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L’Allarme Inascoltato del Vescovo Mons. Giovanni D'Ercole : L’Islam Rappresenta un Pericolo
Mortale per l’Europa, e Non Esiste Alcuna Possibilità di Convivenza
Pacifica. In un’Europa sull’orlo del collasso culturale e sociale, le
parole di monsignor Giovanni D’Ercole suonano come un grido disperato
nel deserto. Nel suo libro *”Il leone che è agnello – alla ricerca della
verità che salva”*, edito da Lumen Cordium, il vescovo emerito di
Ascoli Piceno – forgiato da un’esperienza monastica in Marocco – lancia
un allarme terrificante sui pericoli dell’Islam, amplificati dalla
codardia spirituale dell’Occidente. D’Ercole, che ha scelto la vita in
un Paese islamico dopo le dimissioni forzate nel 2020 per le sue
posizioni contro le chiusure delle chiese durante il Covid, non esita a
denunciare come la nostra debolezza stia aprendo le porte a un’invasione
irreversibile.
Approviamo con urgenza questo grido: l’Europa è sotto
assedio, e l’unica salvezza è riconoscere che non esiste alcuna
possibilità di convivenza con l’Islam senza soccombere.
Il Dialogo
Interreligioso: Un’Illusione Pericolosa che Sta Distruggendo
l’Occidente. Il pontificato di Papa Francesco ha spinto un dialogo con
l’Islam che ha zittito ogni voce di ragione, culminando nella
Dichiarazione di Abu Dhabi del 2019. Questo ha cancellato moniti
profetici come quello del cardinale Giacomo Biffi nel 2000, che
avvertiva della necessità di trattare i musulmani con estrema cautela
per la loro fusione integralista tra religione e politica.
Oggi, questo
“buonismo suicida” ha creato un vuoto fatale. D’Ercole lo denuncia senza
mezzi termini: “una difficoltà da ben considerare per il dialogo –
scrive nel suo libro appena pubblicato da Lumen Cordium “Il leone che é
agnello – alla ricerca della verità che salva” – è l’indebolimento della
fede in quelle persone e comunità che, per falso spirito ecumenico o
inutile buonismo, rinunciano alla propria identità”.
Così facendo,
avverte D’Ercole, “ci si condanna all’irrilevanza spirituale, in un
periodo in cui invece altre religioni, come l’Islam, dall’identità
definita e dalla forte cifra spirituale, stanno radicandosi anche in
Italia”. Questo falso dialogo non è solo inutile: è un atto di
autodistruzione. L’Occidente, accecato da un multiculturalismo tossico,
sta consegnando se stesso a un nemico che non conosce compromessi,
rendendo inevitabile un conflitto che potrebbe spazzare via secoli di
civiltà cristiana.
L’Islam come Minaccia Imminente: La Nostra Debolezza
Sta Causando una Catastrofe Irreversibile D’Ercole non lascia spazio a
illusioni: “se l’Islam non costituisce un pericolo di per sé, come
secoli di convivenza dimostrano, può diventare occasione di pericolo
quando i cristiani abbandonano o rendono evanescente la propria fede e
la propria appartenenza ecclesiale”. Negli anni recenti, l’Europa ha
ceduto terreno in modo vergognoso, rimuovendo crocifissi, presepi e
simboli cristiani per non “urtare” i musulmani, arrivando persino a
trasformare chiese in luoghi di culto islamico. Il risultato è
catastrofico: “Il togliere simboli cristiani (ad esempio: il crocifisso,
il presepe) ed eliminare parole della nostra cultura cattolica,
pensando che il rispetto per i musulmani c’imponesse la rinuncia alla
nostra testimonianza convinta e praticante, e talora persino l’aver
aperto chiese e case per il loro culto, ha finito per farci abbandonare
la nostra stessa fede e cultura. Tutto ciò ha dato ai credenti
dell’Islam l’idea che noi cristiani non siamo più veri credenti e,
quindi, siamo persone da convertire”.
Questa remissività ha generato
mostri: enclave islamiche che stanno divorando l’Europa dall’interno. In
Germania, quartieri come Neukölln a Berlino sono diventati ghetti
musulmani dove l’islamismo radicale prospera, con dimostrazioni che
invocano califfati e legami con Hezbollah. Il capo della polizia di
Berlino ammette che aree dominate da arabi simpatizzanti di gruppi
terroristici sono pericolose per ebrei e omosessuali. A Duisburg, 44
no-go zones sono fuori controllo, con 60.000 musulmani turchi che hanno
reso la città una delle più islamizzate, dove i cristiani sono minoranza
persino nelle scuole. L’Istituto di Ricerca sulle Migrazioni di
Budapest stima 900 no-go zones in tutta Europa, frutto di politiche di
frontiere aperte che hanno creato zone di caos incontrollabile. In
Francia, oltre 751 “zone urbane sensibili” sono permeate da
narcotraffico e radicalizzazione islamica, con 150 enclave che
minacciano la coesione nazionale e no-go zones dove lo Stato è assente.
In Svezia, quartieri come Rinkeby e Rosengard sono epicentri di violenza
gang, jihadismo e sharia informale; il 70% dei foreign fighter svedesi
proviene da queste aree, con il Primo Ministro che ammette il fallimento
totale dell’integrazione, portando a società parallele e violenza. Nel
Regno Unito, enclave nelle Midlands e a Londra privilegiano norme
islamiche sulle leggi britanniche, con un’immigrazione musulmana che
rappresenta quasi tutti i musulmani del Paese. In Danimarca, leggi
estreme etichettano quartieri musulmani come “non-occidentali” e
impongono zone di integrazione forzata, con deportazioni per
non-compliance. Questi non sono incidenti: sono la prova che
l’integrazione è un mito, e le comunità musulmane creano mondi separati
che rifiutano le leggi ospitanti per imporre la sharia.
D’Ercole lo
prevede con chiarezza agghiacciante: “Aprire alla religione islamica
comporta inevitabilmente esporsi all’edificazione di una società
islamica, o comunque di enclave, come già capita in Francia, nel Regno
Unito e in Svezia, per esempio: comunità autoreferenziali che non si
integrano, che non seguono le leggi del Paese ospitante bensì la shari‘a
– la legge sacra islamica –, un insieme di princìpi e norme che guidano
la vita dei musulmani in diversi ambiti, dalla morale alla religione,
al diritto”. Queste enclave non sono solo isole di resistenza: sono basi
per un takeover culturale e demografico che sta trasformando l’Europa
in “Eurabia”, con proiezioni che vedono i musulmani diventare
maggioranza in molti Paesi se i flussi continuano.
L’Unica Soluzione:
Azzerare l’Immigrazione Islamica, Perché la Convivenza è Impossibile
Non
illudiamoci: non esiste alcuna possibilità di convivenza pacifica con
l’Islam in Europa. Il fallimento dell’integrazione è totale, e
continuare a fingere altrimenti è un suicidio collettivo. Paesi come
Danimarca, Ungheria e Francia stanno già chiudendo moschee, deportando
famiglie e soffocando l’Islam con leggi silenziose, riconoscendo che la
fede musulmana non ha spazio in una società cristiana. L’Europa deve
seguire: azzerare immediatamente l’immigrazione islamica regolare,
sospendendo tutti i visti, ricongiungimenti e quote da Paesi musulmani.
Solo così possiamo invertire questa marea distruttiva e preservare la
nostra identità.
🔴 Le parole di D’Ercole, temprate
dal Marocco, ci urlano la verità: senza un’azione drastica, l’Europa è
condannata. Svegliamoci prima che sia troppo tardi – l’Islam non
convive, conquista.