giovedì 3 settembre 2026

LEGGE REGIONALE VENETO SUL FINE VITA.


LA VITA E’ BELLA SEMPRE.

Purtroppo anche per il Veneto ha vinto la bramosia di morte, dopo tutto un martellare di slogans, di casi pietosi montati apposta, di situazioni off limit presentate come tragedie greche, mentre ormai la medicina ha saputo offrire un supporto per un “passaggio” dignitoso e indolore.

La verità è che ai nostri politici, forse anche a molti medici che hanno perduto il senso altissimo della loro missione, non interessa affatto la salute e ancor meno il benessere dei propri concittadini o connazionali. Per molti di loro il bilancio economico personale o pubblico è da anteporre a qualunque persona di qualunque età e situazione. Anzi, tutte le strategie usate in campo politico, perfino la balla di affermare che sulla terra siamo in troppi, quando invece è popolata solo per un quarto circa, sono studiate apposta per terrorizzare la gente fino al punto da spingerla a desiderare di farla finita, a qualunque età e condizione, piuttosto che vivere in un mondo come il nostro, in balia di guerre, pandemie, depressioni, separazioni dolorose, vaccini misteriosi che sembrano veleni, insicurezza totale sul presente e sul futuro ecc.

Ma chi ha voluto un mondo del genere? Dio che è bontà Infinita o il suo avversario satana, padre della menzogna e omicida? Purtroppo anche il clero in genere, Vescovi in testa, come per tutte le manifestazioni di questi ultimi anni incentrate sul diritto alla vita di vario genere, è rimasto in colpevole silenzio, tranne il Patriarca di Venezia che è intervenuto con una lettera, a votazione compiuta, quasi a complimentarsi diplomaticamente per il felice esito della proposta di legge.

Perchè, cari sacerdoti, o Vescovi, o politici, o medici o docenti, o lavoratori di qualunque settore, questi provvedimenti all’apparenza pietosi e doverosi, sono come piccole brecce attraverso cui poi si spalancano enormi portoni! E Dio non voglia che si arrivi al punto di invocare, in nome di doverosa restrizione o austerity collettiva per il bene della Nazione, la necessità di “far fuori” a norma di legge, tutti i cittadini over 70/75, sani o malati che siano, perché ormai vecchi e improduttivi e di aggravio per la società. E fra questi non si farà più distinzione fra le varie categorie privilegiate, ma tutte cadranno dentro lo stesso calderone infame di morte voluta o subita. Come una spada di Damocle potrebbe cadere anche sulla vostra testa o su quella dei vostri famigliari.

Ma il peggio viene dopo perché la vita non finisce con la morte, ma continua nell’aldilà dove si riceve da Dio il Giudizio sul nostro operato. E anche se mi pare di vedere i sorrisini sornioni di coloro che, dall’alto del loro potere e sicurezza, se ne ridono della Parola di Dio, la verità è che Dio esiste per chi crede e anche per chi non crede e solo a Dio spetta la prima e l’ultima parola sulla vita di ognuno dei suoi figli, santi o peccatori che siano. La vita è bella, piena di meraviglie sulla terra, nei mari, nel cielo! La vita è bella anche nel dolore se accettato con fede, e dura pochissimo, come un lampo, dice la Scrittura. Cosa sono 80/90 anni di fronte all’Eternità? E allora perché volerli accorciare e non godere della pienezza di quel tempo che Dio concede a ognuno perché possa conoscerlo e amarlo e guadagnarsi il Paradiso? No è la morte del corpo la cosa peggiore, ma quella dell’anima quando si presenta davanti al tribunale di Dio.

Non dobbiamo avere paura della morte e neppure della sofferenza che al giorno d’oggi è quasi sparita o resa sopportabile grazie alla medicina. Non dobbiamo avere paura di passare gli ultimi anni come se fossimo “inutili” magari nel letto, o in carrozzina ...perché la vita dell’uomo non vale per quello che “compie” anche nel bene: scoperte, ricerche, insegnamenti, leggi, lavori manuali o intellettuali, realizzazioni strepitose ecc. ecc. No! La vita dell’uomo vale sempre e comunque davanti a Dio, anche se malati, disabili, carcerati o prigionieri perché, sull’esempio di Gesù Cristo, ha avuto più valore la sua Passione, Morte e Risurrezione piuttosto che tutto il resto della sua vita passato a lavorare con San Giuseppe e a predicare per la Palestina. Senza dire che avere del tempo libero a disposizione per pregare di più e meglio, leggere le vite dei santi ecc. è una gran fortuna, non una penitenza. Tutta la vita sulla terra è un dono meraviglioso, ancor più la vita nell’aldilà, come da parole di San Paolo quando afferma che “nessuno sulla terra può immaginare le meraviglie che Dio ha preparato per coloro che lo amano”.

                                  patriziastella.com

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