venerdì 28 dicembre 2018


“RIFLESSI DI CIELO”  N. 4

Brani tratti dal libro
L’amore umano, la famiglia e il matrimonio.
 di Ferdinando Rancan


INTRODUZIONE

Questo libro è stato ottenuto dalla registrazione di alcune lezioni che don Ferdinando aveva dato in occasione di corsi in preparazione al matrimonio per fidanzati e sposi. Sono state poi assemblate e completate dall’autore prima di accettarne la pubblicazione, che avvenne a più riprese, viste le numerose richieste, nei primi anni senza una vera casa editrice, ultimamente attraverso la Casa Editrice “Fede & Cultura” di Verona che ha in consegna la pubblicazione di quattro dei suoi libri e alla quale ci si può rivolgere per l’acquisto.

Il libro in oggetto, pur non affrontando le ultime problematiche emerse a seguito di questioni delicate e difficili come “coppie di fatto, matrimoni gay, gender…” e tutte le pericolose novità di quest’ultimo periodo storico che altri esperti della materia hanno ampiamente affrontato, rimane sempre e perennemente valido per “tutte le stagioni” perché presenta la famiglia e il matrimonio come è stato voluto da Dio sin dalla creazione del primo uomo e della prima donna, e quali sono da parte nostra le risposte che dobbiamo dare e i mezzi che dobbiamo mettere per vivere questo rapporto nell’amore e nella fedeltà reciproca.

Infatti tutto ciò che è contrario al progetto di Dio sull’uomo, visibile anche per i non credenti attraverso la Legge Naturale e la conformazione biologica dei due corpi, maschile e femminile, complementari l’uno all’altro nell’aspetto fisiologico-genitale oltre che psicologico confermato anche dal DNA, è assai dannoso anche per la salute, ma non per motivi di religione ma perché lo vuole la ragione, confermata dal senso comune e dalla legge naturale. Se
poi si arriva al punto, come sta accadendo, di rinnegare anche questi punti di riferimento universali, allora non ci si deve più stupire del degrado, della sofferenza e della disperazione della coppia e di tutto il genere umano che dovrebbe fondare sull’unica vera famiglia la sua esistenza e la sua felicità.

Dio infatti ci ha creati per essere felici. Lo saremo nel rispetto della sua legge e nella fedeltà al suo progetto d’amore che molti neppure conoscono. Purtroppo alla base di tante laceranti separazioni famigliari, che gli esperti reputano più disastrosi del danno delle stesse guerre mondiali, c’è la responsabilità della coppia, o meglio, la mancanza di responsabilità dovuta anche a molta ignoranza perché non ci prepara come si dovrebbe, anzi molti sono convinti che si possa parlare di matrimonio solo finchè esiste la reciproca attrazione sessuale, ma non è così. È come dire a un ragazzo “studia, compi il tuo dovere! Ma solo quando ne hai voglia!”. Quale futuro potremo costruire per lui e per la società su questi presupposti fragili e volubili? Purtroppo c’è anche la scarsa preparazione dei sacerdoti che dovrebbero preparare i fidanzati al matrimonio come sacramento, puntando sull’aiuto di Dio, sulla preghiera e sulle virtù umane anche eroiche davanti alle difficoltà, perchè anche il matrimonio, come la vita consacrata, è una strada per la santità e non per la sistemazione a vita.

Cerchiamo qui di offrire qualche spunto attingendo all’esperienza sacerdotale di don Ferdinando e rimandando i lettori al libro intero che, pur essendo piccolo, è molto solido e completo, oltre che attraente, sempre valido anche come regalo per fidanzati e sposi di qualunque età e situazione. 
                                                       (a cura di Patrizia Stella)


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36.       CREATURE DI DIO.

Papa Giovanni Paolo II parlando ai rappresentanti del Corpo Diplomatico diceva: "dobbiamo restituire agli uomini i motivi di vivere". Infatti ciò che l'uomo moderno ha smarrito è il senso della vita, il significato dell'esistenza.
Molte nevrosi e molti disturbi psichici nascono dal vuoto esistenziale, cioè da una paurosa carenza di significato. Un vuoto che molte volte si cerca di colmare attingendo a un mercato culturale che presenta falsi valori, false prospettive di felicità che talvolta si cercano un po' frettolosamente in persone sconosciute o in rapporti provvisori.
Sul piano personale la conseguenza peggiore che ne deriva è una falsa conoscenza di sé stessi, che porta a un profondo smarrimento interiore: non mi conosco più, non mi capisco più, non so più chi sono e che cosa voglio. Da qui un modo sbagliato di stare nella propria vita e anche di vivere il rapporto con gli altri, le cui conseguenze si ripercuotono negativamente nel campo della vita coniugale e familiare.
Queste problematiche riconducono inevitabilmente al problema di fondo o di partenza: il problema di Dio. Si potrebbe obiettare che cosa centra Dio e la teologia con il nostro argomento che è il rapporto matrimoniale e ancor prima quello della reciproca conoscenza in vista di formare una famiglia. Materia che spetterebbe di più al settore pedagogico o legale, dicono.
Eppure la riflessione iniziale su questo argomento "DIO" è indispensabile per chiunque voglia impostare la propria vita sulla roccia secondo il disegno di Dio, non solo per i cristiani che decidono per il matrimonio religioso come Sacramento, ma per tutti, per il semplice fatto che la famiglia secondo natura, diciamo così, costituita da un solo uomo e una sola donna in un impegno reciproco di amore e di fedeltà in vista della procreazione non l'ha voluta la Chiesa e nemmeno lo Stato o la società, ma l’ha voluta DIO. Dice la Genesi "Maschio e femmina li creò (…) I due saranno una carne sola... Non separi l'uomo quello che Dio ha unito", vale a dire che Dio ha inciso nella natura stessa, e nella sua diversità e specificità, maschile e femminile, le caratteristiche anche biologiche e fisiologiche di questa unione, che è carnale e spirituale nello stesso tempo, talmente importante e forte che esige anche un atteggiamento a priori di impegno reciproco prima di essere accettata e consumata.


37    IL NOSTRO ESSERE CREATURE.

Riconoscere di essere creatura non solo è accettare di essere relativo a Qualcuno che è sopra di me, cui debbo la mia esistenza, ma anche accettare il progetto divino che questa esistenza contiene. Infatti l'esistenza che riceviamo da Dio non è indefinita; il nostro essere che è unico e irripetibile, contiene un progetto che Dio vuole realizzare.
San Paolo quando parlò agli Ateniesi nell'areopago fece un discorso molto serio perché parlò non solo del nostro essere ma anche del nostro vivere e agire: "In Lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo". (Atti 17,28).
Quindi non solo veniamo dalla potenza creatrice di Dio che ci fa partecipi del suo Essere, ma anche tutta la nostra vita contiene un progetto che è di Dio. Non siamo delle creature che Dio ha messo su questa terra per gioco, senza alcuna prospettiva e che ognuno si arrangi come può.
Dio è infinita Sapienza, infinita Potenza, infinita Provvidenza e infinito Amore e vuole realizzare su di noi e con noi un disegno.
Cosa centra questo discorso col nostro tema principale che è il Matrimonio? Centra eccome! Anzi calza a pennello perché se noi siamo convinti di questo che abbiamo detto, capiremo anche che la strada del matrimonio l'ha voluta Dio per l'uomo e la donna, non un "duo" qualunque ma un "tu" maschile personale che assieme all'altro "tu" femminile specifico sono chiamati a realizzare un preciso progetto di Dio



38.  IL NOSTRO RAPPORTO CON DIO.

Recuperare questa consapevolezza della nostra creaturalità è fondamentale per l'uomo europeo perché proprio l'uomo di questa vecchia Europa ha smarrito le radici cristiane della sua civiltà, smarrimento che ha prodotto per esempio, "l'uomo del rifiuto e della ribellione" descritto particolarmente da Nietzsche e da Sartre. Sartre nel suo libro "La nausea" dà all'uomo il giudizio più negativo e pessimista che mai sia stato dato: "Ogni uomo nasce senza ragione, si prolunga per debolezza e muore per caso". Il suo ateismo voleva essere l'affermazione della piena maturità dell'uomo che non ha più bisogno di Dio. Ma questo lo porterà a un vicolo cieco perché senza Dio nulla sarà più comprensibile né avere una spiegazione: è la crisi esistenziale, è "la nausea". La vita allora non è altro che uno schifo, come si sente dire anche da molti giovani.
Entrambi gli autori di questa visione dell'uomo, Nietsche e Sartre sono morti disperati e suicidi.
Il cristiano invece sa che su di lui personalmente esiste un progetto divino che scoprirà se saprà accettare il suo rapporto di creatura con Dio Creatore e Padre. E questo rapporto lo deve vivere sia come individuo che nel suo ruolo specifico di sposo/sposa; padre/madre; figlio/figlia ecc. Ecc. Cioè nel suo rapporto relazionale dentro un progetto divino meraviglioso che lo trascende e che si chiama "matrimonio e famiglia".


39    AMORE E MATRIMONIO NEL PROGETTO DI DIO.

Abbiamo visto che se non partiamo da Dio, tutta la nostra vita diventa un problema. Noi stessi diventiamo incomprensibili alla nostra intelligenza e perdiamo a poco a poco la coscienza della nostra identità e del nostro destino.
Tutto questo conduce a interrogarci sul disegno che Dio ha su di noi, il progetto di Dio sull'uomo e sulla donna nella loro vocazione all'amore. 
L'amore umano nel matrimonio e nella famiglia non come è inteso e spesso vissuto dagli uomini, ma come Dio lo ha pensato e voluto. 
Dio, Creatore dell'universo, è autore dell'uomo e della donna, del loro patto d'amore, e li ha uniti nella prima e originaria società umana che è la famiglia.
Nella creazione Dio si è proposto un unico scopo: partecipare ad altre creature la sua stessa felicità, la sua stessa gloria. Dio è amore e l'amore è per sua natura effusivo, partecipativo.
Egli dunque ha creato per amore e ha chiamato l'uomo a partecipare al suo amore. Creare è dare l'esistenza a una creatura ed è perciò l'atto d'amore più grande.
Se amare significa volere l'esistenza di una persona, essere felici che essa esista, nessuno ci ama più di Dio e nessuna vocazione è più grande di quella di collaborare all'amore creativo di Dio.
Nel disegno di Dio, infatti, l'uomo è chiamato ad essere collaboratore con Lui:
- nella creazione,
- nel trasmettere la vita,
- nella redenzione e nella stessa glorificazione di tutte le cose.


40   UOMO E DONNA. DIGNITÀ DELLA SESSUALITÀ.

Affermare la trascendenza spirituale dell'uomo (e della donna) è affermare la sua dignità di persona che è "immagine e somiglianza di Dio".
Anche la differenziazione dei sessi è espressione partecipativa di questa dignità che tocca profondamente la persona: "Dio creò l'uomo a sua immagine. A immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò". (Gen. 1,27)
In questa semplice frase è affermata la dignità, il valore e il significato profondo della sessualità. L'essere umano, proprio come uomo e donna, riflette l'immagine di Dio; la femminilità e la virilità sono realtà che, pur avendo il loro fondamento nella struttura corporea della persona, assurgono a una dimensione che si riflette nella realtà stessa di Dio.
Il primo aspetto da considerare è la dignità della sessualità umana. Essa partecipa alla dignità della persona e alla dignità del servizio specifico alla vita.
In questo senso l'uomo e la donna riflettono l'immagine di Dio, non solo individualmente, ma anche come coppia, nella loro "unità" corporea di "una sola carne".
Ma il brano biblico citato, oltre a sancire la condanna di ogni ingiusta discriminazione tra uomo e donna, aiuta anche a riscoprire il senso positivo e gioioso della sessualità.
La Chiesa, nel suo insegnamento, non è mai stata vittima di tabù riguardo al sesso ma ha sempre difeso la dignità della sessualità umana da ogni forma di degradazione o di abbruttimento vergognoso che ne fa merce di scambio, e da ogni volgarità che ne fa stupido esibizionismo.
Del resto non dimentichiamo che proprio la femminilità, un Corpo Verginale di donna, è stato il luogo dove il Figlio di Dio si è fatto Carne, e la "virilità", un Corpo integro e verginale di uomo immolato sulla croce, è stato il luogo del nostro riscatto e della nostra pace.


41   ELEMENTI COSTITUTIVI DEL MATRIMONIO.

Quando si parla di matrimonio di solito si fa leva sulla sua peculiarità che è l'amore, inteso anche come rapporto sessuale e pertanto viene spontaneo pensare che quando questo elemento costitutivo dovesse cessare, è normale che si accetti la fine del matrimonio.
QUESTO È FALSO PERCHÉ DUE SONO GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL MATRIMONIO: L'AMORE CONIUGALE E IL PATTO CONIUGALE! L'uno e l'altro devono andare di pari passo.
Parlare dell'amore coniugale potrebbe sembrare la cosa più scontata e inutile perché tutti pensiamo di sapere che cosa sia l'amore e pensiamo di esserne capaci. 
È vero che l'amore è una realtà insita nella natura umana, ma è anche vero che l'amore non è affatto scontato e che, per essere autentico, l'amore esige IMPEGNO E LOTTA perché va difeso sempre come fosse una creatura debole ed esposta alle intemperie del mondo. 
L'amore fa parte della vita di ogni persona e accompagna la vita umana in tutta la sua estensione, e ne esprime la ricchezza e la profondità. Pensiamo all'amore materno e paterno con tutte le espressioni di dedizione e di generosità che esso sa trovare. Pensiamo anche all'amore fraterno, all'amore filiale, all'amore di amicizia, all'amore di benevolenza cioè il dedicarsi gratuitamente alle necessità del prossimo ecc. come fanno o dovrebbero fare in modo particolare i consacrati, suore, religiosi, gli stessi sacerdoti verso le anime loro affidate. Devono anch'essi vivere e accogliere l'amore che è peculiare per la loro scelta di vita.
Ma al di sopra di tutte queste espressioni d'amore vissute in modo diverso le une dalle altre, spicca per la sua peculiarità L'AMORE CONIUGALE! PERCHÉ È L'UNICA FORMA DI AMORE A PREVEDERE ANCHE L'UNIONE SESSUALE DEI DUE CORPI, MASCHILE E FEMMINILE. Quest'ultimo è normalmente preceduto e preparato dall'amore detto di "FIDANZAMENTO" che è un amore di amicizia ma caratterizzato da una promessa di fedeltà perché finalizzato alla reciproca conoscenza in vista del matrimonio.
Ognuna di queste espressioni d'amore ha una sua natura e delle leggi che le sono proprie, natura e leggi che vanno rispettate, pena la deformazione e anche la corruzione stessa dell'amore con conseguenze anche terribili per la stessa psiche delle persone perché la natura, come l'amore, hanno le loro leggi.
Che direste, infatti, se l'amore materno e paterno diventasse amore coniugale? Orribile!! O se l'amore fraterno o di amicizia o di benevolenza pretendesse di esprimersi come amore coniugale? Altrettanto orribile! Quelle espressioni di amore non sarebbero più amore! Chiamatele come volete ma non è certo amore! Ora, se in questi casi il disordine è abbastanza evidente a tal punto da indignarsi contro tutte le proposte abominevoli sulla strumentalizzazione del sesso che ha cancellato l'amore, purtroppo non appare altrettanto evidente quando si tratta di venire meno alla natura dell'amore coniugale o di fidanzamento. ANCHE QUESTO RAPPORTO D'AMORE HA LE SUE LEGGI CHE VANNO RISPETTATE SE SI VUOLE VIVERE FELICI.


42. RESPONSABILITÀ DELLA COPPIA CHE CONTRAE MATRIMONIO.

Come già visto, il primo errore è di credere che l'amore coniugale sia l'elemento costitutivo essenziale del matrimonio, per cui basta volersi bene - anzi questa è la cosa più importante - e il resto viene da sé.
Quando c'è l'amore tutto è lecito, dicono, come se questo bastasse a giustificare la validità e la sincerità del matrimonio. E per questo molti ritengono che neppure abbia senso parlare di matrimonio, sia civile che religioso, perché finché dura l'amore, dura l'unione, e dopo?? Se l'amore finisce ci si può lasciare, dicono. Invece no!
Il matrimonio non è solo un accordo privato tra un uomo e una donna ma è anche una Istituzione pubblica. Fondata su un patto ben preciso e vincolante, il PATTO NUZIALE O CONIUGALE che vincola i due a norma di giustizia ed esige da entrambi una buona dose di responsabilità.
Quella responsabilità che ti fa affrontare eventuali prove o difficoltà cercando soluzioni ragionevoli senza buttare al macero tutto e subito, davanti ai primi malintesi o incomprensioni o altro.
L' amore è veramente fondamento e presupposto del matrimonio - perciò importante e necessario - ma non è sufficiente perché ci sia matrimonio.


43. IL PATTO CONIUGALE, COSTITUTIVO DEL MATRIMONIO.

Forse penserete che insisto un po' troppo sull'importanza del "patto coniugale" nel matrimonio, ma la verità è che su questo argomento c'è molta o perfino totale ignoranza e va chiarita.
L'amore coniugale esige per sua natura IL PATTO CONIUGALE che è un impegno reciproco degli sposi a salvaguardia della stabilità fondata sulla reciproca responsabilità. Altrimenti diventa un amore abusivo, una violenza alla realtà, oltre che un grave disordine davanti a Dio.
Il solo amore coniugale infatti non è fine a sé stesso, cioè indipendente dal servizio e dal significato che gli sono propri, tant'è vero che qualora i due coniugi non provassero più lo stesso trasporto sessuale che oltretutto varia ovviamente con il tempo, l'età, la malattia ecc. essi devono far leva sull'amore di donazione gratuita nella buona e nella cattiva sorte. E tutto questo in forza della consapevolezza DI AVER ACCETTATO UN PATTO DAVANTI A DIO E ALLA SOCIETÀ. Patto che oltretutto vincola ancor di più se ci sono figli che subiscono in modo traumatizzante certe scelte di separazione spesso superficiali dei genitori.
Il patto coniugale è la libera volontà personale di un uomo e di una donna di cedere irrevocabilmente all'altro i diritti sul proprio corpo in vista di un responsabile servizio alla vita. La consapevolezza di rispettare un giuramento fatto davanti a Dio e alla società attraverso un "patto" dovrebbe caricare i due sposi di responsabilità ma anche di gioia perché si rendono conto che la loro unione non si può basare solo su attrattive sessuali effimere che oggi ci sono e domani forse no, ma va ben oltre questi poveri limiti perché perdura anche in assenza di essi.
Anzi il giuramento di fedeltà fatto davanti a Dio conferisce agli sposi anche la cosiddetta "grazia di stato" che aiuta ad essere fedeli anche nella prova. Quando alle volte si sente dire con tono rassegnato " Cosa ci posso fare! Mi sono innamorata/o di un altro/a! Oppure: non ci capiamo più..." Che vuol dire? Questo non ha senso, anzi denota superficialità perché tu devi mantenerti fedele a una parola data, a un giuramento vincolante anche a costo di inevitabili sofferenze. Che poi semmai aumentano a dismisura con la separazione e coinvolgono tutti in un tunnel oscuro senza più ritorno. Quante facce tristi dopo il divorzio! Sembrano funerali se non fossero obbligati dai doveri del sorriso esterno a tutti i costi.
Quanti sposi, invece, non sempre anziani, si sentono gratificati da un semplice bacio o carezza o pensierino affettuoso in occasione di ricorrenze varie? E perché una madre che non lesina sacrifici per il figlio, quando si tratta di rinunciare a qualcosa per il marito, fa la martire? O viceversa? Il vero amore è gratuito, non cerca il proprio tornaconto, dona anche senza ricevere, opera anche nel silenzio, lavora nel nascondimento solo per amore della famiglia e di Dio che tutto vede e sa, e che ricompensa sempre anche ogni nostro più piccolo sospiro e incomprensione e tribolazione. Vuoi essere felice? SII FEDELE! SII FEDELE!


44 MATRIMONIO E SANTITÀ.

Per secoli si è pensato che il matrimonio fosse un ostacolo alla santità, o comunque, una strada secondaria, difficilmente praticabile per chi voglia veramente servire Dio in santità di vita. Il Signore ha suscitato oggi nella Chiesa veri "profeti" della vocazione alla santità rivolta anche ai coniugi cristiani.
Lo stesso San Giovanni Paolo II lo ha sancito, in un certo senso, non solo attraverso esortazioni ed encicliche quali ad esempio la "Evangelium Vitae" vero capolavoro per chi vuole avere punti di riferimento sempre validi, ma istituendo anche un "Osservatorio per la vita e la famiglia" per venire incontro a quelle situazioni di disagio familiare e sociale, senza però mai cedere sui principi fondanti perché compito della Chiesa è di soccorrere i deboli aiutandoli a rialzarsi dalle cadute, altrimenti tradirebbe la sua missione divina se assecondasse tutte le debolezze lasciando le persone a terra a guazzare nel loro misero fango.
Bisogna prospettare soprattutto ai giovani mete alte da raggiungere, prospettive di santità proprio dentro il matrimonio e la famiglia secondo il disegno voluto da Dio fin dalla creazione del mondo. Quella è la sola e unica e vera famiglia e l'unica strada verso la santità per i coniugi: "Maschio e femmina li creò. ... Non separi l'uomo quello che Dio ha unito". Non esistono altre scorciatoie o comode autostrade che possono essere prospettate dai falsi profeti che stanno popolando il mondo.
Se è vero che il sacramento del matrimonio è lo sviluppo della grazia battesimale in ordine alla vita coniugale e familiare, allora la vocazione al matrimonio contiene e specifica la vocazione battesimale che è la chiamata di Dio a vivere sulla terra VITA DIVINA, seguendo da vicino l'insegnamento e la vita di Cristo. Pensate alla Grazia Santificante che apre la vostra vita coniugale a un rapporto più intimo e profondo con Dio, al senso vivo della filiazione divina, all'orazione e alla preghiera di contemplazione, alle virtù teologali: fede, speranza, carità con tutto il valore soprannaturale dei doni dello Spirito Santo che la Cresima ha perfezionato in voi prima di ricevere il sacramento del Matrimonio!
Questi doni soprannaturali dello Spirito Santo (Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio), tradotti nella vita di ogni giorno, sono tutte quelle risorse di forza, di criterio, di saggezza, di fedeltà che vengono offerti sempre a voi coniugi cristiani ma in particolare nei momenti più difficili della vostra missione di sposi di genitori.
Per questo è importante pregare e rinnovare questa consapevolezza nel tempo davanti a Dio con continui atti di Fede, di Speranza e di Amore che si manifestano anche nell'accettazione dei difetti del coniuge e nel perdono davanti a debolezze di cui ci si pente per tornare poi a cambiare vita più innamorati e fedeli e felici di prima. Prima di rompere un rapporto matrimoniale voluto da Dio... Si deve passare attraverso la preghiera e il perdono.

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