domenica 26 luglio 2026

IL PERICOLO DELLA GNOSI MODERNA. INTRODUZIONE


            BREVE GUIDA PER CONOSCERE LA GNOSI
                             DI GAETANO MASCIULLO

INTRODUZIONE 

Prima di entrare nel merito, è giusto che tu conosca chi ti sta scrivendo.

Mi chiamo Gaetano Masciullo.

Sono filosofo, storico, autore e giornalista, che ormai da anni analizza il rapporto tra modernità, teologia e crisi dell’identità e della cultura cattolica. Scrivo di affari vaticani per alcune tra le principali testate internazionali del mondo conservatore e tradizionale, tra cui LifeSite News, The European Conservative e The Remnant Newspaper.

Inoltre, svolgo attività di formazione per chi desidera comprendere la fede con rigore e senza compromessi. Centinaia di studenti hanno già comprato miei libri e seguito miei videocorsi online con profitto per la propria consapevolezza di cattolici amanti della Tradizione.

Il mio lavoro unisce ricerca accademica, esperienza giornalistica e competenza sul pensiero cattolico tradizionale.

Ho voluto creare questo documento gratuito per sintetizzare uno degli argomenti su cui ricevo più domande e che trovo più urgenti per capire la modernità.

Uno dei nodi più fraintesi — e più decisivi — per capire la modernità: la natura gnostica del suo progetto.

Infatti, uno degli aspetti che puntualmente suscita obiezioni durante conferenze, corsi e video online, oppure incontri dal vivo riguarda la mia interpretazione della modernità come fenomeno essenzialmente gnostico. Ogni volta che sostengo che il pensiero moderno e contemporaneo affonda le proprie radici nella Gnosi, ricevo puntualmente contestazioni infastidite.
           
Un messaggio ricevuto sui social sintetizza bene il tipo di confusione che oggi circonda questo tema:

«Mi dispiace dire che ritengo sbagliato quello che dice Masciullo. Lo gnosticismo è la filosofia antica cristiana che passa attraverso la filosofia greca antica. Per cui non c'è nessun dualismo, nessuna prigione della materia, la quale è invece solo il vestito della realtà. Una realtà dove non c'è nessun dualismo e nessun peccato, quindi nessuna salvezza. Esiste solo una sofferenza normale dovuta a chi non conosce la gnosi o la conosce soltanto in maniera esoterica: un ego che si è legato alla materia rifiutando un approccio psichico...»

Al di là delle gravi inesattezze contenute nel commento, esso rivela un equivoco oggi molto diffuso: la tendenza a confondere lo gnosticismo come fenomeno storico con la Gnosi come categoria filosofica e metastorica. Sul piano storico, infatti, con il termine "gnosticismo" si fa certamente riferimento alle diverse sette sorte nei primi secoli dell'era cristiana. Tali movimenti presentavano sistemi dottrinali differenti, spesso complessi e talvolta persino contraddittori tra loro. Studiare queste correnti è compito dello storico. 

Esiste però un secondo livello di analisi, più profondo, ed è quello filosofico (e teologico). In questo senso, la Gnosi non designa semplicemente determinate sette dell’antichità, ma una struttura permanente del pensiero, un modo di interpretare il rapporto tra Dio, uomo e mondo, che riemerge continuamente nella storia assumendo forme sempre nuove. Non si tratta di una lettura originale, una mia invenzione. Tra coloro che hanno sviluppato questa prospettiva vi è, tra gli altri, il filosofo Eric Voegelin, secondo il quale la modernità è caratterizzata da una progressiva riemersione della mentalità gnostica.

La Gnosi sopravvive alla scomparsa delle antiche sette, riaffiora nel catarismo medievale, influenza importanti correnti della filosofia moderna e contemporanea, in particolare il pensiero di Hegel, e giunge fino a molte espressioni del pensiero odierno, comprese alcune tendenze che si manifestano all'interno della stessa Chiesa cattolica, ormai infestata dal neo-modernismo teologico fin nelle sue più alte gerarchie. Se vogliamo comprendere davvero le grandi rivoluzioni culturali, politiche e religiose degli ultimi secoli, dobbiamo dunque imparare a riconoscere la Gnosi non soltanto come un fenomeno del passato, ma come una tentazione permanente dell'intelligenza umana.

Per questo motivo, la Gnosi è l'anima profonda della Rivoluzione, il principio teorico che, sotto forme diverse, alimenta il rifiuto dell'ordine naturale, la contestazione della realtà data e il tentativo di costruire un uomo nuovo e un mondo nuovo mediante una conoscenza ritenuta capace di redimere l'esistenza. (segue...)

   *************************************
  
 Chiedo scusa ai lettori della brusca interruzione ma ho ricevuto dall'autore, oltre a un grazie per l'apprezzamento e la diffusione del suo lavoro, anche il consiglio di non riportare per intero il suo studio ma di fare riferimento al suo link qui sotto esposto, non solo per questo argomento ma anche per tutto il suo lavoro in generale che vale la pena conoscere e diffondere:

               https://guida.gaetanomasciullo.com 

Per quanto io ho potuto conoscere in questo breve periodo, consiglio vivamente di seguire la sua linea filosofica in piena sintonia con i Padri della Chiesa, la filosofia "Scolastica" di venerata memoria,  i filosofi di maggior livello e oggi purtroppo accantonati anche dagli studi in seminario, come San Tommaso, Sant'Agostino, indispensabile base culturale per poter affrontare e comprendere qualunque interpretazione della realtà, del mondo, dell'Essere  ecc. ecc. 
    Sarebbe molto utile anche l'acquisto dei suoi libri (considerando che lo scritto resta, ma il digitale e questi sia pure utili strumenti tecnologici potrebbero sparire un giorno, anche per intervento diretto e devastatore del solito "nemico" del pensiero forte e coraggioso, come lo chiamo io oggi, che con un semplice KLIK  potrebbe far saltare tutto).

Se vogliamo salvare l'umanità, le nuove generazioni  da una sorta di "suicidio collettivo" dobbiamo puntare sulla cultura, quella giusta, quella che è in sintonia con l'evidenza della realtà, la forza dell'intelletto, della ragione, della coscienza, del senso comune, in abbinata con la FEDE CATTOLICA che non è affatto rinuncia alla ragione, e ancor meno contraddizione o imposizione della Chiesa, ma un supplemento fondamentale che Dio stesso ci ha offerto per poter confermare quanto suggerito dal nostro intelletto, dalla coscienza, dall'evidenza concreta dei fatti, anche scientifica.
  
 In particolare si dovrebbe puntare soprattutto sulla riforma del "Piano di studi" dentro il Seminario, fucina del pensiero cattolico che non esiste quasi più, perché infestato da varie correnti contrarie che lo soffocano e lo neutralizzano, a tal punto che questi poveri giovani seminaristi, partiti magari con buona volontà, ne escono come preti più confusi di  prima, brancolanti nel buio e alla fine, quelli che vogliono conciliare "capra e cavoli" per non mollare, come si suol dire, si rifugiano nelle chimere del sesso e della vita comoda, mentre i migliori che lottano per la fedeltà e anche per la castità, (almeno come possono in questo mondo di  immondizie che ti offre il male come il massimo dei beni da rivendicare con ostentato orgoglio), si rifugiano nel "sociale", nelle opere caritative, giuste, necessarie, ma non fondamentali per un sacerdote, chiamato da Dio a parlare soprattutto di eternità, di Vangelo, di rinuncia, di lotta ascetica, di comunione con Dio, oltre che "portatore" di Gesù Cristo vivo e vero, attraverso la celebrazione dei "Sacramenti", unica ed esclusiva prerogativa del Sacerdote cattolico, in particolare della Santa Messa e della Confessione, oggi così trascurata. 
    Come da esempio del nostro sacerdote diocesano veronese in concetto di santità, "don Ferdinando Rancan" vero modello del sacerdote di questi nostri tempi (è mancato il 10 gennaio 2017)  sempre ancorato alla "Verità" che è Gesù Cristo e che non tramonta mai. Riporto un breve brano della sua minibiografia "Don Ferdinando sosteneva che la Santa Messa doveva essere, in un certo senso, un tutt'uno col Sacerdote, perché sua prerogativa esclusiva, un privilegio così grande da far tremare Angeli e Santi dalla gioia pensando che solo ai Sacerdoti cattolici, in virtù del Sacramento dell'Ordine Sacro, è stato concesso da Dio stesso "il privilegio di portare Gesù vivo e vero dal Cielo alla terra".
(per i suoi libri chiedere alla casa ed. Fede e Cultura di Verona che li invia a domicilio).

 Solo con la vera cultura cristiana potremo riprendere le redini di questa nostra società malata di qualunquismo, di anarchia, di auto-distruzione, perchè è solo la cultura cristiana, supportata dalla fede e da un sano intelletto che si potrà salvare questo povero mondo in balia delle tenebre che va brancolando senza meta fino al precipizio. Vedasi  il felice binomio "Aristotele/S.Tommaso D'Aquino", ovvero cultura pagana supportata da un intelletto sano come quella del filosofo Aristotele che è servita di base culturale, diciamo così sommariamente, per la filosofia cristiana di S Tommaso; per dimostrare che non c'è assolutamente contraddizione tra l'Intelletto sano, come quello di un pagano, e la fede cattolica, perchè entrambi usciti dalle mani dello stesso Dio Creatore;  o più recentemente il binomio Fede-ragione "Fides et ratio" di venerata memoria dei due grandi Papi S. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.  

Ma chi li legge e li studia nei vari Seminari di oggi, anche a livello mondiale?  Se qui a Verona, e  mi risulta anche altrove, le stesse autorità ecclesiastiche hanno buttato al macero centinaia di libri del meraviglioso "Catechismo della Chiesa cattolica" di Giovanni Paolo II appena pubblicato nel 1992, cosa possiamo pensare del futuro dei nostri poveri sacerdoti novelli? Quale formazione o deformazione li aspetta? Ci vorrebbe proprio una vera riforma del Seminario diocesano, altrimenti non dovremo meravigliarci se non ci sono più vere vocazioni, in quanto i giovani sanno che per avere tutto ciò che offre il mondo, per giunta a buon prezzo o perfino gratuitamente, basta entrare in seminario! Addio lotta ascetica, addio filosofia o teologia cattolica, addio consacrazione e fedeltà a costo di grandi rinunce. Addio!

Se vogliamo salvare il mondo non è necessario usare le armi, ma il cervello, la penna, la preghiera che illumina l'intelletto e spinge il cuore ad amare, a rinunziare, a sacrificarsi per la Verità, che è nientemeno che nostro Signore Gesù Cristo, il quale darà tutto l'aiuto, anche concreto, materiale, a coloro che glielo chiedono con sincerità di cuore per amore del prossimo, per il futuro dei nostri figli e l'intera umanità.
Dopo questa spero necessaria digressione, sempre sullo stesso argomento di base: la conoscenza! rimando  tutto l'encomiabile lavoro del prof. Masciullo al link di sopra e al contatto del suo blog, e soprattutto attraverso l'acquisto dei suoi libri, come indicato.

                          ************************

Breve commento personale:
     Da questa lettura del prof. Masciullo si comprende meglio, anzi direi perfettamente, la spiegazione che lo stesso professore ha dato nel commento precedente in merito alle nuove eresie pubblicate sull'organo di stampa del Vaticano che è l'Osservatore Romano del 4 luglio riguardanti i primi capitoli della Genesi, che l'interpretazione dell'autrice che si definisce teologa, ha voluto dare capovolgendo l'intero significato biblico e presentando Eva come "il desiderio mai sopito della donna di realizzare sé stessa, attraverso il superamento dei soliti precetti che la imprigionano e la rendono schiava del potere, diciamo così, senza pensare che semmai questo eventuale "potere" è nientemeno che nostro Dio Signore e Creatore che ha fatto tutto solo in vista del nostro Bene, del nostro fine ultimo che è la Vita Eterna, e della nostra felicità anche su questa terra perché EGLI E' SOLO AMORE INFINITO CHE VUOLE TRASMETTERE ALLE SUE CREATURE, ALL'UOMO E ALLA DONNA, CREATE A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA.

E' tutto collegato da un unico filo o denominatore comune mai tramontato, sin dai tempi della creazione degli Angeli e dell'uomo, cioè quella tentazione perenne del maligno "SARETE COME DIO" se farete il contrario di ciò che Dio, da "despota indiscusso", vi comanda di fare.

Ecco allora spiegato il perchè di quel "mondo alla rovescia" di cui oggi si parla tanto, anche attraverso un recente libro; è il desiderio di sovvertire la natura uscita dalle mani di Dio Creatore, con leggi contro natura, sotto i vari aspetti: il rapporto sessuale, la procreazione, la relazione famigliare e sociale, la vita con nascita e morte,  il clima, i cataclismi, le leggi, i vaccini come "atto d'amore" quando invece si sono rivelati devastatori di tutto l'organismo fino  alla morte, a motivo della nostra ignoranza e della nostra cieca e stolta fiducia in una ipotetica "scienza alla rovescia" senza aver mai fornito alcuna prova dell'efficacia di questo prodotto malefico che sta portando tuttora l'uomo alla rovina fisica, morale, spirituale  ecc. 
    Perfino nel campo legale e penale viene capovolto tutto: si condanna la vittima e si premia l'assassino come normalità assoluta, tutto capovolto, tutto rovesciato, tutto confuso, tutto difficile, tutto impossibile da vivere senza traumi e indicibili sofferenze.  
   
 Ma l'uomo insensato non riflette, pur toccando con mano i pessimi risultati di questa nuova impostazione "al contrario di tutto" va avanti imperterrito, anche perchè, rifiutando Dio e la sua legge d'amore e di perfetto Ordine nell'universo intero, garanzia anche del buon vivere, viene privato di quel Dono della "SAPIENZA" , uno dei  Sette Doni dello Spirito Santo, che illumina la mente e da gioia al cuore nella contemplazione delle bellezze del creato, della giustizia e della Pace. 

    Si! Con l'avanzare della Gnosi, veniamo privati anche della Pace oggi così decantata e implorata come risolutiva di tutti i mali e problemi del mondo. 
Come può esserci la pace nel mondo, se alberga nel cuore dell'umanità tanto odio, disprezzo, cattiveria, malvagità, desiderio di vendetta, di torturare gli innocenti, di penalizzare le vittime, di premiare gli assassini, di indurli al suicidio assistito spacciato come bene, oltre che attraverso veleni che sono i cosiddetti "vaccini" che hanno capovolto il corpo e la mente di tutta l'umanità?
        
  Credono gli stolti di attirare l'attenzione su di loro a forza di proteste e sfilate pubbliche anche con espressioni oscene "off limit" che sono manifestazione chiara di quella rabbia interiore che alberga nel cuore di tutti quegli uomini che vogliono sovvertire la normalità e la  bellezza della vita e di tutto il creato per "creare" essi stessi il loro mondo, la loro vita, i loro rapporti a modo loro, come gli pare e piace, anzi, proprio per sfidare la "presunta onnipotenza di quel Dio despota" al quale non vogliono essere sottomessi. E non si accorgono che invece finiscono negli artigli del peggiore degli esseri che, per odio e ribellione contro Dio, è l'espressione del male, dell'odio e della perversione assoluta.
    
    L'uomo retto invece è contento e prega con le parole della Bibbia: "Sei tu Gesù l'unico mio Bene! Gesù confido in te! Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di Vita Eterna! Signore, ci hai fatti per Te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te.".

                                             patriziastella.com
           

giovedì 23 luglio 2026

Omelia di mons. Ezio Falavegna per il centenario della nascita di don Rancan


       IN MEMORIA DEL SACERDOTE  DIOCESANO 

                            DON FERDINANDO RANCAN

           NEL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA 
                        

Trasmettiamo l'interessante omelia di MONS. EZIO FALAVEGNA, parroco della Cattedrale di Verona e docente presso la Facoltà Teologica del Triveneto.

        Un grazie sincero da parte di tutti noi per questo prezioso contributo scritto da un sacerdote diocesano veronese che ha conosciuto personalmente e stimato don Ferdinando Rancan, per il quale è stata inoltrata la domanda al Vescovo di Verona per  la causa di beatificazione

                      ************************************** 
     
                          XI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
                                   Mt 9,36–10,8 / Es 19,2–6a / Rm 5,6–11

Due immagini: le viscere e la mietitura

Vorrei fermarmi su due parole del Vangelo. Due immagini che non si capiscono finché non le si lascia scendere in fondo.

La prima è nascosta nella traduzione. Quando Matteo dice che Gesù «fu preso da compassione» per quella folla, usa un verbo greco (ἐσπλαγχνίσθη) che non ha nulla di sentimentale. Viene da splàgchna, le viscere, le interiora. Gesù non si commuove lievemente: viene sconvolto nel profondo. Qualcosa si muove in lui come si muove qualcosa in una madre davanti al figlio che soffre. Non è pietà distante. È prossimità fisica, corporale, quasi violenta.

La seconda immagine è la mietitura. «La messe è abbondante.» Non dice: il lavoro è tanto. Non dice: c'è molto da fare. Dice: c'è messe. C'è già qualcosa di maturo, di pronto. Il campo non aspetta di essere seminato — aspetta di essere raccolto. Il senso è che la vita della gente, le storie delle persone, già portano in sé qualcosa di Dio che attende di essere riconosciuto, accolto, celebrato.

Queste due immagini — le viscere e la mietitura — mi sembrano la chiave per capire non solo il Vangelo di questa domenica, ma la vita di don Ferdinando, di cui oggi, nel centenario della sua nascita, vogliamo custodire la memoria con gratitudine.


Il «somarello di Dio»

Don Ferdinando era un uomo di grande cultura — chimico, letterato, teologo a suo modo, formato all'Opus Dei, innamorato della Parola. Eppure, di sé ha scelto di scrivere, con quell'autoironia che gli era propria: «sempre di più mi sento un somarello, un somarello di Dio».

È una frase che fa sorridere. Ma contiene qualcosa di profondamente evangelico. Nel Vangelo di oggi, Gesù non dice ai discepoli: «Andate voi che siete bravi, preparati, all'altezza». Dice: «Pregate il Signore della messe». Perché il punto non è la nostra competenza, ma la capacità di essere attraversati dalla compassione di Dio (è lo splàgchna). I dodici vengono mandati senza borsa, senza pane, senza difese. Vengono mandati con il potere di curare, di liberare — ma quel potere non è loro. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.»

Il sacerdozio di don Ferdinando — e più in generale ogni forma di ministero, ogni forma di vita cristiana che voglia essere autentica — non si fonda sulla straordinarietà del singolo, ma sulla grazia ricevuta. Paolo nella lettera ai Romani va ancora più in fondo: «Mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.» Non quando eravamo pronti. Non quando eravamo degni. Proprio allora. Il Signore della messe non aspetta che il campo sia perfetto: raccoglie ciò che è già maturo nella misericordia.


Santi Apostoli, ventitré anni

Don Ferdinando è rimasto in questa parrocchia ventitré anni. Prima come parroco, poi come collaboratore. Ventitré anni nello stesso campo.

C'è qualcosa di molto umile e molto bello in questo. Il Vangelo di oggi apre con una folla che Gesù vede «stanca e sfinita, come pecore senza pastore». Non è una folla astratta. È gente concreta, con i suoi problemi, le sue malattie, le sue incomprensioni, le sue fatiche feriali. Ed è lì, davanti a quella gente specifica, in quel momento preciso, che Gesù sente le viscere commuoversi.

Don Ferdinando ha vissuto qui quello stesso movimento. Ha conosciuto le persone per nome. Ha portato il peso di storie difficili. Ha insegnato chimica al liceo e ha aperto finestre sul senso della vita. Ha guidato, accompagnato, e poi — quando anche la malattia è arrivata — ha continuato, dal suo appartamento sull'Adige, a essere «guida o semplicemente padre» per chi andava a trovarlo.

La messe non è lontana. La messe è qui. Nelle case, nei volti, nelle fatiche quotidiane delle persone che ci stanno accanto.


Essere «regno di sacerdoti»

La prima lettura ci porta sul Sinai. Dio parla a Mosè con parole che sembrano quasi incredibili: «Sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa.»

Non dice: avrete tra voi qualche sacerdote. Dice: tutti voi sarete regali, tutti voi sarete santi. È un'intuizione che attraversa i secoli e arriva fino al Concilio Vaticano II, fino alla spiritualità dell'Opus Dei che aveva formato don Ferdinando: la santità è vocazione di ogni battezzato, in ogni condizione di vita. Non solo di chi ha un ruolo, un titolo, una posizione.

Ciò che Dio chiede è di «ascoltare la sua voce» e di osservare «la sua alleanza». Non grandi imprese. Ascolto e fedeltà. Le due cose che un buon pastore impara a fare con la gente che gli è affidata: ascoltare le voci concrete, restare fedele anche quando è faticoso.


Sconfinare

Mi fermo un momento su questa parola — «sconfinare» — che mi sembra importante.

Don Ferdinando era uno che sconfinava. Sconfinava tra chimica e letteratura e fede, perché per lui non erano universi separati. Era stato espulso dal seminario per aver recitato tre componimenti ispirati alla poetica inglese — tacciato di «pessimismo esistenzialista». Ma non era pessimismo: era la capacità di stare nella realtà senza semplificarla, di prendere sul serio la vita delle persone nella sua complessità.

Il Vangelo che abbiamo ascoltato fa esattamente questo: sconfina. Gesù non guarda la folla dall'alto del suo titolo. Si lascia attraversare da essa. Si lascia sconvolgere nelle viscere. E poi manda i discepoli non a fare discorsi ma a «guarire i malati, risuscitare i morti, mondare i lebbrosi, scacciare i demoni». Azioni concrete. Vicinanza reale.

Forse il messaggio di questa domenica — nel centenario di un prete che ha cercato di fare questo per tutta la vita — è che la fede cristiana non è mai consolatoria in modo banale. Dice: il Signore vede la tua fatica e ne è sconvolto nel profondo. E manda qualcuno a stare accanto a te.



Don Ferdinando ha concluso il suo racconto autobiografico qui, ai Santi Apostoli. Non per caso. Perché qui aveva vissuto il cuore del suo ministero: quella «vicinanza con la sua gente, nella trama delle relazioni del vissuto feriale delle persone, là dove la vita si fa carica di fatica e di speranza».

Viscere. Mietitura.

Le viscere di Dio che si muovono per noi. La messe di umanità che attende di essere raccolta con cura, gratuitamente, perché gratuitamente è stata ricevuta.

Don Ferdinando sapeva che i «santi» si ricordano per quel modo di guardare la gente che, senza saperlo, era lo stesso sguardo di Gesù sulla folla: mosso fino alle viscere, convinto che anche la storia più piccola portasse in sé qualcosa di maturo, qualcosa degno di essere raccolto.

Grazie, don Ferdinando. E grazie al Signore della messe.

                               Santi Apostoli, 14 giugno 2026

                                         Don Ezio Falavegna

martedì 21 luglio 2026

GRAVI ERESIE SU L'OSSERVATORE ROMANO DEL 4 LUGLIO 2026


APRI LINK QUI SOTTO E ASCOLTA 

CON ATTENZIONE


        https://youtu.be/Q4uTMVqEUnc?is=ds_Mx6vvP_DIxUDf



CARI AMICI è con grande dolore che sento il dovere di inviare, assieme a notizie edificanti e incoraggianti per la nostra fede, anche queste “novità” diciamo pure sconvolgenti che accadono in forma sempre più palese e grave, soprattutto da quel fatidico anno 2013, noto per essere passato alla storia come l’anno dei “Due Papi” quando in realtà il vero e unico Papa era ed è rimasto Papa Benedetto XVI avendo rinunciato solo al “Ministerium” e non al “Munus” cioè all’investitura divina che Dio stesso conferisce al successore di Pietro, che è UNO.
 Il grande Papa Benedetto è stato costretto a questa decisione molto combattuta e sofferta, come da sua dichiarazione, la famosa “Declaratio” a motivo delle persecuzioni interne da cui era minacciato come da “lupi” (parole sue) che gli impedivano di compiere la sua missione con piena fedeltà al suo mandato pontificio. Tant’è vero che Benedetto XVI ha continuato a vestire l’abito bianco come il vero Papa, firmava con la sigla p.p. (pastor pastorum) esclusiva del Papa mentre Bergoglio mai ha firmato i suoi documenti con questa sigla e, neppure dopo la morte di Papa Benedetto, ha mai avuto l’accesso alle stanze pontificie: camera, studio, cappella, salottino ecc. riservate esclusivamente al vero Papa, stanze che non sono state concesse neppure al nuovo Papa Leone XIV in quanto anche per lui è incerta la sua vera successione apostolica, così dicono le varie fonti informative. Vuol dire che lo Spirito Santo continua in silenzio la sua missione nella difesa della Verità attraverso persone fidate in mezzo a tanti traditori, purtroppo, che si sono infilati all'interno della Chiesa per distruggerla, ma non ce la faranno, anche se i danni  spirituali sono purtroppo sempre più evidenti.

La gente comune, e probabilmente anche molti  Prelati, neppure conoscono le regole severe canoniche e legislative per la nomina del successore di Pietro, regole che devono essere rispettate nella loro totalità, perché provenienti dal mandato divino “Munus” e con esso, legate strettamente alla infallibilità del vero Papa nel caso di dogmi, e comunque all’assistenza dello Spirito Santo nei pronunciamenti di fede e di dottrina.
Inoltre dal 2013, anno dell’insediamento di Bergoglio con il nome di Papa Francesco, è stato tolto il titolo di “Vicario di Cristo” sia dall’annuario pontificio che da tutti i documenti ecclesiastici ufficiali, senza dire dell’ambiguità o peggio dei suoi documenti dove, in pratica, molto subdolamente, si demolisce tutta la morale cattolica per aprire la strada a qualsivoglia comportamento sessuale, con la scusa di concedere la Santa Comunione anche in peccato mortale, (Amoris Laetitia). Quando si parte dall’intenzione di aprire una piccola breccia all’errore o al peccato, anche in buona fede nell’intento di avvicinare le persone alla Chiesa, si finisce poi per far entrare di tutto e di peggio, senza possibilità di ritorno alla normalità.

Con l’insediamento di Bergoglio, è iniziato anche all'interno delle varie congregazioni religiose, parrocchie ecc. un difficile periodo di incomprensioni, diffidenze, persecuzioni, addirittura scomuniche assurde, probabilmente invalide per chi osasse nutrire dei dubbi sulla validità della sua nomina, mentre ricordo che ai tempi della pubblicazione del nuovo Catechismo di San Giovanni Paolo II nel 1992, tutti i cattolici, laici, preti, vescovi, catechisti ecc. potevano permettersi di criticarlo impunemente, comprese le meravigliose encicliche, addirittura orgogliosi di buttare tutto al macero davanti agli occhi scandalizzati degli alunni della scuola teologica "S. Pietro martire" di Verona, tra cui la sottoscritta che frequentava quella scuola per laici e difendeva il vero Papa Giovanni Paolo II che ha rischiato la morte, come il suo predecessore,  per il suo intrepido coraggio.

La nostra vera Chiesa Cattolica fondata da Gesù Cristo è da sempre “Una, Santa, Cattolica e Apostolica” e nulla ha da spartire con la cosiddetta “Chiesa Sinodale” voluta da Bergoglio nel 2023 e portata avanti dal suo successore, Prevost, senza limite di tempo, a motivo di queste differenze dottrinali basilari: il vero “Sinodo dei Vescovi” era istituito dal Papa per risolvere particolari problemi di carattere “contingente”, spesso solo locale di una Nazione o Nunziatura, di breve durata ed era riservato solo ai Vescovi locali per la loro specifica competenza di carattere giuridico, canonico, teologico, morale per quel determinato territorio. Mentre invece adesso, da Bergoglio a Prevost, si vuole istituire la nuova cosiddetta “Chiesa sinodale” che continua “sine die” e che è formata da sacerdoti o vescovi senza particolari competenze, ma anche da persone comuni, uomini e donne, neppure cattolici, anzi spesso di dubbia moralità, formazione e costumi che dovrebbero costituire le nuove “autorità ecclesiastiche” col compito di indicare al popolo cristiano sparso nel mondo le “nuove direttive spirituali” future!!! Manco fossimo un’azienda dei lavori pubblici dove ogni esperto del settore può dare il suo illustre parere su come costruire una ferrovia. 

Chiudere gli occhi e fingere che tutto questo non esista e che tutto proceda nella normalità, per non creare problemi personali o crisi alla comunità, è da stolti o incoscienti o ignoranti, e potrebbe avere delle conseguenze drammatiche per tutti. E’ vero che si  può rischiare grosso soprattutto per i sacerdoti e vescovi obbligati all’obbedienza, che però non deve mai essere cieca, (come accettare il vaccino come atto d’amore che ha mandato molta gente al creatore!!!) ma una obbedienza intelligente, motivata e fondata sulla Verità anche scientifica prima di assumersi responsabilità così gravi come quelle della salute e della sopravvivenza fisica, oltre che della salvezza della propria anima.

Ricordiamoci che il mondo non potrà avere mai vera pace, finché la Chiesa rimane in balia delle potenze del suo nemico, perché il benessere anche materiale, la pace, la giustizia, il rispetto, la vita, la famiglia, l’amore e tutte le altre virtù umane e soprannaturali, compreso il progresso, la serenità, la gioia con cui abbiamo il diritto di vivere questi pochi decenni che stiamo al mondo, vengono cancellate perché la Chiesa cattolica in balia del suo nemico non costituisce più un  solido baluardo contro le insidie del diavolo ma, come da visione di Leone XIII, è completamente assalita dai diavoli. Queste legioni di diavoli fanno la guerra al mondo intero e non solo alla Chiesa proprio perché manca il “BALUARDO” contro l’avanzata del male nel mondo che è sempre stato costituito dalla forza soprannaturale derivante dall’Onnipotenza di Dio attraverso la Chiesa Cattolica, nella quale non si crede più, oppure si crede solo per poterla demolire da dentro. Per cui anche un buddista, luterano, musulmano, ebreo ecc. pur essendo indifferenti alle vicende della Chiesa cattolica, tuttavia ne ricevono, consapevoli o no, le conseguenze pratiche, sia nel bene che nel male, perché il diavolo che è entrato nella Chiesa odia non solo i cristiani, come figli di Dio, ma tutta l’umanità e si accanisce contro tutto il mondo perché creato da Dio e lo vorrebbe distruggere, se noi continuiamo a fingere di non vedere la realtà, anziché aprire gli occhi, chiedere aiuto, pietà e misericordia a Dio nostro Padre che ci ama, per mettere fine a questo immane flagello con la preghiera, la supplica e la riparazione.

Come nei duemila anni di storia della Chiesa nei quali il Magistero solenne ha decretato l’esistenza di ben 40 antipapi, uno ogni 50 anni circa, che sono stati ufficialmente espulsi, anche dopo decenni dalla loro morte, buttando al macero tutto il loro operato, sia orale che scritto, anche noi cattolici, adesso aspettiamo con fiducia che il Magistero solenne della Chiesa, attraverso l’azione dello Spirito Santo, decreti in forma ufficiale quello che da tempo costituisce una grossa spina nel cuore di molti fedeli e cioè la verità su questi due ultimi presunti Papi, grazie ai quali viene concesso di tutto e di peggio, anche il peccato contro natura, altro che baluardo contro il male. Tanto che molti credenti adesso si domandano amareggiati che cosa ci stia a fare la Chiesa cattolica se non fa altro che benedire qualunque comportamento immorale e disonesto, comminando scomuniche a chi osa proclamare con coraggio la verità, e rimanendo in silenzio colpevole quando dovrebbe difendere sacerdoti o laici perseguitati nel mondo.

Dobbiamo comunque restare calmi e fiduciosi perché al timone della nave in mezzo alla tempesta c’è sempre il nostro "super timoniere" GESÙ CRISTO VERO DIO E VERO UOMO, il quale ha chiesto a Pietro, prima del rinnegamento, di osservare il suo mandato che è questo “E TU, UNA VOLTA RAVVEDUTO, CONFERMA I TUOI FRATELLI NELLA FEDE”. Non gli ha chiesto di fare miracoli o di risolvere i problemi che attanagliano il mondo, ma di confermare i fratelli nella Fede di sempre. Ma se colui che riteniamo il Papa fosse un antipapa, tutto il mondo, Chiesa  cattolica in primis, va alla deriva. Soprattutto in questo periodo storico perchè, rispetto ai 40 antipapi precedenti, bisogna sottolineare questa non piccola differenza: i 40 antipapi, tutti elencati con il loro nome e anno di falso mandato, erano mossi più che altro da ambizioni personali, più che altro di prestigio, col sostegno di gruppi di cardinali italiani o stranieri in guerra tra di loro, pessima cosa ovviamente, però mai come al giorno d'oggi. Perchè al contrario di allora, in questo periodo storico della Chiesa del terzo millennio, i vari gruppi che sostengono il vero o falso Papa, sono mossi da motivi  preternaturali voluti dal diavolo, di avversione, per non dire odio verso la Chiesa e Gesù Cristo, suo perenne antagonista, perchè mai nella storia della Chiesa si è riscontrato un tale odio contro la Fede e contro la Verità che è Gesù stesso, Via, Verità e Vita e contro tutta l'umanità e tutta la creazione uscita sempre e comunque dall'opera di Dio Signore e Creatore-

Io non sono fanatica di tante profezie e ancor meno di  "veggenti" così di moda, tuttavia neppure possiamo ignorare quelle più importanti riguardanti la Chiesa e la salvezza delle anime. Ricordiamo le profezie di papa Leone XIII, san Padre Pio, la Madonna de La Salette, La Madonna di Fatima ai tre pastorelli, le profezie di Akita in Giappone, della beata Emmerick e di altri mistici.  Ricordiamo inoltre che la Madonna già dal 1500 aveva chiesto a un gruppo di suore fedeli di quel tempo di pregare per la Chiesa del terzo millennio perchè sarebbe stata assalita da intere legioni di diavoli. (vedi le profezie della "Madonna del Buon Successo" a Quito in Equador approvate dalla Chiesa").  Infine riportiamo qui sotto anche il n. 675 del Catechismo Chiesa cattolica di San Giovanni Paolo II che ci prepara a questi avvenimenti chiedendoci la fortezza e la fede eroica per superarli, con l’aiuto di Gesù, Giuseppe e Maria e degli Angeli Custodi. “Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il “Mistero di iniquità” sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anticristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica sé stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne” (n. 675 C.C.C. L’ultima prova della Chiesa)

Noi continuiamo a sostenere i nostri sacerdoti fedeli, anch’essi molto provati e tormentati a motivo del dovere dell’obbedienza a certe autorità ecclesiastiche di dubbia consacrazione, restiamo vicini a quei sacerdoti fedeli che ci possono assicurare ancora i Sacramenti validi di sempre, con la Messa di sempre “Vetus o Novus Ordo”, la confessione di sempre, il Magistero di sempre, il Vangelo di sempre, senza rincorrere "quel prurito di novità" denunciato già dai tempi di san Paolo che il demonio mette sulla nostra strada per fuorviarci dal retto cammino, buttando alle ortiche tutta la tradizione bimillenaria, teologica, sacramentale, biblica ecc. che ci ha sostenuti e illuminati fino ad oggi.

Siamo in piena battaglia, cari amici ma se resteremo fedeli alla Chiesa di sempre anche se ferita come una madre malata e bisognosa di cure, avremo assicurata la vittoria perché la Madonna di Fatima ce lo ha promesso “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà” e avremo un millennio di pace e serenità e fede vera nel mondo intero. Allora vedremo anche il trionfo della vera Chiesa cattolica, purificata, solenne e maestosa pur nella sua povertà, come da profezie di Papa Benedetto XIV nel 1976. 

Comunque dovessero andare le cose, anche in vista di una probabile grossa guerra, e fossimo privati dei SACRAMENTI VALIDI, ci resta sempre l'arma più potente dopo la Messa che è il SANTO ROSARIO. Preghiamolo spesso, non solo per strada o in macchina, ma anche in ginocchio, da casa, da soli o con qualche amico che condivida con noi la consapevolezza di questa grave crisi all'interno della Chiesa cattoli che si sta realizzando adesso in questo preciso periodo storico per volontà di Dio.

SEI TU GESÙ L UNICO MIO BENE. 
GESÙ CONFIDO IN TE. 
GESÙ GIUSEPPE E MARIA SALVATE CHIESA ITALIA E LA FAMIGLIA MIA.

                                 patriziastella.com