito dopo la sua morte nel 2018. 

Entrambi questi due ultimi libri sono stati completati nella parte finale  non più attraverso lo scritto ma registrati su cassette audio (poi trasferiti su computer dalla sottoscritta) in quanto l'autore negli ultimi anni della sua vita era rimasto quasi completamente cieco.

                          https://youtu.be/A-zUXvqrDFw

 

INTRODUZIONE DELL’AUTORE

 Le pagine di questo libro vorrebbero essere la risposta a numerose richieste rivolte all’autore da persone che desiderano alimentare la propria devozione alla Santissima Vergine.  Tali richieste mettevano l’autore in un forte imbarazzo: che cosa mai si poteva dire in aggiunta a tutto quello che è già stato detto e scritto in tanti secoli sulla figura e sulla missione di Santa Maria e sul posto che essa occupa nei disegni di Dio, nella Chiesa e nella vita dei cristiani?  Esiste una letteratura immensa e ricchissima che ci parla della Madonna: teologia, ascetica e pietà popolare hanno prodotto pagine stupende in onore della Madre di Gesù, pagine che hanno nutrito e continuano a nutrire la vita spirituale di intere generazioni di credenti. Che dire poi di tanti testi stupendi che parlano della Madonna nella Liturgia della Chiesa e nei documenti del Magistero?

Tutto questo costituiva per l’autore un ostacolo insormontabile e gli forniva un motivo più che valido per non prendere in mano carta e penna, così da evitare il rischio di cadere su un terreno scontato, su cose già dette mille volte, con tanta unzione e sapienza, da santi e da teologi. Bastava quindi attingere all’immenso patrimonio di dottrina e di pietà mariana che è a nostra disposizione nelle mani della Chiesa.

Sennonché nella mente dell’autore rimaneva, sia pure in sordina, il conflitto sulle decisioni da prendere. Il rifiuto gli appariva un’ingratitudine verso Colei che fin dalla tenera infanzia l’aveva custodito e protetto, mentre l’accettazione della proposta, anche se nessuno avesse letto queste pagine, poteva diventare un gesto d’amore personale verso Colei che gli aveva dato Gesù e gli aveva insegnato ad amarlo.

            Fu a questo punto che affiorò nella mente dell’autore un’affermazione, attribuita a San Bernardo, che dice: “De Maria numquam satis”, “Non si parla mai abbastanza di Maria”.  Questa affermazione mise fine a ogni interiore incertezza e spinse l’autore ad aderire pienamente alla proposta. Ma allora, che fare?  Forse ridire in modo nuovo le molte cose, o almeno le principali fra le tante, scritte sulla Madonna lungo i secoli?

            L’autore si accinse a prendere in mano i testi mariani a cominciare dal primo millennio. Davanti a migliaia di pagine che raccolgono le riflessioni profonde e commoventi dei Padri e dei Dottori della Chiesa, e pensando poi alle altre migliaia di pagine scritte nel secondo millennio, l’autore fu assalito dallo scoraggiamento e dalla tentazione ancora più forte di abbandonare l’impresa. Cosa poteva mai balbettare, lui, fra tutte quelle voci solenni che hanno fatto risuonare nel tempo le glorie di Maria e le suppliche degli uomini? 

            Già! gli uomini. Tutte quelle pagine contengono ciò che gli uomini hanno detto di Maria. Uomini dotti e santi che hanno cercato di penetrare profondamente il mistero della Vergine Madre, ma pur sempre uomini. E la Madonna?  Avrà pur detto anche lei qualcosa agli uomini! Non solo a qualcuno in qualche apparizione privata, il cui contenuto si limita spesso alla materna esortazione alla penitenza, alla conversione e alla preghiera per i peccatori, ma una parola di sé, una qualche confidenza di ciò che lei ha vissuto ed è passato nel suo cuore l’avrà pure compiuta la Vergine Santa!

Questo pensiero, che in fondo rivela un desiderio nascosto nel cuore di ciascuno di noi, trova riscontro in una preghiera che San Giovanni Paolo II rivolge alla Madonna di Loreto. Così egli si esprime: Maria, Madre del sì, tu hai ascoltato Gesù, conosci il timbro della sua voce e il battito del suo cuore. Ebbeneparlaci di Lui, raccontaci il tuo cammino per seguirlo nella via della fede. Maria, che a Nazareth hai abitato con Gesù, imprimi nella nostra vita i tuoi sentimenti, la tua docilità, il tuo silenzio che ascolta… Maria, parlaci di Gesù, perché la freschezza della nostra fede brilli ai nostri occhi e scaldi il cuore di chi ci incontra…

            Ora, il luogo ovvio dove cercare eventuali confidenze di Maria dovrebbe essere naturalmente il Vangelo. Agli Apostoli e ai primi discepoli la Madonna avrà certamente raccontato molte cose. Ma proprio lì, nel Vangelo, scopriamo che Maria è la donna del silenzio.  Si sa che per una donna il silenzio rasenta l’eroismo, ma qui il silenzio di Maria non rappresenta semplicemente il dominio sulla propria femminilità, ma l’atteggiamento tutto soprannaturale di chi custodisce nel cuore, avendolo servito fedelmente, il disegno di Dio che opera silenziosamente ma efficacemente per la salvezza dell’umanità.

            Tuttavia, il Vangelo riporta alcune espressioni della Madonna che, pur essendo pochissime, sono però preziose perché fanno riferimento a interventi fondamentali di Dio nella vita di Maria. Innanzitutto l’incontro con l’Angelo, quando la Madonna si dichiara la “serva del Signore”, e fa un riferimento a Giuseppe per dire che non l’avrebbe mai “conosciuto”; l’incontro poi con Elisabetta, quando esplode nel Cantico di lode al Signore perché ha guardato all’umiltà di questa sua serva per compiere in lei cose grandi; infine in due circostanze Santa Maria si rivolge direttamente a Dio: una nel tempio a Gerusalemme alla ricerca di Gesù, per chiedergli quale significato avesse il suo comportamento umanamente ingiustificabile, l’altro a Cana per chiedergli di dare un segno della sua identità messianica che confermasse nella fede i suoi primi discepoli.

            Queste espressioni della Madonna sono importanti perché riferiscono verità fondamentali della nostra fede, ma lasciano ancora avvolto nel mistero il mondo interiore della Madonna. A questo punto il nostro desiderio di ascoltarla sarebbe rimasto inappagato, se l’evangelista San Luca, colui che raccolse le più intime confidenze di Maria, non ci avesse suggerito una strada ricordandoci che Maria conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

            Ecco il luogo dove possiamo ascoltare la voce di Maria, le sue confidenze, il racconto delle sue emozioni e della sua esperienza interiore nel vivere accanto a Gesù. Gli uomini hanno parlato molto di lei, vorremmo ora che fosse lei a parlare di sé agli uomini, a raccontare la sua vita e, vincendo quel pudore materno che ha tenuto sigillate tante cose nel suo cuore, partecipasse ai suoi figli i suoi sentimenti e le vicende che hanno forgiato il suo mondo interiore così squisitamente umano e così profondamente divino.

            Occorre dunque entrare nel cuore di Maria. Ora, se è vero che solo una madre può capire un’altra madre, è vero anche che entrare nel cuore di una madre può farlo solo un bambino. Per lui, infatti, nessuna madre ha segreti. L’autore quindi, non ha avuto alternative; ancora una volta ha dovuto farsi bambino e bussare. Una madre non può chiudere il cuore alla propria creatura. E così, con sforzo, è riuscito ad accoccolarsi davanti a Maria e ascoltare in silenzio le sue confidenze.

Quando una madre racconta, i ricordi, i pensieri e i sentimenti che hanno accompagnato le esperienze della sua vita, nell’uscire dalle sue labbra diventano consigli, raccomandazioni, esortazioni per i propri figli. Anche Maria, che è donna e madre, quando racconta, lo fa per noi, perché impariamo a comportarci da buoni figli di Dio, a imitazione del suo figlio Gesù.

            D’altra parte è inevitabile e giusto che le meraviglie compiute in lei da Colui che è onnipotente e santo suscitino in tutti noi una filiale curiosità, perché tanta ricchezza di grazia che è nel suo cuore materno e che un giorno contempleremo nella gloria del Cielo ci possa allietare, confortare e sostenere fin d’ora, nelle fatiche del nostro viaggio sulla terra.

            L’autore si rende perfettamente conto che la pretesa di entrare nel cuore di Santa Maria e ascoltare le sue confidenze può apparire una presunzione eccessiva e un po’ strana, ma il desiderio di conoscere e di ascoltare i battiti del suo cuore dolcissimo ha prevalso. Sono battiti che diventano parole dell’amore materno verso i suoi figli.

            Tuttavia, pur cercando di restare bambino, sforzandosi di ricuperare la semplicità dell’innocenza, non sempre ha saputo prescindere dalla sua deformazione professionale di uomo adulto: un po’ teologo, un po’ esegeta, un po’ pastore d’anime, e così le confidenze materne di Maria potrebbero aver subito qualche interferenza.

            L’autore ne ha chiesto scusa alla Madonna che gli ha risposto – così immagina – con un sorriso, e chiede scusa anche all’eventuale lettore che – così spera – gli risponderà anche lui con un benevolo sorriso.

                                               L’autore

                            ************************************* 


                                                        ATTENZIONE: 

 IL DIRETTORE DI FEDE E CULTURA, PROF. GIOVANNI ZENONE CHE HA PUBBLICATO QUESTO LIBRO PARTICOLARE  PERCHE' L'AUTORE FA PARLARE LA MADONNA COME INTERPRETE PRINCIPALE E PROTAGONISTA DIRETTA DELLE VICENDE DELLA SACRA FAMIGLIA, HA PENSATO DI OFFRIRE UNA PANORAMICA GENERALE DEL LIBRO COMPLETANDO I VARI BRANI  DA UN SUO COMMENTO-VIDEO, IL TUTTO RACCOLTO  IN UN LINK.

  ECCO IL LINK CON TUTTI I VIDEO:

https://www.youtube.com/playlist?list=PL8Cx3wvDiu1M5GWduaRNaUOIX70AOtcmf 


Da tenere presente che è un lavoro ancora in esecuzione.  A mano a mano che verranno completati i nuovi video, saranno inseriti automaticamente dentro il link in aggiunta a quelli già esistenti, fino a completamento del lavoro.  

 Buona visione e buona lettura che possa ritemprare lo spirito e le forze psico-fisiche in mezzo a un bombardare solo di notizie brutte e negative che ci arrivano da tutte le parti.  La Madonna è la bellezza e la gioia per eccellenza, per cui godiamoci questa consolazione interiore e trasmettiamola anche ad altri.   

                                         Patrizia

 


Nessun commento:

Posta un commento