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lunedì 14 settembre 2026

LA NEFASTA EREDITA' DI EMMA BONINO.


  VIDEO FLASH SULLA VITA DI EMMA BONINO

       Venerdì 11 settembre 2026 è scomparsa Emma Bonino, storica esponente del Partito Radicale e leader di +Europa.

È già partita la macchina della “santificazione” - soprattutto politica - di Bonino. Ma quale eredità lascia davvero? Qui il nostro approfondimento👇

https://www.provitaefamiglia.it/blog/eredita-morte-emma-bonino

https://youtu.be/bDzq5x1YKhw?is=TeF_WNEq0gN3VQmp

Https://youtu.be/xbmx4yah8yi?is=quwoi6tt2nkwzrvr


Commento di Patrizia

🔴⬆️⬆️ Alla luce di questi fatti, a dir poco terrificanti, come da palese verità storica riassunta in questi link suesposti, dove si elogia la perversione e la si premia con onori di Stato!!! non ci resta che consolarci pensando che, alla fine dei nostri 90 o massimo 100 anni, più o meno, tutti dovremo presentarci davanti al tribunale supremo e irrevocabile di Dio giusto giudice infallibile.

Non gongoleremo certo di gioia davanti all’eventuale terribile supplizio eterno di certi mostri assatanati che hanno stritolato creature, famiglie, istituti, la chiesa, il livello culturale di una nazione, l’intero funzionamento dello stato con ricatti terrificanti, invasioni di stranieri ecc. NO!. Non godremo di questo perché Dio vorrebbe che tutti si salvassero, però, siccome esiste la libertà personale di volere il male a tutti i costi, per favore, cari cattolici buonisti sempre e solo coi mostri assatanati nell’intento di volerli giustificare e salvare sempre, smettetela di continuare con le vostre ipocrisie di voler pregare per costoro, anche se ci consola il fatto che ancora credete alla Vita Eterna e al premio o il castigo nell’aldilà!

Ma davanti alla realtà dei fatti, del bene o del male pubblici, compiuti così sfacciatamente con tanta arroganza non possiamo rimanere indifferenti (se un medico o infermiere avesse usato la pompa da bicicletta per guarire un tumore, lo avrebbero escluso dall’ordine dei medici con anni di prigione, mentre la Bonino è diventata un esempio di come si eliminano gli innocenti sfidando la legge di Dio e degli uomini). 

Potremmo semmai usare quella prudenza necessaria per non farci venire la tachicardia davanti a certi esempi da voltastomaco, però smettiamola con queste ipocrisie buoniste che non fanno altro che aumentare la confusione spirituale e culturale di questa nostra povera società ammalata.

Se pensiamo che perfino nella Chiesa, come affermava Papa Paolo VI, è entrato il “fumo di satana”, non dovremmo più stupirci o scandalizzarci di nulla, soprattutto dopo che Bergoglio (vero o falso papa lo decreterà la storia, al 41.mo posto, dopo che i precedenti 40 antipapi ufficiali nella storia della Chiesa sono stati smascherati e defenestrati assieme a tutte le loro opere), dopo appunto che Bergoglio ha definito Emma Bonino “Una grande donna, un esempio di libertà e di resistenza e più credente di tanti cristiani”, cosa ci resta da difendere? Se il massimo dei valori come la vita di un bambino che grida di vivere viene soppressa pubblicamente con applausi e perfino elogiata dalla presunta maggiore autorità della Chiesa, cosa ci resta da difendere? Siamo ormai tutti allo sbando in questo povero mondo dove sembra trionfare il Maligno su tutto.

Dopo questa cruda realtà e perversione per decenni sbandierata sotto i nostri occhi, si potrà mai pregare per la salvezza dei demoni perché escano dall’inferno e si convertano?????

Giammai!!!!!!!!! E allora anche questi mostri umani come la Bonino e altri migliaia di assatanati in giro per fare del male al mondo intero sotto la parvenza di grandi benefattori dell’umanità mentre si tratta di veri genocidi, non sono altro che demoni incarnati!! Si! Demoni incarnati!!! Per portare alla rovina tutta l’umanità!!.

E allora dovremmo finalmente godere o tirare un forte sospiro di sollievo pensando che sono finalmente andati a raggiungere quel posto da loro tanto agognato e bramato coi loro confratelli luciferini nell’inferno tra fuoco zolfo e dolori indicibili. Contenti loro!

Se loro stessi hanno desiderato questa scelta nefasta come scopo della loro vita, ripetuta e confermata da sempre fino al raggiungimento della loro terza età, perché adesso gliela volete negare con preghiere idiote che loro hanno sempre disprezzato e continueranno a farlo? Ricordatevi che all’inferno ci va solo chi vuole... Non è il Padre Eterno diventato cattivo che li caccia giù!!!

Qualora Dio Padre in un ipotetico e assurdo impeto di bontà e di perdono, volesse un giorno spalancare gli abissi dell’inferno per liberare tutti i dannati, loro stessi si rifiuterebbero di uscire perché il loro odio contro Dio e tutta l umanità e tutto il creato è così grande da rifiutare anche dopo la morte e dentro il supplizio eterno, l’amore di Dio che li salva da una situazione terrificante.

Come hanno rifiutato Dio Padre in terra, così continueranno a farlo nell’aldilà. E vogliono restare dove si trovano perché il nostro Dio ci ha lasciati liberi di scegliere anche il nostro destino di eternità, nel bene o nel male. Che ognuno scelga lo stile di vita che vuole con libertà e responsabilità, assieme a tutte le conseguenze delle proprie azioni buone o cattive qui sulla terra e poi nell’eternità.

Perciò cari zelantissimi pseudo cattolici, preti compresi, che volete essere più misericordiosi di Dio!!! Smettetela di voler giustificare le malefatte di personaggi aberranti e criminali pensando che, tutto sommato, la misericordia di Dio copre ogni miseria e ogni crimine commessi da ogni persona al mondo. Basta col falso buonismo che viene invece negato alle persone buone, rette e giuste, ai veri santi che voi fate tribolare e mettere in croce sulla terra se osano difendere la verità e i poveri con coraggio andando contro corrente. Quanta ipocrisia!!!

                                patriziastella.com


Commento di Danilo Quinto, passato dal partito radicale alla conversione alla Chiesa cattolica.

Non nobis Domine 111.   Mi fanno letteralmente pena tutti coloro che in occasione della morte di Emma Bonino non hanno detto una sola parola sulle responsabilità di quel "popolo" di cattolici battezzati che hanno condiviso e praticato la sua ideologia. Mi fanno soprattutto pena quei cosiddetti intellettuali cattolici, preti compresi, che per viltà omettono di sottolineare questa grande responsabilità.
Pannella e Bonino hanno agito politicamente sempre contando su questa complicità di buona parte del mondo cosiddetto "cattolico". Quella che doveva essere la loro controparte, il baluardo del bene che arresta il male, ha agito disprezzando Dio e le sue leggi.
La distruzione della famiglia e gli aborti, sono stati promossi da Pannella e Bonino e realizzati dai legislatori cattolici e dalla maggioranza dei battezzati di questo Paese.
Aborti, omosessualismo, mentalita' di morte, liberalizzazione delle droghe e promozione dell'invasione degli immigrati, fanno pienamente parte di quell'ideologia condivisa, che ha vinto senza ostacoli e a mani basse.
Questo - e solo questo - spiega i funerali di Stato per Emma Bonino, che decretano anche i funerali di questo nostro povero Stato allo sbando totale.
                                 Danilo Quinto






















giovedì 3 settembre 2026

LA VITA E' MERAVIGLIOSA. LEGGE REGIONALE VENETO.


IL VALORE GRANDE DELLA VITA”-

Anche per il Veneto, purtroppo, ha vinto la bramosia di morte, dopo tutto un martellare di slogans, di casi pietosi montati apposta come tragedie greche, mentre la medicina ha saputo offrire da tempo un validissimo supporto indolore per un “passaggio” dignitoso verso “nostra sorella morte”. La miglior medicina, però, da sola non basta se non è accompagnata dall’affetto e dalla presenza dei propri cari o da persone amiche, che spesso sono impedite dal visitare i loro ammalati proprio dalle stesse autorità sanitarie, interessate a sbrigare la “faccenda” con una punturina veloce. Vedremo quando arriverà anche il loro turno, perché “chi di spada ferisce, di spada perisce”.

Ma il pericolo peggiore di queste leggi, quando si apre una piccola breccia è quello che si possa poi spalancare una voragine infinita, includendo nei candidati alla morte, anche i depressi, i disperati per causa di lavoro perduto, o di separazione, o di lutti o quant'altro “Purché lo chiedano volontariamente!” Capirai che concessione e che libertà di scelta! Con il rischio di spingere le persone di qualunque età, davanti a inevitabili prove che la vita riserva a tutti, a risolvere vigliaccamente i loro problemi con la morte piuttosto che con il coraggio che talvolta richiede la vita, sapendo che poi il buio passa e torna il sereno, e queste piccole ma importanti vittorie sulle tentazioni del diavolo che vuole la nostra distruzione, sono come medaglie al valore personale, famigliare e comunitario che ci rende più forti ed esperti per affrontarne altre con ottimismo.

Perché una vita solo all'insegna del gaudio e del successo è monca e superficiale! La vita vera è quella composta di gioie e di dolori che vengono più facilmente superati per coloro che hanno fede in Dio. Immaginate la vita di un uomo o donna perennemente gaudenti, senza alcun problema, o delusione, o sofferenza fisica e morale? Diventa un robot piuttosto che un umano, insensibile davanti a tutto e disposto anche a fare del male pur di salvaguardare il proprio, falso benessere.

C'è stato il caso di una signora disabile ma combattiva e piena di voglia di vivere, che si era informata per avere un saliscendi per le rampe di scale del suo condominio. Le hanno risposto "Ma perchè, cara signora, spendere soldi per un attrezzo del genere, quando la dolce morte è completamente gratis?" Al che lei ha risposto: “E che me ne faccio di tutti i miei beni se li metto al servizio della morte, piuttosto che della vita, in qualunque modo possa essere vissuta?” Vi rendete conto a che livello infame è arrivata questa società del diavolo? Al punto da invogliare perfino i bambini nelle loro prime difficoltà di apprendimento o simile, e ovviamente anche i loro stupidi genitori (come accaduto in Canada, Olanda ecc.) a pensare alla morte come soluzione ottimale.

D’altra parte se la legge invita ad ammazzare i bambini nel grembo materno in qualunque momento, perché non pensare di poterlo fare anche dopo, davanti alle prime difficoltà, col bambino vivo che sgambetta e piange e deve essere cambiato e non fa dormire la notte? E se neppure ha senso la vita di un piccolo nascituro che vuole vivere a tutti i costi, figuriamoci quella di un anziano e per giunta malato! E’ la legge della morte gratuita dietro richiesta! E' satana il padre della menzogna e omicida e molti potenti di questo povero mondo si sono inginocchiati, purtroppo, al suo servizio per fare il male all’umanità in cambio di potere, denaro e miserabili piaceri passeggeri per pochi decenni perché poi viene il giudizio di Dio, anche per chi si vanta di non credere a nulla.

Dio nostro padre vuole invece che viviamo nella pienezza questi pochi decenni che ci sono concessi sulla terra 90/100 anni massimo, nella gioia e nella fatica, perché scorrono veloci per tutti e, se li spendiamo bene, sono “la moneta con cui possiamo comprarci l’eternità” affermava nei suoi libri don Ferdinando Rancan, sacerdote diocesano veronese in concetto di santità che ha ben conosciuto il grande valore della sofferenza quando è in unione con Dio, nostro padre. Ha il potere di salvare le anime e di guarire le malattie. 
Se leggiamo la vita dei santi come modello per la nostra vita, avremmo un punto in più per capire il vero significato della nostra vita sulla terra. In tutti i casi è sempre l’amore a vincere sulla malattia, sull’indifferenza, sull’odio, sull’interesse, sul portafoglio... l’amore ha la forza di far resuscitare un morto e di fargli accettare serenamente anche la sofferenza dell’agonia se accanto a sé ha una persona che lo ama sinceramente a costo di qualunque sacrificio.

Figuriamoci che cosa importa ai nostri politici e al loro portafoglio, assieme a quello di molti medici venduti al potere, la sofferenza dei loro concittadini, o il loro benessere, o la difesa della giustizia e dei diritti, del lavoro, della famiglia, oggi ridotta a una qualunque ammucchiata senza identità e senza nome. Dopo che i poteri forti le hanno inventate tutte per poter ammazzare tre quarti dell’umanità con la menzogna della sovra-popolazione, cominciando dai bimbi nel grembo delle madri in qualunque periodo di gestazione, e poi con vaccini mortiferi, contaminazione nei cieli e nei cibi, guerre assurde e mille espedienti per ridurre questo mondo uscito splendido dalle mani di Dio a un immondezzaio di cenere, miseria e morte.

E’ il noto programma massonico-satanista, agenda 2030, che sta comandando il mondo attraverso politici e magistrati e medici e vescovi e cardinali corrotti, (con l’obiettivo dichiarato senza mistero, di arrivare anche al soglio pontificio) mentre noi cittadini, poveri illusi, crediamo che il nostro Stato con le sue leggi, imposizioni, divieti e regolamenti assurdi faccia tutto per il nostro bene, come un buon padre di famiglia che si prende a cuore il bene dei propri figli. E tutti a correre per accaparrarsi vaccini mortiferi o gravemente disabilitanti, e anche dopo la prova lampante della loro pericolosità, non si arrendono neppure davanti all’evidenza dei fatti, per non ammettere i propri errori e dover andare contro corrente se vogliono difendere la verità, la loro incolumità e la salute dei loro figli.

Non dobbiamo obbedire alla cieca a nessuno, neppure al Papa, vero o presunto, se va contro la dottrina voluta da Gesù Cristo, figuriamoci quando si permette di affermare senza averne la competenza che “I vaccini sono un atto d’amore”. Chissà se ha pronunciato quella frase assurda con convinzione o per costrizione? Dio solo giudicherà, ma nel frattempo quanto male e quanti morti avrà arrecato all’umanità e soprattutto al clero e ai cattolici quella frase buttata là come la “soluzione divina” di tutti i problemi?

Dobbiamo usare il nostro cervello e anche il supporto della preghiera, prima di cedere a certe proposte o leggi soprattutto quando ci vengono imposte come obbligo assoluto per il "bene nostro e dell’umanità" mentre si rivelano trappole mortali. Esistono migliaia di persone che obbediscono alla cieca a qualsiasi autorità civile o ecclesiastica per diventare dirigenti o prelati importanti, senza porsi il problema morale se questo è bene o male! Ma pochissimi sono coloro che obbediscono solo alla loro coscienza perché conoscono il Bene supremo ad essa connesso e, come una perla preziosa, non la vogliono perdere, a costo di incomprensioni, o emarginazioni o peggio. Dio non li abbandona, ma li protegge.

CAPOLAVORO DI SATANA. Ma il vero scopo di tutti questi programmi demenziali, in particolare l’ultima trovata di “come e quando morire” è davvero il capolavoro di satana: impedire che la persona, negli ultimi periodi o istanti della sua vita, possa avere il tempo di pensare a Dio, a un’eventuale vita nell’aldilà, a un eventuale premio o castigo eterno e, come massimo del loro progetto satanico, impedire in tutti i modi che il malato o l’anziano possa arrivare a una conversione, perché una sola anima che si converte a Dio anche all’ultimo momento, causa una rabbia infinita a tutti i demoni. Per questo è importante che accanto al capezzale del morente, anche parecchi giorni prima di esalare l’ultimo respiro, ci sia la presenza di un sacerdote davanti al quale tutti i diavoli scappano infuriati e allora anche il morente trova quella serenità per ricevere i sacramenti e l’Unzione dei malati, se possibile.

Ottima anche la presenza di qualche parente o persona di fede che possa aiutarlo a superare questi momenti con la preghiera e magari con qualche gesto di affetto, come tenergli la mano, accarezzargli la fronte, recitare la coroncina della divina misericordia o la preghiera a San Giuseppe per la buona morte ecc. Non dobbiamo avere paura della morte e neppure della sofferenza che al giorno d’oggi è quasi sparita o resa sopportabile grazie alla medicina, e poi l’aiuto di Dio non manca mai nei momenti più difficili della nostra vita, se lo invochiamo con fede. La Madonna e San Giuseppe vegliano con noi sempre e ci hanno preparato un mondo di bellezze. 

Neppure dobbiamo avere paura di passare gli ultimi anni come se fossimo “inutili” magari in pensione, non più interpellati come esperti o direttori, ma emarginati, anche come sacerdoti. Non è la carriera passata o presente che ci deve attrarre come scopo principale della nostra vita, ma è il bene che abbiamo potuto realizzare, anche con il nostro lavoro e impegno, per noi, la nostra famiglia e tutta la società, finché il Signore vorrà. Fare una carriera strepitosa, avere un potere enorme per poi metterlo a servizio del male e della menzogna, addirittura col pericolo di far morire gente innocente, come spesso accade, o di ridurla in miseria è la peggior disgrazia o condanna che ci possa capitare, spesso cercata e voluta per il proprio lurido interesse o per loschi intrighi politici. Dio ci chiederà severamente conto di queste nostre scelte criminali-

Anche se fossimo in carrozzina o a letto, la nostra vita non perderebbe la sua importanza, perché la vita dell’uomo non vale per quello che “compie” finché è giovane e sta bene: scoperte, ricerche, insegnamenti, leggi, lavori manuali o intellettuali, famiglia, figli, realizzazioni strepitose ecc. ecc. La vita dell’uomo vale sempre e comunque davanti a Dio, anche se malati, disabili, carcerati o prigionieri perché, sull’esempio di Gesù Cristo, ha avuto più valore la sua Passione, Morte e Risurrezione di tre giorni piuttosto che tutto il resto della sua vita passato a lavorare con San Giuseppe e a predicare in giro per la Palestina. Quante anime potrà salvare Gesù grazie all’offerta della nostra giornata con le gioie, i dolori, il lavoro, le corse, le preoccupazioni, le preghiere che la accompagnano.

Tutta la vita sulla terra è un dono meraviglioso, ancor più la vita nell’aldilà, come da parole di molti Santi fra cui anche San Paolo quando afferma che “nessuno sulla terra può immaginare le meraviglie che Dio ha preparato per coloro che lo amano”. Gesù confido in te, ora e sempre. La vita è meravigliosa per chi ama Dio, sulla terra e ancor più nel Cielo.

                                        patriziastella.com


      Ascoltiamo la voce del Magistero della Chiesa in proposito:

Papa Pio XII,, il 24 febbraio 1957, (cfr. Acta Apostolicae Sedis XLIX, 1957) così afferma riguardo la sedazione profonda:

“Non bisogna privare della coscienza il morente, se non per gravi ragioni. Prima di giungere a obnubilare o togliere la coscienza al malato bisognerebbe dargli l’opportunità, se è possibile e se lo vuole, di soddisfare i suoi doveri morali, famigliari e religiosi. Il malato ha, infatti, il diritto a vivere la propria morte con dignità e libertà e a prepararsi ad essa dal punto di vista umano e cristiano”.


                              ***********************

Dalla dichiarazione sull’eutanasia III del 1980, di S. Giov. Paolo II - Da Evangelium Vitae 65 nel 1995.
ripreso dalla Carta degli Operatori sanitari edizione 2016 al n. 155


“In conformità con il magistero dei miei predecessori e in comunione con i Vescovi della Chiesa cattolica, confermo che l’eutanasia è una grave violazione della Legge di Dio, in quanto uccisione deliberata moralmente inaccettabile di una persona umana. Tale dottrina è fondata sulla legge naturale e sulla Parola di Dio scritta, è trasmessa dalla Tradizione della Chiesa ed insegnata dal Magistero ordinario e universale. Una tale pratica comporta, a seconda delle circostanze, la malizia propria del suicidio o dell’omicidio”.
                                   stop


venerdì 21 agosto 2026

LE NUOVE NOMINE DI LEONE XIV. DAL BLOG DI ALDO MARIA VALLI

               LE NUOVE NOMINE DI LEONE XIV

               DAL BLOG DI ALDO MARIA VALLI


di Francesca de Villasmundo

Le nuove nomine decise da Leone XIV in vari comitati e dicasteri vaticani sono accomunate da un profilo deplorevole: si tratta di massoni, femministe, pro-LGBTQI+.

In questo mese di agosto Leone XIII ha nominato nuovi consulenti presso vari comitati e dicasteri vaticani. Nomine che suscitano perplessità, perché il criterio di scelta non è la cattolicità, bensì il loro approccio progressista, inclusivo, multiculturale e umanista.

Il 6 agosto Leone XIV ha nominato quindici nuovi consultori al Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, guidato da suor Simona Brambilla. Tra questi figurano due vescovi, cinque sacerdoti, due religiosi e sei suore, molti dei quali hanno pubblicamente espresso posizioni eterodosse in relazione alle riforme sinodali di Francesco. I consultori sono favorevoli al coordinamento delle donne e ai diritti LGBTQI+.

In particolare, il papa ha scelto suor Patricia Murray, ex segretaria esecutiva dell’Unione internazionale delle superiore generali, convinta sostenitrice della comunità LGBTQI+ e fervente sostenitrice del diaconato e del “sacerdozio” femminile, nonché di cambiamenti strutturali nella governance della Chiesa attraverso un orientamento femminista. Suor Murray non esita a parlare del “dolore” e della “ferita” subiti dalle persone LGBTQI+ a causa della dottrina cattolica sui rapporti sessuali contro natura. Intervenendo a una conferenza nel 2023 sul “danno inflitto” a queste persone, ha sottolineato che alcuni ritengono che le sole scuse non siano sufficienti.

Tra queste donne che hanno assunto posizioni chiave nella vita della Chiesa, segnaliamo l’arrivo di suor Maria Nirmalini, religiosa indiana che ha partecipato al Sinodo sulla sinodalità del 2023. In un’intervista a Vatican News del 2023, suor Nirmalini si è fatta promotrice di una “riforma liturgica che ponga meno enfasi sull’uniformità e più sulla creatività”. Ha inoltre elogiato papa Francesco per aver “incluso noi donne”, vedendolo come un segno che “tutti sono coinvolti in questo processo”.

Suor Nirmalini ha esortato le donne a “rivendicare l’uguaglianza” e a offrire i propri doni, “legittimi o meno”, perché “nessuno, nemmeno la Chiesa, ha il diritto di negare i doni di Dio”. Ha espresso inoltre la speranza di un “netto declino del clericalismo” e che la Chiesa ponga maggiore enfasi sulla responsabilità condivisa nella salvaguardia del creato. Inutile aggiungere che suor Nirmalini ha chiaramente accolto con favore il dialogo interreligioso e la sinodalità come “un nuovo tipo di leadership, un nuovo modo di essere Chiesa”.

Un’altra figura femminista di spicco è suor María Rosaura González Casas, i cui scritti e dichiarazioni pubbliche preannunciano cambiamenti significativi all’interno delle strutture della Chiesa. Questa suora messicana, psicologa e docente presso la Pontificia Università Gregoriana, osa affermare che la Chiesa ha sistematicamente fallito nella sua missione nei confronti delle donne e che, se ciò dovesse continuare, “non avremo futuro come Chiesa”. Ha aggiunto che le donne sono state spesso trattate all’interno della Chiesa come “cittadine di seconda classe”, ridotte a mera “manodopera”, senza alcun reale potere decisionale, ed ha attribuito questa situazione a quella che ha definito l’influenza della cultura ecclesiastica e delle strutture gerarchiche che, a suo dire, portano anche ad “abusi nei confronti delle suore”.

E dopo le femministe, ecco che Leone XIV ha affidato un incarico di rilievo a quello che sembra essere un amico della massoneria. Il 13 agosto ha nominato Umberto Longo, direttore dell’Istituto italiano di storia per il medioevo e professore di storia medievale all’Università La Sapienza di Roma, membro del Pontificio comitato per le scienze storiche. “Una nomina – scrive LifeSiteNews – effettuata nonostante le prove documentali che lo collegherebbero alla massoneria, inclusi documenti della loggia dell’Antico e Accettato Rito Scozzese e le successive apparizioni del docente a eventi organizzati nell’ambito della principale loggia massonica italiana, il Grande Oriente d’Italia (GOI). Le dichiarazioni di Longo dimostrano la sua opinione decisamente favorevole alla cultura e agli ideali massonici”.

Il sito sottolinea inoltre che “un numero del 2014 di ‘Logos’, la rivista dell’Antico e Accettato Rito Scozzese in Italia, contiene un articolo scritto dal Padre Oratore Umberto Longo 9°, membro della Loggia di Perfezione dei Maestri Segreti Giano di Roma. Questo articolo tratta della storia, del rituale e dello sviluppo iniziatico del Rito Scozzese. Il titolo Fr è usato nella pubblicazione come abbreviazione di Fratello, mentre il numero indica il grado massonico. Più specificamente, il numero 9 significa che l’autore ha raggiunto il nono grado dell’Antico e Accettato Rito Scozzese, ovvero quello di Eletto dei Nove.

L’infiltrazione anticattolica nella Chiesa conciliare è una realtà concreta. Celata, messa a tacere, nascosta nei primi decenni successivi al Concilio Vaticano II, ora è palese, ovvia, manifesta, come se fosse giunto il momento di mostrare al mondo il suo trionfo e il potere consolidato fino ai vertici della gerarchia vaticana.

“La Chiesa cattolica è occupata e infiltrata dai massoni” notava l’arcivescovo Marcel Lefebvre in una conferenza spirituale tenutasi a Écône il 21 giugno 1978: “La Chiesa è occupata da questa contro-chiesa che conosciamo bene, che i papi conoscono perfettamente e hanno condannato nel corso dei secoli, ormai da quasi quattro secoli. La Chiesa non cessa mai di condannare questa contro-chiesa, nata soprattutto dal protestantesimo, sviluppatasi con il protestantesimo, e che è all’origine di tutti gli errori moderni: liberalismo, socialismo, comunismo, modernismo, sionismo. Ne moriremo! Tutto questo programma è stato sviluppato nelle logge massoniche, ora ci rendiamo conto che c’è semplicemente una loggia massonica in Vaticano. Quando ti trovi di fronte a un cardinale ti trovi di fronte a un massone! Obbedienza alla Chiesa, sì! Obbedienza alla massoneria? No!”.

medias-presse.info                      

         

                  Francesca de Villasmundo



venerdì 8 maggio 2026

CATECHESI SUL SACERDOZIO CATTOLICO

 Cari amici,

         invio questa lettera accorata inviata da S.E. Mons. Strikland, voce che parla nel deserto per essere stato perseguitato per aver denunciato certe verità, che chiarisce la dottrina perenne della Chiesa cattolica in merito soprattutto al Sacramento dell'Ordine Sacro, cioè di quel particolare sacramento voluto da Gesù Cristo con il quale il Vescovo consacra i sacerdoti.

      Come per tutti gli altri sacramenti, di cui parleremo prossimamente per rispolverare le idee sulla dottrina e catechesi cattolica,  questo particolare Sacramento dell'Ordine Sacro conferisce solo agli uomini, per espressa volontà di Dio, il potere di amministrare gli altri Sacramenti ai fedeli, in particolare Confessione ed Eucaristia.  Non è un semplice Precetto della Chiesa che può essere modificato a seconda del periodo storico!  E' un comando perentorio di Gesù Cristo che vincola fortemente la nostra coscienza e al quale ci si deve adeguare, volenti o nolenti.

    Leone XIV, ricevendo in pompa magna in Vaticano questa donna, dal comportamento oltretutto immorale,  che ha ricevuto per le mani del Vescovo di Canterbury (sia pure solo per la religione anglicana, che tuttavia rimane cristiana in forza della validità del Battesimo) questo sacramento che spetta solo agli uomini per volontà di Gesù Cristo, sia pure invalido per il mondo cattolico, tuttavia è un segnale di apertura molto ambiguo e pericoloso anche per la dottrina cattolica, perchè potrebbe dare il via a richieste pressanti sul conferimento del sacerdozio anche alle donne, cosa impossibile, ma purtroppo, vuoi per l'ignoranza generale in materia, vuoi per la pressione mediatica, potrebbe creare uno scisma incredibile anche all'interno della chiesa cattolica, già così provata dal nemico di Gesù Cristo all'interno della Chiesa.

Noi dobbiamo restare, come affermava con forza padre Pio, con la Chiesa di sempre, con i sacramenti di sempre, con il Magistero di sempre, letture dei Padri della Chiesa e dei due catechismi principali VALIDISSIMI: IL CATECHISMO DI SAN PIO X E QUELLO ULTIMO DI SAN GIOVANNI GIOVANNI PAOLO II DEL 1992, CON L'INTERVENTO DEL TEOLOGO PIU' GRANDE DI QUESTI TEMPI CHE ERA ALLORA IL CARD. RATZINGER, POI DIVENTATO PAPA COL NOME DI BENEDETTO XVI .

Qui c'è in gioco la salvezza della nostra anima.  Pertanto cerchiamo di rimanere attenti e di pregare lo Spirito Santo perchè ci mantenga nella Verità, l'unica che può conferire forza e grazia alle nostre preghiere che devono rimanere cattoliche e non qualunquiste.  Un conto è il dialogo con le altre religioni per una maggiore comprensione della volontà di Dio, altra cosa è il mescolamento di preghiere e benedizioni  recitate e impartite assieme col pericolo che venga vanificata l'azione di Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, e tutta la sua opera di Incarnazione, Redenzione e di Salvezza dell'umanità.

Con Dio non si scherza!  

                               ******************************

DICHIARAZIONE DI MONS. STRICKLAND SULL’ACCOGLIENZA VATICANA DELLA «ARCIVESCOVA» DI CANTERBURY.

[...] Il sacerdozio cattolico non è una creazione umana. È un dono divino istituito da Nostro Signore Gesù Cristo, affidato alla Chiesa e custodito nei secoli con fedeltà e sacrificio. Il sacerdote, mediante l’ordinazione sacramentale, si configura a Cristo in modo unico e insostituibile, agendo in persona Christi Capitis, specialmente nell’offerta del Santo Sacrificio della Messa.

Per questo motivo, la Chiesa ha insegnato in modo definitivo di non avere l’autorità di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne. Questo insegnamento non è soggetto a modifiche, adattamenti o reinterpretazioni. Appartiene al deposito della fede.

[...] esorto i fedeli non solo a rimanere saldi, ma a rispondere con la preghiera e la riparazione. Quando la confusione tocca ciò che è più sacro – quando il sacerdozio e l’Eucaristia vengono oscurati – la risposta appropriata ai fedeli non è il silenzio, ma l’amore espresso attraverso il sacrificio.

Vi chiedo dunque di:

🔥 Trascorrere del tempo in adorazione eucaristica

🔥 Recitare il Santo Rosario con rinnovato fervore

🔥 Offrire atti di penitenza e riparazione al Sacro Cuore di Gesù

🔥 Intercedere per i sacerdoti, affinché siano fedeli alla loro sacra identità.

🔥 E pregare per la Chiesa, affinché sia ​​purificata e rafforzata nella verità.

Cristo non ha abbandonato la sua Chiesa.

Anche nei momenti di prova, Egli rimane presente nell’Eucaristia – lo stesso ieri, oggi e per sempre. La verità del sacerdozio rimane intatta, non per la forza umana, ma perché è radicata in Lui.

Rispondiamo dunque non con la disperazione, ma con la fedeltà. Restiamo fermi a Cristo, amiamo la sua Chiesa e preghiamo per la sua purificazione e il suo rinnovamento.

Possa la Beata Vergine Maria, Madre dell’Eterno Sommo Sacerdote, intercedere per noi, affinché il sacerdozio si rinnovi nella santità e l’Eucaristia sia sempre adorata con la riverenza che merita.

Vescovo Joseph E. Strickland
Vescovo emerito














martedì 24 febbraio 2026

SACERDOTI CON MENTALITA' LAICALE E ANIMA SACERDOTALE

 Premessa: questa relazione fu scritta da don Ferdinando poco dopo la proclamazione della beatificazione di mons. Josemaria Escrivà. (17 maggio 1992)


I miei incontri con le persone dell’Opus Dei e soprattutto col Beato Josemarìa avvennero all’inizio del mio sacerdozio. Quegli incontri influirono radicalmente sulla mia formazione e diedero al mio sacerdozio un’apertura e prospettive inaspettate. La figura e la personalità del Beato mi fecero profonda impressione; sentivo ardere in lui un’anima sacerdotale con una mentalità completamente aperta al mondo, un sacerdote innamorato di Cristo e del suo sacerdozio e che insieme amava il mondo appassionatamente, con il desiderio di “innalzare Cristo alla sommità di tutte le attività umane”.

Accanto a lui e ai sacerdoti che egli aveva formato compresi la esaltante novità del suo messaggio: la “vocazione universale alla santità” attraverso la “santificazione del lavoro e della vita ordinaria. Quel messaggio, però, senza quella categoria fondamentale che caratterizza la vita del cristiano comune: la secolarità, restava incomprensibile. L’anima ardentemente sacerdotale del Beato, sempre consapevole della propria identità col sacerdozio di Cristo, aveva il suo habitat per così dire naturale in una lucida mentalità laicale che lo rendeva presente e partecipe delle situazioni di vita dei cristiani che vivono nel mondo. Accanto al Fondatore dell’Opera si percepiva che la secolarità non è soltanto una categoria che caratterizza la vita, essa deve diventare nel cristiano anche una categoria di pensiero, un abito mentale.

Così scoprii la dimensione teologica della secolarità, che si fonda sul Battesimo, e con essa la dimensione sacerdotale della filiazione divina, che il Beato Josemarìa pose, per ispirazione di Dio, come fondamento dello spirito dell’Opus Dei. Ora, il sacerdote condivide la stessa condizione secolare del fedele laico; l’Ordine Sacro che riceve non lo toglie da quella condizione, ma lo abilita al servizio ministeriale dei fedeli in persona Christi Capitis. Perciò il sacerdote secolare è chiamato a camminare fianco a fianco dei suoi fratelli laici che percorrono i “cammini divini della terra” e affrontano le vicende della vita e del mondo santificandosi in esse, ma restando, egli sacerdote, soltanto e sempre sacerdote, sacerdote al cento per cento, a tempo pieno, come “Cristo che passa” benefaciendo…omnes.

In secondo luogo, la secolarità battesimale mi portò a comprendere l’aspetto ascetico dello spirito dell’Opera. La dimensione ascetica della secolarità, insegnata e vissuta dal Beato Josemarìa, non necessariamente passava attraverso i voti religiosi, assumeva invece tre aspetti fondamentali, era:

1)- un’ascetica delle virtù umane. Il suo dobbiamo essere molto umani per essere molto soprannaturali ripetuto frequentemente, appariva realizzato in lui con tale normalità da sembrare quasi spontaneo; in realtà era frutto di un lungo e costante lavoro ascetico. Dal suo esempio mi resi conto che anche nella vita e nel comportamento del sacerdote secolare, proprio perché egli deve muoversi nel mondo in mezzo agli uomini, dovranno figurare, come corredo di una mentalità autenticamente laicale,. tutti i valori umani che hanno importanza per un onorato uomo di mondo.

2)- ascetica positiva. Il Beato spingeva, sì, a lottare per sradicare la zizzania dalla nostra anima con una lotta quotidiana, concreta, condotta sulle cose piccole, per togliere dal nostro cuore tutto ciò che impedisce l’amore di Dio, ma poi spingeva a lavorare senza sterili lamentele e senza prendersela con le persone, per affogare il male nell’abbondanza di bene. Era dunque un’ascetica fatta più di affermazioni che di negazioni. Per il cristiano, e per un sacerdote che vive nel mondo, egli voleva una lotta interiore esigente ma “sportiva”, con un ascetismo sorridente impregnato di gioia e di ottimismo.

3)- ascetica dell’unità di vita: è la chiave ermeneutica per capire l’ascetismo dell’Opus Dei. Il Beato passava con sorprendente naturalezza dalle cose più materiali della vita quotidiana alle cose di Dio; si capiva che in lui tutto passava attraverso il suo costante colloquio con Dio, per cui egli stava contemporaneamente e con gli uomini e con Dio. Era solito dire che egli aveva un solo cuore, e con quell’unico cuore di carne amava Dio e tutte le persone e le realtà della sua vita; come dire che l’unità di vita si realizza nel cuore del credente. Infatti, è lì nel cuore dove si svolge il nostro intimo colloquio con Dio e di lì dovrebbe passare tutta la nostra vita. Perciò, ci avvertiva, se noi sacerdoti che trattiamo cose sante e ci occupiamo della vita delle comunità cristiane non facciamo passare l’attività pastorale attraverso il nostro cuore perché diventi dialogo intimo con Dio - con la Trinità santissima, con Gesù e con la Vergine santa - impregnandolo di fede viva e di amore, rischiamo di fare del nostro ministero una vita parallela alla vita spirituale, col pericolo che diventi un lavoro di burocrati. In pratica, per il laico e il sacerdote dell’Opus Dei, la lotta ascetica personale deve tendere a fare di ciascuno un’anima contemplativa in mezzo al mondo.

In terzo luogo, la personalità del Beato Josemarìa mi illuminò sulla dimensione giuridica della secolarità. Il suo intelletto estremamente lucido e rigoroso nonché la sua formazione scientifica lo hanno portato a definire con chiarezza di dottrina e a tradurre poi nella vita vissuta la dimensione giuridica della condizione laicale e di quella del sacerdote secolare. Nella vita del Beato mi colpirono due aspetti della secolarità giuridica, che mi aiutarono a evitare ogni forma di clericalismo: un assoluto rispetto per ogni singola persona con i diritti propri alla sua condizione e un grande amore alla libertà.

Sono convinto che pochi uomini di Chiesa e anche di mondo hanno amato e difeso la libertà personale come il Beato Josemarìa. Egli rilevava nella vita personale del sacerdote un ampio spazio di libertà dove il sacerdote può gestire con maturità umana e con responsabilità i propri talenti e le proprie iniziative. Cercava che ogni figlio suo nell’Opera – laico o sacerdote – maturasse come persona nella consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri, mettendosi con responsabilità di fronte alle esigenze della propria vita e della propria condizione. Mai ho sentito dire che il Beato abbia imposto qualcosa a qualcuno; egli faceva leva sempre ed esclusivamente sulla responsabilità delle persone.

Nel Beato Josemaria la forte allergia a sentirsi modello per chicchessia e il rifiuto quasi istintivo di proporsi come esempio da imitare, avevano la loro motivazione nel rispetto che egli aveva per la libertà della persona e per la libertà di Dio. Libertà e grazia si coniugano nell’esperienza personale di ciascuno in maniera unica e inimitabile. E’ infatti nella libertà che la persona si realizza come qualcosa di unico e irrepetibile così da essere inalienabile, impartecipabile e insostituibile. Vivendo vicino al Beato Josemaria si respirava a pieni polmoni una grande libertà, una libertà che lo rendeva anima appassionata per tutto ciò che di nobile, grande, degno e bello si trova nell’uomo e nel mondo. Accanto a lui s’imparava che solo nella libertà è possibile l’amore. In lui l’amore superava, senza scavalcarle, sia la morale e, più ancora, ogni moralismo, sia qualunque forma particolare di spiritualità. L’Opus Dei, infatti, non ha una spiritualità propria come viene intesa negli Ordini e negli Istituti religiosi. Esiste invece uno “spirito” dell’Opus Dei: è questo il termine usato comunemente dal Beato per descrivere lo “stile” di vita cristiana praticata dai fedeli e dai sacerdoti della Prelatura

Infine, il senso vivo del diritto e l’amore grande per gli Ordinari delle diocesi e per la condizione del sacerdote diocesano portarono il Beato Escrivà a configurare in modo peculiare la secolarità del lavoro pastorale. La dimensione pastorale della secolarità si esprime e ha il suo fondamento nella Chiesa locale: l’incardinazione fa il sacerdote membro del Presbiterio diocesano mentre la missione canonica lo fa collaboratore del Vescovo per tirare il carro nella stessa direzione dell’Ordinario, come diceva il Beato e vivere con pienezza il nihil sine Episcopo. D’altra parte la secolarità conferisce al ministero del sacerdote la caratteristica della universalità e di una totale apertura, ne fa, cioè, una pastorale di base in comunione a quella della Chiesa universale, e una pastorale rivolta a tutti, nel rispetto e nella positiva convivenza con i carismi propri dei Religiosi e dei Movimenti, senza però identificarsi con nessuno di essi. Perciò il sacerdote nel suo ministero rispetterà la condizione laicale del cristiano, promuovendo non la sua clericalizzazione ma la sua vita battesimale, fino alla pienezza dell’età di Cristo. Questa secolarità viene tuttora, da qualche parte, contrapposta alla diocesanità. Il rapporto conflittuale e perciò la difficoltà di comprensione del binomio secolarità-diocesanità, viene alimentato dal fatto che alle volte si considera la diocesi alla stregua di un Ordine religioso e si usa l’espressione “spiritualità diocesana”. Il termine “spiritualità” si presta ad equivoci, per cui sarebbe più corretto parlare di “spiritualità sacerdotale” che è in rapporto di continuità con la spiritualità battesimale.

Per concludere, diciamo che la dimensione della secolarità conferisce al ministero pastorale del sacerdote una libertà e un’ampiezza senza limiti. Il mondo e l’intera umanità, nella varietà delle razze e delle cultura e nella diversità degli ambienti, sono il luogo naturale dove il sacerdote si trova a vivere e ad operare come sacerdote, sacerdote al cento per cento, che illumina, consola, guarisce, perdona in nome di Dio, come ipse Christus. Il sacerdote diventa così l’uomo di Dio, l’uomo del soprannaturale, l’uomo della Chiesa che tiene fra le sue mani le risorse infinite della misericordia divina.

Amare il mondo appassionatamente con cuore di sacerdote: così visse il Beato Josemarìa. Sul filo dei suoi insegnamenti, il sacerdote secolare è spinto a esercitare il suo ministero pastorale nel mondo come in un “mare senza sponde” che egli percorre instancabilmente in tutte le direzioni come pescatore di uomini, col desiderio di portarli, feriti di contrizione e di amore, ai piedi di Cristo.

                     Don Ferdinando Rancan



domenica 16 novembre 2025

CONOSCERE IL DIRITTO PER DIFENDERSI

 


DIRITTI INVIOLABILI DELLA PERSONA

da far valere nel caso di obbligo o coercizione


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ORDINANZA

DEL TRIBUNALE DI FIRENZE

12 LUGLIO 2022


SENTENZA N. 1805/2022



UNA PERSONA NON PUO’ ESSERE COSTRETTA

PER SOSTENTARSI,

A SOTTOPORSI A TRATTAMENTI

INIETTIVI SPERIMENTALI

TALMENTE INVASIVI

DA INSINUARSI NEL SUO DNA

ALTERANDOLO IN UN MODO

CHE POTREBBE ESSERE IRREVERSIBILE,

CON EFFETTI AD OGGI IMPREVEDIBILI

SULLA SUA VITA E SALUTE,



Giudice Susanna Zanda

della seconda sezione civile

del tribunale di Firenze




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Prof. Beniamino Deidda, direttore della

Scuola Superiore di Magistratura:


“IN QUESTO PAESE TUTTI IGNORANO IL DIRITTO


“O TI VACCINI O TI LICENZIO”

è reato di estorsione all’articolo 629 cp

IL CORPO UMANO: IL PROPRIO CORPO È INVIOLABILE

E LA SALUTE PERSONALE NON E’ SACRIFICABILE

A TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA


Esiste una sentenza al riguardo:

CORTE COSTITUZIONALE SENTENZA N. 308/1990

“Non è permesso il sacrificio della salute individuale

a vantaggio di quella collettiva.

Ciò significa che è sempre fatto salvo 

il diritto individuale alla salute

anche di fronte al generico interesse collettivo”.


NORIMBERGA 1945:

la somministrazione di farmaci (i vaccini lo sono)

contro la volontà del soggetto è un crimine contro l’umanità”.


OVIEDO 2000:

“Un trattamento sanitario (quale è il vaccino)

può essere praticato solo se la persona interessata

abbia prestato il proprio consenso libero e informato”.


Art. 32 DELLA COSTITUZIONE:

“...Nessuno può essere obbligato ad un determinato

trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

La legge non può in nessun caso violare

i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.


TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE 6° CIVILE,

nella ordinanza n. 45986/2020 R.G. del 16 dicembre 2020.

DICHIARA ILLEGITTIMI TUTTI I DPCM 

A PARTIRE DAL 31.01.2020.

DICHIARA ILLEGITTIMO TALE STATO DI EMERGENZA

NEL METODO E NEL MERITO

E DICHIARA DUNQUE NULLIFICABILI

TUTTI GLI ATTI DA ESSI SCATURITI”.