domenica 24 febbraio 2019

IL SINODO DELL'IPOCRISIA



IL SINODO DELL'IPOCRISIA

Come se non bastasse la grancassa mediatica delle lobby a martellare fino alla nausea sulla questione degli abusi sessuali, a tal punto da creare nell’opinione pubblica l’idea che, alla fine, si possono anche accettare come “eccezione alla regola”, anche il Vaticano, per non essere da meno, organizza un Sinodo di Vescovi da tutto il mondo il 21 febbraio sullo stesso maniacale argomento, quasi fosse un vanto per la chiesa, mentre ne è la sua vergogna resa volutamente pubblica dallo stesso Vaticano per dare a tutti la possibilità di continuare a sputare sulla chiesa cattolica. In pratica la chiesa che denigra sé stessa e si offre per essere sputacchiata dai suoi stessi amici o nemici.

E mentre per la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria da realizzare a Roma con tutti i Vescovi del mondo, condizione voluta dalla Madonna a Fatima nel 2017 per metter fine a tutti i regimi comunisti e dittatoriali sparsi nel mondo, non si sono trovati Vescovi disposti a venire a Roma, nonostante il ripetuto sollecito degli ultimi Papi defunti, sta di fatto che adesso, in vista di questo “nobile” convegno dal tema così “elevato e sublime” tutti riescono a trovare miracolosamente il tempo per riunirsi in
Vaticano e continuare a “ruminare” su questo miserabile argomento.
  • Perché non avere il coraggio di dire che due sono le cause principali di tutti gli abusi e cioè: l’omosessualità e la teoria del gender, “novità” che vengono insegnate ai bambini delle scuole primarie come grande conquista di libertà mentre è un crimine da disperati senza amore.
  • Perché non parlare bellezza della castità secondo il volere di Gesù? Dell’emozione del vero amore quando è accompagnato dal rispetto per l’altro, nell’attesa del giorno in cui ci si dona reciprocamente in un impegno d’amore totale per tutta la vita davanti a Dio e agli uomini? Ho visto per esperienza personale che questi temi fanno commuovere e piangere di gioia gli adolescenti.

Ma quello che ancor più sconcerta di tutto questo è la denuncia del prof. de Mattei in “Corrispondenza Romana” sull’argomento: “E’ stato pubblicato un pamphlet LGBT contro la Chiesa. Il titolo è “Sodoma” e l’autore Frédéric Martel, un noto attivista LGBT francese. Il libro però è nato in Italia, nel corso di un colloquio tra l’autore e l’editore Carlo Feltrinelli, figlio di Gian Giacomo, l’editore-terrorista morto il 14 marzo 1972, mentre poneva una bomba su un traliccio dell’Enel di Segrate. Sodoma sarà presentato nei prossimi giorni in otto lingue e una ventina di Paesi. Il lancio ufficiale avverrà il 21 febbraio, in concomitanza con l’apertura del vertice vaticano dedicato agli abusi sessuali sui minori. Si tratta dunque di una possente operazione mediatica, che ha come bersaglio la Chiesa cattolica. L’autore del libro, Frédéric Martel, ha raggiunto una certa popolarità per il suo ultimo saggio, Global Gay, dedicato all’odierna marcia trionfante del movimento gay in tutto il mondo. Questo gravissimo problema, portato alla luce dalla testimonianza dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, è stato analizzato in maniera scientifica e documentata da due studiosi polacchi, don Dario Oko e don Andrzej Kobyliński, autori di studi che sono stati ignorati dalla stampa internazionale. Mentre Martel non cerca la verità, il rimedio a tanto male, ma nelle sue pagine insinua, calunnia, denigra.”

Ma siccome non c’è più limite al peggio, pare che sia lo stesso Vaticano, attraverso Mons. Battista Ricca, definito da Sandro Magister «il prelato della lobby gay», ad aprirgli le porte accogliendolo in trionfo come colui che ha la chiave giusta per risolvere questi problemi. E come? Liberalizzandoli, anzi, mettendoli addirittura sotto la protezione della Chiesa che da matrigna potrebbe diventare madre di tutti i gay!  Pertanto è la stessa chiesa (n.b. di Bergoglio non di Gesù Cristo!) che, attraverso un sinodo strumentale, distrugge se’ stessa fingendo di rimediare a un male che in realtà viene sublimato attraverso u libro che inneggia a quel “male” che la chiesa afferma di voler combattere. Diabolica contraddizione. Si può dire che è il Sinodo dell’ipocrisia? D’altra parte non si dice che il diavolo è padre della menzogna e omicida?  Un fatto analogo capitò (meglio dire “fu architettato”) in concomitanza con il Sinodo sulla famiglia di qualche anno fa. Anche allora ci fu un certo sacerdote polacco giovane che, proprio in quell’occasione, presentò ufficialmente il suo amante dicendo di volerlo sposare e suscitando un vespaio di polemiche, allo scopo di presentare comunque in modo plateale, scandalistico, anche l’altro aspetto della falsa famiglia, quella gay, per cominciare a renderla accettabile all’opinione pubblica. E dove avvenne ciò? In Vaticano! Coincidenza? Tutto orchestrato dalle lobby gay civili ed ecclesiastiche con un’ipocrisia davvero luciferina perché, mentre si finge di voler combattere determinati comportamenti, di fatto li si vuole sdoganare e accettare. Più diabolico di così!

Ma perché l’argomento “sesso” è diventato così importante ultimamente che lo si mette dappertutto fino alla nausea? Perché una volta aperta questa breccia nella vita dell’uomo, è più facile cedere su tutto il resto diventando burattini di lobby potenti che dopo aver distrutto la famiglia, ci trattano da poveri orfanelli manipolabili, sapendo che da quella porta ben spalancata del sesso libero passano tutte le altre perversioni: droga, alcool, corruzione, denaro, delirio di onnipotenza, omidici, suicidi, stupri, manipolazioni genetiche e così via. E noi crediamo che le persone ridotte in questo stato pietoso, riescano ancora a pregare? A dire qualche Avemaria? A credere in Gesù Cristo e nella Vita Eterna? Il demonio che è riuscito a spalancare la porta del sesso libero, presentandolo come diritto illimitato, farà entrare altri diavoli come lui che prenderanno dimora dentro di lui, come dice Gesù nel Vangelo, e pertanto la situazione di quest’uomo è peggiore di quella di prima.

Che fare? Umanamente parlando siamo perdenti, ma ci gloriamo di essere piccolo gregge fedele a Gesù e alla sua vera Chiesa per ora perseguitata e ridotta al lumicino, però autentica, vera, fedele, come da alcuni scritti di papa Benedetto XVI che ci esortano ad essere forti e perseveranti nella preghiera cristiana alla Vergine Maria e al glorioso San Giuseppe “Patrono della Chiesa universale”, nella certezza che Gesù Cristo verrà e ristabilirà il Suo Regno di Verità, di Giustizia e di Pace per tutto il creato.

I padri sinodali, molti dei quali sulla soglia della vita eterna, dovrebbero ricordarci invece che questa vita passa in fretta: 80 anni, dice il Salmo, è come un turno di veglia nella notte, come il giorno di ieri che è passato, e che Gesù ci mette in guardia da certi pericoli: “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima?” dove in questo “guadagno” c’è anche l’aspetto sessuale che va regolato e talvolta anche mortificato quando non è secondo la legge di Dio perché non possiamo essere dominati dall’istinto ma dobbiamo essere noi a dominare il nostro istinto e tutto il nostro corpo con la nostra intelligenza sana e la nostra forza di volontà, e soprattutto con la nostra preghiera umile e fiduciosa, in vista della Vita Eterna. Sapendo che il frequente ricorso al meraviglioso sacramento della confessione, davanti a qualche caduta, è sempre vincente e da vigore alla nostra lotta ascetica. “Tanto è il bene che mi aspetto, diceva San Francesco, che ogni pena mi è diletto”.

Noi cristiani viviamo questi pochi decenni sulla terra sapendo che dobbiamo “combattere la buona battaglia, conservando la fede”, come dice San Paolo, anche davanti a tribolazioni e persecuzioni, nella certezza del premio che già inizia su questa terra grazie alla consapevolezza che siamo figli di Dio, che nulla ci mancherà, nell’attesa del Paradiso, perché Gesù ce lo ha promesso e non ci inganna: “Dove sono io, sarete anche voi” nella pienezza della gioia che non ha fine. Coraggio!


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